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lnf orma tic a e diritto Rivista internazionale diretta da Costantino Ciampi Eilizioni Scie•tificlae Italiane Informatica e diritto, XXVII annata, Vol...

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Informatica e diritto, XXVII annata, Vol. X, 2001, n. 1, XI+266 p.

lnf orma tic a e diritto Rivista internazionale diretta da

Costantino Ciampi

Eilizioni Scie•tificlae Italiane

Informatica

e diritto

Rii·istu interna::,ionale del l'Istituto per la documentazione giuridica del Consiglio Nazionale delle Ricerche !Jirct/ou•: Nicola P11.\/./0Lo; Co11.lig/io scic111ijico dd/'ff)G· Onofrio FANELLI(Presidente), Bruno C.11wso. Pierangelo C.ILILINO, Costantino CIAMPI, Mauri1.iu FIORAVANTI, Mario ]ORI. Marìn RA
11.

Comitato Scientifico: Viuorìo F1ws1N1(Prcsìt.l.:11te) Gianfranco [)'AJETTI, Angelo GALLIZIA Lmgi LOMH,\RDIVALL,\llRI, Luciano Russi Corri,1)()11dc111i.L.E. Allcn tUSA). H. Bernet (8). R. Bìclsa (RA). J. Bing (N). D. Buurcier (I:'). P. Catala (1:'I. V. Dc Mult.lcr (NLJ, H. Ficdkr (D).A. Gardncr (USAl. C. Hafner (USAl. V. Knapp 1CSJ. R.D. Kowalski !GBl. F. Laclrnwycr
Dirtc"zione: Rtc"dazione: Stc"gretHia:

C(>slanlino CiA7'1PI Elio F.\MEIL Roberta NA\''-'l'CCI Simona BIKAZZI

lJìff;io11c e rn/u;ionc: istituto per la docum<:nta,ionc giuridica ,kl Con,iglio Nazionale delle Ricerche 'iO 127 FIRENZE Via Pa11c1atichi. 'i6/ 16 n- 055/--LìlJ95 Fax 05:ì/-.+2:'I rc. L.'abhonamcnto decorre dal I gennaio t.li ogni anno e dù diritto a lutti i numeri t.lell'annata, compresi 4uel-li giù pubblivati. li pui, clfrl\uar,i t.lirc1ta111cnleall'Et.litore anche con vcr,amento sul conto corr,'nlc postale indicando a tergo del modulo, in mmlo leggibile nome cognmnc et.I indirizzo Jel1·ahho11:110. Gli abhon:1rncnt1 di,· 11011 sa,anno disdcll1 entro il_'\() novembre <.lìcia,cun anno si illlcnt.lcranno tacitamente rinnovati per l'anno succc's.sivo. li rinnovo <.lei1· abbonamento deve essere effettualo c.:ntro il I 5 aprile t.lì ogni anno: trascorso tale lerminc l':\mrnini,tr:uionc prm·vct.le dircllamenlc all'incasso nella maniera più conveniente adt.lL'hilando le spc,c r,·lative. I i'ascicoli non pervenuti all'abbonato devono e,sere reclamati entro 15 giorni dal riccvìn1ento ,kl fascicolo successivo. Decorso tale termine ,ì ,peJiscono contro rimessa t.lell'ìmpmto. Pl'r ogni l'ffcl!o l'abbonato elegge domicilio presso l'Arn111i11istmzioneJella Rivista. Registrazione pr.:sso il Tribunale dì :\apoli al 11.4.'79 t.lel 2-:!J3N.'\.Responsabile: Costantino Ciampi. lscrilla a R,•gìstro Nazionale t.lclla S1arnpa ìn data 29/7/85 al 11.1635. Spedizione in abbonamento pnstalc ari. 2 cornma 20/b legge 662/96 l'ilialc di Napoli. Copyright by EJizioni Scìcnlifiche Italiane Napoli. La Buona Stampa s.p.a.. 80056 Ercolano (NaJ. via C'ou.olino 8(1. Pcrimlìco esonerato
della R11uta (! / 200 I) so110p11hh!tmt11pmwpalt drm1111m/1pmdotl! ml I01:ro rie//(! suco11rla jase delproJ;dlo .\JR "/lcctSiO alle 1w1111c 111Rete'', d1c si i: m11ch1srr il 30 !W/'{'!!1hn 2001. [;; qII,-sto •~,'1111Hrospm{l/e"

l'n pmer!e11k 11111mm spmale ridia F.11'1s/a(I/ 2000) e sfato derltm!oal pm110 Studio d1 fatt1bil1tà}!er la Ffrt!tzzaztone del Pir~e,et!o. li p,~~et!o a\IR, imz1a!o ml ,~111gno1999 e jìna11zw!o rlall'A11lontrìper l'lJJfor111r1!1fr1 J1ellaP11hhliw A1111111111s!raz10m, è roordmalodal i\ fimstero della Gi11st1z1,1. e temolot,teldel Progdtosonol'Jr!Ì/11/0per la Doc1111m1!azwm Partncrs scle11t1jìo G11!!id1c{I dd C>iRr/1 F11mzeC il Consorziolntem1111·ers1tarw C1s1~c1 dt Bolo,_1!/h!. Istituzioni ed Enti aderenti P.1rl.unc.11to e Oi:-~,lrlLCo...,r1tu1..Ion.L11

d1.I l)l ]'lll 111 :'-L1' l1i) '-1-,._]I lt ...puhblic ( ()["]s,J~1J() Lil ::-.t1[() ( l )['[( ( l 1--.:HU/],)[ì 1k (

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INDICE

SOM:MAR.10

V

F1 rnu:n \ Rrn u RI, Presemaz.1011e

VII

Co:-.1 \:,,..·11,u Cl \:,.Jl'I,

Glj Slll!11ppi del progettoI\TIR r'.Accesso alle norme ,11

Rete" STLDIO DI FATTIBILITÀ SUL DELLA NORMATIVA PREGRESSA IN FORMATO XML"

"RECUPERO

3

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C.\RLO

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SPIN( M,

FrclR.EN'.t \ R.imperodella no1'J11ativa pregressain fam1ato

M \RIO R\CON

\, Lottl.\1'..' ·\ S!-.RRUITI,

INTRODUZIONE AGLI STANDARDSDEL (DmEURNs)

PROGETTO NIR

123 _\i'-!DRI. \ ;\1\Rc lll n 1, F \KR1:..-'.10 '.\IHi.\1.1 • E"-.!R1co s1~1 \, F \Bro \TTTAu, 1\1(1/rahtra X\IL deg!tatti ,1ormativ1 ztaliam.I DTD dì Norme m Rete 149

PII· Rl .l'!t ;1

sn,o:; \, Idm!ifimz1011edà docu111m1t gi11rzdiàtra1111te U&-.:s

(C ni forrn Resourcc J\.,amc~) GLI STANDARDS DEFINITI NEL PROGETTO NIR (DTDEURN!.)

r.\1.1,F \BRII.J1) ?,Iu;.,u ., I D1D dei doru1JJe11ft dt Norme

167

F \BlO

233

1 deino!lli P11n.Ix1rn Sp1,os \, Asugnaz/0111 mnfonmai docutllenh gmndici

265

CtRU)I.

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DLI. (i NO\''"i\lHRI.

n 262 del 10 novembre 2001)

10

Rete

2001, N _\11•.\/Cll/35 (G lJ Sct1e geneule

Presentazione È con grande soddisfazione che presento questo volume in cui sono riprodotti 1 principalt documenti che testimoniano i rilevanti recenti sviluppi raggiunti dal progetto NIR "Accesso alle norme in Rete''. Innanzitutto è riportato lo Studio difattibzlità,condotto dall'Istituto per la Documentazione Giuridica, relativo al "Recupero della normativa pregressa in formato XML",la cui realizzazione è stata uno degli obìettiv1 cardine della seconda fase del Progetto appena conclusa, insìeme all'estensione della base documentale del portale Norme in Rete e alla sua evoluzione qualitativa. Tramite quest'ultima si è giunti alla ristrutturazione del sito e all'1mplememaz1one di funz10ru più avanzate di ricerca dei materiali giuridici e di servizi volti alla fidelizzazione e soddisfazione dell'utente. Seguono due importami contributi dedicati all'illustrazione degli .rtandards NIR, riferiti rispettivamente alla rappresentazione della struttura formale e funzionale delle diverse tipologie di documenti normaovi (Dm - DocumentType Dejìnition)e all'assegnazione dei noml uniformi ai documenti giuridici (URNs- UniformResource Nanm). Completano il volume la pubblicazione, nella versione mte 6rrale e defirutìva ad oggi, degli stondard.rufficialmente adottati (6 DTlJ relativi ai diversi documenti NIR e una Nonna tecnicaper l'assegnazione dei nomi uniformi ai documenti giuridici, recentemente recepita dalla Circola.re AIP~-\ 6 novembre 2001, n. AIP,-\ /CR/35). Alla luce de1 risultati raggiunti, conformemente allo sviluppo inccementale del Portale, cominciano oggi a delinearsi più concretamente i benefici attesi dal Progetto, ovvero la possibrhtà per gli utenti d1formulare un'unica ricerca, operando una selezione su tutti i documenti giuridici, limitatamente alla normativa, pubblicati dai diversi siti Web istituz1onah, e di usufruire di potenzialità di ricerca più sofisticate d1 quelle usu,tlmente consentite dal motori dt ricerca in Internet. Come testimoniato dai messaggi di posta elettronica giunti allo stciff redazionale del Portale e dall'analisi delle statistiche di accesso, gli utenti (cittadiru, funzmnari pubblici, imprese e operatori del diritto) hanno accolto favorevolmente il Progetto, comprendendone pienameme le finalità di innovazione scientifica e tecnologica nel trattamento de1 dati giuri-

P,og,::llo ,"\JR - F,m:? J lnhvdlf:;fOII<'

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d1c1 e d1 rcalizzazmne di un sistema per l'utente finale, uttle e d1 semplice con,;;ultaz1one. Asiamo dire che è stata aperta la strada verso il ragg;mngimcnto di un concreto supporto all'attività dei redattori degli atti nonnatm, fa\·orendo 1l rispetto delle regole di tecnica lcgislatiYae producendo, già alla fonte, documenti nei formati idonei alla trattazione mformatica. Potrà essere cod raggiunta in fasi succcs~ive la realizzazione di un sistema di~tnbuito che, indipendentemente c.lalla collocazione fisica, dia una Ye~te unltana ai documenti giuridici e imponga cond1z10ni vincolano tese a cunscgLurc un cle\·ato grado di uniformità tra le norme. Anche a li\'ello comumtauo, le prospett1Ye inncwaw:e del prop;ctto "Accesso alle nortn<;: 111 Rete", wpta
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Florctta Rolleri

Respo11sabile Ju .)IS/e!/ll l!!/o/'/JJ{!/J/,'ÌA11to111aflzzali dt! ,Un11stero dellaG11rshzw

Roma, 30 no1,m1lm200 l

Gli sviluppi del progetto NIR "Accesso alle norme in Rete" Co.sT.\.N'TINO CL-\:.\fPl,

Dalle origim dell'impresa ad oggi sono trascorsi poco più di due anrn, durante 1 quali il Progetto h~lcompiutamente percorso due delle tre fasi individuate, fin dall'imzm. come necessarie per stabilirne i contorni e prcci!.arne i contenut:1. Durante questo tempo il progetto J:\To1wem Rete ha consolidato le scelte iruz1ali, dopo averne verificato la fattibilità sia tecnica che orgaru;,.zativa: costruire, cioè, un nuovo serv1zio Web per l'mformazione gmridica del tipo "portale" - al servizio dei cittadini, della Pubblica Amministrazione e degli operatori de! diritto -, che svolgesse la funzione cssenzrnle di punto di accesso unificato per il reperimento dei documenti gmridici disponibili in Rete nei sia istituzionali pubblici, a partire dagli atti normaciv1 comurutari, :,tata.li e l'egionalt. Conformemente alla tipologia di servizio scelto, NorJJ1c ù1&te s1 configura non come una nuova banca dati centralizzata, ma piuttosto come un se1T1z10-gU1da,una porta d'accesso, uno strumento lh in~traòamcnto dr.:gh utenti verso 1 siti editmi che pubblicano originariamente le informaziom di interesse. Per raggiungere questi risultati s1 è dovuto rendere dispon1b1le, presso un unico sen:ercentralizzato, un indice unificato delle raccolte normative acces!>ibili, un motore per il repenmcnto dei dati e moduli d1 ncerca ifonm) specifici, mentre i documenti original.t di riferimento Yengono reperiti e visualizzati all'interno dei siti indicizzati Il portale NlR, moltre, fornisce una serie di moduli accessori, qualt i collegamenti (ltnkr) a sen 1zi specifici di utù.ità per il cittadino e gli operatori professionali che sono tenuti all'applicazione delle varie d1sposiz1oni normative (guide agli adempimenti, modulistica ufficiale, notiziari lcgislatn-i, ecc.). Al termine della pnma fase del Progetto (gmgno 1999-maggio 2000) veniva pubbhcato, in un numero speciale dt questa R!vrsta 1, il primo Stu-

C C111mp1(!DG-CNR) è cùOtdmaton

pe1 ù CNR del p10gcrto .VorrneIII Re/e.

VIII

Progetto NIR - Fase2 / lntmduz.10ne

dio difattzbt!itàdi Norme in Reterealizzato a cura dell'Istituto per la Documentazione Giuridica dd CNR, nel quale erano analizzati tutti gli aspetti legati all'implementazione del sistema finale e definiti gli standardsdi riferimento e le prmcipali soluzioni tecniche da adottare per assicurare un equilibrato sviluppo del Progetto. Nel contempo veniva aperto presso il CI!\"EC\ il primo prntocipo operativo di Portale. Le più importanti tematiche affrontate nello Studio sono state poi approfondite all'1nterno di Gruppi di lavoro appositamente costituiti dai promotori del Progetto con 11compito di definire e sperimentare gli standards e le metodologie da adottare nella realizzazione del sistema finale.

Al termine della seconda fase (dicembre 2000-novcmbrc 2001), che si è appena conclusa, tl Progetto ha registrato s1gn1ficativi sviluppi ed ha realizzato nuovi prodotti.

1. Un nuovo prototipo operativo di "portale" verticale accessibile via Internet, rinnovato profondamente nella struttura e nella veste grafica (cfr. Fi,gma 1), che consente funzionaljtà d1 r1ccrc,ì d1 bii.sc ~u una pane della documentazione giuridica già disponibile sui siti Internet della P.A

Figura 1: http· I bv,v,vno1mc111retc.it

Il nuovo Portale, oltre alla struttura rinnovata e alla veste tipografica, si caratterizza ri~pctto al pnmo prototipo per almeno tre aspetti:

A) E.rtensto11edelle raccolte docn11Jentarte: le raccolte analizzate per l'indicizzazione, tramite la redaz10ne dei jiles strumentali Nir. txt, sono circa 140 e complessivamente rendono accessibili circa 110.000 documenti normat1v1(nel calcolo sono compresi ì duplicati).Talifiles sono testati nel e, dopo l'adesione ufficiale delle relatiYe amminiLaboratorio Cr:,mc._-1,_

1

"lnformauca

e chntto", 1 (2000), numero speciale, 200 pp + CD-Rom fl.llcgato

C. Ciamp,/ Gli sviluppideiprogetto NIR 'j'1cceuo allenormein Rete"

strazioni, i documenti prodotti vengono resi effettivamente nella rete pubblica di Internet.

IX

disponibili

B) Evoluzjonequa!itatzvadellefimz/oni efferte.La più importante realizzazione di questo settore è costituita dal Catalogodellenorme,archivio contenente gli estremi significativi, nonché la classificazione per materia, il nome uniforme (URN) e la locazione di rete (URL) (allo stato solo per un di un corpo molto consistente di atti (circa numero limitato di records), 45.000): la normativa statale primaria pubblicata in G.U. dal 1948 ad oggi. La banca dati funziona, per i documenti indicizzati, come strumento di associazione delle metainformazioru relative, ma fornisce comunque un insieme di informazioni utili anche per gli atti non presenti in rete; è utilizzata anche nel processo di risoluz10ne da nome uniforme a locazione di rete. Nel tempo l'archivio tenderà ad ampliare la copertura temporale e tipologica degli atti raccolti e ad auto-alimentarsi in misura sempre maggiore attraverso le metainformazioni inserite ne1 documenti indicizzat1. C) Nuovi servizi informativ.'.· sono state rinnovate le due sezioni "Link" e "Servm al cittadino" del Portale. Ne è stata infatti ridisegnata la struttura ed è stato incrementato il numero di links for01t1.

2. Una collaborazione

continuativa

alle attività redazionali

del

Portale, con la costituzione di uno Staff di redazione costituito da personale del Ministero della Giustizia, dell'IDG-CNR e del CINEC.\, comprendenti: •

un servizio eh risposta alle e-mailinviate alla Redazione;



il controllo redazionale delle pagine del Portale;



la manutenzione e lo sviluppo de1 servizi del Portale.

3. Uno sviluppo avanzato degli standards NIR: A) DTD per fa normativa.Il Gruppo nazionale di competenza per la struttura dei testi normativi (coordinato dalla Camera dei Depurati) ha individuato alcuni modelli di strutturazione dei dati (D1D - DommentType Defimtton)per la normativa jraliana, con particolare riferimento ai diversi tipi d1 d1sposizioni, alla struttura dell'articolato e alla gestione delle cita-

X

Progetto."\7R • 1-'aJe 2 I fltlrod11::1one

;,:Ìurn norn1at1vc 1 . I risultati finora conseguiti fanno intravedere che la poss1b1htà ù1 operare ~ulla ba'->Cdi comuni modelli d1 dati (del t:1po DTD, per 11momento; rn futuro, dd upu SCII!.:.\f \) può rappresentare un ut1hss1rno ,.;trumento opcranvo a disposizione ùi tutti 1 :-.oggetti couwolti sia nella produ;:1onc e pubbhc~u1one delle norme, sia nella manuten:none (111tcn.rcnt1rnod1ficam·1) t: semplifica:nonc del sistema normat1Yo.

Alcuni ob1ett1v1 del Gruppo tb !anno non sono stati ancora completamcntc raggiunti ad oggt; tra questi l'mc-lr\·1duaz10ne e la spcnmcnta;.,10ne degli strumenti informat1c1 per la strutturazione e la marcatura dei te!>tt normat1v1 e per l'1nd1v1dua7ionc autornanca dei riferimenti e dei nessi normatn-1 da proporre agli Enti aderenti al progetto.

B) L7RS - Some un!fonmper 1dmt'.(ican: i docmmwhgùmd,ci. Il Gruppo na71onale d1 competenza (coordinato dall'IDG-C;'\R) ha identificato uno standanl, già 111 \'ia d1 pnma applica:,:10nc, per fornire identificatori univoci e pcrs1~tcnt1 d1 ri~orse grnndiche in rete::, md1pendent1 dalla loca:-::1onefisica espressa dall'tndinno l:RL '. lns1crnc con lo standardUR"s, recentemente recepito come raccomandaz1onc tecmca .A.IP.\4, sono stati spenmcntan metodi e strumenti di r1~olu,:1onc (Ro~· R.m1!i'!'r D1rro1c~Jjcrnre) e 'ìtrumenti refhJ'tlJ<'(p11rse1J per la scansione automatica dc1 documenti e 1'mdn·idL1n1onc dei nfenrncnt1 norrnatJYt da collegare automaticamente tramite nome uniforme. e degli strumenti di corredo appena citati L'1mp1cgo ciel num·o s"111dard facd1tcrà, m un ambiente di rete con nsor'->c distribuite fra d1\·ci-s1cd1ton telemat1c1 Ocammini~tra7Ìorn aderenti), la cmtruz1onc di un ipertesto globale fra I documenti giuridici e cli basi di conoscenza contenenti le rela710111rmercorrcnn fra gli stCS'-1,con ricadute positl\T sull'intero ciclo d1 :: f:fr mJra, p 1::!3,. \ndrl'.1 '1!.nchettl, J·,1b11210 :\leg,tle, i nuco .Set.i, f·,1b10 \·itali, \Iaw1/um X\JI deglilii/i JWJl}Jt1fm ita/J,mt. 1 DID d, Som1e lii Rete,e p 16-, r,1b10 Yn,tlt, Falmno \[cg,1lc, ID ID deidou1111e11h d1-:-,.,.~orm~ 111 &t; i (_ft l'!Jltl, p. l-l-9, p L Spmo~.1,},lml!/Ì,a:::;0111'da dotl/J/IC/1/l s11111d1i1 /1wmfç L'J,\.1 (L'm11 gmndhl. frnm Re~otHLC '.:-;: .1rnc~), e p ::!33,Idem, A ,,,e.f!/Wt,_trJ//1' dei 1101111 m11/or,m t11 do,m,1e11 4 Cfi m/m, p 265, l.1 Cm.ol.uc . \rp \ del 6 nm-cmlH•· 2001, n Sene genc1ale n. 2(i2 ckl 10 nm-cmlne 2001)

\ 11'\ /CIV 35 (G

l

C. Cwmpt/ G!t Jvtlupptdelpro,get!o l\rlR "/faeuo alle norme in Rete"

produzione, pubblicazione, manutenzione e semplificazione normativo.

Xl

dd sistema

4. Uno Studio di fattibilità sul "Recupero della normativa pregressa in formato XML" che ha valutato i costi/benefici connessi al recupero del testo integrale della noanativa pregressa secondo 1c indicazìoni formulate nel precedente St11dwdi fatttbzlità relativo a1 progetto Sor111e ill Rete(maggio 2000) e che è propedeutico allo svolgìmenro della gara europea per l'appalto dei servizi Nuz. Con il termine "normativa pregressa" s1 intende l'insieme delle norme statali, regionali e provinciali emanate nell'arco temporale che ~-adallTnità d'Italia ad oggi. Rispetto a questo insieme lo jtt,dto è:: limitato, per la normatin ~tatale, all'anabst della legtslazionc costituzionale e ordmana, nonché dei decreti, delle ordinanze e delle circolari minii.teri:1li e
6. Un primo ciclo di attività di formazione., condh'1s0 col CrNEC.\: particolare, l>Onostate svolte 12 distinte giornate di formazione per i tecrnci delle Amm1rnstra?iorn adercntì al Progetto, di cui 7 giCJrn,tte dedi~ catc all'illustra7ione, analisi cd cserc1taz1one sugli standardsNIR, finahz:i:atc alla loro adozione e al loro corretto unhzzo da parte delle Ammm1strazioni partec1pant1; e 5 giornate dedicate ai fondamenti del linguaggio X..\IL e alla struttura dei documenti normatl\'1 di Normein Rete. 1n

Studio di fattibilità sul "Recupero

della normativa pregressa in formatoXML"

CONSIGLIO NAZIONALE DELLE RICERCHE Istituto

per la Documentazione

Giuridica

Paolo Carlo GUIDOTTI, Mario RAGONA, Loriana SERROTTI, F1oren.rn SOCCI, Pie1Lmgi SPINOSA

RECUPERO DELLA NORMATIVA PREGRESSA IN F()RMATO XML

STUDIO DI FATTIBILITÀ per il MINISTf:RO DELLA GtUSTIZlA

Ufficio del Re~ponsabile per i Sistemi Informativi Automatiuati (cc urallo n S!A 08 Il SAC 29 S 5/2000 A)

Giugno 2001

l

Pro,_~et/o .T\JR- Fase .2 / .l/l({ho rh /a!!lb1lt!cì

4

INDICE OGGETTO, OBIETTIVI E LIMITI DELLO STUDI0 .............. --·-···--···...... _._............ .5 OB!ETIIVI

I

I I1

DEL RCCUPER0

5

Ba,e documentale funz10nalc al repcnmcnto della noi rnat1va Base documentale funzionale alla p1ed1spus1z1one dei testi agg1ornat1. lmphcaz1on1 connesse alla base prescelta .

LI 2 l 13 1.2 PROllLf:MATICHE SPECtFICllE CO\NESSE AL Rc.CUPERO I2 l Tcsll stonc1 e agg1ornat1 . 1.2.2 AW eme,s1 o v1gentt

1.3

2

8 9 9 . IO

I1

L!'v!!Tl DELLO STl.DJ0.

CRITERI DI VALUTAZIONE DELLE FO!\'Tl E DEI RISULTATI ........ --......... ----12 2 [ CRtlf:RJDlV,\LUTAZI0:-S[Df,LLEf0J\11 2 I I Autorevolcna . 2.1 2 Completcna 2 I 3 Corretlena formale e so~tanzw.le dei dati 2 IA R1cche7za della tonte 2 I 5 Parametri 4uantllat1v1 2 2 VALUTAZI0"!EDE-J RIS\IL.IATI 23

3

5 .7

CoN~IDfRAZIO'dSL·1c-RJTERIDIVAll/lAZ10,1-nFLJI

12

12 12 12 13

1-1 14 ro,111cnEIRl',L,Ll~TI

!5

VEICOLI DI DIFFUSIONE DELLA NORMA---·--······-···· .................................. ---·-----16 3 I fO"·nJ l'fflCJAU

3 I I 3 I 2

«Gazzetta Ufftc1ale della Repubblica Ital1ana" «Raccolta Uffie1ale degli atll normat1v1 dcll,1 Repubblica 1taltana» ((Bolleltlm uffic1al1» delle rcg1om. "Bol!ettmr uff1c1al1,,dei mm1,ten e dt altre autont;1

.16

16 .. 17

3 I3 !S 3.1 4 .18 3 2 fo, Il :-SONU~FICIALI. . I8 3 2 1 Raccolte elettroniche 19 3 2 I J Anh111 m lmcn.. 19 3 2 l.l l S1,tema ltalg1ure della Corte Suprema d1 Ci,sa/lone .. .. 19 3 2.1 1 2 S1
OPERAZI0:-.11 NECESSARIE AL RECUPERO E CRITERI DI QUALrI

A.......... 25

-I I Rl:Cl'Fr:R0 DA RACCOLTE CAR r\CEE O DA H5T0 EUTrR0\JC0 ;<,()"!SI Rl rTL R•\T0 ... 25 4 l I Acqu1,1/1one del testo d1g1tale ùa raccolte cartacce . 25 4 12 l'vlarcatura della ;,ti utlura . 26 4./ 21 Man{lf11mdc/la 1t1ur111mfi11oa/11c/lod1ar11cu/ode1re1t1111(un11a10 d1g1wlc

26

2

P.C Guu/0111 et al. / Reutperode/la11onna/1va pregn:J.ia wfòm1atoXlvfL

5

Manat11radella ,1r11t111raji11u a /11,elfod1 Gomma.lettero, numero dn tefll 111fommlo d1g1rale ... .... .. .... ........ ..... • .. . ... .. .. 27 4.1 3 Marcatura dei riferimenti ntt1v1... ... ... . .. . ... .... ...... . ... ..... . .. ..27 4 J.J i Marca111ra dei r1feri111emu11riw dall'ar11rn/oveno Wflco/o e.\presH v,a 4 I 22

URN.

4 J 3.2 4.1 4

....

Marcatura

.

. .........

.. . .... • ........

..............

.... 28

dei r1fe11me11uattivi daf c.orpo del te1to wno anrcolo, comma,

lrmera e 1m111eroerpnnr1 via l..'RN ... Marcatura dei riferimenti pass1V1..... ...... . .........

.............. .. ..

..... .. ...................

..28

29

4.2

CONVERSIONE DA BA111CHE DATI STRUnURAI E A LIVELLO DI ARTICOLO ............. , .. 29 4 2.1 Conversione della struttura in XML fmo ad art1colo . .. . ......... ... .. ...... .•.30 4.3 COi',.FRONTODEI METODI AI.TLRNA1IVI.. . . . . .. . ........ . . .. .. .. . ..• . .30 4.4 CALCOIOESTl"16DELLEQIJA'WITÀ ..... .. ... •••. .31 4.5 Dil'FICOLTA NEU.,\ VALUTAZIONE:DEI CO~TI ... ...... ..... . ... . ......... .. .......... .32

5

INDIVIDUAZIONEDI CL.\SSI DI NORIWE .............................................................. 33

51

CRITERI DI SCOMPOSIZIO!',IE......

52

NORMATIVA NAZIONALE..

•••.•

• .. ....

..... .. . ...

.. .. ,. 33

... .. ..

.. .. 35 Cost1tuz1once cod1c1... . ... . .............. . ....... .. .. ...36 5.2 2 Alti mseriu nella Raccolta Ufficmle... . . ...... .... . .... . ............... 37 5.2 3 Atti normauvi d1 rilevanza gcner11lcpubbhcall nella Gaz.zettaUfflc1ale . . . 39 5 2.4 Atti norrnauv, d1 rilevanza generale non pubbhca11in Gaaetta Ufficmlc .. .42 5.3 NOR\1ATfVA REGIONALE E DELl,C PROVINCE AUlO'IIOME. . •••• ........ . .... ••••• .43 5 3 I Le leggi . . ... . ....... . . .... . . .... . ... ..... ... ....... .. ...... .. ... 43 5.3 2 I regolamenti . ..... . ...... .. . . ...... . . .44 ... ...

... •

.........

.....

• ••••

52 I

6

ANALISI DELLE CLASSI DI NORME .......................................................................45 6.J GE/1,ERALIIÀ ENDICAZl01'EDELLEPRl0RITA .. ,... . ..45 6 2 COSTI I UZIO\fE E CODICI . . . .... ... ... .. ... ••.. ......... ........ .... .. .... •..... 45 ............ 46 6.3 ATTI 1r.SER11lNELLA RACCOLTA Uff/Cl4LE (1948-2001) ... ,.. . ......... MLL4. RACCOLTAUFF!CIA/.E{l860-J 947) . ... . .. .. .. . .. .. . . ..46 6 4 A'rfl 1-SSE-.RITI 6 5 NOR\1ATIVADELLE REGIOì~IB DCl..l.6 PROV!;\fCE AUTONOME ..... .. .. ... 51 6 5 I Gh Statuti regmnah .. . .... ..... .... . ... ... ....51 6.5 2 Le leggi delle reg10n1e delle p1ovince autonome... . ..... ..... . .. ... .. . .51 6 5.3 lregolamenu reg1onah e provmcmh .. .. ........ .... ....... . .... . ... . .....53 6.6 ATI I NORMATIVIPuBBLICATI NELLA GAllf;lTA UFFICIALC.,MA 1'0N INSERITI NEILA ..,, ............. , " .. • .. , ............... 54 ATTI l"/ORMATIV!Pt•BBLICI\I I NE'-L" G,1ZZEITAUrFJCJAU:.,MA ~ON J'ISERITI NELL'\ R,\CCOLT,\ UFFJCIAL.E(1860• 1947).. ........... . ... ... .. .. ... ............ ..... SI 6 8 ATTI NORMATIVIDI r.NTI E l'i IITU7.10"'1INON PUBBLICATIIN GA7.ZE1T A UFFICIALE:..... 58 ..... ... .... ...... . .. 51) 6 9 U-sA SOLUZIONCCOMPLESSIVA ..... . ..... •• ..... • ........ RACCOLfA UFFICIAl..t"(l948-200I)..

6.7

7

CONCLUSIONI......_....................................................................................................... 60

8

ALLEGATI ...................................................................................................................... 62 8.1

PRO:.Pl:.TTO OSNCRALE DEGLIATTI 111\SLRITI !\ELLA RACCOLTA UffKI.\LE

1860-2001)....

8I I 8 I2

. ... • • ... ........

...... . ........

Atn mi,enu nella R.1ccoltaU1Tic1ale(pc11odo l 860· 1947) Atti 1nsen11 nella Raccolta Ufficiale {penodo 1948-2001) .......

(PER!ODO .. .. ...61

.......

... 63 . ........ 63

8.2 PROSPETlO GENERALEDLGLI ATI I NOR\1ATJVI -.oN NUMERAl I PUBBLICATINEl I.A G,\Z7.Cl"I A Ul+lCl,\LE-. (Pr.RIODO 1860-2001) . . ..... 64

., ~

·6

ProgettoNIR - FaJc2 / S11,dzo dtfatllbzhlà

8 3 11\Bl;LLC Df.l<-O~t! .. •• - -- • - -- ... 66 8 3 l Confronta fra I mewd1 d1 acqu1smone e d1marcatura (quantità rclauvc alla Raccolta Uff1cmle - anm 1948-2001) . .66 8 3.2 Atti m,cnt111clla Raccolt,1 Ufftcmle - periodo 1948-2001: recupero da raccolte cartacce_. , .. ..... . .. . ,.. 70 8 3 3 Atll msenll nella Raccolta UtfH:iale - periodo 1860-1947 atti v1gent1 recupero da rnccoltc cartacce. .. .72 8 3 .i Alll 1D\e1111 nella Raccolta Ul hcmlc - periodo 1860-1947 intera ractol rn rccupe1o da iucca Ite c.i1rncce _75 8 3 5 Alti msc1111 nella Raccolta Ufhciale - pc11odo1948-200 J · recupero da Banca D,lll strul\urata a l1vella d1 mucalo -·· _ -----... 77 8 3 6 Atti mm1t1 nella Raccolta Ufficiale - pe11odo 1860-1947 solo 11tu v1gen11 recupero da Banca Dau suunmata a !nello d1 art1colo ... 80 nella Raccolta Uff1crnle- periodo 1860-1947 mteraraccolta 8 3 7 Atti 111~e1Jt1 recupero da Banca DaLI~Iluuurata a !nello d1 articolo . .. ...83 8 3 8 Atu pubblicati m GJ1Lett,1lift1crn.lc non m~cnli nella Raccolta Ufflc1alc periodo 1948-200 I !>aloatl1 noi matn,1 1ccupero da raccolte cartacee .86 8 3 9 Am pubblicali m Gazzella Ufhciale non m,er1t1nella Raccolta Ufftctale pe11odnI9.JS-200 I mtera I accolw I ccupero da raccolte cartacee. 89 S 3 I O Atti pubbhcau 1nG,1,,etta Ufficmlc non mscriu nella Raccolta Ufflc1ulcpcnodo l948-200l 50]0 am noi mauv1 recupero da Banca Dau ~trutturataa h \'Cllo d, aruco\u 92 8 3 11 Am pubbhc,111 m Ga.r:;;cttaUlt1cialc non m,cr1t1nella Raccolta Ufflcmlc periodo I 860-1947 ,olo ,ltll norm.it1v1 1ccupe10 da raccolte cwtacee 95 8 3 12 Atti pubblltall m G:vzcn,1 Uftic1ale non m,er1t1nella Raccoltn Ufflc1ale pcnodo I 860- I947 solo utl! normuuv, recupero da Banc.iDati struttur,11.ia h vello di arucolo 98 8 3 13 Lcg1-.laz10ncrcg1on.ile 1ccupc10 d..trac~olte curtacee J0l 8 3 14 Leggi rcg1011ul1rctupcro da Banca Dau strutturata a hvcllo d1 articolo104 8 3 15 Rcgolamcnu rcg1onah 1ccupc10d.i Iaccolte ç,11cacee . I 07 8 3 16 Am pubblm1t1 nei Bollcl\1111 U!ficiah - pcrmdo 19-iS-2001Rccupew da !(limato IITML . 110 8 • FAC"-~l\'IILC UCI Qt 1:\TIO\ARI • 112 s 4 I Que,ILOlllll lCl 1m iato 31 VII lllSICII 112 8 4 2 Quc'>llonano mvmto alle Reg10111 I 15



P.C Gmdottiet al. I R.ewperode/lanoiwatzvupregrmamfar11Jato XML

-,

'

1 OGGETTO, OBIETTIVI E LIMITI DELLO STUDIO Ob1et11vo pnnc1pale dello stud1c, è la valutazione dei costi/benef1c1 conne&si al rei..upero del testo integrale della normativa pregressa secondo le md1caz1om formulate nello Studio di famb1l1tà per la 1'f'ahzz.a~1011e dc·I progetto "Aaeno alle norme 111 rere',11Con il tcnnine "normativa pregressa" s1 intende l'insieme delle nonne statali, rcgmnah e provmc1ah emanate nell'arco 1emporale che va dall'unuà d'Italia ad oggi. Rispetto a questo ms1eme lo studio è hm1ta10. per la normativa statale, all'anahs1: - della leg1sfaz1one cost1tuz1onale e ordmarrn. - dei decreti, delle ordinanze e delle cm:olan mm1stenah e d1 Autont~ di nlcvanza na:11onale; mentre 11corpus della normativa regionale e provinciale include gli statuti regmnah, le leggie 1 regolamenti delle reg1om e delle pmvmcc autonome.

1.1

OBIETTIVI

Dl;.L RECUPERO

fil hnea d1 prmc,pm Il recupt'l'0 ha l'ob1enivo pnmano d1 rendc1c acccs,11J1le rn rete una ba,e documentale ricca e complet.1 per foc1htare la consultaz1one e la ricerca della norm.1t1va. d1famb1l11àper la realr=a:u,ne del progetto "AtC('HO alle norme in rere", Nello S111d10 pred1,;posto a cura dell'IDG. è stato md1v1dua10 nel linguaggio XML lo st1umento ottimale per la rapp1c;ent.inonc formale e funz1011a\e dei documenu giund1c1 d1 qualunque natura. Tale lormato è i.lato il punto d1 nfenmcnto mrnrno :Il quale hanno ruotato le alllvltà dei van Gruppi d1 Lavoro del progetto - dalla defmi11one della wuttuia degli atti ncmnat1vi (DTD Dm·11m11111 Typ" IJ,,f,11ì1,rm) alla 1de-nt1flca1mne delle nsoi-,e tramite nome uniforme (URN Umform Re.w11ne Name), alla valutaz10ne dei soflwruc uuhzzab1h per il mo101e di iicerca ccntrahnam - e sono nate le proposte d1 standa, d 111cm~o d1 approvazione. È attualmente presumibile che m XML ,.,crranno peuanto prodoU1 1 11uov1documenti, m quanutù progressivamente crescente pa11 alla d1ffus1onc e alla pcnetrat.1one dei nuovi standard ai van hvelh Comunque, al d1 là del formato e delle moclahtà di arcl11vi,ll.lone adottalt al proprio mtemo da ciascun Ente (per I quah m fondo è lasciata la più ampia libertà). XML sar!1 1l formato d'mte1scamb10 dei dali fra le va11e1'1lltuz1om e sul quale verranno :.v1luppa111 i.erviz1 centraltzzatl o d1 m1eroperauv1tà Per lull1 que:.u monvi la ,;oluzionc ottimale per il recupero dei documcnu prcgre5Si senza dut,b10 quella che prevedi! la conversione d1 mtto 11 materiale esistente nel lormatt1 XML: da qucsio le singole Ammmis1raz10m potranno poi costnnre o mtegrare i propri sistemi mformauv1 Le modalità con cui tale ba~e documenlalc viene costruita poi.sono essere funt.10nali alle esigenze di una buonu ricerca oppure estendersi anche a formre una :.enc d1 supporti per facilitare la costruzione e il mantenimento della normali va v1ge111e

e

1.1.1 Base documentale fumiomde al reperimento della normativa Per ottenere que~la fun71ona11tàsi individuanole ~egucnticaratte11suchc·

• Lo Studio e s1,110111tuJm~111e pubbhc:,to ,u que~1.1 Rn nta 2000 n I

5

Progetto.'\'JR - ri1Je2

8

I StHdzodt fat!tbthtd

a) Umfoml(lrf! la co111prH1:1011e della baie do, 11me11tale

l'unifrnm1tà da raggmnge1c riguarda la ~uuuurazmne sia d1 mter1 documenti della stessa tipologia (es leggi ordmar1c. dec1et1 numsten.i.h, ccc) t:he d1 parli analoghe (utolo, e~1rem1,arucolato, ecc.) presenti m documenti d1 tipo diverso Que,to fattore è fondamentale per lo sviluppo d1 sof1sticatc ed effJC1ent1apphcaz1om centrn!tzzate, operanti c10è su 111s1em1 d1 documenti d1 natma d1ve1sa, emessi da d1ver~e autont:r e d1spomb1ll su Mli d1vc1s1 Tah apphcaz1on1 pos,ono rnggruppar\1 111due giand1 c.atcgo11e. quelle funz1onah al repe11mento dei mateuah (maggiore prec1~1one d1 ricerca sull'111tcra collcz1one d1 documcnt1, at11vannne dc, nfenmenu fra glt atti, collegamento e/o e~11az1onepuntuale alla palle dt 1c~10refe1cn71ato, ccc) e quelle utili alla ge~uone della normativa ~1gente (11fenmcn11a1Uv1e pa~SI\I per c1ascunn componente elemcnrn.1e del testo, versioni succc~~1ve dcll"tilto, coslruzmnc del testo aggmmalo a ~egu1to d1 mod1f1c.iz1om,ecc ) In generale per ciascuna categorm d1 funz1om sono necessari livell 1 diversi d1 spec1hc11l e d1 quahf1caz1one della struttura, in pai t1colare per ottenere adeguate fu1171onah1ùdi I cpcnmento s1 11cl11cdcuna suutturazmnc meno deuagliat.i.rispettoa quella necessaria u una gestione più eff1c1ente I due hvelh devono e~,;ereperaltroperfettamente dei ~ottoclemenu a compat1b1h,m ,1Jtreparole la suuuura più dettagliata aggiunge solL:11110 quella più generale Comunque è necessario che 1ut111 clocumentl della stco;sa11polog1aabbiano la medesima struuura (quella proposradall'apposito Gruppo d1 Lavoro sul DTD), def1111tnin funzione delle carntte11st1che proprie del npo d1 provvedm1cmoe della sua evolu1.10nenel tempo (e~ soggetlo a moù1llchc successive o no) b)

Ottmu:.:.nrele pa111b1lttàd1 r1c.erca a1tra~e1so la pm,1b1 htà d1 formulai e 11ccrche sol 1s11cate da partedcll'ulenzaspecialisuca e Ia capal:1tù d1 011ene1c comunque una maggiore prec1s1one dei nsultatt Fatton chiave per 1I m1ghoramento della ncchcna d1 m1c11oga,1one e della precisione d1 selezione sono essenzialmente la metamlor111az10nc a,sociata al documento e la strut1uraz1one del documento stesso La mctamformazmnc permette mfa1t1 la ~elezione mediante dcscnltori rapprescnlatn,1 dcgh a,peth form:ih dell'atto (nntur:i e tipo del provvcd1menlo, autorità emittente, estremi d1 p1omulgaz1011c e d1 puhhhcn1.1011e.ecc ) e del ~uo contenuto (class1f1caL1one della materia uattata, descntton o parole chiave, ccc). offre 11grnnde vantagg10 d1 uniformare l'mformaz1onc attra.erso dmonar, tendcnz1almemc chiusi o comunque controllall (m oppos1Z1one alla estrema vanab1iltà del hnguagg10 naturale), nonché d1 creare e sfrunare le gerarchie cs1sten11fra le catego11e (es normauva nazionale alti avenu forza d1 legge decreto legge) per isolare più fac1lmcntc l'mMeme più o meno ristretto d1 11fcnmento La metamfo1 maz1one m fa~e d1 clcfin1L1tmenel relativo Gruppo d1 Lavoro del progetto prevede un ms1eme ampio d1 schemi atti a soddisfare I d1vers1 approcci, dalla mate, i:1 1rauata {nel!' mtcro ano o nella singola part1Z1onc)ali· a spello funz1onale della d1spos1zwne (obbligo, permesso, destinatario. ccc.), e arricchire così li documento d1 un complesso d1 111formaz10111 semantiche espres,e m modo fo1mahJ'7ato e m prospemva clahorab1h per ricavarne con~cguenLe, dedu71om, ecc L'appO~IZ!one di tutta la metamformaz1011c mù1~1duata 11ch1eùecomunque un 111tervcntomass1ccm e quahf1ca10, che appare d1fficdc applicare ,u lmga Sl::1la a1 documenti p1cgres,1, per ovvi mo11v1d1 tempi e d1 costi Comunque, è necessario prevedei e un livello nummo d1 me1111nformaz1onecomune a 1utt1 gh atti e questo potrebbe essere coslltmto 1.h!quello m:.ento nel Cmalugo delle nonne, 111 fase di rcahzzaz1one nell'attuale ~tadw del progetto (MR-2)

6

P, C

Gtndottzet aL / Rewperode/fanormahvapregm.raznformatoXlv!L

9

La strutlurazmne permette m\ ecc d1 indicare dove un' mformaD one deve 11ovarsi all'interno delle partlZ!om In cm è sudd1viso un documento giuridico (titolo. lii ucolo, comma, ccc.) e soprattutto d1 poter vrnccilare a queste pan1z10m le opaaziom logiche (nello stesso an1colo. comma, ecc). La maggior fless1b1!1tà d1 ricerca s1 ottiene ovviamente non md1v1duando a pnon l'unità documentaria (es. arucolo) a cui riportare l'intero atto (e qumd1 Iim1tare tutte le operazioni logiche), ma bensì lasciando all'utente tale md1c1Jz10ne{l'rntera legge, l'articolo, 1! comma, ecc ), avere cioè una sorta d1 urut.à documentaria elastica (o a f1sarmomca), capace cioè d1 adllttars1 alle diverse esigenze. Analoghe considerazioni 111J!gonoper la presentazione dei nsultatJ, con riguardo alla poss1b1lJtà d1 cahbrnre l'unità documentana d1 v1suahzzazione (intera legge, mucolo, ecc.). A questo riguardo 11DTD, 111corso d1 definizione dal! 'apposito Gruppo d1 Lavoro del progetto NrR, soddisfa pienamente quei requisiti che consentono una ncercll eflìcace delle mforrnaz1om; la struttura proposta risulta particolarmente anahuca e tale da potervi mnestare anche la gestione della nonnauva vigente, mentre, m soh fini della ricerca dei documenti, può essere sufficiente un suo sottoins1crne meno dettagliato. È rnfatll ormai universalmente riconosciuto che la poss1b1htà d1 effettuare operaz1om iog1che a Jhello di art1colo, qu1mh disporre d~lla comspondente strutturazione dei documenti, è da cons1derars1 soddisfacente pei la stragrande maggioranza dei bisogni mformatlVI. Questo fattore può rappresentare un evidente ri~parmw nei cos11d1 recupero, tenendo conto che la maggior parte dei documenti contenull nelle banche dati attuali ha una strutturazmne ch<:miva fino al Ilvello d1 articoli). III modo effiuue I rifer1me11t1fra gli atli · occorre costruire una rete d1 collegamenti fra gh atu che, tratrute hnk ipertestuali, pcrmeua m maniera semplice d1 v1su,1ht.z:ruc1mrr1cdiatamentc l'atto correlato; tale opera.rione è md1spensablle nel caso che l'utente debba ncostru1rs1 11 testo in vigore d1 un provvedimento che abbia subito mod1f1che partendo dalla sua vers10ne stonca, mentre e comunque utile per capJre 1I pc1corso modificativo dell'atto qualora tale ncostru21one sia stlltu già operata, Le relaz1on1 mtcrcorrenll fra gli atu refcren.datl sono d1 d111ersanatura (mod1ficll, aggiunta abrogazmne, cnazmnc, ecc.) e pertanto deve e~sere operata una quahf1cazwne dei nfenmenti m funzwne anchè degli effetti che si npercuotono sull'atto referen:rnuo. Tale qual1f1caz1one consente da un lato d1 effelluare ricerche più sof1sucate quah ad esempio selezionare l'ms1eme degli atu che sono m un determinato rapporto con l'atto considerato e dall'altro d1 costruire le rclazwm reciproche I riferimenti forti, che mc1do110cioè sul contenuto o sull'efftcac1a dell'atto (testo, vigenza, ecc.), devono ovviamente es5erc resi b1diwzrnnah (riterirnenti att1v1e pa~sivi): d;i notare che nei tesh normauv1 sono presenti esplicitamente quellL del primo tipo (gli attivi) I! pertanto va c0Mru1to un meccanismo che automaticamente nporli nell'atto 1efeienziato l'intervento che ha subito (nferirnent1 passivi).

e) Geçt1re

1.1.2 Base documentale funzionale alla predispO!Sizione dei lesti aggiornati In questo caM>la base documentale costituisce ti supporlo per fac1l1tare le operaL1oni d1 ricostruzione del testo vigente ;id una particolare data. Il problema, universalmente noto ed estremamen1e sen!lto, nasce rnnanz1tutlo dalle moltephc1 mod1f1caz1omtestuah, mt.erpretat1ve e .ippltcative che subisce il corpo norma11vo per gh cffetn di mtervcnn succe~s1v1 eh

7

Pro~fl!oSIR - hM l / S111dwd1/allthtl11a

10

,1brog.u1onc tot.ile u paumle, d1 ~o~lllULlone, canccl\a11onc o ngg1unta d1 clemcnll della !rasi o prnolc <1.l\'1ntcrno ~udd1,·1~1onemtern.i (mucolo, 1.omm.1,numc10. ccc.) o d1 p,1111cola11 d1 que,ta. L"ob1ctli\0 Jmalc è quello c.l1poter d1spo11c d1 un s1~tcma m g1ado d1 ,l!Ularc ,1 c.o,L1u11cun quadro c!>atlo della nmmal1,a m es~e1c a una dctc1mmata data, per quanto 11guJ.Tdasia l'm~•eme delle norme m v1g(1reche 11loro 1c,Lo ~,gente, ,1gg1ornato cioè con tutte k modifiche mtercm~e e qmnd1 eftct11v,1mcntc apphcab1le Tnle b,1sc nd11edc la costru.é10nc eh un,1 1etc d1 rcla:zioni fra tulll gh atu, 1.hc md1ch1, oltre agh ulcnt11lcato11 dei documcnu correlall e 11 tipo d1 1clanonc (cttaz1onc, mod1f1c.a. abroga.:1011e, 1nterpre1.1z1one, ecc.) neccs~a11 pe1 una ricerca eft1c1entc, anche le patt! spccrl!chc c.legh atti the ,ono co1molle nella correlazmne (es suddtvJSJone o testo novclh110e mJ\ella). nunché la data o l'mtccvallo di date rn cm la 1elaz10ne è operntl\'a Ciò consente m pro~pc1U1ra lo \\lluppo d1 p1ocedu1c che predispongano 11 testo aggrornalo (una sorta e.li t,1gha/tncolla autom.1t1co) di un pmwed1menl0, ow1amen1e come funzione d1 supporto nl!'111,o~t11l11b1le lavoro ,h ,ahdanonc e.lapane d1 esperti. Que~ta pred1spo,1z1onc nc.h1ede una marcatur,1 molto più f111empcClo a quella ncces~m 1a per la <,ola ricerca lnlJIU I riferm1cnt1 fia a111dcHJno c~,ere mollo puntual r per ne,;essrt:i d1 prcc.1~1once ,1 esprimono al ma~srmo lr\ello d1 dettaglio. cioè non hm1t.1ndos1alrarucolo ma rnd1.:,111c.lo, del caso. le ,udd1~1!.1ominterne p1ì:1spec1f1che (commu. lencr,1, numero, ccc) e talvolta, I.i hasc o I.i parola oggetto dcll'mlcrvcnto. Il DTD. m cor50 d1 dcfmrz1onc tlall'appo~110 G1uppo di La~oro del p1ogc110NIR, menu e ~0Jd1,fa pienamente I rcqumt1 pe1 1dcn11ficare puntualmente ogm suddn,1s1onc mtcrna ddl'atto. 11~ulta probJbdn1cn1c anco1J dJ ..ornplçt,uc pc1 m111 gli ,!lii thU[I <..l,l -•~•ULiare all'elemento ··nfenmcn10··. ad C'1Cmp10dJte e upo ù1 1elaz1one La marc,Hur,1 fmc, cioè al massimo hvcllo d1 suddn1,ionc d1 un atto, 1appre,en1n un aumcn1t1 non 11,1,curnbile nei co,11 d1 recupero e cu,t11ngc ad mtcrvenu mas\lcci anche per 1 matcr1ah umtcnuu negh arch1v1 dove 1 nfc11rncn11 sono meglio curnu I solt,..,a1c ù'mformatlon rctrn:val precedentemente d1,pomb1l1 obbligavano ad 1dc11ufica1c un'unica unll:i documc111,1na(l'elemento ba\c) alla quale 11po11aretulle le fun1:1unahtJ., -.1a d1 11ce1ca che tl1 1cfcn:n71at1onc tlcgh .illl. mie umtà è ~lat,1 111d1\1du,11a g1u,1:uncme ncll'arncolo m quanto copnv.i pienamente le nccess1tl della r1ct•rca In al(;um cm,1 sono ,tall creati degli p,cudo•document1 (o ducumcnu vntualt) pe1 rapp1esent.ue alcum par11cola11a~pclll, come ad le par11non1 supcr1011all'art1<.:oloche potevano comunque essere 1efcrcn1:1,11c.

,e

e,

1.1.3 Implicuzioni connesse alla bu~e prc~celta Vengono b1evcmen!c ncordate le 1mphcazwm che I.i ,t,ella del tipo d1 base documcm,llc, Ll1e,'m1c11
a) l.n ,:Ilo eh \lrutt111c1:1tme Per ti r,1ggmngm1cnto d1 una buona fun11onah1à ùt nccrca è suff1c1c11tcI.i MrnlluraL1onc a ll\cllo th ,lrlrrnlo. mentre nell'.1l1ro c,1m b1~ogna spmgers1 JI massimo h,·cllo d1 dellagho (comma, leucra, numero) nella ~uuuura formale dell'alto. occo11c altre,ì md1,1duare gh clcmcrm fondamcntah pe1 le rel.1zmm d1 moJ1f1ca 1c~1ualc, come la novella, 1l tc~to novcll,llo, 11pc11odo, ccc b) r'I.Tt11b1111cle111/amlt.'llll

In emr.imhi i c.1~1devono c:,:,e1c md1\1du,lll !'.ilio rcfe1cn1111to.il upo di relazione e la ~uc.lc.l1v1s1onc rntcr11.1(al hvcllo e.lidc11,1gl10prc\tellol N~lla b.mça dau fun.:1onale alla

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JJ.C Gmdol/1e/ al. / Rec"11pero citi/a J10l11lilhiJ(J preg1effalii (omwto XML

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• .f!

IP p1cù1,pos111onedei testi aggwrnat1 è md1~pcn~ab1lcprevedere la data (o l'rntervJllo d1 date) m cui la relazione è .nuva e J'md1viduaz1one puntuale delle po1z1on1 d1 testo, al1'1mcrnodella sudd1\1S1one,c01nvollcnella relazmne Nelle anaJ1s1 dei cosu sono stata pre~a m cons1deraz1oneentrambi i modelli d1 base documentale m modo da raffrontare più agevolmente 11 rnpporto cost1/benef1c1. È da ~ottolmcare che la b,1sc per I testi aggiornati presuppone la piospc111vad1 operare m 1emp1 ragionevoh un intervento c.hrutS\etlo e d1 aggiornamento della normaL1~a(vigente e tes.10 aggiornato). In assenza d1 quc~la ,ucce~~111a ra~e app,1remfattl non pienamente g1ust1f1c11bilc una solu11one d1 questo 11poai ftm solo del recupero e della 11ccrcadocumcntana

1.2

PRORLE:\1A TI CHE SPI!.UFICHE CO'\!'IIES<;JIAL Rl:.ClTPERO

In 1el:monc alle modalità e ali~ forme del recupc10 si pos,ono cv1denz1.irc lrc aspetti leg<1ualla v1gcn/a dcll'utto, all'agg1ornamento e alla versione dei testi.

1.2.l

Te~ti ,;toricie aggiornati

Con testo ~tonco s'm1ende 1u,er~1onc ongrn:ilc dell'atto al momento della sua em1s~10ne; l'acqmsu1onc del maten.Jle m questa form.1 è Mcuramcnte la modal1tf1più ,emplice per il rcçupcro Ovviamente l'utente s1 deve fare canco d1 ncostrmrc autonomamcntc l'evolu,:1one c.he la norma d'mtercs~e ha ~ubllo nel tempo ~1arn rcl:mone alla ,ua v1genn1,totale o par1.rnle, e ~1a1111cbnonc ad altre modifiche intencnute {testuali, mte1prctauvc, ccc.) I.., di~ponih,htà, m~e<..c, UCI ICS[I ,1gcnll C .igg11J11ldll dÙ un.i qu<1ls1a;1 data C da cons1ùc1 ar.,1 la ~oluL1onc01t11nalcper 11 (1dtt.imcn10 della normativa Questo pre~uppone mnan7Itu1101seguenti punii

la prednp011-;:.ro11t' d1 1('11/ agg1<1ma11 e caordma11 Tale esigenza non è certo unu novità dello s1ud1{1 mhmi questn p1~ss1 Ctll g1:1 ~tata introdotta m vm arnmrn1~trat1va nel 19811 Altre d1spo~111oni2 i.uceci.~ivc raccomandano la p1cd1l>pos1none d1 questo tipo d1 tesll, suggerendo eontC'mporaneamcnte cnte1 i d1 redazione delle norme che faciliti110 1n futuro, qualrna necessario, la prcd1sposmonC"det tesi! aggiornati Quesll oncntamenu sono stati recep1t1 dal Tnlo U111codi!//,, d11p011~wni 'Con I., c1rcol.tre 3 seucmbre l98l, n 13510 2

ld Pre~1deJ1z.i del ( ons1gl1011111t.1>.1 tutti I M,mstcri .i ,cguire l'e,cmpw Ml \11n1sterodelle I 1n"nze che 11e1.i prcdispo:,to ,J pnmo 1e,10dgg1omdtO ~ [ J li ,·dio,... e l'utdll~ dcll'1nmJll\,1 sono ,mdlogh, d qudh merenu alld u,L,ziont· dei testi dc, Jc,rell legge coordin,1t1c,m le 111od1tiche .id e%1 .1ppor1.1tecl.il P.1rl,1men10ll1 sede d, con,crs1011~.che I l'flic,o kg1s!.,.1"0 del Mm1S1emd, gra,i.i e grnit1,iJ, d',,ccordo con l.1 Pl>'Sidelll:J dr! Cons,gho con1p1l,1a p,1r11red,,ll'dprilc 1981 e che I.i Gn,:eirn umrmlt prO\\Cdc .I pubhl,c.,re ~cll,1 rubric<1"[)!Sp[ISIZIO!ll "comumc,1t1" L'mu1,1t1va del Mm,stcro delle [ 111.1111c dilj>Jrcsen,:.1 dubbio mcnte,ole d1 es.,ere segu1t,1 dJ rnm gli -thn Mrn1s1en ogn,qu,1h·oltJ nella nutcrm d, LOmp"1en1.1dd smgolo d1c,1s1ero\I s1.1un 1mpor1antel<:slo11orma1n•o[legge o decreto) che dbb!d subilo v3r1e e corupk,1e modili
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ProgettoNIR - FaJe2 / St11dzo d1.fatllbzlztà

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,111/a pro111ulga~1011e tielle legg,, 111ll'1!111ana:wnedei deuell del Pre\'IC!ente della Rep11bbi,rn e 1111/e p11bbl1w::.1m11 11ffkwl1 della Rep11bbirrnrtalra11a(d p r n 1092/1985), che alran. 11 prevede d1~posmom spcc1f1chcrn mento alla pubbhcaz1onc d1 testi coordmau eh decret1-Jeggc e d1 lesu aggiornati d1atu nrnmat1v1 statah3. Appare qumd1e.,1dentela ~olontà del legislatore e della Pre~1denzadel Cons1ghoder M1mMn 1.h agevolare la lettura delle nonne, ma allo stato attuale nsultano predi~posti e pubblicali nella Gaz::.ellCI Ufjkwlt: soltanto 23 tesu agg1orna11e 632 testi coordman°', cnutìt decisamente es1gm1m rappono al numero d1 norme che hanno subito profonde e complesse mod1f1chc.

2

la ret1Ji::.::.a;;:.w11e de/la ,.ti v1geJ1::.a temporale Questa M reahna attraverso la d1~pomb1htà, ad una guals1as1 data, della comspondente vernone del testo normativo vahùo G1ti l'Istuuto Pohgraf,co e Zecca dello Stato sta svolgendo quesra amv1tà, per le norme emanate dal 1990 e consente d1 ottenere le ,anc versioni de1 provved1ment1 che hanno subito mod1f1ehe nel tempo È noto che I testi coordmau e aggmmau, pur pubblicati su fonti '"ufhc1ah", non hanno valore legale 1• 1\ loro incremento e la loro rapida e gratuita d1ffusmne rapprc1oen1crebbero un pnmo 1oerv1ZJO reso alla collctuv1tà Attnbu1rc a questi testi 11crisma ùclla lcgaluà cos11tu1rcbbe un ulteriore passo nella direzione della certezza del dmuo vigente, per raggiungere la quale occorre ovviamente n~oherc anche 11problema delle abrogn.llom 1rnphc1te. Al momento attuale non e~J!lte ne-.,und fo1111., o non, che lorn,scc I, 1 d1 Upu ufla:i.ih; documentaz1onc nella forma ott1mnlc per l'm1eroarco temporale considerato nello s1ud10e nr.mml!DDJ"yt.•~t.(v:br..1·a1e.sgw:Jl,1.rm:tQe_

1.2.l

Atti eme!isi o vigenti

Il recupero del matenale pregre~so può uvvemre sostanzialmente m due modi. este~o all'm1e10 complesso degli atti emessi. hmnato ai soh atu non espressamente ab, ogau Nel primo caso s1 tratta d1 recuperare la globahtà dei prov\•ed1menu anche i.e abrogai, nella IDIOinterezza Questa modahtà è facilmente attuabile atlingendo alle fonti utticiah d1 d1tfu~1onc o, comunque, a raccolte universalmente ncono!>CJUtecome autorevoh e complete Oh sva11tagg1d1 questa soluzione sono 1appresemal! prmc1palmeme d11un maggior costo di acquismone del materiale, e da un appcsa1111mentodel sistema, che viene a mcorporare e

-

' L·,,r11colo così recl!J «l Per I decre11-lcgge che, l:ll sede di ~onvcrs,one. ,1bb1.ino sub,10mod1nc.121on1.,I Mm,stcru d1 Gr.LZiae Gmst1z1J predispone per IJ pubbl1c.a1one nelld Ga;:;;ella Uffr, uri~. dnche m un giorno 1mmediatdmen1esu~cess1vo a quello d1 pubbhc.u1onc dell,1 legge d1 con,crs1011e,un testo del decr~I<>rn1c,gr.,10 con le mod1ficaz1 • m mtrodoued,,IPar!Jmento.le qu.,1,sono s1.imp.,1em modoc.irJt1er1s11co

2 QuJ11do uRJleggeovveroun decretoo ,lllro dtlD a,enle conrenuronorm,,moabbms11bno d1~erse e comples5e modificlle, 11Ministero competelJ!e può pred,spom,, per I.i pubbhc.izione 11ell,1Ga:.::.e1111 l/ffic mlt. un testo ,1,ggmrna10 dell,1 legge o dell'atto. nel qu,1le le mod,fichc .ipportdle sono s1,1mp,,1<:m modo carJtler1s11co e ne e ,pcc1ticD1.1 Id fonte " ~ Foutc Jrdm 10 LEXSdell,1Corte d1 C.1ssdt1onc s Tult1l\lj g:1,;i.und.utore,..oledot1rina so~t1ene che .,,,, •Je·m romdrnrw" .e "nr:~rornarr"" i ono·trr:.:mu>lr'ftl 111>nJ111/11"1 n 11! ,1a1111 , /,e am he ,e rrorrI111r1rrml"rmr>1 le.i, llfl~mah 11,àp11/;b/ua11 per /a lmlJ pmve1wm;;t1 u(lu wh·" wmi da wm1de1a, 11Ju1111 d1 qjjIdame11/r! 111wlpern/e da parie de/Inwllellnlla• (cfr ò\oclld I Cenu A (.,curd d,). l.n Ga;:;;em, Uffi11a/e Dn11plmt1e 1e11111 wmn, Rom,,, IPZS 1997. p ~4)

JO

P.C. Gmdolh et al / Rewpero&Ilanonnalwapregm.rainjonnatoXl-A.L

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qumd1 a diffondere atti non più m vigore Questi, se non opportunamente segnalati o automaticamente ehminabih a mh1esta, possono risultare fuorvianti per l'utente. Otfnrebbe però 11vantaggio di fornire le norme d1 riferimento per le situaz10111 pregress~ anco1a pendenti e alle quali, O\ v1,1mente, va applicata (con le dovute eccez10m) la nonna vigente al momento del fatto Nel secondo caso si trntterehbC",invece, di raccogliere solo le norme vigenti ad una cena data. Ad un minor costo d1 acqmslZlone del materiale e ad uno snellimento della base documentale s1 contrappone tuttavia il pioblema, di non facile soluz1one, d1 stab1hre una data hm1tc per salvaguardare le s!luazwni ancora pendenti; questa daca, rnfatt1, non può essere fissata alla data od1er1ure nchiede una d1fficlle valuta21one (quanti anm è necessano nsalire addietro~) sul matcnale storico da recupc1are Con questa solunonc il corpus contmua comunque a contenere atti abrogati o irnphc1tamente (anche nella loro interezza) o parzialmente anche in modo esplicito

1.3

L1~11TI DELLO STUDIO

Non sono stati affrontati i seguenti aspetl1: a) la ge1tw11e della bare douimentale: sia in relazione alla struttura operativa necessaria 11 questa operazione, sia sotto quello delle attrezzature hardware e software idonee al trattamento efficace d1 un pammomo documentano cosl consistente; b) I'm qu111:wne delle fonw non è Mala verificata né la d1spombihtà del curatore della raccolta a metterla a d1sposmone del progetto NIR, né l'eventuale comspetl1vo richiesto. c) la 11aluta:w11edelle fonr, come meglio p1ec1sato in seguito, sono stati applicali solo dt!1 cnlcn qualILat1v1e non s1 l: proceduto alla rrusuraz1one dei parametri quant1tauv1, che avrebbero richiesto un impegno ben più consistente.

Il

1-1-

2

CRITERI DI VALUTAZIONE DELLE FONTI E DEI RISULTATI

2.1

CRJTfRI

DI \'\Lt

T\ZIO:\"E DELU-. tO,TI

Sono,tali mct1v1clu,111 1 ,cguent1 md1catOII d1 qualnà 2.1.1

Autorevolezza

È un rcqm.,no londamcntalc della fonte e dC\C essere a,,1curnto al più alto ltvcllo d1pcnùe 111lmg,1 nmura. la \ahdnà dei 11sultall Non esistono pl)"1h1le D,1 quc,to 111ta1t1 b,11,a11 sul!J naturn p.iramct11qtiantll,1tn1 d1 \,1!u1.1 ✓ 1onc d1 quc<;Lo:1,perto ma ,;olo qual11a11,1, del prodotto del soggctlo che cu1a l.i rn,colta e sull,1qut1!1ti1 La pnma d1stm.t.ioneè tra 1accohc ulf1c1ah e non ulla:111!1 a ~ccond.1che sia nconmciuto o meno di c.u1Jt01c1Icompilo 1stJtunon.dc della sua gcsLH.meRiguardo nllc fontt non uft1cmh tale \',llut.1z1oncM basa su comc1ùcn/c1 con l'm110111àem1t1cn1c,che essendo la produttrice degh atti a,;,1ewd l'autcn11ut11della p10\ernenn. - !u11rw111 1;t1tu11onah\\·olte dal CLuatrnc.per c~cmpio ei.5ere d1rctt.imen1em,e~1110della i.1:1mpae/o dii lustonc della raccolta, - carattere pubhheo o privato dcll'1sutu.:mnc. - prc\llg10 dcl1'1'illluzmne. - v,1l!d!li1u111vc1salmr111c 11cono,c1111.i .il r,rodotto ln ,ostarua 1·,u1t01 cvolcZLa r,1ppresent.1un rndice globale della quahtà e afftdJb1htà del prodotto thc ucne conto e 11comp1cndctutti I cntcn più ,pec1f1c1m scg:mtocsamm,t11 2.1.2

Completezza

E. il parmnetro che esprime 111relanonc .1d u11 detc1mma10arco tcmprn.ile la copertura della fonte n,;petto alla tor:ihtj, degh a111m quel pc1wdo È c~prn111b1lc tn 1crm1mqummtatn 1 curnc pc1tcntualc dcgh alti cs1stcn11n~pcllo al totale o rnrnc 'scaito' d,tlla completezza a~soluta Anche ,;e O\\tameme ,k,c tendere ,!Ila ~omplctczz.1 as,oluta. è pr.1t1c:1mcntc 111n 11,1bllc qu,1ld1c lacuna, .i c,1u,,1d1 \ at t 11p1ùt c11011.1quah, un.i \olt.i md1v1dudll,po~sono è st..1h1l11c u11-1 sop:lrnm,1,,1manon supc1ab1lce I euteri d1 \e11ftcJ c,;,erc 1111egint1 l111po1t:111tc In alcune r.iccoltc clc1uon1chc,da un punto ùt \l',t,t ~trctlJrncntc qudntllall\o, li conuollo può c,sc1c aiul.ito da ~trumenll dutoma11c1.menuc. da un punw d1 \L'>ta qt1c1htat1\o(le norme prc,;enr1corrispondono d quelle cmc\<;c) date le d1mcn,10111 dei mmcnal1 1n oggcno, 1 enten non possonu e~i.c1c\'enf1ca1tche a campmne f1ss:mdouna <;oghalimite dt .1ccctrnbJl11à

2.1.3 Correttezza formale e sostum:iale dei dal i In hneJ d1 m:1,s1maputi c,,crc csprcs,.i dalla co111spo11dc11rn dcli.i r.Kcolta con 1 dati 011gmJil. owc10 quelli 1:ipprc,cntall nelle fonti ull1c1al, In ,1l11eparole è un rnd1cc dcglt l'IIOII d, IJ,ISCllll()llC,rcgtslldl..llll!CO lldslll15~!011t' tkl d.111a secondd dcli.i tecnica 1mp1egata 12

P.C. Gmdotlze/ al. / Recuperode/la110,maliva pregre1.1a m /òm1r1to XML

15

Anche questo parametro può essere cspre~~o m tenmm quanllta1Iv1 come percentuale di errort· e ngua1da cno11 d1 battitura: sost11uz1oncdi carattcn, parole, punteggiatura, ecc., - lacune o npctmom cli partì d1 te~to· gi upp1 d1 parole, frasi, commi, art1coh, trnmul( matematiche, ecc ; e1ron m dati g1und1c1 1mprntanl1 estremi dcll'cllto e dei nfc11ment1, numernzione f' mtJtol:mom delle pal11l1om interne, ecc.. non cormpondcnza dell,1 ,trulluraz1one e rappresentazione tannale dell'alto: non 1dent1C1cnl:nlitàdei comnu e du pe11od1, unificazione o smembramento dell'elemento, CCL;

a~~enza o non corn~pondcn7a d1 annc~~1dt vai 1a natura allegati. tabelle, g1af1c1,cc~. Cons1dcrnto che nel tipo d1 documcntal1onc m esame, anche un semplice e1rrne d1 puntegg1,ttura può ~travolgei e 11,1gmfa:ato della d1sposiz1one, la sogha d1 errore va f1~sata 111 percentuali (lec1samente più bas~e che m altn campi Anche questo parametro praucament~ può cssc1c valutato solo con un controllo a campione e, per un'analisi più approfond1tll, puil c~sere predisposta una gngha di nfcnmenlo pc1 ogni tipo d1 c1rore e qu111d1nlevau l'1nc1dcnn d1 ciascuno 111man1c1a separata

2.1.4

Ricchezza della fonte

Alla valutu1-1onc d1 quei,to indicato1e concom,no la qualità e quauutà dclk mctamformaz1on1 e delle fun1-1onalità aggiuntive, nonché 11hvello d1 suunura7ione, presemi nella raccolta. In part,colnrc la ncchc.1.1a ~a valutata non !,mio in n,~oluto. ma ,oprmtutto. 111 rclaz1on~ agh ob1etuv1 del recupero e alle carattcnst1che del prodono !male. Va cioè comidermo quanto d1 queMo v.ilore aggmnto può e~çere t1,1sferno (anche mediante opportuna conve1 ,ione) nella hasc documentale 1n costruzmne, tenendo conto degli standard m Lorso d1 defrn1nonc a cui occonc 11dcgu.!fs1.comunque può essere uno strumento u11lca ~aiutare la corrcttcna e qualità della fonte '11acqu1~ut011e. Più m pan.colare pos~1amo ronMdcr.ue a) le mc:tamforma.1.1001:cos11tu1scono int01nrnz1om aggrnnt1ve che dcscnvono, ,otto vai 1 a~pcll1, 11 documento rn oggetto, ad esempio la matena, l'autorità emmcnte d llpo d1 p10vvcd1mento, ccc Es,c forniscono th1av1 d1 ~elez10ne per aumentare la prcc1s10ne del rcpcrnncn!o Ne llu Yalu1az10nc degli archi v1 oltre a ~ enficare I assenza o la pre~enza di mcta1nfo1ma1.1omconM
16

Progelloì.\:IR- rà,c 2

I St"d10dzj"t11b1/ztà

Altro paramello importante è la categonzzaz1one d1 quesu collegamenu (es abrogauv1, mod1ficahv1, semplici nch1am1, ecc ) 111 mamcra che possano non solo essere md1V1duat1 quelli d1 un ceno upo ma possano essere d1~pon1b1hle relaz1om rnver,e comspondcnt1 (nfe11ment1 alt1V1-pass1V1 b1d1re110nah) Per quanto nguarda l'apphcazione completa nella fonte da acqu1s1re, anche questo parametlo s1 può valutare, m ternum quanutat1v1, a campione e fissare un errore massimo acce1tab1le (ovviamente considerando solo I rmvu esphc1t1). c) Per strutturv1one s1 mtcnde la sudd1vmone o una qualunque forma d1 1dent1f1canone delle parti d1 cui è composto l'atto normauvo (titolo, premeHa, arucolo, comm:1, allegato, ecc) Per questo parametro dobbiamo considerare due a,pcttr - quello streuamente qualnuuvo che è legalo sia al hvello d1 dcttagho degh elementi 1dent1f1ca11 ~1aalla corrispondenza con 1I modello (DTD) adouato per 1I p1ogctto. ed cvcntualrnentc, se d1vers1, quanto n;ult1 più o meno completo 11passaggio da uno all'altro, l'altro aspetto, puramente quantnat,vo, è la prec1s1one con cui è stata effettuata la marcatuia o la ident1f1caz1onedegli clemcnu rnpprescntablle ,emprc secondo 1I solito scarto percentuale calcolato su un campIOne s1gmf1cat1vo

2.1.S

Parametri quantitativi

Per 911,mto rigum dn I pnr,,mctn d1 carntlcrc quJot1lalivo occoirc nlc~.irc che Id pcrLcntualc ù1 cno1e accettata 111mgrcs~o non va con~1derata come un valore ns~oluto, mn vn combinata alla .,alutazmnc del costo ncce,~ano a ncondurl,1 entro lim111pref1ssa11per il risultato Imale. In altre parole, una fonte con un errore mu:1ale più alto ma con co~11 d1 conversione e "npulnura" più ba~'IJ può n~ullare, nel comple~~o. più <.onvcmcntc 1.h un'allra con c,u attc11suche opposte Appare comunque mev11ab1lcf1s,are una sogh.1.massima nelJ'e11ored1 rngres~o che oncntat1vamente non dovrebbe superare qualche umtà percentuale. La \-alutaz1one dei parametn quant1rnt1v1 è un'operazione complessa e non automauzzabde !le non in P!ccolc p;u-11.nch1ede pçrtanw un 1mpçg[!o d1 nsor'le umane non

mtl1ftcrcn te 2.2

VALL"TAZIO~I,.DEI RISULTATI

I pai ametn per la ~alutaz1one dei risultai! ottenul1 ~ano sostunz1almentc gh ~tessi con le seguenti cons1dcraz1om 111mento all'autorevolezza del risultato Tulle le 1uccoltc elettromchc d1 normativa. md1pendentcmente dalla natu.a del curatore. non hanno al momento uff1cial11àe qmnd1 valore legale. Inoltre, tutto 11pmcesso del recupero del mate11ale normativo comporta una serie d1 dec1s1om (selc110nc delle fonti, degli alti e della loro llpolog1a, della loro v1gcn.,a o meno, della n1pp1esc111a;,1one formale della suuttura, delle relazioni mte1corrent1 con gli altri aLU,ecc.) che sono mquadrab1h m un 'mtcnento' sulla norma, anche ,e d1 livello mrnimo e hmuato a1 casi più esphc111.E' neces~a.110qumch che a\h1 base documentale costruita venga nconosc1uto 11massimo dell'nutorcvokZ?a e che 11 prodouo sta cons1dcra10 comunque valido, a gmdmo unanime d1 opc1aton qual1ficnll, e che d1~en11qmnd1 d1 fatto 11 punto d1 11fenmento pct !.1 umsulwz1one e 11 rcpenmento dei 111.1te11al1 que,to rn attesa che con l'evolu1.mne e attuaJ"IOnedella nrnmau,a m ma1e11a,cnga nconmc1ut.i ufflc1ah1à anche a queste fonti e qumd1 ,alrne legale (cventu.Jlmente dopo una opet azione d1 con,ohdamento e , ahdaz1onc)

14

P.C. Gmdothet ai. / Rtcuperodeilanormativa pregmsainjoT111ato XML

17

Per ottenere questo occorre che tulti gli altn parametri ind1v1duati m p1ecedenza siano ricondotti ad un valore che esprima una qualità eccellente del risultato, m particolare per tultl i parametri d1 tipo quanutauvo la soglta d1 errore dovrebbe essere abbassata ad un valore dell'uno per mille, Andranno pert.mto previste tutte quelle operazioni d1 'ripulitura', controllo, verifica, ecc , necessarie a riportare entro tale valore le raccolte che partono da valori più elevati. Questo comporta un aumento dei costi in percentuale variabile a seconda del tipo d1 operal1one, ma che comunque appare md1spensabile per gli ob1ettiv1, d1 prospetuva, di cost1tu1reuna banca di dal! documentale, equiparabtle, d1 fatto, ad una banca dati ufficiale.

2.3

CO'.\'SIDERAZIONI SUI CRITERJ DI VALUTAZIONE DELLEF'Ol','Tl EDEI RISULTATI

Da un punto d1 vista pratico la quanllf1cazione dei parametri di valutazione della fonte pnma ind1V1dual1(autorevo!czza, completel.Za, corretteu:a e ricchezza) potrebbe essere demandata ad un orgamsmo (già esistente o upposnamente costltuno) che, in via preventiva. stab11iscaquali tra le fonti possibili sono in grado d1 soddisfare I reqmsìti mdicati Il risultato dell'indagme, abbinato a, costi del processo d1 recupero e a quelli del raggiungimento della qualità desiderata, fornirà 1mportant1 elementi per la valutazione costi/benefici d1 ogni smgola fonte considerata. S1 deve comunque notare che nd presente i.tud10 d1 fatt1b1lità, per ciascuna fase operativa descritta nel successivo cap. 4, è stato previsto un mtervento d1 correzione che llene conto, tr:1 l'altro, d1 possibili erron già presentt negh arch1v1convertili. La reale necessità d1 effettuare questo intervento andrà valutata caso per caso. Questo permette d1 cons1de1are comunque attend1b1h I cosl! md,cati, ntenendosi non s1gmf1cat1vii hevi scarti percentuali.

15

Pro~d/o.'\JR - }--,t11~:! / Slmftf) eh/11tttllli1l,ì

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3

VEICOLI DI DIFFUSIONE DELLA NORMA Le norme e gh .i!ll normatI\I m genere ~ono 1:1tcolt1 in ,1rurncn11cmtace1 o clctt1omc1.

che possono essei e d1,tm11m ion11ufficiali o non uff1crah .U

l•OYII l FFICl,\1,1

Le 10011 ufhciah ,ono quelle J cm è a1111bmtJ 1n gcnc1,1lc!J lutmone d1 pubbhcnù e dr ,alare legale clcgh :itll 110Jm,1t1\1 e 11011norm,H1\1dello St.ito e dcgh rngamsmr pubbhc1 m1110nali e louil1 Quc,tc fon11 sono tutte dr upo tiar.l1z10~.1le,cioè con,1,tono 11cll.i pubbhcanone e d1Mr1hunonea mcao stamp.i Le Ioni! ull!crnl1 ù1 nlievo pc1 lo ,tur.110,ono l:l Rauolta U/fiuale, la GC1::1!11a UOkra/e e 1

Bo/lctt1111ll/lÌ< llllr

3.1.1

«Ga,zeUa Ufficiale della Repuhblica Italiana»

La Gr1::1•11aUf/in<> {lffì11ale. Il ~•~lcma clc:-11,1

~ccondo la no11n.it1v.1recente. la l'mtc J>11111.i' dcll.1 Gn::~1'1111 è ~lata smltl1w;a m una «<;c11c gcnc1,1lc». a ,u.1101!.1d1\'IS.Jm I ub11clrcmcm sono pubhhcall -

leggi, dc~1ct1 e 01d111an1c p1e1,1dcn11,1li. clccrcll. clchhcrc e 01d111.u11e muu~tc11al1.dcc1cll e clcl1hc1cd1 ,1\treamont:i. te~h conn.lmatre agg1oma11.

-

C!ICOl,lrl,

,unii e comu111cau. 1c111trche. ;upplcmcnu ordrna11 e ,Lr,m1dm:m.

c,lratll,

e m uc ~c11e~pcc1Jh
Comumù curnpcc (atu comumt:m). Reg1om (leggi e regolamenU delle reg1om. Lhc acqu,,tuno ctt1c,1c1arnn la pul1bhc.u1onc nei /fo//e111111 rcg1onuh) A quc,te !>Iè ,1g:gmnta nel 1986 una quarta ,e11c ~pcc1alc dc,trnata a puhhhcarc hamh e ,1vv1s1ù1 concnn,1 111dcl11 dalle pubbliche mn1111mstra1mm La Ga:.:.rllaè pubbheat.I a cura

' !'er 1,n,11llus1r,1l1one,1n,1\11ic,1 s1stcm.1t1c,1 e ,touc:, dcll,1d1,c1phn,1lcg,sl,1111,1 e regol.1mer11,1r~ m RlJlenJ ,l1 r, Cen~,,\ t,r,ur,1d1l, op, 11 pubblic.111nncdegli ,Lt11, \ 10..11,1 f'on r d 7 ~mgno I 9Z1 n r2c;.zl.1<.,o:.:.rlmfu suddru~.t m du~ p,tnJ l..1 c'dcd1cc1tL1 LILulh:h.:-!t"t,::_g:1 ~ 1 decreti d., msc11rc ndl,, Ra110/1,,L'ffi•ml,• c. su rrcl11eS1J del \1u11stro propo11c111ccl ,l<'L'
n 1::!9~)

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P.C.Cl{/dotltet al. / Reutperodellanormativapn:gremt m JonJJafoXi.WL

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dell'Ufhcm pubbhcaL.mm leggi e decreti del M1mslero della Gmstizin, che ne ass1lu1:J la dnezmnc e la redaz10ne, la stampa, pubbhcu1one e ,endlla ;ono affidali per legge a\l'lstìtuto Pohgrahrn e Zecca dello Stato. Essendo la normau, a vai 1ata notevolmente nel tempo, la Gt1~ella pubblica I tesu mtcgiah di tultl gli atti 11ormat1v1nazionali ~olo a partue dall'anno 1931 (alt. 8 rd. n. 1256/1931). Qumd1 a1 llm della nostra indagine non costlluisce una fonte completa per la .,cnf1ca o l'acqu1smone dei tesi! pei 1I periodo precedente, nel quale vc111vanopubblicati sollantCJ l'avviso dell'avvenuta msi:rz1onc del cesto nella Rau·olta Ujjk1ale e, in modc1non mtemallco, 1\loro testo mtegrale. Pe1 gh atti non mse1111nella Racrnlta U/jic1ale cos11tu1scecomunque l'unico strumento su cui rag1onevolmente bai.arsi pe1 d recupero dei mate11ah d1 no,tro mtercsse, perché altnmcnu Il 11:cupem compmterebbc l'anahs1 lii una con~idcrcvo\c qum1t11ùd1 mch1~1 s1or1ci (Arch1v1d1 Stato o aichiv1 delle smgole 1s11tuzmm)ln rclal1one ai cntcn d1 valutanone indicati, possiamo atfermare che la G U rappre~enta una fonte per 11recupero clella normali va (soprattuno non numerata di rilevanza gene1ale) con carancnsuche d1 massima c1utorcvolczza e corrcttezzu, mentre la complc1czza è as,oiuta ~olo a partire dal 1931 e la ncchezt.a d1 mforma.:10111aggmn11ve trova spa1.10 solo dalla fine degli anm '80, con la pre~enza d1 note m1-:grat1veal testo ongmalc.

3.1.2

«Raccolta Uffid1de degli ~tti normativi della Repubblicaitaliana,.

La Rau.r,lla Ujfit.Jale degli a/li 11ar111m1111 contiene gli alti normativi d1 maggior rilievo dello Stato, pe1 la cui inserzione è prf vista una particolare procedura. In ci.i.a gh atu vengono insent1 con umi numerazione progressiva annunle all'mterno 1h due categone fondamenWh: le leggi cost11uz1onah e IJ Jeg1~laz10m·01dinnrrn Questa !unzione è stata assolta rostantcmente a partire dall'unll~ d'ltal1a. e pertanto In Rac"Caltacost11u1sceper gli alll numerau la fonte di nfet 11nentoLeit,1e completa Rcl:1!1\amemc all'au1urevolcua e alla ceneZ?a del testo della norma, la R,1,cti/Ja è equ1param alla Ga~~crrc,U.({ic1alé m quanto la certe.un assoluta è fornita ~oltanto dagli ong111ahcon~crvat1 presso il Mm1,1e10 della Gmsuna e, successivamente, presso l'Arc.h1vio centrale dello Stato. Nel corso degh anm la upologta degh a111m;erit1 nella Rauolta ha subilo dei mutamenti; ,;ccondo la più recente norma11va (1111.15 d p r. n. 1092/1985) gh atti in,ent1 in R U, olt1e alle leggi cost1tuz1onah e ai d1sposiuv1 delle senten.i:e della Corte cosutUJ:10nale che d1chi.irano l'11leg1t11m11àcost1tu.:1011,1led1 lt•g1p o a111 d1 avenu forza di legge (con numeniz1oru autonome). sono. le leggi ordmar1e ùcllo State,; i decreti che hanno forza d1 legge; gli altri decreti, del Presidente della Rcpubbhca, del Pre~1dentc del Consiglio dei Mmi,tri e mm1ste11ah, nonché le dehberc e Jh altn atti d1 Com1ta11d1 Milmtri che sumo streuamente necessan per l'apphca;:1011e d1 u!tl a\'cnll for7,1 di legge e che abbiano contenuto normativo; gli accordi mtcrnazmnah Pellanto per alcuni t1p1 dì provved11nc1111 per i quali. pur ei.i,cndo nlc\anu, non era p1ev1sta l'mscrzione m Racwlrtr 1es_ d p e m, dm., delibere, ccc.). l'umca tonte di nfenmento nmane la G. Dal punto di vista I.lei cntc11 d1 scelta pe1 11 recupero della docwncntazione, la R.U rappresenta la fonte più autorevole, più completa e più coneua pc1 gh aui normativi numerali, mentre 111 rela1ione alla ··11cchcna'' non co11tribu1sce all'apporto d1 alcuna mformaz1one aggiuntiva rispetto al puro testo integ1ale (ad eccezione degli ultimi amu).

u_

17

20

3.1.3

Progetto ~JR - Fa.re2 / St11dto dijattibzlttà

«Bollettini ufficiali» delle regioni

In nfenmcnto alle fonu dell'ordmamento regionale, 1 Bol/e111111 11/fìc1alr~volgono una funzione analoga a quella svolta dalla Ga::etta U{fic1ale nei confronu dell'ordmamento statale, e, c10è, l'inserzione nel Bolletww cost1tu1sce la forma d1 pubblicità legale delle norme reg1onah e delle province autonome. in e'\~1 sono anche "ripubbhcatc'' con funzione "not1z1ale" le leggi statali d1 nlevanza per le regioni A d1flerenza della Ga::etta, d1 portata generale e a d1ffm,10nc na11onale, 1 Bollemm reg1onal1 hanno un an1b1tod1 d1ffus10nc hm1tato alla regione d1 competen.ta e la sudd1vmone m p,1r11,l'md1v1duaz10nc dcgh atti oggetto d1 pubbhcaz10m: e le loro modalnà, sono contenuti nelle norme emanate dalle singole reg10m e possono differire reg10ne per regione Comunque pc1 gh atti presi m cons1deraz1one nel nostro studio (che ncordmmo sono le leggi e I regolamenll), 1 Bt1llett1111 rappresentano le fonti più autorevoli, complete e corrette Per quanto riguarda la ricchezza dei dati, m generale ~1lmurano al solo testo, senza l'aggiunta d1 part1colan metarnformaz1om

3.1.4

«Bollettini ufficiali» dei ministeri e di altre autorità

Sono pubbhc:mom per1od1che curate da organi dello Stato o 1st1tuz1ompubbliche allo ~copo d1 rendere noti l'attivuà e I provved1ment1 emanati La normativa è limitata alla matena d1 competenza dell'autorità em11tente ed è diretta rn alcuni casi prevalentemente al personale d,pendeme, ma m ,,ltn può a~,un1ere anche valenza normallva ù1 interesse generale l provvedimenti con queste cara1tenst1che sono spesso pubblicate. su richiesta dell'autontà, anche nella Ga::eua Ufjk1ale. Pertanto queste pubbhcaz1om presentano un interesse per il nostro studio in quanto possono contenere atti normat1v1 d1 rilevanza generale non pubblicali m G U: s1 presume che questo ms1cme sia quantuauvamente molto hmltato, in quanto le caratteristiche degh alti considerati p1esuppongono la loro pubbhcazmnc m Gazzetta Le pubbhcazmm più note sono I Bolletr1111 m1mstenah, dei Com1tall mtcrmmistcna\1, e più recentemente, 1 Bollettrn, delle Autontà d1 garanzia. Con la d1ffus10ne dei siti Internet alcuni Bolletr1111sono pubblicali anche m rete, ma con profonde differenze rispetto sia al formato sia alla copertura temporale e quant1tat1va A1 fm1 dei cr1ten d1 valutaz10nc d1 que~ta fonte, val1.mno le stesse considerazioni svolte per tutte le fonti ufftc1ah anche se la quantità d1 materiale d'mtcrcsse è molto contenuta (solo atl! normat1v1non pubbhcau anche in G.l/.)

3.2

FONTI NON l."JIFIOALI

Per fonti non ufficiali s'rntendono quelle a cm non è riconosc1uto valore legale, anchese curate da orgamsm1 1slituz1onali Queste fonti cos11tmo;cono comunque un patrimonio documentano ricco e au1orcvole e 9u111d1sono entrate nell'uso corrente come strumenti 1mportan11d1 documentazione normativa In molli casi offrono carattenstiche d1 d1ffus1one più rapida, d1 selezione più efficace e un complesso d1 mfonnaziom ..i valore aggmnto (es lesti agg1oma11, class1f1caz1om, rmvn ipertestuali. ecc). anche avvu\endos1 delle tecnolog1e •qfoOffilJ.ld!e..l"au.1rnnir.~htl1.11,:-.lk.f'lut1.1•ffirmli .. Nell'anahs1 seguente sono prese m cons1dcraz1one solo le fonti prmcLpali -.01101! profilo della completezza e dcll'autore~olena.

18

P.C Gmdot/1et al. / Rempero dellanom1c1/wa pre,g1eJS11 in_!òmwto)GML

3.2.1

21

Raccolte elettroniche

Tra le raccolte leg1slallve elettroniche s1 distinguono quelle pubbhcate on {me dai s1stem1 rnformat1v1 pubblici generali (CED della Corte Suprema di Ca~saz10ne, Ispohtel-Guntel dell'lsllluto Pol1grat1co e Zecca dello Stato, s1s1ema mformat1vo del Parlamento): da, siti delle ~mgole 1st1tuz10ni(iegrnrn, m1msten e altre autontà pubbliche) e dei pnvati; e quelle pubblicate su CD-Rom da ed1ton pubblici (IPZS) e privati (De Agostmi, Utet, G1uffrè, ecc )

~

In generale tra que~ti tipi d1 raccolte le d1tfc1cnze riscontrate sono notevoli e 1Jguardano· 11 tesrn della norma· alcune raccolte forniscono la versione stonca, altre quella vigente (aggiornata e cooidmata), la copertura temporale. alcuni aich1vi doc-umcntano la normauva dalle origiru (urutà d'Italia o cosmuz1one delle regioni 1,mentre in altn la copertura è parziale, 1 contenuti" alcune raccolte documentano la normativa pubblicata nella Gazzetra o Boflelluw Uflìcrale, altre sono hmitatc alla produzione dell'ente: il software d1 archiviazione e d, reperimento delle mforma;:1oni, strettamente legato al "trattamento dei datI" (struttura, formato, indic1zzaz1om, gestione dcì nfcnmenti) e alla ncchczza delle mformaz10n1. In alcuni ;1sterru mformat1v1 l'unità documentana è cow1u1ta dall'articolo, corredato frequentemente dalla class1f1caz1onc per materia e dalla geslione dei nfenment1 (atllv1 e passivi, interni ed esterni) resi ope1at1v1 anche attraverso hnk 1pertestual1, altn s1stem1 hanno invece adotta!O come unHà documentaria l'mtera legge e qumd1 pubblicano test, non ,trutturat1 o con strutturazione mmima, anche se, talvolta, corredali da class1f1caz1on1 per matena o da altn t1p1d1 mdic1zza11om. Possiamo

comunque

sotco!tnca.rc

..::on1c

~a norn1ativa

nazionale

vigente~

s13. come

corpus

che come testo attuale, sw fornito per l'rntero arco temporale considerato (dall'unità d'Italia a oggi) solo da miz1a1Ive private, mentre le 1stituz10m puhbilche forniscono in prevalenza i testi stonc1. Nell'amb1to regionale nouamo I.i presen;:a d1 alcune regioni che mettono a disposizione 11testo vigente

3.2.1.l

3.2.1.1.1

ARCHIVI

11' Llì",EA

Sistema liafgum: della Corte Suprema di Cm w;;ume

Gli archivi del sistema 1nformat1vo del CED della Corte Suprema di Cassanone costituiscono la raccolta più completa Gli archivi di nhevo a1 fm1 di questo studio sono: gli arch1v1 a carattere leg1slallvo che forruscono la normativa pubblicata dal 1904 ad oggi nella Ga:;etta Ujfiua/e. In particolare contengono i testi mtegrnlt d1 tull1 gli atti 111,ent1 nella Raaolra e d1 una selezione dei provvedimenti non numerati; dei rimanenti vengono forn1t1 soltanto gli estremi più s1grnf1cat1v1(titolo, data, pubblicazione m G. U., ecc). l'arch1v10 che raccoglie la normativa delle regioni e delle province autonome dalla loro costituzione, pubblicata nei Bo//et1m1 regionali e ripubblicata, per notizia, nella G.U In

19

22

-

Pm~i!l!o

\'JR - F:M :l / .I!mito dt fatl!bi/1/cì

pm 11cola1cconucnc I te,t1 mtcg1,1h ù1 tt!llc le leggi e ùc1 prm ,eù11ncnti numc1ali e d1 una ,e le, IOiledei pl O\'VCdm1enll non numc1at,. l'a1ch1vio dei tc,11 rntcgrali delle rnwlan n11n1,1enahpuhblKatc nella Ga::.a·tla U//ìcwl,, dal 1° gennaio l 992. I' mchi, 10 dei comratll collclll, 1nanonah d1 l,1vor o

In tutti gli ,11ch1v1.1I testo del provvcd1mcnto è fra1iona10 m umtà documentali cornspomlent1 aù ogm ,udd1v1,1one mtcrna dell'atto (titolo, smgolo arllcolo, p1eamholo, fo1mula fmale, c1.1..J.Gh allcg<.1l1 ,(mo gc;llll :,cp,11 <1ta111entc e strunui ali anch 'c,,1 <1hvcllo dt aillcolo e reg1011,1lee utJ hzzato un 111.cD,1,tema dt Negli arclu v1 d1 lcg1,Ia, 1011c11.111011ale md1c1uaL1011cLh1.con,ente ù1 111d1v1duare nuclei omogenei eh alll. come ad e,emp10 quelli numerali e m,erJtt nella Rauulta Uf/ìualc, quclh pubbl1cat1 m Ga~.a·lla wn v,1ler1Ja norma11va,quelli pubblicati nei Bolle1111111cg1onah, ccc Sono moltic gc,till (negli arcl11v1d1 lcg1,l.wone na11011ale,olo a pall!re dal 1971) 1 nfcnmenl1 alti\! e p,1,,1V1,ccondo p1cc1sccategonc (,1biogat1vi,mod1f1cal1,1,ccc), a hvcllo d1 norm:1 111gcnc1ale e eh smgolo art1colo, e viene applicato un doppio schema d1 cl,1,,1ficallone pe1 m,llena (ecologia e civile/penale) Per I nost11cntc11 eh valutaz1011e,il ,1,1ema ltalg1urc rappre,enla una 1mpottante fonte ù1 recupero del matenalc pe1 1·auto1c\Olc1?a (prewg1n dcll"1,tllul10nc), nonché per la ncchez.ra delle 111lorm.111om (qrut1ur..111one,pmla a hYello d1 aillcolo, desernlon e clas,11!cato1l d1 ,a1 ia natura, ntcnmen11 norm,lliH ,eppur con 11hm1te già cv1ùcn11ato,ccc ) In rnc11to ,dia comple1cu,1, è ,1Lur<1mentc,coperto 11 periodo ante l904 pc1 qu,mto 11guaida li testo mtcgr,1lc. mentre per il pcnodo success1,o fmo .111931 occorre ,enf1carc se p11:,Lntc1 lL ,tt"L l,,umi; lltll,1 (h1:-c1w ll//lt 10/1' Pu gh ,nd11,i no1m<1tl\1 11<111011.111 ocnme 11cord,1rcla c,cntu,dc pre,cnl,I del ,olo titolo 111ba,e alla classif1ca7ionc a1111bu1ta(ano normativo o non) oppure alle c,mltlc1!Sllthe di pubhl1taz1one Sulla corret1e ✓-2a dei dati, a p,ute 1111lic,o legato al l.1Lto <.hc I tc,11 ,0110 pre,cnt,11! lll caratte1e maiu,colo, è nccc,,a110 cndcrm,irc che I documenti ,ulm,cono llatlamcnl! 1nfrnma11c1m,1ss1cc1susccmb1h ù1 errore e che gh allegati non ,0110 pre;cnt1 rn ceni ca,i, ;oprallullo quando t1attas1d1 formali part1col,11e (figure, tommie m,llcmal!chc. ecc ) Al momento ùclla ,tc,u1.1 d1 quc,10 dotumcnto, t. 111corso da pochi mesi la conver,1one clcgh ,ucluH del ,1,tcma ltalg1ure nel rormato X:>.1Le la m1gra1.1one,u ..11clutetturcaperte Sebbene tutte le spec1fKhe dell'opc1a1.1onenon siano ancm .i note net loro dettagli. dalle 111fo111Mz101111,1ccolte s1può 1llc11c1c prc,uppotrc desumete che - Il DTD per la lcg1slaz1oncsaià prob.ibilmcme più scmphf1cato n,pel!o allo ,tandard 111 cut ;o d1 dcfmmonc prc<;<,oIl g1uppo d1 l,woro del progetto NIR e temle1à ad as,orlmc tutte le mforn1.1110111 altualmentc rc1ccoltc. non è stata ,111co1 ,l dcc1,,1 l,1 m,ircatura delle ,udù1,1,wm 111tcrnedcll'art1colo, che comunque dovrebbe 11111ancre l'umtà muuma di md1c1zzaz10nc, non è certo che I nl"enmcnl1 ,engano tr.idolll nello ,landard URI\', - il tc,to ong111,1Ic m mmu,colo/m111u;1.olo,embra 1mmed1al<1mellle 1ecupe1ab1lcd,1 vei,1orn 15 anni circa interne a pat tu e dagli ul11n11 li ll\cllo d1 com;ponùcnl,l t1c1 le ;pcLiftchc <1dottatc nell.i LOmers1one dcgh archlVI lt,1\g1mce gli ,tandard definiti nel progetto Ì'\(R dctcrrmncrà, d1 conseguenza, le opera7!01l! e l,1h.i;e ùocumcnt.llc progctltlta .1ggmnt1ve nccc,,a1 ,e per 011cnc1

20

P.C. Gmdoth e/ cii./ B.cwpemde//,1»ormalwapre__gressa zn fonna!o XML

23

3 2.1.l 2 .S111ema111/onnatn·o dell'l,t1t11to Pohgrafìw e Zecca e/e/lo S1010 Tra le numerose banche dati oel sistema hpolllel
3 2 I I 3 Sntemr 111/ormarin del l'arlamellto, Rep11bb/1ca

della Camera deJ Depllla/1 e del Sena/o della

li sito del P.1rlamcnto pubblica il lesto storico e mtegrale della lcg1sJa71one dalla XIII leg1slaiura ( 1996), llmiwtamenle a· leggi C.:(J~lituzmnah e ordinane, dec1et1-leggc, decreti leg1,lat1v1. pllbbllca inoltre, in allegato alle leggi d1 conversione, 11 te~to coordmatn dei decreu-lcggc convertili Gh atll sono pubblicau m fornmto HTML. dunque non ~trutlmato La normativa è md1cu.wt.a secondo uno ~chcma di class1f1caz1one ha~ato sul sistema Te.Se O predisposto dal Senato della Repubblica La Camera dei Deputati puhbhca la banca dati delle Leggi Regionali - risultato d1 una collaborn7ione con Corte d1 Cassazione e reg1oru - contenente tutte le leggi delle rcgwni e delle p1ovmce auwnome dalla loro cos1Huz1OI1eLa ge~uonc e l'aggiornamento dclraich1vio sono cffcttuatJ da Anc1tel, che ne Cliia anche la messa m lmea Dal I 998 1 testi sono forniti d1rettamcmc dalle regio111e dalle pr0v111ce autonome La banca dau è ~truuurata e l'umtà documentale corrisponde alla sud1hv1sione wterm1 dell'alto (111010, arucolo, ccc.); anche gli allegall sono prcscnu e s1rut1urat1 I 11fenment1 11ormat1v1sia d1 tipo attivo che passivo sono formi! dalla Corte di Cassaz10ne, resi operauv1 mediante linl-. 1pcrtcstualt e ge~tlti a livello d1 mteia norma e di singolo an1colo. E prevista l'npp]1caz1one dello schema Te Se O Per quanto ngua1da I nostn ,;li1en d1 valutazione, 11Parlamento naturalmente o!frc il mu,,1mo di autorevoleua e correttezza, ma presenta alcuni hmiu m mento alla completezza (solo le leggi costllllz1onal1 e ordinane, dccrcli-legge e decreti leg1slativ1 dal 1996) e alla nccheaa (assenza di st1uttura11onc e d1 nfenmenu) Ben d1ver~a è la valutazione dell'arctuv10 delle leggi reg1onall, per 11quale tulle le (,Jfallcnsuchc d.i n01 md1v1duate sono

21

Progello .'\'JR - hm: 2 I S111d10 d1j,1111bmM

1-1-

pre!>cnt1mediamente ad un h\ello ~1cmamente alto, anche se non form-,ce R1cordi.1moinoltre 1'aooenza dei regolJmcnt1 reg1onah.

I

te,t1 v1genll

3 2 I I 4 Sm delle regwm I s1t1 delle regioni p1esentano una slluazionc a,sm difforme e vancgata rispetto alla quahtà, quantità e modahlà d1 pubbheazmne della normativa Le prmc1pah differenze che s1 11scon1rano~ono relative a testo delld norma alcune rcgmm fom1..cono 11Leolo sto11co, altre 1! testo vigente, altre ancora enuambe le versioni: comunque nessuna fornisce 11tc,to vigente ad una qualunque data; - copertura tempmale. alcune rcgiom documenlano la normdll\a dalle ong1m mentre per altre la copertura è pau1ule e, rn genere hrrulata agh ulum1 anm; alcuni enu rm~mno direttamente all'arch1v10 della Camera der Deputali. trattamento dei dati (struttura, formato, md1c1z,,az10m, gcsuonc dei 11fe11mcnt1):Id documentaria è s11ua71oneè estremamente variegata, per cm m alcuni arch1v1 ru111111 costituita dall'art1colo, arricchilo frequentemente dalla cluss1f1caz10ncper materia e dalla geshonc dei nfenmenu att1v1 e pass1v1, altre reg:10111adottano, invece, come u111tà documentaria rm1cra legge e qumd1 pubblicano tern sostanzialmente non strutturau, anche se corredali da alcune mctamforma7iom (anno, numero. tipo allo, mntena, ecc) T1a le rcg1om che forniscono a1ch!YI compiei!, strutturati e ncch1 d1 mformd..:mm aggwnte scgnahumo 11P1emlmte. la S1c1Ita,l'Em1ha-Romagna ed Frmh-Venez111Giulia. ~1 deve anche nlevure che un discreto numero d1 regioni non tormsce d1rettamen1c la propria nurmat1v.i In termm1 generali possiamo affermare che, nel loro complesso, 1 sm Web reg1onah - pur autorevoli - non rappresentano una fonte completa d1 documenta, ione 3 2 I I .5 S111dei 11111111ter1e dt oltre

tmt1,r11ù

Que'it1 sili prc~cntnno le stesse carmtcrist1che 1.h,.hsomogeneuà già riscontrate nei ~lii delle reg1om Questo ,1 verifica sia nspeuo alla copertura quant1tat11rae temporale, sia nei confronti della qualità e ,trutturn delle mformaz10m s1 possono trovare documenti già muttu1,11tm XML (Contratti Collett1v1Nn1.1onahd1 lavoro del settore pubblico presso ti sito dcll'ARAN), oppure documenu m lmguaggm HTML pnv1 d1 quals1aM marcatura 'itrutturale, nonché documenti orga111zzat1m banche dal! a van hvelh d1 dettagho 8 Come già nco1da10, anche alcum Bol/ettm, 9 sono pubblicati m rete nel te,10 completo o ridotto ' Il M1m11ero delle fm.mze bJ unJ banca ,J,111sull,1 pr,i;s1 11mmrnis1r,1111•n (c1rcolar1. nsoluziom) prodoll,1 d,1II'Amm1n11tr.v1one Il CNEL pubbhc.i I An::hl\ 10 N:wonJle de, Contr.1ltl e degh Accordi Collett", d1 t...n oro che r,ia:og:llc, d11I1987, I., con1rJ11.U1one" h\OIIOnJZ1on.1le,sia pma1., che pubbhc.i. e un considerel'ole numero d, Jltt ncgo11,1h ,1 livello dccentr,110, , engono inoltre ,1rch1>1<1l1 gli Accordi Go\emo - P,1m Soc1Jl1. nonché g:11 Ac~ord1 !nterconfedernh '' $1 scgnalJnn,frn g!t altn. le ,ers10111elettronich~ dei 81Jlle111111 uffic1,1h seltlmanall dell'Au1or11à garJnte ddla concorrenza e del merc•lo puhbl1cdt1 dJI giugno 1991, m ordme cronologico I me sono 1n form.,10 \li.on! e. dJI 1998. ,111,hcm form.110 Pdf. I AutorHJ per le ~,1r,mL1cnelle comun1ca~1on1 rende o.l1~poo1b1le Il Bnl/em,w ,J,11 pubbht.J 11Balletw,,, d'mfomw:1m1e 1u,fo1111011J pdrure d.il 1998 1I 1998 11111fML 11\11mslero dell,1 S,11111:i '\11n1stero delle Comumc.u,om pubbhc,1 d,ll 1999 11 1es!O
22

P.C. Gmdo!/1et al. / Reatp~rodel!.1no,matii,aJ•1r:grr:., ,a 111fimnato XML

25

Anche m questo caso le fonu non possono assolutamente essere considerate complete; possono invece svolgere una funzmne mtegrauva. con caratte11st1che d1 autorevnle.i:za e correttez,:a, rispe11Oad altre fonh

J.2 i i .6 Sm tm vali Numerosi sono i servizi di documentnzmne normativa formli da privati sia a carattere generale che spec1f1co per determ111at1settori In linea d1 massima la documenta7louc fornita risale agh ultimi anm e non è po~siblle alcun controllo sull'attend1bilità e complelezza de, malenah raccolti. D1 conseguea1a non è stato ritenuto utrle prenderli m cons1dcrazionc,

3 2.1.2

CD-ROM DI EDITORI PUBBLICI C PRIVAfl

Le iniziative

in

questo settore sono numerose e dr consolidata tradizione {circa 10 anm).

C, hmiuamo a considerare solo alcum prodotti particolarmente completi e/o afftclabili. L' Istlluto Poligrafico e Zecca dello Stato dal 1994 produce un CD-Rom, contenente la Ga~~elta Ufjicwle in tutte le sue Serie, con le stesse caratteristiche degh archivi on Ime La società De Agostmi Profcs~mnale pubblica la raccolta Leggi d'lla!w Te,10 vrgeme contenente i test, aggiornati della normati va attualmente III vigore provementc dalla Ga::erra Ufficmle a pnrurc dal 1860. La consultazione avviene m ba,e a data, tipo atto, titolo, testo, estremi d1 pubbhcal.'.lonc m G.U. e class1ficaz1one per materia, mentre la v1suahzzat:1onc è consentita a livello di articolo Non esiste una md1c1zza1.ionc che consenta d1 sclezmnare gh atti inserii! m R.U., e, per I non numerati, di distinguere i provvcd1mcn11 nonnnt1v1 d, ril,•vanll':t generale Sono altresì gestiti I nferiment1 normativi esterm a livello d1 atto Dal punto d1 v1~ta temporale la docurnenrnz1one è completa, ma ovviamente l'allend1b1iltl1 della vìgen,rn non è uffic1ale È da notare che, secondo cnter1 d1 opportunità s1abtl1t1dall'editore, alcuni provved1menu, pur essendo abrogai!, sono presenu ncJl'arch1v10 con ,J solo lllolo È rnoltrc corredata da un Arcl11nostor,co che contiene i provved1men11 leg1sla11v1(che hanno subit<1 mod1f1che e/o abrogaz1om), nella loro stesura mtegraJe e dal 1989, provvedimenti abrogati La casa editrice pubblica 1110111 e l'opera Cadic, d'lraha - Te110 1•1gente, che conl1ene sette cor.hc1nel testo vigente e coordm,Ito (corredato a partire dal 1995 sia dal teMO stom,o che dal testo abrogato in calce ad ogni arncolo} Per quanto nguarda la quahtà e autorevolezza dei contenuti occorre ricordare che, pur non essendo d, provement:a "utfic1a\e", la racc.o!tn è una delle più note e maggiormente consultate nnche 111amb1enn mltuzionah. La casa ed1Utee Utct produce il CD-Rom Ln contenente il testo integrale dei provved1ment1 normauv1 dal 1861 ad oggi. Inoltte è d1spombilc Le\ v1ge11tei:on I testi v1gen11 ~empie dal 1861 Per le norme c,onsidermc di i 1levnnza marginale è pubblicato solo 1I utolo. I documenti sono strutturau a l1ve1!0 d1 articolo e d1 allegato. A questa protonditù ono gestill anche I t1!er1ment1 nDrmauv1 (at11v1e passivi) del tipo: conve1sione, 1111cgrdl1111formJto Pdl del Bol/euuw ewnm111we del Bolle/Imo d1 v,~1/m1:rrd,1! I 998. Boll~m1w ,rm1s1uo e supplemenu Bolle1111wmensile del!J BJncacentrJlt• curope<111 Consiglio Superiore della M.1g1rnarura ti No11:1mm ~on le cucol~n. , parer,e le n5po,te ,I ques,11 d1~1r1bu1s~e

23

Progetto 1\IR - r,,1e l I Studiod1/ar11bd1tà

26

uh1ogaz1onc,mod1t1cn,mco,11tu1.mm1l11à, rnnfronta, mtcrpreta La Utct pubblica moltre d CD-Rom Code1 um I testi v1gcn11dell,1Costnu11one, dei quanro Crn..hc1.del Codice della nJ\ 1g,1z10nce dei Cod1c1 penali n11l1ta11.mtegrau delle nm me complcmentm I e dalle sen1en1e d1 mco~lllu✓ 1onahta LJ mccolta present,1 le stesse c.irattcnsllchc dot.umentanc della Lf.·.\.

A con\.lu;10ne s1 può \Ottolme:ue che que~ll suumcnu 1eahz7dll da pnvat1, pur con 1 l1mll1 ev1dcn;.1all. 111t1oduconoun 1mprntante fano1e d1 conlrnnta per l'md1~1duazmne dei ma1c11JI!v1genl! e ~tom.1, nell'mco temporale d1 mtc1c,~e pc1 lo S111dw

3.2.2 Raccoltecartacce R1entruno m questa catego11a le pubbhcanom a carmtere generale, d1 editori pri\all. che 11portanu I tc~u mteg.iah della normativa Le pnnc1pah opere ~tmo Le, (Utet), ug11lnao11e lllllrrmn e Rauolta ge11erale d1 leg11/c1::wm: (G1utfrè), u:gg1 d'l/cllw nel ce11C1 11geme {De Ago~11111)e u: uggr f! 1 Decr<'II H'cm1do /'ore/me d1 11m:r::.1011edel{a Ga::.::elln •~lfiuale (;oc1cti1cdnncc del Fo10 Italiano). Pur e\!>endo rnllc r.iccolte gc11crahd1 normativa, s1 nscontrnno akune d1tferenze sta sul pcnodu d1 tempo copcr1Osia sulla p1csen,.i u meno d1 1cs11vigenti e/e, agg:1O1 nnt1 Cuinunquc tah r.JCtoltcnun cost1tm~cono un elemento 1mport:mte d1 nfenmcnto, m quanto a) ,ono ~cnz'altro da preferire le cormpondcnu lonll uffic1ah (Gc1::.::.erraU{fiuale e Racc.olta Uffhw/e), da cm que~te opc1c traggono lJ documcntanone. h) «,no com1mc1u,:, d,1 pr"1lcgmr,:, le cornspondcnt, ,•crs,on, "u CD Rom delle SICS~c <..J,t. cd1tnc1,pe1ché più fac1lmente elaborab1h e u-n11ab1l1

p C Cmdotfl e/ al. / Rwipero de!/ad0/711,lftl',; pn:,gre,sa lii formatoXlvlL

OPERAZIONI NECESSARIE AL RECUPERO QUALITÀ

4

E CRITERI

2i'

DI

Pe1 valutare L costi e la qualità del lavoro svolto, è opportuno an.ihzzare m dc:llagho la sequenza delle operazioni da comp1cre per l' ,1Cqrns1z10nee/o In convcrsmne dei mntcnali, d1s1mguendo se provemen11 da - raccolte cartacee, o comunque testo elettronico non strutturato; in questa ipotesi sono compresi anche I documenti dt banche dati non strutturate, con metainformaziorn mrnime (upo auo, anno, nume10, eLc ); - banche d:it1 strullurate a ltvello d1 arllcolo, che nella maggmr:mza degh arch1v1e\ett1onic1 normat1v1 rappresenta 11ma,,11110dettaglio. li lavoro da ~volgere è stato suddiviso 1n fasi che, naturalmente, sono dJ~er~e a seconda del tipo d1 conve1s1one attuato. AIJ'mterno d1 c1.1scuna fase sono po~;,1billd1ffcrent1 opLioni, alcune delle quah possono sicuramente essere valutate 1n base al solo co;,to, altre 1ich1edono, mvcce, una più accurata anahst dei eo~ti/bcnef1c1 In partJcolnre ciò riguarda la marcatura della struttura dei testi fmo a hvdln d1 articolo o fino a l!vcl11magg1on di deltaglw.

4.1

RECUPERO D.!t.RACCOLTE CARTACEE O DA TESTO ELE1TRONICO N01' SlRUTIURATO

Il recupero dei documem1 d,1 raccolle Cùrtacee o da testo elertronico non Mrutturato prevede operaz1om s1m1h ad esdus1one dell' .:icqu1simme del testo m formato d1gnale dei documcnu li lavoro da svolgere può essere sudd1viso nelle seguenti fasi: acquis1 ✓ 1one del testo m formato d1g1tale: opcra71one costo,a, che deve essere eseguita ~olo per 11recupero d1 documenll da raccolle cartacce. - marcatu1a della munura lii ba,e a! DTD defmito. - marcaturn dei nrcnmcnti att1v1 - marcatura dei r1fcnment1 passi,1

Nei paragrafi seguenti sono anahzzatc nel dettaglto le vane fasi.

4,1,l

Acquisizione del te!itodigitale da raccolte cartacee

Nel caso d1 recupero da rnccoltc cartacce, è neccssano per prima cosa acquisire il testo dei documenti lii formato d1g1ta!e,mediante una delle seguenti modalità -

-

bmumra diretta del testo tratto dalle fonu ufficiali L'oper:monc è costosa e Impegnativa anche m tcrmm1 d1 tempo In fase d'11n1Ills51onedati deve e,sere nch1esta una percentuale d1 errore non superiore allo 0,1%, tale ,,aJorf•, cons1dcrnto di elevala qualità nella bnllltw-a di tcsll normali, è invece da meners1 ti hvello mm1mo per I testi normat1v1, per I quali anche p1ecole mcsattclze possono determinare un sigmf1cato completamente dl\erso della d1spos1z1one. scannc11zzanone delle pagme cartacce, che prevede l'acqrnsiz1one in formato 1mmagme

delle pagine da conve1tire e il surcessno nconosc1mento dei cara.tten mediante opportuno programma Opucal Charactc1 Recogniuon

(OCR). Questa operazione :iss1cur,1 una

25

P,ogel!O 1\/R - rèm 2 / S11,dzo d, /erthlnl,tà

28

percentuale d1 riconosc1111entodei caratteri del 97'ìf in cond1Z1om ot11mah, ma nel nostro caso de\lono CS!>ercattesi \lal011 mcdi mto1no nl 60'7r, m cons1dcrnnone della non clc1ata quahtà dell'ongmale e d1 eventuali problemi d1 con,erva,:1011e, lcgm1 agli ampi mtervall1 temporali 111 gioco (1860-1947 e 1948-2001) Nel caso delln scanne11zzaLione, è ncce~sana una rev1;1one dei documenti per raggmngerc un percentuale d1 errore non superiore allo O,I '.i,

Marcaturadellastruttura

4.1.2

Come precede11tcmente detto, è poss1b1le d1stmguere due h1rclh d1 profondità mai calura del testo· man.atu1a fmo a livello d1nr11colo, marcatura fmo ,1 livello delle sononpartmom dell'art1colo (comma. lettere e numcn)

d1

In entrambi I casi, per C!>eguircla marcatura e/o il controllo della medesima, è 11ecc,sa110 pcr~onahzzarc un ambiente d1 cditmg XML e.on fun11om d1 .i.u;1l10 specifiche, 4ual1 l"attnbuz1one d1 tag al testo selez10nato, calcolo automatico d1 alcum attnbuu degli clemenu, controllo d1 sequenza nelle sudd1v1s10m e nelle liste numerate o lcttcrah, ecc. Data la complc·1mà della struuura degh a111 norma11v1 e I llvelh d1 annidamento presenh, ~a prcv11ta una serie d1 funzmnahtà per ~nelhre e semphf1care le opcra1.1om. co<;Ìcome una modalità d1 presentatione (g:1af1ca, colon. ccc J che permetta d1 md1\11duare più facilmente gh cventuah

enon. La mnrcaiura della struttur,1 formale d1 un atto noinmtivo è un'opcraz,one che. m larga nw,ura, non nch1ede una spec1ahzzazmne ;pmm, am:he se nndranno prev1;11un nddestramenlo ,pcc1f1co e la supe1 v1,10ne d1 un esperto (grnn;ta)

4

J2

I

MARf'A1 lfRA DEL! A :>lRLTTl/RA

MND A LIVLLLO DI ARIWOl..0 Dhl TCSTI J:,,,FORM'l.10

DJGIIALE

La m:ncatuni della struttura può es~ere csegmta sui m mamera completamente manuale srn med1,1ntep1e-marcatura amomauca e ,ucce,s1vo controllo Le oper:i.z1om sono le segucnll a) marcatura manuale della struttura che prevede - marcatura manuale completa con un eriore non i.upcnore ali' l'1. - co1111olloe/o mtegr:u1one della marcatura al fine d1 ottenere un errore massimo dello 0,1%. b) pre-mmcatur .1 au1omnt1ca della strunura che s1 articola m - !.viluppo d1 un pnrserper Il 11conosc1mento delle sudd1\1s10m fmo a in elio d1 arucolo. Es~endo quc~li elemcnt1, e le par11z1om superiori, m genernle ben riconosc1b1h rn un resto. s1 può presumere un e11orc intcirno ali' I'.«. al fme d1 md1v1du.ne I possibili en011, 11pari.er può eftelluareun controllodt sequenzasulleparllztome p1odurreuna h;ta (log) delle anomalie 11scontra1e: - fase d1 esecuzione, che pre~ede la p1e-mnrcatura cffem,•a dei documen11. - con110ll0 e/o mtegrnz1one della marcatura da palle d1 un operatore, nl r,ne di ouene1e un errore non superiore allo O,I c4,

26

P.C. Gmdottt et al / Remperodella/1(}rma!tva pregmra 111jonJJa/oXAJL

2()

Al termmc di queste opera, ioni, 1 documenll devono essere va11ù1 rispetto al DTD prodotto dall'apposito Gruppo d1 Lavoro del progetto NIR.

4 I

2.2

MARCAlt.:RA Dl!LLA HRIJTI-UkA

mm A LJVJ:LLO Dl COMMA, LETIERA,

NUMERO DEI

TESTI IN FORMATODIGITALE

Anche m questo caso è poss1b1leoperare nei due modi precedenti a) Marcatura manuale della stnmur,1 che si articola in - marcatura manuale completa con un errore non ~upenore al!' l %, - controllo e/o integrazione marcatui a al fme d1 ottenere un errore massimo dello O, I%. b) Prc-marcatura automauca della struttura che prevede· sviluppo d1 un parser per 1Inconoscimento anche delle partiz1om mterne all'articolo con un errore m1omo al 5%, al fine d1 mdivtduare 1 posstb1h errori, il parser deve effettuare I sohu controlli lii sequenza e produrre una segnalazione (log) dei casi dubbi: fa~e di esecuzione. che prevede la p1e-ma1caturn effettiva dei documenti; - controllo/Jntegranone della marcatura da un operatore, per contenere l'errore entro lo 0,1%.

Lo sviluppo del parser per 11m:onosc1mcnto delle sotto11part1 ..uoni dcll'a111colo (commi lettere e numeri) richiede un maggior sforzo d1 quello nccessar10 per 11nconosc1mento dei solt art1coli, soprattutto per gh atti meno recenti. In passato infatti usava non numerare I rnmmi, introdurre liste non numerate, ccc , tutti fattori che determinano un mmor successo del uconoscimento degli elementi strulturah; per tale motivo sembra opponuno nchieùerc un errore non superiore a.l 5'!'< Comunque, ancheo al tcrmmc di questa fase I documenti devono e~sci e validi nspetto al DTD adottalo da Nl R 4.1.3 Marcatura dei riferimenti atth i La gestione ùe1 nfenmenti al11vinel te~to dei docume1111 può essere attuata:

-

mediante riferimenti dalranu:olo verso l'arucolo. medrnntc nfenmenll dal corpo del testo verso art1colo, comma, lettera e numero

Il primo 11po è quello in uso nella maggior parte degli arch1v1clellromci Ai fini della pred1spos1z10ne d1 tesu vigenti ad una qualsiasi data. è necessario gestire invece I ufonmenti dal cmpo del testo verso il livello md1ca10 nel nferimento ste,so e quindi al massimo dettaglio. In entrambi I casi è previsto e,he 11collegamento all'atto refe1enziato venga csp1esso m 1c1mm1 d1 URN, lo standard elaborato nel progetto NIR, per renderlo md1pcndemc dalla locanonc di rete e dagli 1dent1ficat1v1 lrpici d1 ciascun sistema Nella conversione del nfcrnnento rn nome uniforme, 111c0nsul1a,mne del "Catalogo delle norme·· cos1IU1toper NIR offre un 1mportanlc aiuto alla ve11fica e al completamento del nome. Un attnbuto 1mporumtedel riferimento è, 1nfmc. la qualif1caz1one, ovvero l'md1ca.aone m base a categorie prefissate del tipo di rapporto stabilito (modrfrca, abrogazione, ecc.),

27

Progetto SIR - ràse :! I St11dio d1jdttt!nlttà

10

at11a,c1~0 11 quale poter poi cosnu1rc quello 1nve1sO,che è m dcfm1ttva l'mfo1mazionc più 1rnpo1tJnte per J"utcntc Anche se una buona percentuale del lm oro può es,ere svolta da peison,,lc (oppmtunamcnle ndtlc;trmo) tl1 qual111Camedia. la dehcatena dell'mtenento de,•c comunque prc,cde1c la supcrv1S1oncd1 un gru, 1s1a ù1 con~ohdata espcnen7a Pc1 c~cgmre e/o controllare IJ mrucatu1J m man1e1a e1J1c1en1eè necc,sanu un ambiente dt cdnmg XML con funnom d1 au~11to~pec1f1chc, quali l'uunbu11one di lag al testo ~elczionJto 11~alcolo degli .ittributi, 1Icalcolo dell'URN. ccc

4 13 ]

M \RC \Tl'R•\

Dr]

RlrLRJMC~ 11 A!TIVJ

D\! L'ARTICOLO VCRSO ARIICOlD

f:.WRES'>l \ JA

URN Anche 111questo ca,o è po,,1bt!c operare negli qe~3l due modi

aJ M:llcaturn manuale dei nfenmcnll at11v1wucolarn in marcatura complct<1mentc m<1nualc dei 11fc11ment1e delle n~pettl,e rclaz1om <.on un c1rorc non supe11orciill' l',f. controllo/m11:graz1onc della maicatura al fine di ottenere un crroie rnassuno dello 0,!<1,

b) Prc-marcarura automa11cadei nlenmenti aLll\1 che picvcde. ,,iluppo d1 un parscr per 1111co11o~c1mentodcr rdc11mcnt1 (con costruz.1onedcli URN (sulla ha,e dt lras11tp1chc nu11rcnt1) A causa della rcl,1t1va)e delle mpcw1c 1cla1.1on1 ,.metà delle c,1a.:1on, e cornpleta1nc I clatt. fase d1 c~ccuuone. che pre,cdc la p1e-marc.iturn e1tctln,a dei documentJ, controllofmtcgr:monc marcatm ,1 al Ime d1 ottenere un crro1c ma,31mo dello O l 'ìi-. Al tcrmmc d1 qucst,t fa3e,

1

documcnt1 de.ano

es:,erc validt n,petlo al DTD del progcllo

NJR

4132

DH RJ/f:.RIME'\JI ATIIVI DAL CORPO CO\1\1/1, LLITrR'I L 'sl MLRU E~PRE,~SI \ IA URI\' MARCAllRA

DEL

IL~TO

\f.RSO

,\Rr!(OLO,

E' al ,alno poss1b1le operare nei scguenlt due modi a) marc,Hu1a rnanuak dei rrfcnmett11 all1~1che

-

\I urt1cola m marcatura manuale completa dei nfcnmenll, delle rclaziom e delle no\elle con un enorc non supenorc allo l
h) pre-ma1catura autorn,1t1eadei nfenrncnt1 a11n1che prevede I segucnu passi - ,viluppo d1 un par,er per ti rr~onosumenlo dei 11fcnmen11, delle relazmm e delle novelle. c.hc cornbrn1 eme la cono3cenza ~ullc modulllJ. d1 Clla11onc delle fonti. ,ullc fra~I ncorrenll pc1 c1.ist:un rappmto fra all1 e sulle porL1ot11 di testo ~osL1tu1tco cla ,oslll111re La con1pk"Jt~ del compito fa tich1cdc1e un errore non ~upeuore al 10%. Al

28

P.C

Gmdollt cl al. / Rempero de/I.i1,om1aftt•a pregrcu·a 211jon1Jalo X,'v!L

31

fme d1 md1v1duare poss1b1h c:rron, 11 1>arse1 deve produrre una hsta (log) dei c:isi particolari e collegai s1 al "Catalogo delle no1me" per verificare l'esistenza deU-URN; ta~e d1 esecuzione, che prev.!l:lc la prc-111:ircaturacffenrvn dei documenti; cont1ollo/mtegrazmne marc.itura al fme d1 ottenere un errore massimo dello O,I% Anche al termine di questa fasi·, i documenti devono essere vahd1 nspeno al DTD

4.1.4 Marcatura dei riferimenti passivi Lu marcatura dei nfenmenc1 pJ:~S1v1nchicde la costruzw11e del caialogo dei rifenmenh e 11succc~mo rnscnmento nei tc,IJ dei rife11menti passivi stesM. Questa fase è formata dalle seguenti opcraz1om: sviluppo d, una procedura per l'alimentazmne e mantcrnmento del catalogo dei nterimenti e creazione delle relazioni invei se, - fase d1 esccuz1one, ovvero cosu uzmne del catalogo: s"tluppo d1 una procedura d1 lettura del catalogo, mscnmento nei testi dei nfcnmenti pa;,;,1v1a livello della partizione refernn7iata e creanonc dell'amh1ente operativo per la correzione; si prevede un enort· massimo del 10%; fase d1 esecuzione della procedura sui dal!. controllo/integrazione dei nfenmcnt1 pass1\i con correzmne del catalogo e del documento, con un errore rniissimo dello O,1%. Al cenrnne d1 questu fase, 1 dm:umen11 devono essere val1d1 Hspetto al DTD prodollo dall'apposito Gruppo di Lavoro NIR.

4.2

CO ...\'CRSIO:-..'F. DA BANCilh

[IATI STIH;TTI RATE,\ LIVELLO DI ARTICOLO

Le fa\1 operauvc neccssane per la conversione da b,rnche dati strutturate a livello d1 amcolo ~ono le seguenti con 11crs1oned1 archi vi elellioni c1 strutturai! a hvello d1 anicolo, eventuale marcaturadella struuuraa livello delle s011onpartiz1on1 dell'articolo (commi, lettere c numcn); - marcmura dei nfenmcnt1 attivi. marcaturadei riferimentipass1v1. È da valutare con particolare attenzione un mtervemo di correzione dell"archivm, soprauuuo nel caso d1 marcatura p1ì1 fme. Infatti, oltre all'ehminaz1onc dei normah errori di ballitura c11entualmente presenti nel testo, dovrebbe essere assicurato l'allineamento ali 'originale della formattazione dell'atto (che permcne l'1den11f1cazmne dei commi, ..e non numerati). dell'mdicazionc delle liste (lctterab, numeriche e puntale}, dell'rndividu;izionc dei testi novellat1 e delle novelle, ecc, tutti fattori dcterrnmanll m collegamenti puntuali ali 'elemento refe1 enziato nei nfenmcntl In generale la mclarnformazicme defmita c.ssenL1ale per 11progetto NIR è invece, in larga pane, co\tru1b1le m mamera automauca dm campi dell'c1.rch1v10.

29

Pro,_gello .\JR -

32

r,m2 / St11d10d1.fa111b1!tlà

Per qu,mto nguun.la le !usi di marcatu1a ,;1 nmamla m paragrah preccdenu. che ~ono apphcabdr p1cnamcnte anche a questo hpo d1 mch1v1 S1 torm~ce invece un.i ,uccmt:1 descn..:mne della fase d1 umvcrs,one dell'urch1v10 nel fmmato XML

4.2.1 Conversione della struttura in XML tino ad articolo

-

La conversmnc della stnlllura m formato XML nch1ede I seguenti pas,1 · ~\·duppo programma d, convcr<;1onead hoc, fa~c

dJ eseCLILIOllC,

comrollo/mtcg1az1011cdella marcatwa al fme d1 ottenei e un erro, e massimo dello O,l "k Al termine d1 questa fase, 1 documenti devono essere vahd1 n~petto al DTD p10do110 dall'appo~rto Gruppo dL Lm,oro NIR. Du1antc que~t,1 fase dovrebbero es-,ere vcnf1cat1 am:he gh erro11 già presenti nella banca dau mmalc per raggiungere un errore non superiore allo O,l% Nel c.1~0 m cm sra stato deciso cli util1zZJre nferimenu da arucolo verso arllcolo, m questa fase de\'e esse1e inoltre prevista la convcrsi()ne conte~tuale e.le,riferimenti g,à prescnu nella h<1ncadal!, nello w1ndard URN In funnone del livello d1 comsponùcn2.o. (un1\IOCO., uno a 1110111, ccc ) fra lo ~tanc..lardmterno ut1ht1ato nel.la banca dati e le URN. tale conversione può ei.~erc automauuata m m1i.ura più o meno larga Ad es , la convcrMonc da standard Cai.sazmne a URN diventa um1roca (con J"assocra11onc del tipo d1 provvcc..l1mento} per gh atti numerati, mentre non lo è, m assen,:,1 d1 au1011tàemlllcntc, pe1 quclh non numerai!

4.3

CoxrR0:0-TODEI

:0.11:.TODI AL1ERX.\TIVI

Com'è cme1so dai prcccdcnu paiagraf1 es1s1ono opz10111,s1cur,1mentc solo e soltanto npernt1Ye,c.he è opptirtuno v,1lutarc approfond11amcnte Bt11t11ura ,, ,um11err:;:;a;;;1011edelle 1mcofle ,ar1aae La battitura è un'opcra11one cm,tos,t e 1mpegna11va anche in tcrmm1 dr 1cmpo. d'altra parte l'errore aue,o nella scannenzza7JOne (almeno 1140',!) IJ 1endc non cconom1ca e IJ succe:.l11\'aconez1one e ve11hca per raggmngere 1I livello d1 quahtà rnm1dermo mmimo per questo tipo c..11 da11 nch1edc un tempo e costo sostanL1almcnte uguale alla b,ttliturn, L 'e/ernta peruntuail' d1 er1ore re11ded1far101111mli~~ab1h• lo 1tm111erq11ale ,tmmelllo dt ,om•eru,me

Man:amra

111111tura mammle "pre-111c,na111m a11Wmat1"1 to11 fH1r1,•r La prc-marcntu1a automatica è sicuramente un poteme ausilio m questo upo d1 attl\llà, tra l'altro non ancora d1ffu~a tra gh ope1;iton mlormauc1 S1 deve pe1ò notare che la p1c-marcatma può c~sere efficace se I'an1co.la10del testo normauvo è ,ufl 1c1cntementcben orgam; Lato e fac1lrnente nconosc1b1le nelle ~uc parli m e:1~0contrario debbono e~scrc aue~1 n-.ultall più ,cadenti Rimane qmnd1 ne,;e,sano p1evcdcrc, com'è stato fatto, una fase d1 LOntrollo e/o mtegrazmne manuale del.la marcatura.

-

11pre-111arca111ra c111romat1ta um paner Riguardo a Marrntu,a r1/erime11t1 ma1111ah• ~\o\te al punto precedente quc~tc due opz1om valgono m mas.ima parte le cu11s1dcr.1tm111 Possiamo aggiungere che la p1c-.cn7.:incll"arch1v10 da c<.mvcwredei nfenmcnu altl\1 e pass1v1 g1il struttura11 ptrò aumentare nolevolmcntc la prec1s1onc del pruwr, oltre a tornire

30

3_j

P.C. Gmdo!tze/ al. / Remperode,'!t1norm,1/Jva pregmsaw formatoXML

mlrnmazmm non fac1h ad esaarrc dal lesto quali i qualificatori dei I itenmenu (abrogauvo, mod1f1cat1vo,sostitutivo, ecc.). D'altra parte la marca1w-aa livello del corpo del testo verso comma, lellera e numero con estrazmne della novella offre la medesima compless!là srn nel caso d1 archivi con gestione dei rifenmentl a livello di articolo sia nel caso d1 arch1v1senza gesnone 111riferimenti. S1 nportano qw d1 seguito le stime di costo di m un confronto fra I metodi di acquis1z10ne e dt marcatura calcolate per le quantità relative alla Raccolta Uffìc1ale - anni 1948-2001. Quadro rl-ndvo

"-

operazione

~ecupero

1

'

mln.

IW

max

5 70(

571!

5 71S

4e 1 52~ 24(

652 41! 4 441:

automallca de1 nferunan1,

28f

48 24C

1 496

1 84C

922

marcaturad•I rlf•rimenti a camm• Marcatura completamente manuale Pre-marcatura automatica de, rrtenme11t1

41! 2 28IJ 28B 1 13S

r.m

~"'"" rapporto con strumenti I manuale ipart1Zione aw f manodopen

~

4.4

mln

Marcatura completamente manuale

l4b Pre-marcatura 5b

1W

5 70Ci

Pb Pre-marcatura automatica della struttura 4 .-,,arcaturadel riferimentiad •rtl00lo 14aMarcaluracompletamentemanuale ~ ~a

comma

max.

6W

del tfflo In formlllD dlglbllE

da raccolte cartacee 1b Mediante batt11uradiretta 1a Mediante scannenzzaz,ane 12 marcaturastruttura a livello di articolo 12a Marcaturacompletamentemanuale l2b Pre-marcaturaautomaticadellastrul1urai marcatura •truttura a livello d1 comma

pa

a,110010 sw

CALCOW

9.Dll1

ffl 48~ 7%

6.79) 93%

9E 6.985

1'¾

99%

8.33:

67"!. 571 7.75S 7o/,

93%

1ZM!li

96 12.35S 1% 99"/.

E STIME DELLE QUANTITÀ

S1 ritiene qm utile dare md!caz1onc sulle stime di quantJtà fondamentali at fmi del presente studm e sui metodi ut1hzzat1 per dctermmare queste quantità. -

N111111:ro delle pagme delta Raccolta Ufficìafe e numero medio di c.aratterr per pagina. D formato delle pag:me della Rac,·olta Ufficiale e della Gazzetta Ufficrale è variato più volte nel tempo. Al fu1e d1 giungere ad una stima media che ci permettesse di v,dutare le consistenze della raccolte, sono state nle\'ale il numero delle pagme d1 90 anm della Raccolta Ufflcrale e, riportandole al formalo odierno (A4), 11numero d1 pagme annue della R U Per il periodo 1860-1947 11 numero è di 2.900 pagine normahzzate cuca, mentre per 11periodo repubbhcauo 11numero d1 pagme norroahzzate annue ammonta a 3 300 S1 noti che 11 corpo e lo sule dei caratteri si presentano d1vcrs1ficat1anche all'mtcrno dello :,tesso fasc1colo, per cui, :.empre con lo stesso metodo, è stato compiuto il

31

Proge!to .\'JR - 1·a.ie2 I S111d10 d1/att1bt!11à

calcolo del nume1c1medio dei caratteri presenti m una p,1gma trn malo A4, 11risultato 1101 mal1zzato è ,Lato ,umato rn 5 000 c.-araucnmcdi per p11gma Numero metlw t/1pngme per allo Al fme d1 valuta, e 11numero delle pagrne della Gn~:erra per llflicmle da convc1111cm formato d1g11aleè Malo calcolato 11numero mcdJOd1 p,1g111e atto ~ulla b.i,e del numero degh alti normali~ 1 contenul! nella R U -

Nw11no

medio d1 ,111/co/1 p
dalla con,ult:wone

crusrnna classe <.h1101 rna c.on,1derate uelle Labcllcdel cap. 5 N11111l·ro 111('c/m,J,cm11111n per <1r11Coiflli numero medio d1 commi per nrt1colo è stato de1nato, mcd1,mte un ,1pposno par,cr, d.tllc leggi dcli.i XIII leg1,latura, pubbhcntc nel sito del Parlamento, e dalla Icg1sl.umnc della Regione Tosc.-ana,raccolte che hanno consentito d1 co,tru1re rapidamente un campione d1 ctrca 3 500 atu. La media n'iultantc è stata d1 circa 3 commi pe1 arucolo N11111ero medw cii ri/t•1111u11111 per cllto Da campmm non este~1. e~trattr da vari archr\r, abbiamo c.alcolatoche ogm dllO normativo p1 e;enu un numero mcdm d1 nfornnenll e,term .il p,ovvcdimento d1 circa 15

4.5

DIFHCOLTA ,1.1 I.\\

\LLlIAZI0'-1'.

Dl!.I cosn

lnfmc s1 11trcnc opportuno cv1den,:1arc alcum elementi d1 d1fhcoltà nella ~alutaz1one dei cosu d1 comc1~1onc che C~'icn71,1lmentepo~~ononcondurs1 111~eguen11 I,1 converi.mne d1 documcnu wsì complcss1 rn formato XML è un·attJ\llà nuuva che non h,1 ancora un ben con;olula10 me1cato Le stunc d1 costo propo;tc tengono conto di e~pcncnlc matmate d,11 nostro Istituto e da altre 1mz1auve~\1luppatc cisenz1,1lmentc 111 umb1enll umvers1tari ti d1 nccrca e qumdi non comme1cmh. - le ,alutaz10111 della con cttczza del te~to e della struttura degh atu contcnuu negh archJ\"J con.l!lcrall p1c~cntano clcmcnt1 d1 soggettn,nà, che ~eppur m misura contcrmm possono

mtluen.t.arele sllme dei co~u Comunque, que<;11tattori non alfl,ggono la v,1\Jdnàdell anah,1 c del metodo ,egu1ll La clas,1f1cazmne delle Conu e I.i su
32

P.C Gmdo!t,e/ al. / Rauperode/.'aJ1orn1a/tv~1 pregressaw_fom11Jto XlvIL

5 5.1

35

INDIVIDUAZIONE DI CLASSI DI NORME CRITERI DI SCOMPOSIZIONE,

Il corpus normnuvo emesso dall'unità dTtal1a ad oggi. oltre ad essere notoriamente imponente, presenta caratten~tiche d1fferen.i:1atc sotto d1vers1 profih: pertanto, ai fmi dell'anali~1. è stata ntenuta opportuna la ~udd1V1s1oncdella normahva m classi omogenee secondo criteri basati sulla fonte di produzione, sulla rilevanza della norma e sul tempo di em1ss10ne Tale scompos1z1one m "classi" o '"Mlltoins1emt'' permette, in ultJma analisi, una valutaz1011e d1ffcrcnzrnra dei cost1/benef1ci, più precisamente, consente d1 evidenziare parametri quantitativi e qual1tal!v1 d1stmt1, su cui basare eventuali scelte d1 re<.upero d1fferen1iato e/o graduale, ottenuto con metodi e da formati d1vers1(cartacei, elettro111c1) a)

Lnfonte d1 pmd11::;wne.

Sulla base d1 questo crJleno sono state mnanz1tutlo distinte la nomumva rtatale e la normai/va delle regioni e delle pi ovmce milonome, m quanto presentano notevoli differenze mnanzllullo m ordme all'arco temporale di produzione, nonché nspello alla llpologia degli atti, all'ambito d1 diffusione e al numero delle autontà che concorrono alla forrnanone del corpu~ b) la rile1w1-;-,n delle norme

Tra le norme dell'ordmamento giuridico cs1sle una gerarchia md1spen,ab1le alla defm1z1onc elci rnpporu fra le nrn me (abrogazioni, mod1f1che, deroghe) e alla quale corrispondono procedimenti d1ve1s1 d1 formunone e pubbhcanone dell"atto In funzione del grado 0t.-cupa10 nella !'e1:uch1:1, le nonne cons1dciatc "pcù rilevanti" ~ono mrmer:l!e progress1vamcntc e, se ~iatali, in~cnte nella Raccolw Uffiua/e, se regionali pubblicate nei Bul!emm Uffìucrlt regionali. Entrambe (anihc se con d1vers<-1fun.twnc) ~ono pubbhcate, as~1emc all'altra normuuva, nella Ga::-ctw Ufjìciale, che costitmsce lo strumento pnnc1pale d1 pubblicazione e diffusione anche Ji ~cnc di rnfonnazmm d1 mtcresse per la collel!i,11à. Il tr,lllamento parueolare dovuto alla nlcvm11,a, che lo stesso legislatore riconosce a qucsu souoms1em1 della normativa ~tatale e regionale, ha determmato mnan1.1tu1Louna npru tizionc m base a questa caraucnsuca (m atli numerati e non) Il cnteno della nle,anza applicato agli altri atli normauv1 pubbhcati nelle fonti ufftc1all ha detc1mmato la sele11onc dei soh aui di 1n1ercsse generale, m contrapposJ,":ione a quelli meramente amm1mstrat1v1 o a quelli non d1 interesse d1ffu,o. Per mc1so ~1fa presente che 11 rapporto frn qucqe clue t1polog1eè fortemente ~b1lanciato a favore della seconda Apphcamlo questi cntcn alla normaliva statale s1 è pertanto distinto m. ath 1mer111llt'lla

RU.

m1, norma/111 p11bb/1w11neU,1Ga71et1a, ma 11011111\erlll 11ellaRaccolta Tra gli atti mscritt nella Raccolta Uf!iuale è stato ul!ct101mcntc ind1v1duato LI nucleo formato dalla Co1w11:w11ee dai Cod1c1che per la loro importanza e compos1z1orie (atti eompless1 e d1 grande consistenza m tcrmim d1 art1col1)mentano un trattamento d1fferenLiato nspctlo agli allfl atti

-

3,,

·'

Pro.gel/o }\"JR- f-
36

Per gh acll nom1a11v1d1 mte1es~c generale puhhhu111 nella G.U, s1 ta presente che cost1tu1st:ono una percentuale contenuta (t:1rca 11'.t,) del totale dei proned1men11 non nurnerntl, che ammontano comple,s1vamente a circa 165 000 atti La normali va corrn,pondcntc alla upolog1a sopra mdl\ 1c.Juata.dovi ebbe 1• genere e\,ere ma, ncll'1pote~1 che ciò non sia sempre avvenuto, è stata mdi vidunt::i pubbhcata sulla Gc1:::etta, un'ulteriore classe co,tllulla du quei prov\ed1menu pubbhcat1 solo m altri 1,e1coh ulf1c1ah d1 dei M1lllstcri) d1ffusmne (es. Bol/1'111111 Nei confronti della normauva regionale è !.lato stab1hto d1 !mutare l'unalm alla normativa numcrma e pubhhcma nei Bollett1111 La ,celta f: stata dctcm1m.i.ta cssennalmcnte dalla d1fficoltà d1 enucleare, m modo omogeneo per tutte le reg1om, 1 pro\'Vcd1menll non numerati a carattere normativo d1 mtcresse generale, m quanto ogni rcgmne stab1h,ce autonomamente le 11corpus md1v1dua10nsultcrebbe qumd1, con regole d1 pubbhc:mone degli am nei Bol/e1111u; molta probab1l1tà. disomogeneo m conseguenza dei c11tcn d1vcrs1 adotlall dalle 1eg1om e) /I 1e111po di ermuw,,,·.

Com'è noto, 1I pe1JOdo d1 tempo considerato dallo Studw va dal 1860 alla data odierna e qumd1 prevede 11recupero della normativa emessa m circa 140 anni arco tempoialc che, oltre ad essere estremamente lungo m assoluto, è stato anc.he carnttennato da profondi mu1ament1 1,tlluz1rniali QueMe cons1deruz10111l1,1nnosuggerilo l'ulter101e suddn1S1one d1 cta~cuna classe della 1101maliva ~tat.1le - md1v1duata sec.ondo 1I cntcno della nlevanza - m due nuclei temporali dchm1ta11 dall'entrata m v1go1c della Costm1;1one della Repubblica ( 1860-1947 e 1948-2001) Questa ~e.cita ha conscn1110 un'an.1h~1 più dct1Jgli.n.,, ,n 1.1,1M,lmpc11mlu, <.lcll,1 documcntanonc m mento alla quan11tì1,al rapporto fra documenu cme'>Me doc.umenu ancora vigenti, .illa tipologia del provvcd,mcnll, fattori che hanno inflmu> m modo determinante nella scelta delle rnodahtà d1 recupero L'applicanone classi 11on1101n·a

-

-

wmburnta

c.J1tait eritcn h:i dctcrmm:ito l'md1v1duaz1one delle seguenti

11au1le

Costnuz1onc e cod1c1. Jttl mscnt1 nell,1 Rau o/ta Ufliua/e (pcnodo 1948-200 I). atti 1nse11t1nella Ra( co/u, Uffh inie (periodo 1860-1947), alll normallvt d1 nlevanza generale pubbhca11 nella Ga::.::;elta(pc11odo l 948-2001 ), atll normat1v1 dt 1,Jcvanza generale pubbhcat I nell,LGa::.::.etra(pe11odo I 860- l 94 7). atti 11om1.111 \ t di nlcvtm1.a generale pubbhc,m nei Bollet1m1 11flìcwl, d1 Enti e l~IIIU7101llllllLJOnal1.

11ormat11Cl regumale

-

leg111e regolamenti reg1onah e delle provmcc .iutonomc

La nlcv.u.10ne dei dati nccc%ana a quan11(Ka1e la normativ,t nnllonale appattenenle .1lle vane cl.i~M è ,;tata effeuu.ita con~uhando gh arch1v1 lc1,mlauv1 d1stnbu111dal CED della Coi te Sup1cm,1 d1 C.1~s:111onc, 1 quali, anu.ilmcntc. r.ippresemano le raccolte clcuromchc più complete prodotte dn 1~t11uzion1pubbliche, è sembrato moltre opportuno !aie un confionlo. per c1.i~cuna clas,c, con la racullta clcurnmc..i l-<·g1:1c/'/1(1/w - te1111 rgc-1111 dell:1 c,1s,1ed1tr1cc I 860 Dc Ago~um, che d1,111hu1~ccla normativa naltana \ 1gcntc c.Jc1I l d:1t1 1cl:Jtn1 alla lcg1,ln,mmc 1cgJ011,1lce prmmc.1,de sono ~tat1 nc.av.111d.igh mchl\1 elcttro111c1d1,t11hu1t1dnll.i C.1mcia dei Deput:tt1 e d,1!1.1C'une Sup1cm.i. d1 Ca,sazmne. 1 quah

3--l

P.C Gmdoil, e/ aL / lv:wperodcli.11JOf7J/ti/Jl'a pre.._z1?ml ti! /ommtox~\fL

37

uiccolgono J testi stai 1c1degli alli pubblicati nei Bollertm1 Ufficmli regionali e npubbhcati nella GC1t::.ettC1 Ufjicrale. Questa s.::clta è stata determinata dal fotto che s1 tratta eh archivi generali (comprendono tutte le regiom e le due province autonome) e completi rispetto alla copertura temporale

5,2

NOJU,L\TIVANAZIO'-iALE

Secondo ti cntcno della rilevama, la normauva nazionale è stata suckhv1sa in nuclei (v. fig l): -

-

qL1allro

Co~muz1one e codici: norme numerate inseme e npubbhcatc nella Ra,colta Ufficmle; norme a contenuto normativo d1 rilevanza nazionale pubblicate nella Gt1::::zerrn Ufficiale, ma non msente nella Ralcolta Uffic,ale; norme a contenuto normahvo dr nlcvanza nazionale non prcsenll rn Raccolta o Ga~eua Uffìcwle repcnbih m altre raccolte (Bo/lettrm d1 mmiste11, d1 Autontà d1 garanzia, ecc)

Ogm nucleo co~ì ind1v1duato in ba~c alla "rilevanza decrescente" delle norme è stato a sua volta suddiviso, sotto l'aspelto temporale, in due penodi, 1 quali, lenendo conio del mutamcnlo 1stnuz1onale intervenuto rn ltaha. vanno rispettrvamente dal 1860 al 1947 e dal 1948 ad oggi Un 1m1cmeparticolare è co~tlluito dai Conuatu Collettiv1Naz10nah d1 Lavoro che, anche ~e g1und1camente class1f1Cat1dt natma privatistica, molu autori def1mscono come "contratti normauv1". Questi atu, a seconda del settore unercsst1to (pubblico o pnvato) e del pcnodo temporale, si trovano già compresi nelle classi d1 documenti prima rnd1viduati; d1 conseguenza non sono statJ anahz, at1 sepuratamente10.

1111 C'C'-L s1 rrov,tno su supporto elemo111co presso I stguenll c1111I ArJn ha un ,m:hmo d1 tum, CC."IL del ,ettore pubbhco o partire d.il I 99-l gù III formato XML, ti Cl\"EL r<1ccog l1c s 1t1l,1 contr,1uoz1ane J l1ve!k1 nJ11on,1k. pm,1t.1 e pubblica, che un con~1derevole numero d1 atli ncgon,1l1u lil'ello decemrJlO LJ Corte d1 C.1ss,111oncpM~1cdcun arch1v10dei CC\'L del seitore pubblico e pnv,tto

3~

38

ATTI NORMA11VI ING.1,.V"_,-· __.,,.,.,.-,,

1/

Atti non numerati

Offi DFCM DM OM

/

I

CM Pa ren

f rg

5.2.1

\

~~umerat1n ~tt~l., DLGS

OFR,DFCM, DM, OM, dehb

='""=• _:~I

~',,

I In.11e,111 d1 a/11,wrmatlvi a nlevanaz 11a;;ro11ale

Costituzione e codici

l codiu sono vere e propne leggi organiche con valoic normativo mtrmseco, sono mirati a regolare vasli :,etton dell' attJvJtà giuridica e, in via generale, acquistano forza di legge 111 virtù di una dclc_gaconcessa aJ notcrc e,ernqvo 11 _ Nel nostro ordmamento attuale 1 cod1c1 m vigore :,0110. tl codice civile approvato con r d. l 6 marzo 1942, n. 262. m vigore ti 21 apnle I 942 rappresenta la fonte normativa di pnmana tmportanza sui rapporti di dmtto privato; il codice di procedura cmlc: approvato con r d 28 ottobre 1940, n. 1443, m vigore rl 21 apnle 1942 discrplma lo svolgtmcnto del processo civile: 1I codice penale approvato con r.d 19 ollobre 1930, n 1398, in vigore dal l lugJw 1931 rappresenta la fonte per eccellenza del dmtto penale sostanz1alc, del dmtto penale generale o comune, contiene I pnnc1p1 fondamemali e le regole generali d1 lutto il sistema leg1:,lat1vo penale.

11 D1 _gr,md~ rili~\O ,1~c,rnto .i.1 co
l0!10,Cenl.i e I access1btl11~-'.ltu,dmente d1spon1.1mod1 un numero noie, olc d, 1csl1umn. fr,1 1 più e.oli a tllalo i.:scmplifi ..,ltn o, pos~1,tmo c1t.m.:li Codice delJ.i Siir.1d,1(appro\ ato con ù Jg,;;;30 ,1prilc 1992, n 285 rn \.1~orc dal

e

I gl'rm,.110 1991 ), 1] 0J1ct.' Po':,l,ilc (d p r 29 nl.lfi"O 1973 n I 5(, ) d ~ t."SlO lHlKO ddlt' h:gg1 in !11.ilCrl,l h,mC,ln,l e Lrl'd1tiz.is1{d l,gs I ,c;etll'mbrc 1991, n ~85). l ._ ...,LOunico
_:16

P.C. Gu1dotflet al. I &mperode//,1normatt1•a pregre.ua in JòrmatoXML

39

1Icodice d, procedura penale· approvato con d.p r. 22 settembre 1988 n. 44 7, 11più recente tra I cod1c1 in vigore, d1sc1phna lo svolgm1ento del processo penale. 11cod1c.e della nav1ga210nc approvato con r.d. 27 gennaio 1941, m vigore a dccorre1e dal 21 aprile 1942 d1sciplma ogni forma d1 nav1ga.1:ioncacquea ed aerea, sia dal punto d1 vista p1,vato sia da quello del dmuo pubblico, , cod1c1penali m11i1and1 pace e d1guerra: emanali 1120 fcbbrmo 1941 ed entrati in ,•1gore 1Iprimo ottobre dello stesso anno Diap. Att. e Reg.

artlcoll Cost1tuz1one e d1sp trans

158

Codice c1v1lee preleggi

3185

267

Codicedr procedura civile

891

248

Codice penale

823

58

Codice di procedura penale

789

313

1330

1 094

Codice della navIgazIone Codice penale m1htaredi pace

435

Codtce penale m1htared1guerra

300 total,

5.2.2

58 2.088

7911

9.949

·-

Atti inseriti nella Raccolta Ufficiale

La trpologia d1 atti mserlt! risulta piuttosto ampia, m conseguenza sia dei mu1ament1 1slltuz1onah 1nlcrvenuu m ltaha dal 1860 ad oggi sia delle mod1f1che succedutesi nel tempo nella normativa che regola l'inserimento e pubbhcaz1one degli atti nella Racc.olta; 111 particolrlre, prima dell'entrata in vigore tlell.t Coslllll ✓ ionc repubblicana, comprende leggi, regi decreti. regi decreti legge, regi dei:rct1 lcg1~latrv1, decreti, decreti legge e decreti leg1slat1V1 luogotenenz1ah,decreti del Ct1pop1ovv1sono dello Stato In quei.lo periodo ih atti appanenenu a quesla categoria risultano circa 33.000, composti appross1manvamente da 392.000 wncoh, di cui risultano ancora v1gent1 soltanto circa 4-500 atti corredati, 111via presunti va, da poco più d173.000 articoli.

Atti inseriti nella Racco/I.a Ufficiale• nerlodo 1860-1947

Legae Regro decreto,

Corte di Cassazione testi storici media articoli atti arttJatto 91 027 14641 6

.

Regro decreto legge,

Aen10decreto leu1slativo

14 397

"266461

19

leggi d'Italia resti vigenti atti

articoli

1187

nd

2402

nd

"

media artt/alto

Decreto,

Decreto legge, Decreto legislativo luogotenenz,ale, del Capo 34461 9 860 nd 3753 provv,sono Slalo dello e 1presidenziale 17 32.791 391.949 12 4.449 •• 73.805 totale n d. dato "on d1spoo1bde in quanlOle "U!fllli o'llalia - lesll vigenti" non consente,1conteggiooegl1articoli le cifre sono state ncavate ,n modo pre1unt1voIn part,GOlare • per le legg, e , mg, deçrebsono d,spon1bd1 per • pano
..

1B60-1900&Ollarllo, 11101, per cu, d rumero 11eg1,artrwl1 e stato ncavato applicando la mecl1aclel pe11odosuccessivo (\904-1947)

d numerodegt,a111e01, è &latoncavato applicandoal numaro degli am v1gent1 la med,aponderata.,n !l'aseallal1p!Mogia de, sIngalI auI c.alcolatasui les11s1orIc1

37

P!ogetto,"'.:nz - Frml / S1ud10dtplttbtht.ì

-I-Il

D,i!J'.iwcnto della Repubbhca ad oggi la Raccolta llfthwle comprende la Coswuzionc, leggi cost1tuz1onah e di rev1s1one('-on propna numcrazmnc autonoma), leggi ordinane, dec1ct1legge, decreti leg1s!a11v1, dccrel! del P1es1dcnteòel Con)tgho dei Minmri dec1c11e 01dmanzc numstcnal!, e dchbcre d1 Com1tat1mtcrmm1~tcn,1h.Rclauvamentc a ques!O mco temporale gh atll sono c11ca 28 000 rer un totale .1ppro~s1rnauvod1 335.000 arucoh, dt <-UI n,;;ultanoancora \lgent1 soltanto 20.000 atu circa, c:.orredallm via presuntiva da poco meno d1 252 000 an1coh

Atti inseriti nella Raccolta Ufficiate- periodo 1948-2001 Corte di Cassazione testi stom:i media atti arc1coh

artt./atto

Leggi d'Italia testi vigenti

atti

art1coll

media artt./atto

Cost1luai:1one e legge 26 591 20 26 nd cost1tuz1onaIe 12 Legge 15946 184870 10495 n cl 7 2882 nd 4 949 Decreto reoae 35 042 14 24363 Decreto lea1slat1vo 1 688 nel 952 Decreta del Presidente della 70 519 21 3 648 n cJ 3329 Reoubbl1ca Decreto del Presidente del 11 124 nel 1 339 126 Cons,allo de, Mm1stn Decreto e ordinanza 11 1 485 1 596 17942 nel mmrs,enale 12 141 12 1 n cJ Delibera 334 747 12 totale 27.672 13 19 613 •• 251.673 n d dalanond,spon1brle In quan1a le "Legg,d llalra laSlrvlgl'nb"nonconsente11 conleggI0degl,an,colr ,1numerodogi,art,001, e sia10 ricavaloappncandc al numerodogi,al~v,gent,lamedrapanderara, Inbasearia1,polagra de<

..

~gOLI

atll G&!c~a~a $UI 'LeSb slo11t•

3&

P.C. Gmdollzet al

I Rernperodedanorma/JruJ;regmm m_/ÒnJtato XML

41

Il tornle complessivo degh atti inscnli e pubblicali nella Racco/la Ufjìciale, dall'urntà d'Italia ad oggi, ammonta a cm;a 60.500 atti cui comspondono 727.000 allicoh, di cui risultano ancora vigenti soltanto circa 24 000 atti, corredati in via presuntiva da poco più d1 325 000 nrticoh.

Atti inseriti nella Raccolta Ufficiale- periodo 1860-2001 Leggi d'Italia testi vigenti

Corte di Cassazione

lesti storici atti

I

articoli

alti

la:=o

"1Q..51U.l'"1.'i B'U..l

1 ~t'JnP. . ....,

Q

11.

I

e!l2.L

articoli

1:

nd 1

Regio decreto, Regio decreto 2 402 nd 14397 '266 461 19 leaae, Rea1Odecreto leo1slativo Decreto, Decreto legge, Decreto 'ift!, 'ruyn!ail\1/l, 11uuytlfel®i'2.a1R., 3753 34461 860 nd 9 Capo prowIsono dello Stato e ores1denz1ale 531 Cost1tuz1onee leoae cost1tuz1onale 26 nd 26 20 Decreto leocie. Decreto leci1slat1vo 59405 6 637 9 3834 nd Decreto del Presidente della 3 329 70519 21 nd 3648 Reoubbllca Decreto del PresIcente del 124 126 1 339 11 nd Cons1ahodei M1nistn Decreto e orchnanza m1rnstenale 1596 17 942 1 485 nd 11 141 12 nd 12 1 Delibera totale 726 696 60.463 12 24.062 "325.278 n.d. datonond1spor11b11e m quanto le "Leggicl11a11a • te511v,gent,· nonconsente,1conIegg10 degli art,coh

.

..

le c1rresonostatencavate

in modo

186019"03sollanI0, 1ttor,. per

cu,

14

presunttvoIn par'bCOlare per le leggi e I regi decre~ sono dIspon1b111 per 1!periodo

,rnomero degliartIoorIè

(1904-1947) jl nj,Jmero degi1 an1co11 e slaW ncava10 appl1c:.and

• aJ nu rm,ro

slato

ncavaloapplicandola media del penooo

sucoeSSlvo

degli am v1gBnt1 Id mstJ1aponderala m base .1ll.-111p0lugia del

s1ngor1 a111calcolata sui Lestistonc1 ~

5.2,3

Atti normativi di rilevan;1a generale 1mbblicati nella Gazzetta Ufficiale

Per l'esatta detennmazmne d1 quah c quanti o.tti complcss1vamente appartenessero esattamente alla categoria pre~a m cons1dera71onc (tnd1pendentementc dal ve1culo di diffusmne Ga::.:etta, Bollemm) ~arebbc stata ind1spcn~abilc la collaborazione delle autorità mteressate, essendo queste le sok m grado d1 mdividuare all'interno della propria produzione gli atti avenll tali carattenst1chc: ~ano stati qumd1 prcd1spos11e mviati appositi fonnulan ai mm1,tcn (che producono la pane preponderante della normativa m oggetto), indirizzati laddove esistenti • dircttameme ai referenti del progetto NIR. Purtroppo i dal! 1accolti dal1'1mlagme sano praticameme 11nlevanl1, poiché dei 21 M1mstcri mterpell:111 solo il Ministero della Università e della Ricerca Scientifica e Tecnologica ha nsposto Qu111d1,per slimare I provvedimenti avenu carattere 001 mat1vo d1 rilevan/,a generale, hmitatamcnle m provvechmenu pubblicati m G U, è stato utilizzato ti lavoro effettuato dai mag1stra1I della Corte Suprema d1 Cas~a.t:1onc, 1 quali, negh archivi elettromci legislativ1, hanno opportunamente md1ciz.t:atogh au1 avenu t:ih c:.mllte11stiche,che risultano essere circa 18 000 su un totale d1 165.000 provved1menu pubhl1call (pan ali' 11r;,,) La scelta di adottare le da due f.Jtton class1ficanonr della Suprema Corte è staia determmata pr111c1palmen1e

l' autorevolezla della fonte.

39

Progetto SIR - h1g 2 / Studw d1Jatt1b!l1tà

42

la fac1htà d1 ~elezmnc in con~1der.v10ne Jellu rilevante quanlltà d1 atll da c~amrnare operazmne che avrebbe nch1e~to tempi estremamente lunghi Tra questi mt1 ~ono stJtl prese Ili con~1derat:mne anche le c1rculan Anche questo ~otto1ns1cmc dJ! punto d1 \!Sia temporale i: stato a Sud volta cons1dcr<1to sepa1atamcntc facendo comc1de1c 1l pruno pc11odo con il 1eg1mc monarch1co, 11 secondo con quello 1cpuhbhcano I dati rela11v1alle circolai i ~ono stati ncavati dall'arch1v10 CIR della Corte Suprema di C,1~sazmne 12 che raccog:lre le c,rcohm m1ni~te11al1pubblicate ,ulla G11;:,;;e1111U/tkiale dal I 0 gennaio 1992 Per I '1ns1eme c!c1 pro\ vcd1ment1 appartenenti a quc~ta categoria non è ~tato poss1b1lc stah1l11c 1l numero dei te~l1 vigenti, poiché 11 CD-Rom Leggr d'ltalra non md1ca quah tra

quc~l! abbiano valo1e nrnmall~o d1 mtercsse generale, 11 confronto avverrebbe perciò tra catcgone d1!tomogenec S1 deve anche aggrnngc1c che le t1polog1e d1 atti mostrano qualche d1,c1s1tà d1 con~eguen?a, se 11llpo c~,1mm,1tonon è presente nelle Legi:1 d'lla/w non s1 può ~,1pe1e se è stato abrogato oppure se è confluito ~otto altre upolog1c più generali. ln base m cnten qualitallVI e temporali citali l'mdagme ha prodotto 1 ~eguenll nsultat1

nel pe11odo prc-rcpubbhcano gli

a111normativi

sono in totale poco più c!1600 corrcdau da

circa 7 000 an1coh

Atti normativf di rilevanza generale pubblicati nella Gazzetta Ufficiale, ma non inseriti nella Raccolta Ufficiale periodo 1860-1947

I

Corte d1 Cassazione testi storici media articoli atti

artlcolVatto

Reo10 decreto Decreto decreto lemslat,vo del Duce e del Capo del Governo Bando del Duce del fasc1smo, del Comandante supremo delle Forze armate e del Capo d1Stato Maaa1ore Decreto del Presidente del Cons1ql10dei Mm1stn Decreto dell'Alto Commissario per l'Al1mentaz1one, dell'Alto Comm1ssano dell'Igiene e Salute e del Caco d1Stato Maggrore Decreto e ordinanza mrnstenale totale

76

16 1 093

14

53

508

10

13

67

5

6

34

4

470

5012

622

6.730

4

6 11 11

" ~~I s1stemJ ltalgmre è pn:l>l:nle Jnche 1'.m:h1v10 CIRPC\1 umtcncnlc , !est, 11LLegt,1h ddlc circolJn ddl.t Presidenz,1 del Con"gl10 dei M1mstn d.,l 1976 (9~~ prov,cd1mcn11) Ali.i roccolw delle c1rcol.m e al lrJt!Jmcmo hmsln Oi:m circoJJre opportu11i1n11mt.::rntt":gr,.H,Lcon sommdrm. L1tol.!..110ni;: e n-Lh1.1m1costJtu1~ un urntJ. d(X.umcntdlc I docmnenu. >ino Jll ,mno i9S3. sono ~IJII cla,s,fi<.,m secondo uno spec1-ile schem.1 dcum,,lc el,1bor,110doli Cffic,o per 1'Ju1om.u,one ddh Prcs1dcn~adel Constgho dc, \11m,1n l'cr quelli succesm, ,, 1,1led,1h1 l,1closS1fic,121one non e dunque uuhuablle Le un.olJr1 sono state ~udd,.,~e m due c,,tcgoric ,1) quelle rnv1,1ted,111<1 Prcsnlenza del Cons1gho d~1 )..-tm1:s.1n.1d altre .1mm1m~trMmm e dcstm,nc .1d essere tr.1sfuse m ultcr1or1 circoI,ln confnrn11 d~1
40

J>.C.Guùlo//zet al. / Remperode/LI,,onJJa/tva Jm:.,gressa 111jò1mato XML

2

43

nel penoùo post-repubblKJno risultano emanali circa 19 000 atu, composti da 158 000 an1coh appross1mauvame11te

Atti normativi di rilevanza generale pubblicati nella Gazzetta Ufficiale, ma non Inseriti nelle Raccolta Ufficiale periodo 1948-2001 Corte dl Cassazione testi storici

articoli

atti Decreto del Presidente della Reoubbh:a Decreto e ordinanza del Presidente del Cons1Ql10dei M1111stn Decreta e ordinanza m1rnster1ale Decreto del Presidente della Camera, del Pres11:!enledel Senato, del Senato e della Camera e della Co11ede, Conii Decrelo e ordinam:a dell'Allo CommIssano (Igiene e salute. Ali mentazIone \ Delibere delle autorità 1ndIpendentI (163 con 1597 artt ), m,rnstenah (44 con 237 artt) Pres1den2o del Cons1gilo (2 con 8 artt) e dr altre 1sfItuzIonr Provvedimento del Presidente del Cons1gl10 de• Mm1sln e accordo (contratto c0UettIvo nazionale lavoro) Regolamenti (Camera, Senato, CommIssIorn parlamentari, CSM, e altre Is!Iluz1onI1 Comun1ca2,one, determ1naz1one, d1mttIva, d1spos1zione, mlesa, IslruzIone, orovved1mento totale Circolari m1nrstenall e della Presidenza del Consrglio (1619 con 2B 408 artt ). delle Autorità ind1penoenI1 (B con 196 am) e d, altre IstItuziom - dall'anno 1992 totale gene raie

-

media

articoli/atto 2 944 9

341 781 13790

5 417 97 119

7 7

58

549

9

49

274

6

1 291

10 299

8

93

30

3700 945

40

31

607

4917

8

17.040

126.164

7

1 627

31.662

17

18.867

157.816

8

41

Pro,_getto ):JR - Fme2 I S1ud1u d1.fattdnhtà

Complc,snamcnte, l 6'i 000 .u-ucoh

dal 1860 aù oggi sono s1a11pwdolll cuca 20 000 11111 con cnca

Atti normativi di rilevanza generale pubblicati nella Gazzetta Ufficiale, ma non Inseriti nella Raccolta Ufficiale periodo 1860-2001

ReaI0 decreto Decreto, decreto Iea1slat1vodel Duce e del Capo del Governo Bando del Duce del fascismo, del Comandante supremo delle Forze armate e del Capo di Stato Maaa1ore Decreto dell'Alto Comm1ssar10 per l'Allrnentaz1one, dellAlto Comm1ssarI0 ctell'!oIene e Salute e del Caoo d1 Stato Maamore Decreto del Presidente della Repubblica Decreto e ordinanza del Presidente del Cons1al10dei Mlrnstn Decreto e ortlrnanza mirnsterra!e Decreto del Presidente della Camera, del Presidente del Senato. del Senato e della Camera e della Corte dei Conti Delibere delle autorIta rnd1pendent1 (163 con 1597 arti), m1mstenal1 (44 con 237 arti ) Presidenza del Cons1gl10 (2 con B arti ) e d1altre IstItuzIonI Provvo,d,mento dol Pre.,1dcnte del Gom,IgII0 c:1eI M1rnst1I e accordo /contratto collettivo nazionale lavoro) Regolamentr (Camera, Senato, Comm1ss1on1partamenlan, CSM, e altre 1st1tuzIon1l ComunJcaz1one, delermnaz1one, dIrett,va, dIspos,zIone, intesa, IstruzIone, orovvedImento totale Circolari m1rnstenal1e della Presidenza del Cons,gllo (1619 con 28 406 artt ), delle autonta ind,pendent, (8 con 198 1.utt) e d1 altre IstItuzIonI - c:lall'anno 1992 totale generale

5.2.4

Corte di Cassazione testi storici media atti articoli artlcoli/atto 4 16 4

76 53

55

1 093 50B

30B

14 10 6

341 794 14260

2944

9

5 484 102 131

7

58

549

9

7

1 291

10299

8

93

3700

40

30

945

31

607

4917

a

17.662

132,894

8

1 827

31 652

17

19 489

164.564

a

Atti normath i di rilevanza generale non pubblicati in Gazzetta Ufficiale

Questo nucleo è co,tumtn dagli alti prodotll da Mmmen e altri Enti d1 nlc,c1nza n:iz10n:1le(Com1wu mterinmL~teI1ali.Autot1tà d1 garanr-1J11, Comitati o Ctms1ghd1 mdmlZo o d1 controllo, ecc) pur es~cndo normc1ttv1d1 rntc1c~se generale, non ,ano pubbhcatt nclld G(l~~el/a Uttkwle ma sono p1esenti 111Bollc!lt1111 uffici ah delle diverse 1sl11U71om o in altre forme d1pubbhca,:ionc Da un punto d1 vista quantitativo quc\la documentaz1ones1 presenta notevolmentepiù contenuta n;pcuo m nuclei precedentemente c~ammau. m cons1dcraz1one anche delle d1spo<;171om d1 legge pc1 la d1ffus1onc della normativa Tenendo anche conto che questa documentazione è molto frammemata fra le diverse .iutorllà em111cnue qumd1 d1stribu1ta1u n A,norn,, per I Inform011c,1nel!. rubbl1c,1 Amm1111~tr,1710ne (AIPAJ, (,,1ro1n1e per l,1 protezione dei d,111 pcrsonnh, Autor11:1(ìJr,mtc dell,1 <.:oncnrr.:111., e c.lel Men.,110 1AGC.\1), Auior,1:. per 1,., G.1r,111n,;nelle <.:omumc,1zmm (AGl 0\11 Aulonl,1 pi:I I E11~r~1J Elelln~., e il G,1s.AuLomàper l,111glln11l,I sui I,1\0n pul>bh~,

42

P.C. Gmdotltet al. / Rempm,dek1,1ormatu1t1 pt'llgre.r.ia tn jòrmatoXML

45

moltcpl1l.J ve1coh d1 d1ffus1one, il formulare un.i slima, per quamo approssimata, basata su nlevaz1on1 effettive avrebbe nchie•,to tempi moJto lunghi e mconctliab1h con le scadenze del presente studio. Comunque s1 può prevedere che l'rndme d1 grandena d1 questa cla~se d1 documenll s1 auesu su qualche centinaia e qu111di non mc1da in mJmera s1gn1r1cat1vasulla valutaz10ne globale dei costt d1 recupei o

S,3 NORMATIVA REGIO:"IALE E DELLE PROVINCEAl:TOXO).IE Appartengono a questa classe gli atu normativi prodotti dalle reg1om autonome hm1tatamcnte alle leggi e ai regolamenll.

5,3,1

e dalle province

Le leggi

I dal! relativi alla prntlu71one sono stc1tincavata dalle banche datt d1~1nbu1tedall.J Camera dei Deputou e dalla Corte d1 Cassazione, le quah fanno nfenmento ai tesu pubblicali sulla Gc1:::e11a ll[ficiale e sui Bol/et11111 it/fitiah delle rcg1om e delle province autonome La scelta è stata dctcrmmata dal fatto che, come già ricordato, i siti delle reg1oru mostrano una notevole d1~omogeneu.à nella pubblica7ione della nonnatlVU d1 competenLa e non riescono a fornire facilmente un quadro globale della propna produzione Inoltre quesll arch1v1,che sono tcndcnzmlmcnte comp\eh (salvo i regnlamentl) e ben curati, permettono un'mdagme stat1s11ca molto più rJpida ed efficace Anche per le reg1onì è stato p1.:disposto e mviato, previo contano telefomco, un appostto quesuonano per la rileva,:1one diretta delle varie tipologie d1 atti emanali. I dau ricevuh che si nfenscono a clfca 1I30% delle rcgwru hanno confermato la consistenza della documcnta,:1one 1..on1.1..nut.i ni..gh ar1..h1v11..0nMdc1.iu. 1.-hc.tr.i l'altro, ù
I

--

Legislazione regionale e delle province autonome (testi storici)

'

i regioni Abruzzo Bas11lcata Calabna Campania Em,l,a-Romagna Fnul1-VenezIa Giulia Lazio Llguna Lombardia Marche Molise Piemonte Puglia

-

atti 2782 1 330 800 1 148 1 363 2 00'.l

!

i

'

eone di Cassazione

camera del Deputati (archivio leggi regionali)

1 919 1 389 1 808 1 269 901 1 757 1 145

articoli 21198 13 484

8878 10 871 17 212 25 832 16 641 15 910

17580 13686

8472 15271 10 355

(archivio lexr)

media arttJatto

atti 8

10 11 9 13 13 9

11 10 11 9 9 9

articoli

media arttJatto

--

---

2 665 1 309 786

-

-

1 144 1 339 1 993 1 921 1 383 1 800 ..... ~ 1 245

--------· 902 1 762 1138

-----

···--

-----

43

Pro.~d!o,\JR - F,N J. / St!fdtod,fatl!bt!,M

-16

-- --- -- Sardegna S1c1l1a -Toscana ---Tren11no-Allo Adige Umbria Valle d'Aosta Veneto Prov,nc,a Bolzano Prov1nc1a Trento I

5.3.2

-

I

1 9381 3 0j61 ! 2 401, I 1 011' I 1 429 I 2 420 1 688 1 266 1 0991 totale 35 9121

I

17 9281 2~~36j 17 636. 8 069i -12 714 20 264 --16 859 15 093 15 524 348.813

-

-

9: 10: 7;

BI - --

91 8

10 12 14 10

1 965 2 793 2 402 1 011 1 4001 2 42~( 1 689 1 263 1 099! 35.431

-

- - -·- - --I

---

II

-

- -

I I

I

'I

394.147,

11,

I regolamenti

Non è po,,1hde avere una ,t1ma e,atta dei regolamenti a causa d1 moltephc1 fauon -

-

nelL:uch1v10 della Came1a dei Deputati la rre,cnn1 e.lique,t,l catego11.i d1 au1 è casuale e hmll,tla al l!lolo dell'atto. l',1rch1~10 della Corte di Ca"a71one prevede l,1 memonz7az1one del te,to mtegrale dei 1cgolamen111dcn11f1cal!da un appm1to ,tand,11d, ma I dm1 nlevall (308 atti con 4 673 arll) ;embrano non co11ispondc1 e alla reale consistenza della documentallone Alcune reg10111 1nlatll, nelle n,po,te a1 quc,llunan, d1ch1arano un numeio d1 atl! che ta presumere un totale nettamente ;upcnorc a que,t,l cifra (es P1emo111e1--+0regolarnenl!, Frrnh· Vene71a G1ulta 495. Puglia 52. Valle d Aosta 103. To,cana 31 dal 1997_ Trenimo-Allo Adige 36 nel pc110do 1996-99), I.i documcnta,:1onc p1csentc nei ,111 \Veh o md1c,11a ne, qucstionan s1 presenta - salvo poche eccenom - lrammelllan.i. mtomplcta e addmttura mes"tente. taholt.i, è contenuta 111 hanL11c dati insieme alle leggi e non è sclez1onah1le m modo autonomo (es Regione Molise) È moltrc d1somogenc.1 11,pctto al tipo d1 te,to pubhl1u1to 111 quanto s1 nfensce m taluni ca,1 al te,to , 1gente (Calabn,1 14 ,1gcnt1 dalle ongm1, Ermha-Ron1agna I 7, Lomhanlm 64, Veneto 58), lii altn a quello stanco Talora ;ono pubbl1c:,1t1 111,reme m rcgolamcnll numerali a c,trattcrc generale e I cgol.11nen11111te1

Sulla ba;e dei pochi d.1t1 ccrll 1..h,po111h1l1, è stata calcolata 111,1a presunuva una produ,:mne totale da 1ecupcrare che non dovrebbe supe1arc comple;;rvamente le 2 000 unità nella vc1s1011esto11ca e l 300 urutà per I.i veP,1rmc aggiornata

--14

P. C. Gu1dotflet al. / Rec11pero de/I.i,:ormatzua f'regre.rsa 111.formatoXivJL

6

ANALISI DELLE CLASSI DI NORME

6.1

GESF..RALITA E lNDICAZIO:-.r. DELLE PRIORITÀ

47

I criteri generali con cui sono state analiuatc le posMb1h soluz10ni per ogni classe di norme ~apra indicate sono I segucnu· - 11costo d1 acqu1suione della fonte pnmana (cartacea o elettronica) non è stato valutato e non è stata neppure venftcata la d1spomb1htà reale dell'ente a permettere l'elaboraz1one difetta degh arch1v1; 1 costi di soluzioni miste (cartaceo/elettromco, arch1v1d1vers1), anche se talvolta 1mhcati, non sono stai! quant1f1cat1, s, è sempre confrontato il rec11pero da archi vIO eleuronico con quello da fonte uft1cialc cartacea, che dovrebbe qumdi rappresentare ti termine supcnorc d1paragone: nella cstraz10ne da banche datL, è stato sempre previsto un intervento d1 ''npuhtur,1" del testo e dc, nfe11menu anche si la necessità eh tale operazione andrà valutata archrvro per arch1v10; per un'analisi più approfondJt I dCI cosi! d1 recupero da banche dati, non s1 è mai fatto nferunento ad uno spec11ìco aich1vm, ma ad unn 1po1ctico con diverse car;rtterbtichc; sono qumd1 1nd1v1duatetutte le operazioni possibili, che andranno quindi ritaglime sul caso concreto, - sono state sempre stimate le opCJazmni di marcatura sia del testo che dei r1fernnentr, con il giada d1 dettaglio fmo all'art1colo o a hvell1 inferiori; - sono state sllmntc le opcraz10111rdm1vc alla conversione d1 arch1v1con rifcrimenll o senza rifenmcnu. nel pnmo caso è s1ata previsto anche un mtervcnlo d1 venfica e/o cone1.1one. li
Dall'anal1SJ delle caraucnsti;;hc d1 ciascmm classe sono state md1V1dua1ele seguenti pnornà d'mtcrvento. I 2 3. 4. 5. 6. 7

6.2

Cos11tuz1onee codk1. alti msent1 m R U. eme~s1a pt.rtire dal I 948. atti 1nscnt1 1n R U. nel periodo monarchico: legishwonc regionale e delle province autonome. alti normauv1 non numerali pubblicati m G.U. eme,s1 a partire dal l 948, atti normat1v1non numerati pubb!Jcall m G.l/. emessi nel penodo monaich1co; atti normauv1 pubblicali solo ~u altri BoJlemni UJ(ic,al,

COSUTUZlONE E CODICI

In VJTtù delle car.1ttm,t1chc proprie ù1 questi alll, se ne propone )] recupero m via pnontana e nella duplice forma del cesto ~Loricoe nel 1es10\1gc11te Dal punto d1 vista delle caraUcrisuchc, qucstu classe ~ cosL!lu1sccun rns1eme omogeneo e ben del11mtato.

48

P1YJgetlo ,\'JR - t'rJJe2 / S/11(/JO d1jathbzl1ta

-

deve essere trattata umtameme a1 regolamenti d1 a1tua11one, è c,,mposta da un nume10 elevato d1 art1coll e qumd1 non è pensabile d1 com,1de1are l'atto come un unico documento, prat1c,1mcntc non gcst1bile e d1 d1fficllc con~ultaz1one. - pur e~sendo un numero hm1ta10 d1 a111, per le loro d1mcn~1oni è cqu1parab1lc ad un complel>so dt circa 800 legg:1d1 lunghezza media (eventualmente mc1ementatc per tener cunto delle \'O.ne mod1f1chc), - ..ont1cnc un quantità quasi mes1'1lenleù1 nferimenu esterni, ma un numero considerevole d1 quelli mtcrm. e pertanto nch1ede un trattamento pamcolarc Tenendo conto che esistono d1vcrs1 archivi che 11prntano 11testo aggiornato alle dncr&e date d1 vigenza e già ~udtl1v1so m arucoh, che la marcatura porterebbe vantaggi solo se vo DTD non è stato anrnra completamente effettuata .1 hvello d1 maggior dcuagho, che 111el11t1 me~,o a punto, che 11 modello delle operazmm prev13te per tutte le altre classi non è pienamente appilcab1le a questo caso, s1 nliene che questo nucleo, pur nveMendo la massima pnoruà, 11ch1cda ancora un ulteuorc approfondimento Nel frattempo per meglio valutare 1 nsultatl ottcmb1h s1 potrebbe spenmentare I'acqu1~1zmnc dei rnatenah da uno d1 quegli Enll che hat1no d1ch1aruto la loro d1sponib1l1tùa formrh al progetto NIR

6.3

ATTI l"i~ERITl '.\ELLA RACCOLTA Ut-HCI,11.F. (19-18-2001)

I cintid1 ,1ntcs1 della classe rn oggello sono m1a1c '17 672 :nu 334.747 :1rt1coh vigenti 251 673 arllcoh 19 613 at11 1apporto v1gent1/totnle· 70.8 'Yt

(tonte ardm·1 c.,~~a.ll011C) (fonte· Leggi d'/ra/,a)

Data la rdcvan,a che nve~te questo nucleo d1 norme, 11rec.upera de\e ga1an11re11il vello più elevato d1 complete;rn e qualità La soluzmne prefenblle risulta 1! recupero della ,auolra

wmplt!T(1

nella forma del

1e11U

\tonto, piuttosto che quello dei soh n!tl v1gcnt1nella loro forma atluille. m con~•derU1.1011e del I allo che LIrapporto tra u111emessi ed atti ancrna v1gcnu è ~umato ad oggi nell'ordme del 70'H e che le s1tua..:10111 pendenti ncluederebbcro comunque l'ncqms111one d1 un pc11odo a ntroso. con l'meertezza denunc1a1a sulla data hm!le Le fonti idonee al tipo dt recupero propos10 sono arcluv, U:.XS ( 1971-200/) e LEXl'RE ( /948-1970) eh I/a Corti! S11pre111c1 dt Ca; rn~1011e

Li fonte s1 puè) ritenere, secondo una valutazione comple&s1va d1 tipo quahtau"o, autorevole e completa rispetto al periodo m oggetto, formata da documenti d1 quahtà mediamente buona e arncehn1 da un.1 sene com,1dcrcvole d1 mforma210111t1gg111nt1,e(ad eccczmne d1 Lcxpre per quanto ngua1da I nfenmcnll). A • d1anno ow1amentc quantif1cat1 1 relativi parametri numenc1 pet 1dcnuf1carc gh mtenenu d1 "upulnum" necess:m per ndcguarh allo standard defm110 Rac.wlw l/ljìciale In quanto fonte umciale è senz'altro 01t1m,.1dal punto di \l~la della copcrtuta temporale. della completezza e autorc\olc11J dei dJU, anche se non è arr1cchlla da ne~suna corrcl,11.wne !IJ gli au1 (ad C~Le;1011cdegli ,mm più ,eccnllJ Tenendo conto della

46

P.C. G111dotll et al. / &mpero dellanom1ativapregre.ua mfòrmatoXML

49

d1ffe1cm:a dei formuu che ~l sono succeduti nel tempo, il recupero da questa fonte ncluede la battitura d1 circa 190 000 pagme di formato A4. Le altre fonti poten1,iah presentano infat11 le seguenti contro1nd1caz10ni.

U1. banca dari Gumel dell'JPZS· pur rappre~entando, secondo t nostn criten, la forma ott 1mak, ha un o.copertura li m1tata ali' ullunO decenmo; la Ga:::.ertaUjfida/e m formato cartaceo· è compktamentc equiparabile alla R U per tutti 1 parametn d1 quahtallvi e quanlltauvi, ma ncbtede la selezione degli atti e delle pagine

-

all'mterno del fa~c1colo: leggi d'Italia e Lex: oltre ad es,;ere curati da editori pnvatl, contengono solo I testi vigenti Da un punto d1 111stapuramente quahtauvo la soluzione ideale sarebbe 1'acqu1s1zione dei documenu dal 1990 ad oggi dalla banca dati Gurrtele per il periodo precedente dagli archivi della Corte Suprema d1 Cassazione. I dati smtetici dell'analisi dei cc,sti, relativi a banche dati strutturate a livello di amcolo e a fonti carcacee ufficiali, sono rappresentati nelle seguenti tabelle: Recupero da banca dati strutturata n.

con rlf.

SW Conversmne struttura 111XML fno ad articolo

2

Correz,onedei dah

3

Marcatura a livello d1 comma Arch1v1sena rrlenment, marcatura ad an1colo Arch1v1senza riferimenti

4a

4b

154

144

144

1 009

.. COii'ima

S811%af •

154

con r.

144

1 009

_L

240

1 498

conlrollomarcaturaad

6b

articolo Archivi con nfenmentl marcatura a comma lnser1mento nfenmenli

154

288

1 009 l 498

288

1 138

922

-

266 288 168

lr>aS$1VI

tabili nparllZIOll8sw / manodopera %

senza r.

144

1 009

288 _

154

marcaluraa comma ArchMcon nlerimenll

sa

6

-

articolo

operazione

1

a livello di articolo

144

10%

1.421 1 285 90%

397

168

2481

578 397

168

397

4.19!i 3 307 79%

3.835

552

1 929

B88

2 747

888

22%

78%

24%

76%

21%

Alcune osservaz1omsintetiche: l'operazione richiede un costo sumabile intorno ai 4.2 nuhardi nel caso più impegnaLJvo: marcatura a hvello di comma e interventi consistenti di correzione dei dati e dei nfenmem1; - la marcatura a livello di comma incide per circa un teno del costo globale, nel caso dt consei vaz1one della marcatura a livello d1 art1colo e d1 banca dati d1 ottima qualità (senza necessità d1 correzmne dau e nferimenl!) 11costo si riduce a poche centrna1a di nnltom, o ancora meno se la convers1ooein XML già esiste ed è compatibile;

47

50

Pm_getto .\JR. Fasel / Studiorhfathb1l1tà

-

l'incidenza del ,o!t\'.mc è superiore nel ca,o d1 m,1rcatu1a del tc,to e dei rrfenment1 a livello ù1 comma (circa 25'-'r·),ov,cm m asscnn d111fcnmenl1 In queMo nucleo p11nc1pale ,ono stati msc1111tun, 1 co,l1 del soft\\arc. che vcnà utilinato ,md1c per le cl,1,s1 ,ucces,1~c

Applicando la tabella precedente agh arcluvi Lexpre e Lexs della Corte Suprema d1 Ca~~anone st ottiene circa - 510 nullom per la marcatura, e per il periodo 1948-70 anche per l'mchv1duaz1one, dei riferimenti atllv1 e passivi, espre,s1 via URN, a hvello d1 art1colo: 2 030 m1honi pct la marcatura d1 testo e nferimenu a livello d1 comma, l 010 m1hom per l'eventuale corre2.10nc dei da11, a cui va sommato 1l software necessano Tal! somme tengono conto che gli arch1v1 presentano delle d1scontmu1tà m merno al\'md1ca2.1one dell'autorità enuttente (presente solo dal 1992) e dei nfenmenu (,alo dal 1971).

Recupero da fonte cartacea (Raccolta Ufjìciale)

n.

operazione

artlr:olo tot. %

IIW

1

,2a

marcalura a lrvello d1 artrcolo

-

·2:b_'.~r~a.!!f~ 3a

a livello d1 comma ,marcatura dei rifar,menu ad art,cclo

3b

marcatura de1 rifermen1,al comma

4

,nsenmento r~enmenl, passov1

I

totall npartiz1one sw / manodopera

I

5 700 65.2

recupera del testo in tonnata d1g1ta1e

·%

240

' - 922,

240:

-

168

3$7

648

7.870 7022 92%

8%1

, 5W

74%

comma

tot. 5 700

8%

'li,

65%

-

288

1498

288

1 138

168

397

5% 100%

744

8.732 7988 91%

17%

12%

5% 100%

9%

13%

Alcune os~ervaz1oni smtellchc: l 'opcraz1011encluedc ow1amente -

6A

un costo decisamente 5upenorc, st1mabrle tra 1 7 6 e gli 8.7 m1hard1 a seconda del livello d1 marcatura, la battitura incide per valori vanab11i dal 65% al 75%: la marcatura del testo osc1lla fra 11gr,1 (solo all'arucolo) e 11 17% (al comma) del costo totale; 1I5oftware è stimabile intorno al 9% del totale, comunque sarù utilizzato per le altre classi ATII INSERITI ~'ELLAR.4.CCOLT.4. UFFICIALE

(1860-1947)

I dat I d1 smtes1 della cl asse m oggetto 5ono totale vigenti 1apprn Lo

32 791 atti 4 449

,l!t1

391 949 artico!i 73 605 ,in ,col!

(fonte archi\ i Ca,saz,onc)

(lonte legg1d'ltalia)

\lgcnt1/totule. 13,6',i

48

P.C. Gmdol!tet lii. / Rwtpa1vdella1J01mahYa prt:.P,mu.1 m_formatoX}4.L

51

Gli atti appartenenti a questa categoria, pur essendo mdubbmmente d1 grande rihevo, p1esentano le seguenti carattensuche· soltanto 11 13% risulta ancora vigente fo1malmente (di cui una parte probabilmente desueta), - app:lrtengono ad un pcnodo remoto e qu111d1le problematiche connesse alle s1tuaz1om pendenti dovrebbero essere pressoché inesistenu Pertanto l '1mp1ego dt nsot se (tcrapo e coSli) nel 1ecupcro della globalità degh atu, vigenti e non vigenti, appare spropmz10nmo aireffett1va utilità.

La solu1tone prefenb1lc sembra essere 1I rernpero

/1mr1ato ag/J atri wgcllf1 n<'I tnto pur nella consapevolezza chE questa scelta cost1tu1~ce una disomogeneità nspetto alla forma di recupero proposta per la ste~s'1 classe nel periodo repubblicano. Ovviamente questo comporta ti problema òel1'1nd1viduaz10nc dell 'ms1eme dcgh atu v1gen11in assenza d1 uno strumento ufficiale che II enuclei Data l'importanza e la dehcate.lza dell'operazione dt md1v1duazione degli atti v1gen11, occorre valutare con attenzione d metodo con cui viene effettuata. Scartata l'ipotesi di affid11re11lavoro ad una COITiffilss1onc d1 espe1li cosUtmta ad hoc per il progetto (tempi lunghi, costi clev:lll e, comunque, senn carattere d1 ufficialità), l'umca strada percorribile sembra quella d1 effettuare un confronto fra d1ver~i cataloghi autorevoli (Leggi d'Italia, areh1v1 della Corte d1 Cassaz10ne, LeA, ecc.), uuhnando tu1ti gh sii umenll mformatic1 d1sponih1li (ad esempio le rdaziom d1 abrogazmnc esistenti ncgh archivi) per produrre un insieme 11più completo e alf1dabile possibile Comunque 11 nucleo individuato può essere all'occorrenza corretto e/o integrato con segnahmoni da parte di esperti \torico,

li recupero d1 questo nucleo d1 norme richiede il prelievo cd 1I confronto dei dati provemcn\1 da diverse fonti: - Leggi d'ltaha e Lex vigente da queste raccolte 51 può estrarre un primo elenco, da confrontare e mtegrare, di esuem1 ct1leggi v1gem1, - A rd111 ro lCXPRE della Cori e d1 Ca I rn:irme· contiene I testi stonc1 dal 1904 al 1947 deHa normat1~a da recuperare e necessita d1 un venf1ca relativamente m testi dcgh atti fra 11 1904 e 1I 1931 (periodo nel qualt la G U non pubblicava sistemallcamente 1 testi 1megrah degli atti), non contiene I rifenmmt11 no1ma1J~1; ln. testi ~torici dal I 861: - La Raccolto Uffìuale: fornisce I te~u stonc1 òegl1 atti emanati nell' mlcro penodo e comunque costitursce l'umca tonte per il recupero di quelli degli anm che vanno dal 1860 al 1903

49

Pro,gctto .'\'JR- Fme :l / Studto dtji1t11bd1td

52

Recupero da Banca dati strutturata a Ih,ello di articolo n.

operazione

lnd1viduaz1011e ath ~g~e_nt_I _______ ,--_1_~~ 1 Conversllll'le struttura m XML1s10ad articolo 5 259 Correzione dei dati Marcatura a livello d1comma Arctuv, senza nfenment, marcatura ad artocolo -----·---+----+----+ ArchlVIsenza nferiment, marcatura a comma Arch1v1con nfer1ment1marcatura ad art,colo 48

1 2

3

5a 5b ~,.

5 259

___ 1_24-+-_1~ 5 5 259 259 311 311

-------+---,_________

------

4

125

---+---

155

ArchIv1con nfenment1 marcatura a comm_a_----
~"7

-

articolo comma can rlf. •naa r. can rlf. senza r.

47 901

Alcune osscrv,1z10ni smtetichc l'operazione richiede un costo s11mabilc intorno ai 8-900 rruhom nel cnso più 1mpcgnnuvo marcatura a livello d1comma e mtervenu conslS[enll di correzwne dei dati e dei nfei 1menti; la marcatura a h vello d1 comma mcide al solito per circa un tcuo del costo globale; nel caso dt conservazione della marcatura a livello d1 articolo e d1 banca dall di otl!ma quahtà (senza nece<.sltà d1 correzione dau e rifcrimen11) il costo s1 nduce a poco più d1 un LClll1 ndm tli 11111lum, c..iu.i\lesl l usi ~ameme 1111p1egaLo per la verit1ea del corpus: 11~oftware non è ~tato considerato, pmché è nulllizTablle quello reahz.i:ato per altn periodi dalle stes~e banche o per le ste,;se funz1om: a questi costi va aggiunto quello dell'eventuale recupero dalla R.U. dei testt degh alti ancora vigenti ed emessi nel periodo 1860-1931 Appheando la tabella precedente agh atll v1gent1pre;entt nell'archivio Lexpre s1ottiene: 300 IIllhom per la debmzmne del corpus e per la marcatura e l'mdividua11one dei nfcnmen!l ali' arttcolo. 640 milioni per la marcatura del testo e dei nfenmenti al comma, 260 mihom per le eventuali corrcz1om dei tesi!.

Recupero da ronte cartacea (Ralcolta Ufficiale) n. 1 2

3a 3b 4a 4b

--

5

oper•lone 1nd,v1duaz1one ~ttI vIgentI da Leggi cl'ltalra recupera del testo 1nformato d1g1tale marcatura ., livello doartlCOlo marcatura a livello di comma marcatura dei roter1mentI ed articolo marcatura dei nferomentIal comma n1ser1mentonlenment1passivo

totali

• rllcolo tot 124 1 200 107

125

eamma

tot

% 8% 75%

%

124 1200

65%

311

17%

7%

8%

155 47 1.803

7%

3%

100%

47

1.8,17

·-

8% 3':,,o

100'k

so

P.C Gmdoltzet al. / Rcc11pe1v della1101711ahva pregres.1a ùr formatoX\1L

53

S1può os~ervare che l'ope1a.1mncha ovv1arntntc un costo decisamente supenore, la stima globale s1 aggira mtorno l 8 nul1.1rd1,di cui I 2 m1hard1per la battitura. Per 11software viene ut1hznto quello ~v1[uppaloper la normauva rcpubbheana

a,

6.5

NOR.\IATIVA DJ•èLLEREGIOSI E DELLE l'ROVINCEAUTONOME

li nucleo considerato nello St11d1ucomprende gli Statuii reg1onah, le leggi delle regioni e delle province autonome ed I reg.Jlamcn11reg1onah e provmcmli. Tratteremo ogni singolo g1uppo m un paragrafo autonomo 6.5.l Gli Statuti regionali. Com'è noto, la Cost1tuL10ne(.1rt I 16) prevede che gh atti smtutar1delle regioni a statuto speciale siano adottai! con leggi coslituz1onah1\ mentre per le reg1onia statuto ordinario l'art 123 prevede che glr statuti sumo deliberali dal Cons1ghoregionale e approvati con legge della Repubblica, vale a dire con legge rndinaria1\ Di conseguenza questi atti sono gdl compresi nella normauva nauonale. sarà tomunque n<"ccssariorenderla "v1s1bile" anche nel corpus della normativa regionale e prmforn1le, attraverso idonee met.i.mform.aziom che ne consentano il doppio accesso Data la cons1s1em:aestremamente contenuta, 1 costi relauv1 non sono stah presi un considerazione 6.5.2

1,e leggi delle regioni e d(·lleprovince autonome.

I dati s1gmf1ca11vi d1 questo gruppo di aui normat1v1sono, smteucamente, 1 seguenti:

totale.

35912atti

348

B13 articoli

(fonte· arch1v1Camera dei Deputali).

,1

Pei questa categoria d1 nonne propone· 11recupero della raccolta comptera. dalla loro cosutuzrone ad oggi 11elfaJnm"' d1 ttt1w çtmico, p01ché 11recupero del testo ,muulmente vigente. alle problematiche già espresse (fo;sar.mne della data hmlte per le suuazmm pendenti), aggiunge la d1fficoltà d1 sl!mare compless1vamentegh atti ancora m vigore Infatti solo alcune regioni forniscono 1I testo alla vigenza attu:ile, nelle fonti genernh curate da 1stituz1on1pubbhche è reperibile solo 11testo stanco e le fon11prrvate sernbra110avere un Indio d1prec1s1onenon sufficiente. Come g1ì1sottohncato m prAlio Adige

51

5-t

t\,cl111w IA•!,1;;1 ffr1wm{lf1 c!e/1(1C(/1111'/adei D,•p11WII"Ardmw

U~XR delln coue d1

C,111a:1mu•

-

E,,1 co,11tu1~co110 lont1 ,1utrncvolLe comcngono cntlambi 1Itc~to ~!OIILO dcl\,1 leg1'>i:11mnc icg:mnalc e delle prnvmcc ,1Utonmm:dalla Imo CO\ll!UZJOneSono entr.imh1 \t1uttu1ali a ln·cllo ù1 arucolo e gcsu~cono rn m:1mc1a accu1c11:1 1 nfcnmcnt1 alll\L e p.i,sL~L La \Cl',Ionc CU!lttada.li.i.Camc1.i.dc1 DcputalL p1e,cn1,11!vant:l.!!!!H1 d, r~~cre cl1,pomb1le g1ì1 m lm mmo n,,uus~olo/mmmcolo In cn1rnmb1 1 c.11~1 .111d1.111no calLolau 1 \alou dei p:11,1mclri numc11c1per 1dent1f1ca1e1d1 1ntcr1Tnll
E,,,,

dc, tc,11

Le alllc lonlr polcnL1.1l1 presentano le ,cgucnu contru1ml1L.1zw111

-

fu bwirn tlClll 611m,·I ddf"JPL.\ hJ unJ rnpcnurn ,ulo d,11 19&7. I,· l..t''!81 1eguum/1 ,le//{, D,· A-io,11111e CUHIIJ
,olo I tcsu

, 1gc1111 e ,cmhr a meno curn1.1ckll,1 ,111,llog,1 rnccoltJ della m11111,1111.1 n,u1on:1lc

H.ccu1>eroda banca dati strutturata

n.

I

I

aperuione

j

~ jfo"rr~on~e,~dat&_-_ ~

-=-~ =,.=_=

~-~rcatura ___E_!ivello d, comma senza nterImen1I marcalura ad 4 JArch1v1

controllo marcat11ra

I

-15~-

-154

94~ -~~~

,

I

-- -I 4ab--1r,~w,;~serizanlenmeniimarcaluraa

]_

---

I I

5~~rchrv•=~r!fe'n"m_!nl1.!!1,a~~ura_!'C~ma_ I_~ S 11nserimento menment, pa5S1v1 7

ltoti,n

li, elio di articolo

artu:olo comma rif. I senza r, con rii. senza r,

f con

I 1 ,Conversione struttura ,n XML tino ad art,coiof

lcomma ~liiviconr1ierimenir ,ad art,colo

II

154

945

1 270

I

1 270,

874

I -·-

342

154

_945

-

- -

-

1 090

I ,- -

T

I 1.4411 i(contegg,ato solo sw per conversione bancadat1l

- -370 289

2.2a1

--

--

--289

-

-- 289

3:~

_3.141

P.C.Gmdo!/1e/ al. I Reiuperodelù1nomu1/t1a pregn:.l.lfJ 111jon11alo X.'1L

55

1

In sintesi ;1 può o,~crvare la conversmne da banl-a dati ~ ~umab1le rntorno o 3,7 rn1limd1 nelle rnndiz1oni p1L1 1mpegname rnarcmura a livello di comma e mtcrvcnu con,1stenti d1 co1rez1one dc1 d.iti e dei nfcnmcnu: la cooc.i:1onc de1 dati mc1de m maniera rilevante occorre valutare la sua effettiva

-

cs1gen,.a, nel c~so d1 conscrvanonc della marcatura a li~cllo d1 arucolo e d1 banca dati th ottima qualità (senn nec.cssitàd1 corre1.1one dal! e nfcnmcntJ) il co~to si riduce a poche ccnllna,a d1m1hom.o ancorameno se la e onveVi1onem XML già esiste cd è compat1b1lc: l 'mc1denn1 del software è ~l.lta con,1Jcra1a ~olo per la c.onvcrsm11c,m quanto s1 presuppone d1 util1narc per le alti-e funz1nn1 quello già sviluppatoper gh alti naz10nah.

Nel ca,o della bancadau LeggiRcg1onahdella Cmne1a 1 cos11,arebbcro· 350 m1liom per la ma1c:Hura e la verifica dei nfenmcnti a\l'arucolo, espressi via URN, l 9-l0 m11Jomper la marcatura del testo e dei riferimenti al comma; 9-10m1homper le evemuah coriezmm dei te~t1

Recupero da fonte cartacea (e.1 Bo/Jt,tl/!11 Ujjicu,/r)

"·I

I

1 ~upero

2a

I

operazione

2b 3a

marcatura a livello dI art,eolo ----marcatura a IIVello dI comma marcatura dei nlerimentI ad articolo

30

lm.a.-cau.1ra dai l.teumenuai cumna

~

~nmenlO

~.;u-·----

!

del ~eslo 111iarrna10 d,g,lale

nfenmentI passIvI ---

------

---

articolo tot.

I

comma

tot.

%

. ~J____B2_"._!, 430 s~. -----I 1 I 874 1 10% 1

-ì--2sr-7 8.942;

I

%

7 350

- -1~~13% ~~---1 000

-3"/o 100%

74%

111¾

2891---3%

9~9981-100%

l(solo nianodopeca ut,hz~o sw sviluppalo per at1IIn RUJ

Il t0s10 totJlc dell'ope1a1mnc è ,timdb1lc tra 1 9 e 1 10 mrliardi a seconda del li\ello d1 ma1calu1a e l::i battitura mc1dc per 1'80'if li sofmare non è çtato co111egg1ato ,1 p1cvcdc di na,.1onali uttl1zz,1re quello g1t1~\Iluppato per le no1111e

6.5.3

I regolamenti regionali e provinciali

I dau \1gmhc.1.ti\1d1questogi-Jppod1alll ~ono, s1ntet1c,1mentc, 1 scguenll lotalc

2 000 al[!

\lgent1

1 :100atti

30 0(10arllCOII

(,alon sumau du1 ~111 Web e dai que~tmn,u1) (\ a\011 ~llmau dai ~•li Web e dai questionari)

Pc1 questo ,ottom~1cmc della noi matn a rcg1011alc valgono in so;.tanza le stes~c con~1deiaL10111 ~iolle per le leggi. quindi anche per omogeneit:ì, la soluzione p1cfcr1b1leè 1I reuIpi:rt1 l omp/l!W dl'i tc1to \/Orno dei regol.1mcnu dalle 011g1m.

53

56

In lmca gcncrnlc 11recupero dei rcgolamcnll è ptù d1tf1colloso n,;;petto t\ quello delle leggi, poiché l:i maggio1 parte degli cnu non l1a I010 ded1c.ito la stessa cura cd a1tcnzmnc mfat11, ~alvo raie cccel'lom. sono mcs,~tenll o dl\ponibih m modo mcumplcto, uuchc nei s1t1 c.he forniscono banche dut1 d1 leggi rcg1unuh Inoltre la Messa ~nua,:1one s1 11scont1.1negli nieh1v1generali, come quelli della Colte d1Cas,;;a,mne e della Camern dc• Dcpulall

-

-

Pe1tanto, le fonI! idonee al recupero degh atti sono: Rolfer11111 Uflit.mh rcgmnah sono l'umt-a fonte uf11cu:ilecompleta. nch1cllon.i lutla\11aun 1mpcgnat1volavoro ,1a per la sele;:10neche per la battllura dei tc,11, Ga~:(•tta U[fiua/1• 11po11anella serie ~pec1ak "Regmm" la stessa documcnlaz1onc, e pre,;cncale ,;tesseproblematiche.

Recupero da fonte cartacea (e, Bollet/1111Uf/iualt) oper!Etlone

n.

stiCOlo

tot. 1 I-2a

recupero del testo ,n formalo d1g1!ale ---

mafcalu,a II l,vello d, articola

--i--

---

----

---

2b- marcatu,a a IIVeDoc:1,comma ~i;;;;,rcalura d;;- nferimenl1 ad articolo-

3b

m11rcalufa de, nfenment, al camma

4

inserimento nfer,ment1 pass1v1

totali

-

I

comma

-~1 ---

¾

%

toL

74

~ --

62

11%

4201 _____!!~ 26 5%

-----

-·--'-·sol

10%

-13~.

4%

20

3%

100%

577

Hl0%

20,

5171

----

(solo manodopera ut,bzzo sw sviluppato per at!, ,n RIJ)

-

S1 può osscrvu1e smtellcamcnte che 11~oftwarc non è ,tato conteggnito ~1prevede di utilizzare quello g1ÌIsviluppato pe1 le norme nazmnal1, degli atll, è ;,t1mab1letra 1 520 e 1 11wsto totale dell'opcraz1one, data la mmme quam1111 560 m1ilo111a seconda del livello d1 marcatura: incide ancora 111 modo ma~;,1ccmsul totale mtorno all'SO'R: la ha1111ura la marcatura del leMo e dei nfcnmentt O'>c1llafm ,1 19'/r,(solo all'urucolo) e 1127% (al comma) del cMlO totale Cons1de1ando che la battitura del testo mc1c.lem mamera preponderante ,ul costo globale,

è da ptcndcre m cons1
6.6

ATTI 1'0R\i.\ll\'l PUBBLICATI :!\BLI.A Gil.ZZl:TTA UFT-1CIAI.E, '.\U :-IO:",T'\SERI Il "',"ELLA RACCOLTA. un,1C/A.U (1948-2001)

I daLId1 ~mtcs, della classe m oggetto sono

no1ma11v1 18867att1 157816mt1coh totale cla~~1f1cat1 154 646 au1 totale pubbhcau m G Il. 12% rappo1to noi m.it1v1/totalc

(lonle archmCa%az.1011e) (fonte: ai ch1v1Cns,az1onc)

5-l

P.C G111do!ll et al

I Rewperodella11vrmatll)a pregrn,a ù1Jo1111alo X'v.IL

57

Per queMa classe di norme, le leggr d?taha non permellono di ncavrue quale percentuale d1 questi provvedimenti è anc.orn vigente, l'umco dato deducibile è 11rapporto "atti emess1/att1

vigcnu" (pan a cìrca 1l l 7%) rispetto alla totnlnà degh atti (normauvi e non) pubbhcau nella G.U., ma non si può asse1ire che la stessa percentuale di v1genrn sia valida anche per i soh atti cJ35s1f1cah normat1v1. In cons1de1azione del fatto che co~ll e tempi d1 recupero sono fo1temente ridotti m seguito della s~lezionc del s<1ltoms1emenorrnall\lo nspetlo al totale degli alti non numerati e dei problcm1 legau all'indiv1duat1one della vigenza, appare preferibile ti recupero della raccolla completa dei soli atti normat1v1, mdipendentemcntc dalla vigenza attuale È presum1t11leche il tipo d1 normativa m esame (dm, om, dpcm, delibere, circolari, ecc) abhia un hasso rapporto fra ,lltl v1gent1/::itt1 emessi. comunque, nonostante questo, 1n cons1dciunone della rilevanza d1 que!.Uath, del periodo di nfcnmcnto, dei problemi connessi alla vigenza e l'omogene1là con la clas~e prccedenle, 1] testo stanco sembra la fonna d1 recupero da preferire, L'unica fonte che adotta gli stessi criteri md1v1duatiper Il recupero di que~u clas!tCd1 atti è costrrmw dagh: are/un LEXS ( 1971-2001) e U:XPRE( J948-1970)delfa Corre S11premad, Cm·ra::ume. La fonte s1 può ritenere, secondo una valutazione compless1~a di LJpo qualitativo,

autOIC\Olee completa nspeno al penodo e ai materiali in oggetto, roimata da documentt di qualJtà mcdi:unen!c buona e arncch1t1 da una sene cons1derevole d1 mfonnaz1oni agg11muvc(ad ecce71one d1 Lexprc per quanto riguarda 1 ulernncnu) In pa1ucolarc è già ~tata operata la cla~~1f1caz1onc che 1dent1f1cngh atti a carattere normmivo. Andranno O\ v1amcnte quantìficatl i relativi pa1amctri numcnc1 per 1dem1f1carcgh mtervenu di venfica e di adeguamento della c\ass1fic<1z1oneno1mauva/non normaL,va, nonché d1 "ripulitura" dei
-

ottimale, tuttavia non cftertua In distinzione fra alll normativi e non e ha unn copertura hm1tata a\l'ulumo dccenmo. la Ga;::etta Ufjkwle 1nformMo canau:o è m,viamente la fonte pnne1p:1lcd1 riferimento ma richiede che venga effcttunw la selezione degli atu perllnenlJ (e delle 1elal!vc pagine)

ali' interno dì c1a<;<;un fasc1colo. -

(' Le., , 1g1111teoltre ad c;scre curali da eù1ton pn\aU, non operano alcuna scleI1one d1tipo normauvo s1.ilmntenale e contengono solo I tcsu v1gcnt1.

[.,l'ggi d'fta/w

I dan srnter1c1dell'an • hs1 der costì rcl.iuv1 al rccupc1o di documenti da hanche dati s1rut1u1.itea hvello di arucolo e da fonu cartacce utf1c1al! ~ono r• pprescmriti nelle seguenti tabelle.

55

Pmgetto."'\'JR- Fme :! / !i /Jrdw dzfattdnlztlÌ

Rcrnpcro da banca dati strutturata a lhello di articolo

I

operazione

artIccilo

I

!

rr1. ~~~a

con

J__ \lndiv1duaz,o~

a~_n~rmatIvI ____ ·-Coneers1one struttura In XML fino ao articolo Correzione de, dal!

2

3--

I

Marcatura a hve!!odi comma

Sa

!Arch1v1senza rilenmen1, marcatura ad art,coro

5b

Arch11t1ser>zarifenmenh ma1ca1uraa comma

6a

[Arch1v1con ri1erimen1I marcatura ad articolo

6b

ArchlVIcon riferimenti marcatura a comma

>--------------

~---,lnsenmen1o

~au

10 616 --

I

4

f--

_228--~~

10 616;--

...;_------------c-4-----".,----1--------------<

<---'-.....:'-----'-'-

-

_ES _

__

comma con rll. , senza r.

-

-

--

(solo manodopera

---,

i

r1fenment1pas;;,-

586 580

1B1,

-

_______________

586

--------+------~

'

-

10

616---616

466

I

--------

---•_?28 10

--

i

J

1.004]

-1--

_____. --

~-

200

_1__5_g __ 1521

1.~~

\52

_0~

2.171

ut,l1zzo sw sviluppato pe, a11I,n RU)

In smtcs1 ~1può os,cn are 11c,osw e s11m.ih1lc mtrnno .1 2 2 milmr
c~p1c,,111,LUR'\', .i

articolo.

ll\cl10J1

I !CJO1111!wn1 pc1 Li m.11cat111:i t,]cl 1c,to e tki 11fc11mcm1c1Ieornn1.1. 610 m1hon1pc1 le cH·11111.11t cone110111dc1 tc~l\

da fonte cartacea U//h,alel

(Cìo;:.:etta

artlcolo

open1x,one

n.

1nd1wluaz1one atti normalIv,

~____ir_ecupero del 1esto ,n fo1mato d1gIra1e 3a lmarca1uraa !1vello dr articolo Jb --,marcaturaa hvello d1comma- 4a marcatura de, (lferrmerr!I ad art,colo 4b -lmar~atuia"de;-;;ierin\-;nll alc~1na

~

±j

% 228'

r,fer1ment1 passivi

202

h

461

-

22S

4°0

----r~

_

72•.,,

586_

11•••

5751----

1P,

9°0

l - -

152 1

~-94~

{solo manodopera

4%

-j

-

\

-

S~o

~o'-- 1 __ 7_9_.,---',-. 3 soo

_F•~---=----= __ lrn;r,mento

comma

3•~ _1000,.

1521

3%

s.441L10M.

u1,1,2zosw svIfuppa10 per att, ,n RUJ

'i6

P.e Gmdotr,dal.

I Remp/Jrodd!c /r(Jnl/a!ll'tl 1

pregJ'l]J"J(I mjòrmtilo

X.ì1L

59

S1 o~~c111Jche l'md1v1duaz1one degli alu norrnat1v1 è ba~ata ,ul conf1onto d1 cataloghi g,à cs1stcnt1 e non è stata alt1csì valutala l'md1vn:lua1mne delle pagme ~pcc1fiche da digitare all'mtcino del singolo fasc,colo e d1 p,ù rubriche 11costo è sL1mab1letrn 1 5 e 1 5 5 nulmrch, a ~cconda del livello di mare.i.tura.

6.7

A11J NOR'.\IATIVJ Pl"BBI.JCATI NELLA GAZZETTA UFFICULE, RACCOLTA UFFICIALE (1860-1947)

MA NON INSER!fl ~ELl,A

Dati d1 smtes1 1ot;de pubbhcalt 34.800 atti 622 ;Jtll lmale normativi 1 apporto normmi, 1/pubbhc:1tr

n.d. 6 730 arucoh l.8'ìl

(fonte: arch1v1Cussa11one) (fonte· archivi Cassanone}

In analogia con I'cqu1valentc nucleo di alt, emes~• nel periodo repubblicano, vanno selez10na11 solo , provvcd1menu ., carattere normati v1. inoltre, per omogene1rl1 con gh atti 111scnti nella R li. dello stesso pcnodo, dovi ebbero essc1e recuperati i soh alti a11cora 1•1gent1 ,rei lom re~to,ronca Occorre penanto ve111tcun:In vigenza ud oggi dei 622 atti confrontando i duh proveniente da diverse raccolte dt tesu v,genll. e recuperare gli atll risultanti nel testo storico Rimane mfme il problema, veramente minimo, di recuperare I testi eventualmente non pubblicati m G U ante 1904 (d..tgh ard11v1 del CED della Corte d1 Cassa,done nsuhano 12 dm). ll recupero di questo nucle,i d1 noi me richiede 11 prelievo ed il contronto dei dati p1ovcment1 da diverse fonti 11nh11w Lt.XPRI::. della Co,re dr C"a1,a:1011, conwmc 1 tcst1 storie, d:>I 1904 al 1947
57

GO

/Jro_getto "\-JR - Fmc 2 / S!urùodt /all1bt11ta

Recupero da banca dati strutturata a livello di articolo

"·I

operazione

artrcolo

it-

1

1

1lnd1v1duaz1one a1!r normat1v1

2_

\Conversione struttura 1n XML fino ad articolo

3 _ Correzione de1 dati _ ___ 1Marcatura a r1vello d1 comma 4

-----

-,

------------

--

--

__

---

---

J __

1Arch1v1senza nier1ment1 marcatura ad ar11colo

Sb ---

6a

Arch1v1 senza nfenm enti marcatura a comma ------- -- -- - ---IArchrv1 con rifenmentJ marcatura ad artrcolo

6b

ÌArchM con nferimentl marcatura a comma

__j

-~ali 1(salo manodopera

-

2

2

--

-,i

1

---I---

---

------

-------

2

2

2

2

--1--r--

-2

11

____

I

senza L

1!

I

1

----

_\ _

1nser:mento nfenmenti pass1v1

1

~--2, __

--------

l

Sa

7___

comma

con rlf. / senza r. con rlt.

1

1

41

7

J=

utilizzo sw sviluppalo per att, ,n RU)

iii

Recupero da fonte cartacea (Ga:a://a Ujfiuafr) operazione

n. 1

1nd1v1dua21oneatti normativi

2

recupero

3a

marcatura a l1ve(lo d1 art1coro

deJ lesto 1n tarmato

d1g1tale

3b Ftura 4a

a livello d1 comma ___ marcatura dei nrer1ment1 ad ar11colo

4b --

marcatura dei riferimenti al comma -, --

_____ ___

~ ~erimenl~~nmen_t"I totali

[salo manodopera

6.8

A.rn :-;OR:IL\TIVI

comma

artlcolo

I

tot

passw1

i--

,:

5%

I=

1I

_

2

-I ___



6.5'\o

! -~\

_1_2~

·=:t-12~

11"A.1

l ~r -

-

~~

Hl

51::1((1

141

6%.

~-1-

%

1

70%

14

I

lo!

%

100%

1~1

21

?~u

100°,.

ul1lizzo sw sviluppato per att, rn RU)

Ili I-.'\ TI 1-.1S1[Tl z10:-.·1 xu:-.: Pl"BBLIC\TI

l'\ G-\ZZI-.TT \

Un ICI \LE

!I numero degli atl1 normat1v1 d1 cnll e 1stitu/1oni che non ,ono pubblicati 1t1 Ga~~eflr1 e \ 1gcnt1 ,11!,1dat<1 odierna non è elevato Molti d, essi possono cs~e1c recuperati nei siu Web degli cm, o delle ,1utornà e comunque acqu1~1t1 g,à in fo1mato elet11omco A questo scopo ;,a1ebbc quanto ma, utile ,tab,hrc una collabmazwnc con queste 1~L1tunorn, che pc1mct1a d1 rceupe1 a, e gli atti v1gcnt1 eh valenTa ,1cu1arnentc normat1\a in fo, malo d1g1talc La <;t1mad1 costo è ,tata e!tcuuata per una quantll:1 st.incl,ud cli 100 documenti

5S

P.C. Gmdoth et al. / Rempm:,dellanotmahvapre._gm'Ja ù1_jonna/o X/vJL

61

Recupero da t'ormal.i digitali non strutturati n.

I

• rtlcolo

I

operazione

I I

tot.

ccmma

t I

2

% 26% 21%

3

36%

3b

I 1marcaturaa llvello d• comma !marcatura dei nler~en11 ad arucolo 1marcaturadei nfer,m~nt1al comma I

4

nfenment1 passivi 1mser1mento

I

1

1 2a 2b 3a

!recupero del testo da 111mlo doc lmarcatura a livello d1ar1Icola

------·

2

tot. 2

% 19'7o

4l

37"/o

3

32%

1\

17% 8 itotart 100% I sw sviluppato per att, 111RU) I[solo manodopera u11l1zzo

11

12% 100%

Il costo, se paragonato alle cifre precedenti, è comunque contenuto.

6.9

UNA SOLt:zIO:-.'E COMPl,EScSlVA

S1 nporta, per una più facile lettura. il quadro nassunt1vo d1 un'1potcs1 globale dt recupero che prevede, m tultl casi ove pos;,1b1lc, la convers1one degh archivi della Cone Suprema di Ca~saz1onc (Le,ç:s e Lexprc) e della Camera dei Deputali (Leggi rcg1onah), con 1ifcnmenti quahf1cati cd espressi m 1crmmI d1 URN

__

banche dati

cartacea

stMturaz,one"

stmttwaZIOnea

.!!,C_t1pera _~

!

l

art.

Cosl1tuzIone cod1c1e d,sp atl I $+a Atti numerati ,n A U - dal Ul46 I S 26000 Atti numerati m A U - 1860-1947 4500 I V RegIonI - leggi 36 000 I s Regioni - regolam~tl I S 2000 ·->--· Atti non numerai, 111G U dal 1948 I s 19000 At!I non numerai, In G U - 1860-1947 I v I 100 Altri a11,non in G u 5 100 Soflware

totale costo / doc:umemo(lire) totale con correzione

I-

89 7D0

I I

Ii

I

costo I documentocon correziooe(/,re) s=
i

comma

n. atti (m1[1om~ 510

300 350 520

!m111orn)

10

10

1 040 7.440 82943 10.280 114 604

280941 5.360°. 59155

1 010 260 940

580 1 190 10

art.

{r111t1on1) (mIl100,)

2030 640 1 940

530 10 290 2.520

correzione

620 10

2.840 31661

----

7020 1 600

comma (m1lion1)

7990

é940-520 4 940 201 10 650 23.7001 264214 23.700 264214

1840 10000

580 5 440 20 10

~

,_ 740 26.620 296 76i 26.620

29676 ~-~

I

59

62

7

CONCLUSIONI

L'1mpo,tn11onc genc1ale dello ,tudm è onentata più a fo1mre Mrumenll d1 ,alu1az1one e d1 g1m.h110p1ullostoche a p1o~pett:ue ,oluzmn1spcc1f1chcIn par11colarcalcune I dlcssmni ,u1 eh valtll,l7ione delle lonl! d.1cui :1ttmgc1cla documcnt.1zmne e ..,mm;ultat1 oucnuu li.il c111c11 rccupc10. consentono t.h mrn.lulare m casi re.ili 11rnmpk~~o delle ope,anom ncce,,.:i11e Pur con'>Jpcvoh che IJ m1~urJ71onedei p.:i1umc1nquant1tat1v1e una oper.mone oncro,-.:i.quc"ta dovrchbe c,,c1 e comunque tlltn a1,1,l Imeno per 11conuollo della quahtl dei ri~uhau La sudd1\'mone del comple,~o delle opcra710111ncces~.me al 1ecupero in rante t,1" eh1borat1,c elementari c.:on,entenon ~ola d1 valutai e 11r.1ppor10co~11/bcnel11::1 d1 cia~cuna. ma anche d1 apphca,e Il modello ,1 C,hl che esulano clal p1e,entc ,tud10 La me1où(l!og1a 1mp1cg:1tapot1cbhc qumd1 cs,c1c u11h11at,1,con le c,·cntuah ncahb1,umc ~uggcrue dJlla 1ca!1nmi10ncCOIH.:iclnper ~allllci!C1I COSIOpCl l':idcgumnento ,lgh <;tand:m.ldel prt,gctlo NIR d1 Ulld quJIMaSIrac.collJ p1e'i'iOle d1,•cr~el'illlU7IOOI Comunque O<.co1rcricordare akum pu1111JonJ,1mcnt,1l1unorno a1 quali ruor,1nci le \ ,1lu11111om wmplc,,1\e e i.pec1!ichc del recupero d1 matc11ailno,maU\1 già esrs1cn11 u) l'adc'iwne .id uno ~•andmd condl\1~0 ap1c prm,pcl!nc 1nteres'>trnt1per lo ~\iluppo di e d"m1cr,c.1mbm 01 oocumcm,. cd è qum1.h.111lmca d1 massima. ~e,,1z11.l"mtc1opc1nb1h1:1 u11'011e1 atlCmcche apprn LJdei IJtonu a mc,ho lcrmmc. h) per ntm.rrc lun,mmah1:i d1 nc.c1ca d1 allo ltvello è nc~essan,1 un.1 s1ru1tur,1z1onedei doum1cn11 11nr1n.111,1 cli è g:cncr.ilmcntc \ulhc1cn1e con un gr.id(> d1 de11:ud10tmo dli" Jllll.lllll. e) hvclh dr m,1rL1lu1,1più fmc della s11uuu1a dcll'.iuo e dc1 rik11mcnu. menuc ,;nno ,1cu1amcnle ,m,p1c.i.h1l1per I nuo,1 documcnn sono gm,t1!1c,1b1hpc1 11 rcrnpcro d1 raccolte p1cg1e"'e solo ~e funnonah alla co~t1uL1oncd1 s1stcm1capac.1d1 fornire sllpprn11 1u111.1onal1 .111.1cmtru/10nc d1 vcii.10111aggmrn.11e, c1J\c.una um umi prnp11.1d,11:id1 ,.1Jnl11:1Questo 1mphc.J f1J l':iluo. l'mdl\1dL1aL1011e dcll,1 d.11,1(o mlcnallo d1 v1gc111a) llell'rnlcru•nru mnd1/irnt1,o d1e ,1gg11111ge. Jll,1 g1d dchUJta au,,11:1.d1 qu.1hficaJ'mnc. una ulte1mrc "mtcrprel:ll!one". pc1 la d) una rete di 11lcnmcn11cffic1en1c lt,1 gh atl1 è comunque un rcqLm1to e~scn1;1,1Jclcgg1b1htà, l'mlc1ptcl.1.110nce l,Lm1\1g.:iz1onefra gli atn La qu:1l1f1c:woncde, nfc11mcn11 è. m t:ile c.:0111e,10, un :i~pello 111d1~pcn,.1b1lc pc1 l,1cre,171onetlc1 nlcnmcnu 111,et~1e per l m1ua11oned1 I Lm11ut11 d1 ,cle11one e/o \ 1,u.!lu7a1.mne pJrucol:in (e~ datu un te,;10.IUlll gh a111che lo mod1fo:ano) Lo ~IJndard d1 nfernnrn\O per Il progetto è cc)sllrn1l(1dalla 1cc.111c,1 clclk UR:-...(:I\C1rnclc 1 11fe11mc1111 frJ gh alll md1pendcn11dall.1 loc.111oneh,1ca dcgh ~1css1e p1ospc11.i1.11c.d1ual'1uncd1 un 1pcrtc,ro glob.lle e d1,111hu110 fra p1ì1rn1. e) I' ,mlrnc,olena globale lici proclouo hnalc deve Lende1e c.omunque a cosllluuc un imporwnti:-punto ù111fct1mcnto d1 tallo. pc1 l:i.tk1u1mcnmzmnc Un ruolo 1mpo11,1111c è sr.no .1~,egnnto.11 soft"arc d1 ,uppmto Jlle operaL10md1 m.i1ca1ur,1 dcllJ ~IluuurJ e d1 11i.:ono<;c.1mcnto {e m pJlle d1 quali! 1c.11mneJdei nlc11mcnu. I' 1nve~t1me11tci 1elam ,i c. nel um1plc,~n. ahbn,tanln wn~1..1entc Olt,c a rapp1c~entarc una d1,crcta d1mmu11onc dei 1emp1 e, m ullunJ Jnah'-1. dei Clhll del 1en1pcio, rimane cumunqL1cunn 11~01,.1a d1,;po\1.r1oncdelle 1\L1\\11.mn1 mk1cnt1 Jl p1ogu1n e Lonscntc d1 accclei.lfc 1 1emp1d1 adeguamento agh ~Lanll.udNlR S1 p1(i,pelt.:i1111:tm 1111 pc1mdo 111cui 1 nuovi nmcli d1 redigere I tc~l! 1101111.lll\l dlJ\l.liinO tn11.11.1menlccon\l\CIC um quc.'!11,lllLmlmcntcIli u,o (h.J.,.lll ,UI

60

P.C. Gmdotlt el ,ti. /

Rct'Jt/)cro

del/~,r,omJtl(ll'tJ treQ/"l!,1,1/J, wJom;a/o_x:vJL

63

normah word p1occssor) e una delle font.mm più richieste è ~cnz'altro quella d1 frl\orire 1'1mportaz1oncdi quc~u oggetti.

Il rapporlo, peraltro ~contato, Ira I co~u de! 1ecupero effettuato da banche dati sl!utturate rispetto a raccolte cartacee consighano decisamente 111,corso alle pnme, anche se la loro acquiswonc fosse a titolo oneroso T c1Ietipo d1 fonte 1.onsente molue una trm,formanone dei c,1mp1della ~truttu1a m maniera qua,1 completamente automJllca nel comspondente elemento del DTD e questo comporta un notevole abbatumento dei co,tt d1 marcatura e di verifica. Un altro fonme detcrmmantc è la pre~enz.1 o meno nello banca dau d1 una ge~twne completa dei nfenmcnti ott1v1e p,,ss1v1.Sebbene questi nch1edano, comunque, un intervento per adeguarli allo ~tandard URN (più o meno mitom::itJCoa sccondJ d1 quello uuhaato mternnmcnte) consente tuttavia d1 rc-cupe1arc la p.irtc concettualmente più d1fficoltos,1 che consiste nella loro qual1f1cazionc Per tutte queste cons1deraz1om il recupero del materiale prcgre5so dal s!Slcma della Corte Suprern;i d1 Cassazione appare scn.i:'altro la soluzione più naturale per Ja qualità gener.ile degli archivi, per la completen:a della raccolta e per l'autorcvolc..i:za dell'isl!tunonc. Analoghe con51dcraL10ni valgono per l'archn10 della Camera dei Deputati sulle legg1 reg1onah. In particolare, in qucs10 mom~nto in cui la Colle ha in cor~o una conversione de1 propri aich1v1 in formalo Xl\1L, appare fondamcnrnle un alhncamcnto tcndennalmeme completo allo 5tandard DTD e alla tccmca d1 nfet1memo (URN) del progetto NIR Analizrnmlo infine 1 g1,1d1di dettaglio della marcatura dei testi e dei nferimenll, la soluz1one Imo al livello d1 a.111c0Joè rndubb1amente meno onerosa e gmant1~cc una buona f1mz1onali1àa1 fm1 della ricerca. Offre qu1nd111\ antagg1c1d1 1.igg1ungc1e a costi tontenuu e m m modo tempi più rap1d1 !'1mportantc obiettivo d1 meucrc a d1spos1L1oncdella c0Jle111v11à, gra1u110, un vnlido strumento dt , onsul1an(1nr A questo propo~llo menta rilevare che uno degli clcmenu qualif1can11della numa h.1se dou1mcntalc dovrebbe essere quello d1 un·omma correttezza del testo dei documenti, che permetta a que,ta inmauva d1 quahhcars1 Ln soluzrnne che prevede la marcaturn ftno a hvello d1 comma e oltre, con I.i prospettiva d1 realizzare tesu v1genu ad una qu.:ilsum data, ~ rndubhiamente più umbwosa e costo,a, m;i può reulmt'nte rnpprcsenlarc qualcosa d1 nuovo ed m1porlante per la collctthll:i. È 1ndubb10 inoltre che l' iniLrnllva aHcbbe risonanza e \ 1s1b1h1àanche nel panorama rnternuwnale Vale però la pena d1 ni..ordare che la realizza/lane ù1 questa 1mprcs,1,oltre a nch1edere nno ~forra cconomJco non md1fferente e tempi più lunghi, rnpprcsenta soltanto il pnmo passo ,ul quale mncstare poi un proce,so d1 mosnuz1onc cle1 tcsu agg1orna11 e vigenti; operaz10ne che richiederà ovviamente alti 1 invcsumcnt1 anche m funzione del loro costante mantenimc1110.

Non s1 può mfme ignorare la po~s1b1htf1d1 p1at1c:11enna ~oluz10nc graduale, cioè sudd1v1sa 1n due fasi pnnc1pal1. la prima nella quale s1 cm,trmsce la base documentale con marcatu1a degh atti hno al livello d1 ruucolo; la ~econda che preveda, per cl::iss1dr noi me, la marcatura più fmc con contc~tuak avvio della costrunone dei tcstJ vigcnr1. Que~ta opcr,1z1one comporta però costt superiori, 111quanto alcune opcra11om devono essere npctule con modalità d1ffc1cnt1(es ,u111fcnm~n1i).

61

PrrwttoJ\"/R- Fa.1c 2 I St11d10 c!1.fa!ll/n!ttà

6--1-

8

ALLEGATI

8.1

PROSPETTO GE:'.'iERAL.I!, DEGLl ATTI 1,SERITI l'
1860-2001)

I

eone di Cassazione

I I

L__

atti

~111uz,one d!lla Repub~~ __j __ decreto del Presidente del Cons,gho de1I del Pres~Eella Repubblica I decreto legge I ,decreto Legge luogotenenziale ldecrelo leg,slalN0 __J

11--

949

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delibera ji;;gg•--

--------

1,eggecos1,1uz1onate o!d,nanzam,n!ster,ale ______

, 1___

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1\ 1241

21 I _ 3 648 77 276L__ 71 2 8821 20 4061 11 12 136 141 952,..., _1_3_7_4_0_1 __

__

36 042: a 325,

736 16BS~24363!

I

11

,

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testi v1gent1 1 media _ atti art1coh , artt /a~

,

I 156

~61 1 339 '

3 329 __ 4

media artt,/atto

art,col,

126

Mn1&tr1

~reto

j ,

Leggi d'Italia

I

testi storaci

~

'I

1 674___ 16 593 171 12'

129054----

151 9

25 1 141

351

1435~-50371

788301 ___ ~3!+-8

118 ____ 961 I _ 60.463 726 696 _ ___ I _

8 12

3731 123,

___ ~~

33 _ 269L_ 24.062 325.278

i

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_

14

i__

, valori ,nsen1I nella colonna degI1 art1çol, de, le;t, v,gen1I sono s1a11ncava11 apPo,cando la media art,colilal!o de,,

cornsp0ndenhtest1 stonc1

__

____

_ ____

• ____________

_j

62

P.C Gmdo/11et ul. / &atpero dd/.J1'or11;atil)u f'TYgremt 111j()rmttloX,'1L

8.1.1

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Alti inseriti nella Raccolta Ufficiale (periodo 1860-1947)

------

~

I

Corta do

C.,="""

testi storici

I

T ,-;

d'1tallo -

testi vigenti

186~1947

I -~T

att,

j jlegge

Iregio decreto

14 641 5 318 8 961

l1

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articoli

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I

I

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totale ( 1948-2001}1_~7-

334 747

672

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IT§!ALE GENERALE (1880-2001)

60.463 ~-

I

I

,· Comprend~ am:11e1 Decret,e, D '-lJI del

9

934

8

15 11 8

33 111 12 303

7

412

COF~ U

2 9551-

20~1431-

7 8

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4.449

19.613

I 12;

24.062

17

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13

325.2781 . ~

--

Corte di Cassazione

testi storie 1

-

T--Legg~~talia-testi vigenti

L-L()Oe~---~1948-2001

media

articoli

artllatto 1 158 168 legg, cost1tuz1onah 25 373 15 legge 12, 184.870! 15.946 decreto legge 7 35.042 4.949 decrelo legislal1~0 1.6B8 24.3631 14 ,d-ec_r_eto_d_e~I-P-re-s-,d-e_nt_e_de_l_a_A_e_p_u_bb_l_ica_+---3-32------19 ... -·~~--21

----

decreto del Presidente del Cons1gl10dei t'M~"'~•~st~n~---------~--+---~ decreto m1n1s1er1ale ordinanza rn,n1&tenale

____________

I

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Atti inseriti nella Raccolta Ufficiale (periodo 1948-2001)

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Capop::'."".oodello Sialo

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media

I

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1 4351

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1 187

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1860-1847 atll

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91 027' 186 670

78 5301 lregKJdecreto legge -~---.........&---~ decreto leg1sla11vo 961 1c:lecreta luogolenenz,ale , 438 6604 -----~8 325 ~ecreto leuge luogotenenziale >---r--~~ ecrelo leg1slat1voluogolenenz1ale 9276 recreto legislativo del Capo prow1sono1 1 364 9 816 dello Stato ___ c:lecretolegislativo pres1denz1ale 415 58 1 !decreto presidenziale 3 25 I 391.949 totali I 32.791

8.1.2

65

~~~==

___

totali

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27.672

1 1.3391 17.732 210 141

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1

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17

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6]

Proge110 SIR- t-'t1.1·c 2 I Stz,dJod1fa1t1b1/ità

66

8.2

I I

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PROSPl:."ITO (,E,ER \I.I: DEGLI ATU :-.OR'H \11\1 G\7.7,J,;IT\ U1-nc1 \I.E (PERIODO 1860-2001)

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P.C. Gmdolli et al. / Recuperodcl.'u11om1atJ11a pre,gre,sa mjormatoX,\.1L

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1861J-.1!47 -. '

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iordmanza presidente

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,cons1ghom1n1stri 1 'prowed,mento !presidentecons,9110 ministri (ceni) Pl'O'lved,men1o ,

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1regolamenlo

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e archivioCIRdellaCorte d1 Cassazione) ClfcolareGIRC--

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Confronto l'ru i metodi di 11cqui~izim1c e di marc,1tum (quunlilii relath·e alla Raccnlta Ul'ndule - unni 19-l8-20111)

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seque_i:y,<,!_, v,sual1ZZ!!~10.!!_e_._ J _____ _ sviluppo d1 un patHr per 11 nconosc,mento delle, partmorn comma, lettera e numero. con segnalazIone1

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automatica personal,zzaz1one d1 editore XML con funz1on1d1 aus1l10 spec,hche (attribuzione lag a testo selezNJnato, calcoicl

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sviluppo della procedura per l'al1men1az,one e 111 programma creaz10ne mantenimento del çatalogo de• rder1men11, rel,1_zrom 1_nverse ·

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44

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anni 1948·2001

\ programmatore

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Marcaturadel rll'erlmentlattivi e delle relative relazioni, da arucolo ad articolo, espressi via URN,co11pre-marcatura automatica

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11948-2001

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Marcatura della struttura a Uvello di comma, lettera e numero dei tesl1In formatodigitale, con pre-man:aturaautomatica pen.onar,zzaz,one d1 editore XML con Junziom d1 aus1l1ol programma v annr progrdmmatare 800 000 speci11cha(attnbuz1one 1~g a testo selezionato, atlributI, 1948 2001 sequl!nza, v1~u.1hz~z1on1a1,_ )_ _ _ _ __ _ J_ _ sv,luppo d1 un parser per 11 nconosc,mento dalle 1 programma I v annr , programmatore 800 000

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[email protected]~testo In formato dlg1t~ da raccolle cal'lacee._mi:,d1ante battitura lbatt,turae correzione del lesto pa.iina I ~oooo· daU,lografo 240 (5_000car/pag_·_suc_ar=3r:_l_OO0.lfpag) _____________ 1__ __ _ _ totale 2 L_ _ __ 1_ _ 1 Marcaturadella strutturafino a Uvellodi articolo del testi In formato digitale, CCQ pre-rnarcatura automatica 1 programma personal1zzaz1oned1 editore con !unzioni dI aus1hol Il v ann, ·1 programmatore 800 spec1tIche(at1r1buzIonetag a testo selezmnato, altrlbub, 1948·2001

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personahzzaz1one di ed,tore XML con funzioni d1aus1l10 specifiche (attribuzione tag a testo selezionato, calcolo

4a 2

sviluppo dI un parser per ,1nconosc,mento deI r1fenment1 e delle relaz1om, verifica nel catalogo, segnalazione cas, oart1colan e interfaccia utente I esecuzione del carser su, dat, controllo/ 1ntegraz10nedella marcatura de• nfer1ment1e delle ralaz10m

programma

v anni 1948 2001

programma

v anni 1948-2001

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programmatore

800000

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4b4

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I v anni I programmatore 1S4B-2001 I' ; I ral&2:1ommverse esecuz10ne della orocedura su, dati 5000: tecnico atto programmalllnl sviluppo della procedura dI lettura del catalogo e I programrt1a vano, tnseromento nei test, dei 11fe11mentI passIvI (livello della ' 1948-2001 partizione referenz•<1la) e creazione dell'ambiente I ooerat,va P.!!'la correzione esecuzione della • rocedura sui dati 5000 tecnico atto controlla I mtegraz,one del r1fer1ment1passIvI con rlanmenloerrato 7500 diplomalo i 00rrez10ne calaloao e documento con rder,menlo alllvo , 'I totale 5 I I 1

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lecmco d1ploma10

programmatore v annr 1948-2001 ,

tolale4b Inserimentoautomaticodel riferimentioassivl nel lesti strutturali svtluppa della procedura per l'al1mentaz1ooe e •:1 programma mantemmenlo del catalogo dei rdenment,, creaz10ne

5 51

I

totale4111 Mare11tuni del riferimenti attivi, delle relative relazioni e novelle, dal corpo del te&to verso comma, lettera e numero espressi autom111tlca d1ed,roruXML con lunz10md1ausd10 programma personal1ZZ&z10ne I v anni I programmato1e 800 0001 I sviluppo dI un parser pe, ,1nconosc,mento della ralazIam e delle novelle, verifica segnalaz1one.9_!!sIoart,colari e mteliacc1a eseouzInnl' dl'I carsar sui dat, controllo I IntegrazIone della marcatura delle relaz,onr e delle novella

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QUADRORIASSUNTIVO

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Atti in,;;eritinella RaL'l.'olta Ufficiale - periodo 1860-1947 intcl'll raccolh1: rccJJ>Cro dli rnccoltc cnrtncl'e -lkluraprof.

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L 1 -~atura automatica totale_J Marcatura dalla struttura fino a llvello di ar11colo dal ~stl 111torma10 c:1111Itale, con pre-~u!og"rammatore i 800 000 per50nal1zzaz10J1& d1 edIl0re XML con tunz10nI dI ausilio programmd v ann, pi spec1f1ohe(atlr1buz,onetag a testo selez1onato, attrobul1, 1948-2001

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!controllo/ integrazione della marcatura dei nlenment1 e I ]delle relaz1om totale3a --1-

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Marcatura del riferimenti attivi, delle ralatlve ralazlonl e novelle, dal corpo del testo verso comms, lettera e numero espressi via URN, con pre-m.rcatura

automattca 3b 1

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4 4 1

1If~ 143

I

personal,zzaz,om, d, ed~ori, XML con lunz-ron,d1 aus,110 programma spec,hche (attr,buz1onelag a leslo selezionato, calcolo 1 URN, ) jsv,luppo d, un parser per Il riconosc,mento de, nlenment,, programma Jdelle relazioni e delle novelle, verifica nel catalogo, seanalaZ1onecas, aart,colari e ,nterfacc,a utente esecuzione del parser sui dal1 alto controllo I ,ntegraz,one della marcatura de, r1fenrnen11, nfenmento delle relaz,om e deJle!)qv~lle ------ -- -- - - .. totale 3b ' Inserimento automatico del riferimenticass1vlnel testi str11tturall 1sv1luppo della procedura per l'ahmentaz,one e 111 pmgramma mantenimento del catalogo dei r1fer1ment1,creazione _ relaz,om inverse i _ esecuzione Clel'!!.,p)9CedUra su, <1a11_ 11!10 I sviluppa della procedura d1 lettura del catalogo e I programma inserimentonei lesti de, rderiment, pass1v1(livello della partizione referenziata) e creazione dell'amb1enlel 00erat1vo ner la correz10ne

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I 1948 v anni 2001

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Attì inseriti nella Raccoll11Umciale • periodo 1948-2001: recupero da Hanca Dati strutturata a lh-cllo di arlkulo

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-----I d1un parser per Il nconosc,mento dei 11fernnei1iiT proqramma 1 I delle relazioni e delle novelle. vent1ca nel catalogo.I seg(!alaz10necasip~KJOlan e interfaccia ulenle ·- -480-000 --t----20 -- --·---1Ò atto 28 000 t 4b 3 1esecuz10nedel parer sui dal1 -----=-~-- - - ------4b 4 controllo I 1ntegraz10nedella marcatura-del rtfe11ment1,: riferimento j 420 d,plomato 480 000 240i 1 750 1 840 delle relaz10nie delle novelle ---r totale 4b j 1.138 Arclllvl con nferfmenti riportali a livello di articolo: Sa mantenimento dei r1ferimi:,nti e delli:t re fazioni all'11rt1colo, esp..,.ssl via URN par meno del Catalogo 0,1 nlenmenlo I 420 OOOJ diplomalo 900 5a 1 controllo I integrazione della marcatura dei riferimenti el 224 480000 4671 - . delle relaz1011_1___ diplomato 480 0-00 961 88 0.1 42 ]controllo I Integraz1one de, rolenment, pass,v'i ·-conirdenmento erralQ 5a 2 1 .999umenlo con nlB!.!..rll~O alt~.Q__ _____ 9_r,i_rr_~IQQ! J ---
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8.3.6

Atti in<,criti nella Raccolta Cfficialc - pcrioclo 1860-1947

--1!:.

utti ,igellti: recu11crn da lfanca Dati 1,t1·uttun1tu u lhello di urlicolo q.ta

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Aciiulslzlone

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1nd1duaz10ne degli alti abrogai, dal calalogo dei nfenment, del penodo 194B-200! _ ___ __ _ 1 acquIsizIone elenco delle "Legg, d'llal1a· e,

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programma tore • anni 1948 2001 t~f'-1'"11~,I"\ 5 ooo .._...••

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Marcatura della struttura a livello d1 comma, lettera e numero de1 testi con,iert11Im XML, con pni-marcaturaaulomatlca personal12zc1z1one dI editore XML con funz1on1d1 ausilio programma v anm programmatore• 8000001 spec1!1che(attnbu2Ione tag a lesto sele21ona10,attributi 1948-2001 '

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sviluppo d1un parser per 11nconoscImento de, nfenment,, delle relazioni e delle novelle, verifica nel catalogo, I seQQ_alaz1cne casi 11.,111cclar1 e ,nterl;i~Q!aulente esecuz,one del al'S8r su, dati controAo / IntegrazIone della marcatura de, nler1ment1, della relazioni e delle novelle , ---· _,totale Sb --

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Archivi con riferim1ntl riportati a llvello di artlcolo: mantemmenlO dai nferimentl a delle rel111~niall'artlcol~ espre11slv!~URN par me1~0 del Catalogo I 75 0001 diplomato controllo/ 1ntegraz10nedella ma«:atura dei r~enment1el nfenmanto delle relazioni ----, ____ I - "controllo /-1nlegraz1one de1rcfenmen11· passwi con "ntenmenlo errato J 1 50D diplomato correzione documento con riferimento attivo -~~=~--------if-------+ tOlale6a

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Archivi con rlr.rlmentlriponatl a livello di art1c;olo; marcaturadel riferimenti attivi, delle Nlabve reiezioni e novelh•, dal corpo del testo ve110 comma, lett11ra e numero espressi vlB URN, con pre-marcatura automatica personal12zazIoned1 editore XML con funz10md, ausd10I programma v ann, j programmatore o spac,t,che (altl'1buz10netag a tesla selezIcnalo, calcolo• 191!!-~ - -----.!001 i

I

I

I

sviluppo d1unparserper dnconosc,mento de,nfenment,, delle relaz,oni a delle novelle, con abbinamento a, conversione dei rIfer,me111I e rela«onI esIsten1,,venltcal nel catalogo, segnalaz,one casi part,colan e mterfac01a

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I

v anni 1948-2001

programma

esecuz,one del parser sui dati , aflo çontrollo / 1ntegrra210ne dePa ma«:atura dei rifenmen11, nferirnento IdeUe,elaz,oni e delle novelle totale 6b ,Archivisenzariferimenti o con riferimenti a livello più generale: -

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I

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Inserimento automatico dei riferimenti assivi nel lesti atrutturati sviluppo della procedura per l'allme, taz1one e 11 programma

71

I

I

v anm

programmatore

800 0001

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8.3.7 Atti inseriti ndla Raewlta Ufficiale - periodo 1860-1947 intera raccolta: recupero da Banca Dati strutturata a livello di articolo n.

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I I I I Conversione st,uttura In XML fino ad articolo programmatore svduppo programma d1conversione della struttura e de1I programma v anni 8000001 nleriment, 1948-2001 fase d1esecuzione 33000 tecnico 480000 a1t9 totale 1 Correzione del dati pagina correzionedel testo a fronte dell'o11a1nale 260000 datt1loarafo 240000 correzionedella struttura articolo 392000 dnlomato 480000 programma sv1lua•asw conversione ma1uscolo/m1nuscolo ft-ramma10re 800000 pa11,na correzione maiuscolo/minuscolo 260000 d11t11anrafo 240000 totale 2 Marcatura della struttura a llwllo di comma lettera e numero del IHtl converllU In XML con a,.man:alllra• Ulamatlca peraonal~az•oned, editore XML con funz10n1d, aus1ho programma programmalure 800000 v anni specd10he (attnbuz10ne tag a testo selezmnalo, attnbut,, 1948-2001 senuenza vIsual1uaz10ne l sviluppo d1 un parser per 11 nconosamento delle programma v anni programmatore 800000 partizioni comma, lettera e numeno, con segnalazione 1948-2001 del cas,cartlCOla.n e interfaccia utente e&ecuz10ne del oarser srn dati tecnico 480 000 33 000 S!l_O_ contrclo/ mtegraz,onedella marcatura e 1nsenmentii comma diplomato 480 000 12000001 matadabflivallom,mmol totale3

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Archivi anza rllerlmen11: m• n:atuiadel riferimenti attivi e delle relaliWI nilulonl

da articolo sd articolo aacnossl via URN con ore-marcatura automatica ...,,,... ..... l"I,.,, ..... pers0na•zzaz10nv cli ed•tora XML cou funz;on. d1 aus1l11J pro,iram,1,,; .. anr .. piogrammatoro UVUU\,I"""' spectiche(allrlbuzione tag a teste selezionato, calcolo 1948-2001 URN \ sviluppo d1un parser per Il riconoscImen10de, rdenmenll programma v anm programmatore 800000 e delle relazioni,venf,ca nel catalogo, segnalazione 011111 1948-2001 oart1colane 1nlertacc1a ulente esecuzionedel oarser sui dati 480000 atte 33000 lecmoo controllo / Integraz,onedella marcatura det rdenmentt e diplomato 480000 rdenmento 495000 300 delle relaz,om totale 4a

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Archivi sen:z:a rlferlmenll: marcatura del rllerlmentl

attivi, delle relatlve relazlonl e novelle, dal c:Grpo del lesto veno comma, lellllra e

lper110nal1zzaz1one d, ed,loll!I XML con !unz,om d1 ausll1ol specifiche (attribuzione tag a testo selezionato, calcolo

prog,amma

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1948-2001

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d1 un parser per 11rrconose1mentoder nferrment1,~gramma anni programmatore .,I 800 000 19482001 • delle relaz1on1 e delle novelle, ver1f1ca nel catalog}-o,' ,_ ___ segnalazione casi PM\'Colan e mterfacc1a utanta __ ' • ------4b 3 esecuz10ne del parser sui dati atto 33 000 tl'cn1co , 480 4b4 -!controllo/ rntegrazrone della marcatura dar nferimenlr,, ntenmenio-+4_95000r- d,plomato 480000,delle relazioni e delle novelle _ _'__ L

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Archivi con rllerlmen11 riportati a llvello di artlcolo: marcatura del rlferlmentl attivi, delle relative relRlonl e novelle,dal c:oipodel teslll wrso oomma, letlera e numero ffPNIHI automatica pe,sonah:zza2rone d1 ed11tlreXML con lunz1om dr ausll1ol prog,amma anni programmalore 800 ODO specifiche (attr1buz1onetag a testo selezIonato, calcolo! 1948 2001 •

1

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mantenimento del riferimenti e dG1Ue relazlonl all'artlcolo, ••pressl:vla URNper--, del catalogo conlrollo I 1ntegraz10nedella marcatura dei nferiment1 e riferimento 495 000: diplomato delle relaZ"10n1 - controllo / IntegrazI0ne der nferiment, passtvI coni n!Mmento errato 9 900 diplomato •f:;f!';e documento con n!enme~to attivo _ __ . _ I ____ ________

..,_,__ ----#BN~ ------- -5b 2 1sv1luppod1 un parser perrl nconosc1mento de, nfer1ment1, programma

5b4

via URN, con pre-man:alura

Ariihlvlcon riferimenti rlportiitl a livello di articolo:

delle relaz1onI e delle novelle, con abbinamento e convers.rone dat nlenmantr e ralazion, es1sten11,venf1ca nel catalogo, segnalaZKJne casi parbcola.rie 1nterfacc1a _!l!_enll! esecuzione del parser _fill_l_Qat1 co_ntrollo/ 1nlegraz1onede-Ilamarcatura dei nlenment1,1' ~Ile rela.:zion1-'--!!_1'lle novelle totale 5b 1

I programmatore

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ArchiviIIBDZAriferimenti o con riferimentia llwllo più generale: Inserimentoautomadcodel rlferlment1_11_asslvl nal testi strutturati

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495 0001

tecn!!.!!_ diplomato

I

I

I

I

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314

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sviluppo della procedura per 1'al1mentaz1one e 11! programma v anni programmatore 19i0-2001 mantenimento del catalo110 dai nlanmanll, craaz1oneI relazigni1nve~ I l~z1one della procf!.dura sl!!_d~ atto I 33 000 tecnico 1 ____ v.i!!!!!!...._~rammatore _ Isv1lupeQ__de.!l!....fil_q_cedu1a dI lettura del catalogo ~.rogramma

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via URN, oon pre-marcatura

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Correz10ne dei da~ Marcatura a livello d1comma Arch1v1senza ntenment1 marcatura ad art,colo Arct11v1 senza nfenmenh me.,catura a comma Archivi con rdenmenb marcatura ad articolo Arch1vIcon nfsrimenh marcatura a comma Inserimento nfer1ment1oassIvI

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nor1111Uvl selez,one degli att, mediante anabs1 e confronto delle diverse 10011pubbliche e privale (Cassaz1t1ne, "Leggi d'lb'l~a•, eec ), d1 t,po atto e 111010.ed eventualmente

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RacuDRro del 1e1to In fol'lhlllo dlallale dli raccolte cartacee mediante battitura pagina 130000 daltllegrafo 240000 battnura e correzione del testo 15000 car Jnan • 8 Ucar= 30 0001 /nan l I I I I totale 2 Marc:aturadlllla lltrutturaftno a lluellodi artfoolodal testi In lormatodiaItala con !)re-marcaturaautomatlc:a programma v a111RU programma1om 800000 personallz:i:azrone dr editore XML con /unz,onr dr ausll,o specdlChe {allllbuz10ne 1aga lesto eeleZ10na1o,attributi, seouenza vJsuahzzairone l vatti RU sviluppo d1 un parser per 11 ncooasc,mentodelle classi omogenee 800000 programmatore d1documenb part12Iorn fino all'artrcolo, con segnalazione dar casi

partleolane 1n1artaocia ulllnle esecuzJone del oarsersui dat, controlloI 1ntegraz10ne della marcaturali insenmenlo

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tecn,co diplomato

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totale3a Marcaturadella strutturaa llvallodi comma.lettera• nullltlfOdel 1111,a In formatodloltala con ore-man:atuiaautomatica personal1zmz,cme d1eddoreXML con lunz10md1 aus ,ho programma programmatore v allr RU aooooo specrf1che (attrrbuz,one tag a lesto selezionato, attribuii, ) sequenza v1Su11J,zzazrone sviluppo d1 un parse, per 11 rrconosc,mento delle programma programmatore v a!hRU 800000 pamz10n1 comma, letterae numeto,con segnalaz,one

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via URN, con 01'6-marcatura automatica

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personahzzaz,one d1 editore XML con funzIon1 d, aus1l10 spec,1,che (altnbuzionetag a testo selez10nal0,calcolo URN, l sviluppod, un parse, per ,1riconosc,mento dei 11fenment1 11delle1elazI0m, verd1ca nel catalogo, segnalazione cas,

11arto::ola11 e 1nterlacc1a utente asecuz10na del oarsar sui dall

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programma

esecuz1ona del parsersu,dat.

atta controllo / Integra21one Clelia marcatura de, r1fe,.mant1,] nfanmanto delle relazionie delle novella totale 4b I lnwrimenlo aulomatlco del riferimenti oasslvlnel testi strutturati sviluppo della procedura per l'al1mentaz1one a di programma manten,menlO dal catalogo da, 11fenmentI, creazione relazioni inverse esecuz,one della orocedura p;u, dal, atto sviluppo della procedura dI Iattura del catalogo a progiamma msenmerrto ne, resti de, nlanmenlr pass111I(11Yellodalla part,z,one referenziala) e creaz,ona deU'amb1ente o~erat111O oer la correz,one controllo

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461 I I Marcatura del riferimenti attivi, delle relative relazioni a now,lle, dal corpo del lellO verso comma, lettera e numero espressi Via URN, con pre-marcatura

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8.3.9 Atti pubblicati in Gazzetta Ufficiale non inseriti nella H.accollu Ufficìule - periodo 1948-2001 intera raccolta: rccuJJcrn eia raccolte cartacee

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_l I I Recupero del lesto In formato digitale da raccolle cartacee, mediante battitura baUJtura e correz,onedel testo pagina I 1 000 0001 datt1logralo 11 240 0001 __ ,(5 000 'è"' /pag • 61,!cat; 30 000 Upag ,_ ____ +---totale 1 _ Marcatura dellastruttura tino a 11vell0 di articolodel testi In formato dIgltale, con pre-marcatura automatica 2a 2a, personal1zzaz1one d1 editore XML con funzioni d1 aus1l10J programma : 11 atti RU programmatore 800 O00~ speo,hcha (attr1buzIone tag a testo salezIonato, attribullj sequenza, 111suahzzaz1one, )~-----, ------'----11-atti RU--1·· programmatore! -800000 '2a 2 -Isv1lupp-o d1 un parser per d nconosc1mento--delle -programma par112Iom fino all'art1coI0, con segnalazione dei casi ' i part1colan e mterfaocia utente ' i ~esecuzionedel J!arser sui dati ~------I atto 155 000 tecnico 480 000, 2a4 controllo ,-,ntegraz1one della marcatura e ,nsenmanto articolo -·-7·300000 diplomato -480000 metadatI (livello m,mmo}_____ ------'---___

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Marcaturadella s1rutt11ra a l1vellQjl!eomma, lettera e numero del testi in fonnato dlgltale, con pre-marcat11ra a11tomatlca 1 BOOOOCj 'perbona11~za21one• I editore XML con funz10111 <.I,aus1l10I prcgramm.. pro;;rammatcre 1 • atti RU

specifiche (attribuzione tag a teslo selezionato, attrlb11t1, !___ sequenza, v1suahzzaz1one,_ )_________ _ 2b 2 sviluppo d1 un parser per 11 riconoscImento delle! 1 part1zIom comma lellera e numero, con segnalaz10ne dei casi part~colar.a 1ntarfil0Clil utente I 7 lc:? !>"'~c---t-=e~se~;,Jr1nn<> ei<>I qrn 11.. ,; -----,,--

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' Marcatura del riferimenti 11!tl..-l e delle relative relazioni, da articolo ad articolo espressi vlaJJRN, con pr•marcatura personal1zzaz1one d1 editore XML con funz,on1 d1 aus1l,ol programma v atti RU I programmatore 800 1 specifiche (attribuzione tag a testo selezionato. calcolo

I

3a i---i~~~ppjd,un parser par 1lricon..osc1menlo-cie,rÌ!enment1'e delle relaz1om,verifica nel catalogo, segnalaz1ona cas1l lpart1colari e 1n1erfacc1autenla _ __

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recupero del testo in fonnalo digitale

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programma delle rel11Z1orne delle novelle, con abbinamento e conversione de, rifenment1 e relaz,orn es1stenb, venflcal nel catalogo, segnalazione cas, part,colarr e ,nterfacc,a utente lase<;uz10na !leiparaersui dab -I atto lccntra110 / 111tegraz1one deUa marcat,.;rii ·c1e,11fer1menu,1 ntènmento

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I controllo / ,ntegraz,one de, r1ferimen11 passivi cori! nfenmento errato djplomato 480000 o 96 correz, • ne documento con r1fer1mentoatt,vo ! tolale6a Archivi con riferimenti riportati a llvello di articolo: marcatura dei riferimenti attivi, delle relative relazioni e novelle, dal corpo del ta&to veno comma, latlera e hUIIMll'O espressi via URN, con pre-marcatura

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RU segnalaZ'rane casr part,colan e rnterlaccra utenle ____ _ --65 esecuzione del arser su, datr atto conllllllo / 1111egraZ10ne della marcatura de1 rdenmen11, r1fenmen1a ! 9751 ldene relaz,onr e delre noveHe totale5b l Archivi con riferimenti riportati a livello di articolo: mantenimento del riferimenti e de-Ife relazlonl 11ll'artli:olo, espressi via URN per meizo del controllo/ integrazione della marcatura de, nleriment, el rdenmento 9751 dallerelaz10n,

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J1naladat1(livello n11n_1,nol I [ - totale 3 I • I I ]Arc:h1vi ~nu rif1mmentl: • Imarcatura de1 r,fenmentl attivi e delle relative re1tz1onl. da arllcolo ad arl1coro espressi via URN,con pre-marcatura automatica 10\ 1pPrsonal1zzaz,onP d1 edrtore XML con tun;,,an 1 di a~s11 programma v atll naz I pmgrammalore I 800 0001 jspec1hcl1e (atlnbuz,one t.iq a testo setaz1ondto. calcolo, I ' , URN. ) - I I [sviluppo d1 un parber per ,I rn:onoscirnenlo dei nlerii,,ent1I programma v ani naz [ pragra,nma1ore 800 000 e delle rela>,on,, ver~,c.i nel catalogo, s1>gnalaz1onecasi _ p-!!!_ic~n e__!_nterl,1cc1a utente _______ • ______ _ ,;36OÒJ'.)T llj!crn2.0 480 0001 _ ___ \PSòClJ
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Marcatura della struttura a livello di comma, lette'• e numero del t..s!I convertili In XML, con pre-marcatur,:i perso11al1naz1one di ed~ore XML con funzioni d, a,,sil,ol programma ! v al11naz I programmatoni ! spec,hche (.lltnbuz1on11 tag a te1>toselezionalo, altr/but,, 1 1 • sequer1za v1sual1zza21onP ) _ 1""1luppo d, un parser per ,1 r1conosc1mPnto ~ellel p,ograrnma V att, na.< p,agrammatore part,210111 comma, lettera e numero, con segnala, 10ne ld,-1 casi part1colar1e interfaccia utente f I __ ] esecuz1011ede>Iparqec sui dati atto 36 000' tecnico , controllo I ,ntegrdzione deAa marcatura e 1nser1m,en\Oi comma 1 050 000[ diplomato 1-

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programma prograf"''l'2

c1eI1erelaz,om e aeI1e novelle, con aoo,narnemo e conversione dei rifernnent1e relazIom esIstent,. venhca nel calalogo, segnalazione cas, part1COlan e mterlacc,al utente

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0,1 2éiéi confrollo r 1ntegra21one della marcatura dei nfenment, e 4110000' 900[ delle relaz,om controllo T ,n1egraz1one dei nfer,ment, pass1vI con nfenmenlDerrala 10 800 diplomato 480 96I 113 54 correzionedocumento con rifenmento attavo i - --~ 342 totale Sii-- -• Archivi i:on riferimenti riportati a llvello di articolo: marcalllra del riferimenti atbvl, delle ralalive relazioni e novelle, dal corpo del testo verso comma, letlera e numero espressi via URN, con pre-marcatura

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•='"""°'00' ,, ''""" spec1f1che(attr1buz1one tag a>MC""''"~"',, testo selezionato, attnbut1,

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I Marcatura della struttura fino a livello di articolo del t • $li In formali' digtlale, conpie-marcatura automatica

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personal1zzaz10ne d1 editore XMLcon funzioni d, aus,lrol programma specal,che (attr1bu21one tag a testo se!ez,onalo. mtnbut, s!!_que.,g!', v1sual1zzaz10ne, ) ~ sviluppo d1- un -parser-per ~, nco"°sc,mento -delle ·-- p,oqramm:a

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_,1;1e1cas1part1colan~nacc,a~te 12b3

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conlrollo / integrazione deQa marcatura e inserimento , metadatr (livello mI!!!.mo)

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3b

Mareatura del rlferlmenu attivi, delle relative relazioni e novelle, dal corpo del 11110 vario comma, lettera a numero espressi via URN, con pre-marcatura automatica perso11abzzaz10ned1 editore XML con funz,om d, aus,l,o 3b 1 programma v atti RU programmatore o 800 0001 pec1hche (allllbuz,one lag a testo selez10nato. calcolo, U~~. ) I l) programma V BIii HU I~v11uppo01 un parser per II riconoscImemo oe, menmem,, I programmatore uuu I delle relaz,orn e delle novelle. venf,ca nel catalogo, seqnalaz10ne cas, part,colan e ,nterfacc,a utente I o •3b 3 Ie~ecuz10nedel parse, su, dati I 100 atto tecnico - f sooi --3 --24ot------~; -- o,1f---d1piomato - • nfer,mento I3b 4 controllo / mlegrazione -della marcatura de, nteriment~ i I __ -jdelle relazIom e delle nove~_ _ _ _ __ _ i totale3 31 4 Inserimento automatico dei rlferlmend oasslvl nel tel11 atrutturetl 41 sviluppo della procedura per ral1mentaz10ne e ,1 programma o programmatore I vatti RU I 8000001 mantenimento del catalogo dei nfer1menb, creaz1oneI I

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rela~Q_rn•~~e_!!,e I

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t&C.IJ.!QO __ esecuz!one della procedura sui dal, -v-att-;-Ru·sviluppo della procedura d, lettura del catalogo e' programma tare programma Insenmen1a ne, 1es1,de, r1reriment1passIvI (livella della I part,z,one marcata) e creazione dell'ambiente operallvo I J2.!!.!'...la_ç_ç_rrez1one esecuzione della P!Ocedura dal, -- _ 11111 - lecmco atto controllo I 1n1egraz,one de, nfer1ment1 passIv1 con nfenmento errato 75 diplomalo .,_QO!.!:u1anecaJa.!_ogg_e I documenlo con rifenment~~l!!Y.O --totale!I -

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44 45

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articolo

operazione IDI.

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rec 11pero del lesto da ~tml o doc

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""l::l."C:t ..ro.C, I\ elio d1:.i"tiCCIC

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marcatura a hveiio-dlconima

3a- 3b

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marcatura del riferimenti-ad-art,colo marcaiura dei-r1fenment1al comma

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Inbenmento rirei1inéiri11 pass1vI

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utlllno

tot. 'JR"'-1

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ProgdloJ\JR • Fme]

I St11dH1dt /alttbdt!Ù

I-"\C-MMILJ,. DI I Ql l'~'I lO'-AlU

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8 ..i.t

Que-,ti
Decreti

Tipo materiale

-------- ----Opc1,1tc una tbl11111011cformale

Ordinanze Circolari

! I

tr,1 gli ,liti di 11lc\a111a 1101mJll\llgcnc1,dc e auelh di natur,1 ammm1st1<11l\a In 1..11~0 ,1f!enm111vo, t.omc ;iene ,1ttuata q11cstad1~tm11oncl ccc ) (e~ pubb1Lca11u11c ,ul B L: , cla,,-.ll'icunonc. [ In c.i,o ncgam·o. ~1c1cd1~pomh1h,1d mdl\ 1duJ1e I soILaL11,Il r dei an,n 1101 mn1t1.i gcncr aie'>

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I

I I

NOTA 13ENE ncll.i p:111e,cgLicntc del quc,twnano md1c.11e11solo matcn.ilc con H1lcnI,I noim.ill\a

d"mtere,sc gcnc1,1lc, c~cluùcndo d1 conseguenza gli atti .tmlllLlll'>ll !III\ I o di solo 1111c1c,,e ,memo all'Ente Segnare oppo1lunamcntc le e,cmu,111 11,poslc che s1 1der 1scono all'mtc1.1 prndu,mnc 111CI,llllClllC

1. Produ,1;ione e collezioni ~

---

---

--

--

Tipo materiale

Decreti

:urno(.ll 1111,-H-> _____ ·Qu.,11è la pH.1l.lLmonc 101.ilc dalle -----1 0ll!!!llll qu,.m111:1 (.Ju,11 è I.i p1mlUll(lllC' media quanutil Jnnua·•

--

---

---

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----------

---

E,1,Le Llllll I .itct1ha. \LI ,u[lpl.llIO l opcrtllt ,l (p:u 11,1lc/Ull,llcJ dc1t1omu1. dei lc:.,!1,1or1e1' Jnno d1 IDI.IIO l:.,1,tc lllld Iaccolta, ',li ,LlppolLOrnpertu1,1(purn,ilc/101,de) c.irl,lCCn.dei CL,11 ~1011c1'' anno d1 1m110 d,11ab,1,c file ffiJh.:llo (e, ,ml) T1p(Id1 .11dm10 clcmomco hle dr tc:...t11 (e\ l'l.l. ùoc, llf. pùf) I le~tl \IUIICI ~ono pubbhc:111m eopcr1u1,1 (!l,11rn1lc/totJ.lc) l111c111ct'' anno di 1111110 E' pus,1h1Ie una ~lima della quant11:ì 1101 Ill,ltI\',I \ 1gcntc'1 Se 11011 C po,,1b1lc una ~Hm.i anno dclh1 1101111.ltJ\;I11gcn1c. dtr quale anno M ntu~nc ul1lc :nere ,I d1spo,11mne la nrn m,m, a' E,..,Lc un.1 1,1,;colta. ,u ,uppm t,1 copc1tL11 .i (p:u, 1.ilc/lnt,1lc) dc1 les\1 \'1gcnu ,mnod1 m1110 clcmnmto. (rnmd111,111)'

Ordinanze Circola~

---

I

~

1 I

-

I I

I I

1 I I

I

I

I I

I

I

I

I 112

P.C Gmdo/11e/ ,il / Rcmperodell,1J.Otì!NJ/;ra J:n!gr,:, ,a 111/01ma!o X.WL

1ipo materiale

Decreti

solo ad oggi

115

Ordinanze Circolar;-J

(vcn1onc

Wli ente)

Upo <.h testo vigente vigente ad una quals1a~1 9 c,Jonl11rnloè cJ1spon1h1lc data (tulle le VCl SlOnl mtcnncd1c) I ICSII v1gc1111coordmall SODO cop.::1lura (parz Iaie/totale) pubblicati 1nInternet'' ann,) dt irnt.10 Che

2. Formato disponibile (rifcm,1 nlla slruttuia d.1u più d2tt,tghata

ria quelle di~pombih)

co111spondcn1a i:on la ~trullura dclimta nel G1uppo NIR individuabilità C " campo autonomo M " campo marcato N " 1nformaz,onenon ,solata

elemento

Decreti

Ordinanze

Circola~

LH1em1

-

tipo ,1110/p1 ovvcd1mcnto data (e-!.'/mm/;:iaa.1)

numero Autoi 1tà cm!llcnlc T1tolo/0Jrgcl10

Formula 1n1z1.1le

rP~1-c_a_m_b_o_J_o ________

--1 I

~-~-t-------·----+--------~----~

nel c.iso l'allo non ,ia in lo1ma d, mt1colnto (\Clh ,0110), è tomunquc· struuurato•> (Ad e- 111c.1p1tol1o pnr,1)liaf1?) ,\r/Jco/ato 1,- _

l1bto _;;_c_;__

+--------+----·--

____________________

-

Ull)O

-

~C/IUIJC

-

----------t-----------1------

,____ ~fl_t1_ll_c ___________ t1tolo l----'--------------+--------1--------,-----~-

...:_~ltrnlo

______________

-----~---·-------~-

cornni.1 1----"c..._:_:-"------------~------+-------+----·-------1 lc11r1a 1-----------------1--·-------,e---------+------·-

lllll11Cl()

Fni @11:.i finale

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----

-

....--

--~

-'--·------~--

---

-I 11

1I 6

I

Cum./11~w11e . luogo - dala . souoscn vc11te . ~1.10 A1111em(a/legali, tabelle, ect.)· . testata . dcnomma;i:ione . Ulolo . nrcme,~a

.

!

COipo

-

~e 11corpo è un art1cola10, è su:i ,•ol!a strmturmo?

il

In caso che la struttura preveda ulteriori elementi pre2a di specificarli.

informativi,

si

Rinvii interni all'atto

Decreti

Ordinanze

Circolari

(si/no)

(si/no)

(s1/no}

Sono 111d1v1
Riferimenti normativi esterni

Tipologia

Decreti {si/no)

Ordinanze Circolari fsi/no) (si/no)

ab1ogatn1 mod1f1cahv1 Sono md1v1dun11e gest1111 11fcrimcnti .iggmn11v1 .UlllVJ' 1 mterp1etat1v1 -••·

Sono md1v1dua11e gesuu I nfenmcnu passivi')

abrogato da aggiunto da mod1f1ca10da

...... Sono m~enu m appositi campi?

Sono d1spomb1h m.itenah csphca11v1 rclauvr struttura della banca d,1t1? In caso atfermauvo s1prega dr mviarlo

alla

Commenti

114

P.C. Gzudo/11 et al. / Recupero de/111 ,1om1a!n•1I pregre.rJrJ wjòm1r1toX1\1L

8.4.2

117

Questionario inviato alle Regioni

I. Produzione e collezioni

[..egg1

T!(JO lll(!!('rl(l/1/

,eg101wh

Qual è la produzione totale dalle origrn1? Qual è !a pioduzione media annua? Esiste una raccolta, su supporto clcuronico, dei tesu storici? Tipo d1 arch1v10

Regolame11t1 Statlllo

regumah

anno di rn1z10 quantità quantità

copertura (pat zia le/tot aie) anno d1 m1z10 data base fJ!e marcato (es. xml) file di testo (es. Lxi, doc, nf, pdf) I testi stO!1c1 sono pubbhcau m copertura (pa, z1alc/totalc) Internet? anno d1 mwo E' poss1b1lc una suma della quantità 1101 mat1va vigente? Se non è poss1blle una stima anno della no1ma11va vigente, da quale anno s1 ntu:nc utile avere a d1spo~iz1onc la normallva'l Esiste una raccolta, su supporto copertura (pai ztalc/totale) clcttromco, dei testi v1gcnli anno d1 1mno

(coordm:ill}?

i----

Che

llpO d1 testo Hgentc solo ad oggi (versione corrente) (coordinato) è d1spombi]c? vigente ad una quals1as1

data

(tutte

t--•-

le 11crsìom

111termed1e) I 1cs11 v1gcn11(coonltnat1) ,ono copertura (par,:1ale/t01ale) pubblicali m Internet" unno di llllllO

I

Comm,m,

115

118

P1v._~et10 _"\'JR- F(l.1e 2 / Sttl{ÙO d1_Jatt1hi/1tiì

2. Fornrnto di;,ponihilc

(1dei 11~1:1lla~11 uttur,1 dal! r1ì1clctl,1gl1,1rn 1"1 .1quelle d1~pomh1h) cori lopondcnza con la ,li 1111111 .1ùcf 11111.1 nel Gruppo i\"IR elemento

Indi, iduahilitii

C = campo autonomo M campo mai calo N mto1ma?1onc non 1s0Lan

= =

LEGGI

REGOLAMENTI

STATUTO

L\11e1111

- IIDO atto/p1m·wd1mcnto . ù,lln ( l?:f!lmm/aaaa) . numc10

i

Autor11:ieminente

I

1'11010

Fm mul.i minale Prcan1l1olo Anrwlato

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.

Ulnlo

-

capo ~c,ionc .1111,0l0

- comma . lctte1u

----J i I

m1mcro Formula frn.1lc -

Cm1c/11111me

. . .

luogo d.11.1 ~0tl0~ClI\CJl!C

-

\1510

;\1111e111

(allel!tlll, rabl'lle. ,•,:,.)

-

te<,tal<1

-

dcnon11na11one

-

1110!0

-

prcmcs:.a wrpo tlc!l'nnncsso ,e 11wrpo è un mllcolato. è a ,u.1 volw olrutturmo'1

116

P.C. G11iclot/; et al / Re,1tpe10delk 11m711alm.1,tJf(gm 1(/

lii

/mmato X.WL

1.,,:ggr

Rrm 11rnter111 all'arto

Regola111eJ1t1

(nino)

(11/110)

Leggi

Rf'gola111e1111 (Hlno)

119

S1attrio (11/110)

-

Sono md1vidua11 e gestiti'.'

R1ferunc111111ormar11•1ntenu

Tipologia

(111110)

Sratuto -(1//110)

nbrogattvt mod1f1cati vi Sono md1v1duati e gestiti i nfenmenti atti~1?

-

agg1unt1v1 intcrpi etallVI

... Sono md1v1duat1 e gcstJti i nfenmenli pass1v1'1

.. ...

abrogato da aggmnto da mod1f1cato da

............ Sono m~cnli m appositi campi?

Sono d1spon1b1h materiali espl1Cat1v1 rela11v1alla struttura della banca dati? In ca~o affermativo si prega d1 mv1ar]o_

Commenti·

I J7

Introduzione agli standards del progetto NIR (DTD e URNs)

Marcatura XML degli atti normativi italiani. I DTD di Norme in Rete ANDRE.-\ 1-L\RCHETII, FABRIZIO :vIEGALE ENRICO SET.\, f.\BIO

VITALI•

So:-.r:-.1.\RIO: 1.. \ftinat.m1 XML e umplificuZ!one nom1at1ia- 2. No::;Joni prelmmu:m,1ullmgua._11,_~,o Xi.WL- 3. I DTDs degliatti normahvzelaboratidal Gdl - 4. Allzvtt,ìfutm1.1- _1./mne1Jperu11::;_e strantered1bancheda/ilegiJ/ahve m SGnJ.L

eX\JL Rr \SSLTNTO: Nella pmna porle dell'tuticoloJt proponel'u.w del lzngu,iggzo

X,\1L wne .11tpporto alla 1mp1{/ìm,;1om 1101mahva. La pombllztàdz ope1w1:r11l/a /JaJer/J mi co1111111t1 DTD /Document 'J)·pe Defimt:1onJp11ò1"t.lppmentm-e 1111 11/dww10J!iwnento opm1twoa dtJpoJtZfOtle di /11/tit soggcthrom11ollz Jla nellaprod11::;1011e e 11el/,1 p11bblt1t1ZJO»e dd!e 11om1.:, sta ml/a sempl?fÙaZJORIJ del JtJ!ema11orJI fòr111s,011a le nozwm clmm1tm1p,,,. la ma/u·o.. "\.'e/I"porle w1tmle tlel/'1,/Jtuolo ,omprr,,.r,one del lin,_gm{?,_,IO XML e st de.i1,·,wo110 1 JJTD elabrm,1/1 dal Gmppo dt lavo10"DTD atlt 11omu1/111'm'/'wtemo,M progelfo''!\'orme,,, &te" 1np<11t"olare, .11 d~.11,111•0110 le sat11,;1om ado!tateper , 01tJe1t/J11J 1111 lrallame11toomogeneo ed 111/e110Imu•1v1 puì reum't, iOl!/onma r(~oled1drq_/tm_g puì .,tringroto JJeldi do,1m1e11/1 gmtt . .r1udi dot11men/1 11on11u'tv1 a11tenon,dotalzdt 1111 ,gmdonuno11.1 di omage11eztà. Si espone,moltn, 1111<1hvc,1e1d.!lleat/Jvztà/uhm, fi11al1z<:;j1te ad m,proL~1-es.,1vo apprq_jrmdzmmlo e affinamentodel.1o ,!andarcie alla crea:;,zone dz J/ntmenhpe1-la 111a piena d1Jpomh1/ztà. Infine Jt n_porlana alm,:ell!/onna~omJJtih,reali::;;:;pZfone - [llori d,i/!1t,,lu1 - ,h eJpr:nm::;e.r~~11,fìu1/Jw th ,,pplnllZfOJlede1 lmgua._(fj,I tb mam1/11ra Xl"HL-SG.WLa nm:olte d1 atlt 11017Jltllzl'l, a tden;;,Jandone le ruadute po ,ztzve p11bbltca:::;011e e Jtlc,wù•t mie1venlt Jl{//'mterou,io dt prcdupos1;,o,1e,p,vdi1z1011e, mod!Jfo1h111 dell'alto1101111ah110.

1. MARCATURA XML E SEMPLIFlCAZIONE NORMATIVA L'intensificarsi e l'approfondirsi negli ulttmi anni - non solo in [talia tanto del dibattito scientifico e dottrinario, quanto dell'iniziativa polltica e istituzionale, attorno ai temi della sc.:rnplifica?ione e della razionalinazionc dei sistemi normativi, ha rilanciato un rinnovato interesse per

• .\ :\I.uchetn (1AT-CNR), F 1Icg,1le "d E Ser.1 (C.uneradei Dep11tat1),F \'11ah (U1m-cr,1tàeh Bolcig11ae L\.T-CNR) Gli auton ~ono contattabili. aU'mdn.izzo e-m.11.I: [email protected] umbo Jt.

12..J-

Pro~~etto XIR - r'cue2 / lntrodHZfOlle aglzstandards delPro ..~eflo

1'111format1cagmridica 1• Da quell'ambito interdisciplinaredi logica, dintto cd mformatica da cui sono deri\·at1 in passato lo !>Ylluppo delle grandi basi di dati, e i s1stem1 d1 recupero delle mformaziom giuridiche, !!.Cmbralcg1ttimo attendersi oggi un contnbuto all'opera immensa della semplifica21one e della razionalinazione delle norme2• Numerosi sono i nessi nscontrabili fra semphficazione normativa e 111format1cagmndica: in primo luogo con riferimento a)le potenzialità di banche dati contenenti documenti strutturati e ricchi di metadati quale ausilio all'opera di coordinamento e consolidamento della normativa\ i\fa anche sul piano del m1ghoramento - attraverso strumenti informatici - della tecnica legislativa, e quindi delle soluzioni "a monte", cioè della produz10ne di testi di migliore qualità. Non mancano m questo campo ricerche ed esperienze ormai consolidate 4• Infine, aspetti del tutto ined1t1 ctrca il problema della conoscenza e conosc1bil1tà delle norme - che è un elemento conne!>so a quello della semplificazione normativa - derivano oggi dalle potenzialità della diffusione d1 testi normativi via Internet. Il problema non sfugge a1 soggetti responsabili della pubblicazione ufficiale

1 S1 può Loghc1c il M.:n,o gu1c1.1lc e le Jm1Ln,Hin1 mli;l!l<1Llllli,lh dei Llt:oLenll 110Li11 ùell"'mfL1L1one" e dell"'111qwn.unc11to"lcgislat1,·1nelle due 1,1ccom,mda7mlll OCSE Rc,onmJC11da11011 o/ //,e Comwl of //,e OEC.D 011Improvmgthe ,Q11t1ll!J flj Go11mmw1t&,_~i1/c1tio11 (OCDE/GD/(95)95 del 9 ma1zo 1995) e le Poh1, Re,ommmda/1011.1 011&g11/i1too ~jò,w del m.1gg10 I 997 S1gmficato pa1tu..ola1e as~iune anche la d1cluaiaz1011c11 ,9 allegata al Tratt.uo d1 .--\ms1c1d,un :.ulla qu.1ltt:i. 1edaz1onale della legisl.1z1one com1.1n1t,m,1 Un'anahnca ncostrnz1one d1 u1rattere stonco e comparato della p1oblemat1ca è offert,l dall'opera d1 R Pag;ino, Tnrrodu::.yo11e «Ilalegnlu:a:/'aried1prepanm le le__P,.W, ;\lii.mo, Gmffrè, 1999,

l11c1dentalmentc può r1cordaro1 che destmata .1d mcont1ars1 con 1'1nf01mat:1c.1 gmud.ic.1è ,111chela c.onve1gente es1genz,1di semphficanone del lm.!!l'agg10 110rmt.1flllo Quest,1 es1ge11z11 sembra a,·er 1,1ccolto anche u1 Irnha una ba~e ampia d1 consenso, tanto da tro' ,11eoggt anche un S1gmficat1voaffior.1me11tonounanYo nella d.ispos1z10ne d1 camtrere gene1ale contenuta nell'art 7, comma 2, lettera d) della legge n 50 del 1999 Il tema anche se co11t1guo11 quelh cons1dernt1 - 11011 ,-iene sYtluppato nel presente arncolo 2

; Sul consobdamento normatl\"0, lo stato dell'.ute oggi nel no~tro Paese (con ampi 11fc11me11tJ comparntiv1) è r1costnuto dal ,·olume d1 F :-.Iaunno e R Pagano, TeJlt m,w. la tcortlle lapraJ11,~Illano, Gmffrè, 2000. Occorre qlu r1fer1rs1m pruno luogo all'att1,·1tà dcll'lslltuto per la Documentazione Gmr1d1ca del C::,.;'Re alla ucerea dt C Brngioh e P. ~Iercatah che già negli anm '80 prcscntav,ino 1 pnm1 usult11t1d1 un'attl\'ltà che ha panato alla c1eaz10ne dd noto ambiente d1 rcdaz1011ed1 testi normam·J Lexed1t 1

.,1.A[anhe/11et al. I 1Warmt11ra ):i_WLdt~hatti nonnatzv,ztaltam

125

degli atti normativi, impegnau da anru sul fronte delle più innovative tecnologre5. Le risposte più efficaci ai problemi sempre più complessi della "manutenzione del libro delle lcggi"c.richiedono pertanto non solo la cooperazione di politica e tecmca giuridica - secondo 1 modelli descritti nd saggio appena citato - ma anche quella della tecnologia dell'informazione e della cornunicaz1one, e m part1cobre dt quel ramo (ormai prevalenté) orientato alla comunicazione da Internet. La marcatura Xl\fL depli atti normativi, descritta m questo articolo può costituire un im·cst1meoto altamente efficiente se sviluppata entro due coordìnate di carattere generale: evoluzione delle tecnologie webda un lato, conoscib1Iità e accessibilità (e quindi semplificnzione) del sistema normativo dall'altro. Per questo motivo assume p:ti:ticolare valore il contesto in cui si è svolta l'esperienza che viene descritta, il contesto coopcratl\'o del progetto "Norme 111 Rete"\ che rappresenta la prmcipale esperienza in cor~o oggi in Italia cli cooperaz10ne mteristituzionale per un rmgliore accesso alle norme attraverso l'aus11Lodi strumenti mformatic1. Il segno di questo collegamento tra marcatura XlvfL e semplificazione normativa è nella stessa data di inizio dell'attività del gruppo di lavoro

> Tutta dell'argomento tl \·o]ume La G.1:::_x_el/a L-tfic,ak:duc1p!1ma u ce11mstorw, a curn d1 Francc~co );"oe1ta e .-1..ntomo Cl'nc1, Rom.l, Isunito Pohgrafico e Zecca dello Stato, 1999, che off1c una p,mornm1ca della complessa (e pm laumosa) nom1am·a sulla puhblte.u10nc degh .1m 1101mam1 nel 110M10 ordmamcnto.

"_\ P1z7oru~so, L1 manuten:-:1one del hl,ro delle leggi ed ,lltu ;,tud1 sulla leg1slaz1one, Tonno, Gupprchelh, t 999 ì Pwmosso 11cl 1999 dal .\Ii..11ste10 dcll.1 gms1.1z1.1, 11ptagctto Noune 1111eti.: (N"IR) raggrupp,1 ,·auc 1i.t1tuz1om ed 01g.mmm 1Llltan1, è fin,1nzrnto e cooidmato dall'.-\IP.-\, L-\utontà per l'infonnanca nella pubblica am11ll!11straz1onc. li suo ob1ctt1YO fondamentale è h1 c1e:v:1one eh un portale Internet umco di .1cccsso gutwr • alla documentaz10m: d1 carattere nounatl\"O prodott,L in Italia, d1~pombtle ne1 Yan stU 1sutuz1011ah. Glt orga1i.1sm1 ,1de!'t'nt1 doncbbe10 ,1dottare ,tc111dC11d comum di stn1ttu1,1;,ione e ma1catura dei do-

.\. tal fillc Lumenti che e~s1 gene1ano, b·1sat1. sull'.S:\IT. e d1spo111b1l.tIn Internet nell'amb1to del progetto NIR sono ~tall co~t1nut1 11c Grnpp1 d1 lavo10 mte11stituz10nah, cost1.n11t1da fonz1onan, 111foum1t1c1,g:iuw,u, ncercatou e docwncntab~tl Que~tl gruppi hanno fond,1mcntahnentc il compito ù1 elal.,or,11e ;ta11dan/per la rnpprcsent.izmne dei dou1mc11t1 gtund1c1

126

Progetto;\'JR - Eue 2 / b1/Jod11:;JO!le agltstandards delP,ogelto

che ha condotto l'esperienza qut dcscriwi.8: 11gennaio 2000, immedrntamcntc a seguito delle risoluziorn della Camera dei deputati del 18 ottobre 1999 e del Senato della Repubblica del 24 novembre 1999 sulla Relazione del Governo per l'ado?ione del programma di nordmo delle norme legislative e regolamentar? Entrambi i documenti pongono un forte accento sugli strnmcntl informatici per la migliore conoscibilità delle leggi; la ri~oluzione approvata dalla Carnera dei deputati cita anche espressamente l'iniziativa ·'Norme m Rete". 11Gruppo di lavoro "DTD atti normatlvi" ha raccolto - nel febbraio 2000 -l'indirizzo proposto nello Stt,diodi fatt1bi/2tà per il progetto Norme tn Rete rcalinato dall'ht1tuto per la Documenta71one Giuridica di Fircnze 111- dove s1 era già proceduto ad una prima tipizzazione IO XML degli atti normati\·1 itt1lrn.ni- cd ha mirato m primo luogo a valorizzare IO pieno la scelta del linguaggio XML. L'analisi degli atti normativi è stata orientata \·erso 11ragg1ung1mento d1 un risultato che consentisse di proche cooperano alla porre l'X..\lL come linguaggm comune a hlfll , SO/._getl! semphfica71one norm,1t1,·a, mettendone 111lucc le potenzialità su entrambi 1 \Tr!>ant1 del complesso problema. Il linguaggio X.\IL - per la sua duplice natura d1 l1t1gu.1gg10d1 marcatura e di staJ1d(lrd 111eb-può mfatt1 costituire il terreno comune sia degli mtel:':cntl "a monte" - cioè sul d1njim,P, !,Ia "a \·,t!le" - crnè sulla pubblicazione dei testi e sulla progettazione degli ~trurnenti per l'accesso all'informaz1onc:: sulla legge. La riforma delle regole di drajìmgè un processo ormai pienamente a-1.-viato anche nel nostro Paese e da cu1 è legittimo aspettarsi ulteriori risultati a1 fim del m1gboramento della qualità delle leggi Il. InlZlata nel 1986

~ 111llll~oto arncolo gh autoll m parte r1p01tano op1ruom propnc, in pa1te nfensc0110 11sultat1d1 un hwo10 svolto ms1emc ad ,1lt11Fra 1 nume10s1, è do,·croso cnare perso1ulme11te ,1lmeno: Carlo B1ag1oh, Pietro ~Iercatah, Stefano Sola, Yaleuo D1 Porto, Xicola Lupo, Rcm1g10Ptetramala, :\lau10 F10ron1, Caterina Lupo, Francesco !\"oota 1

~

DOC X..'X\-11, n 'i

111 «l11f01m,1t1cae dtntto», Studio d1 f,1tnb1ht,ì per la reahzz,1z10ne del progetto "_\u.e1,so alle 1101me 111rete", m.1mc10spcc1,1le,::-,::,lpoh,ESI, '.?.000 11 Sull~ azwm ~nluppate;J m I talla ncgh ulnm1 qtund1c1 anni m tema d1 nforma del dr,!/Ì111g, Ro
ncgh ultam tempi è \ cnuto acqmst,mdo 111.10,-.t lmfa anche 1n ,·11tù della scm,1b1htà d1most1,tt,1 tn più occ.1s10nc d,i p,ute dei cento d1 p1oduz1011c1101m,m,·11, .1.1a hYcllo stat.tle (.he a ln·cllo 1eg10n.1le"(R Pag,mo, l11hod11,umealla l1:~/.l"h,a, ut, p 326)

A. l\1an.hellzet al. / Man-aluraXi\11..deglia!h

flon11atwi

t!alumi

127

con l'emanazione delle tre circolari del febbraio di quell'anno dei Presidenti di Camera, Senato e Consiglio dei mmistri - ma già anticipata negli anm p1·ecedenti da d1rcttìve adottate da numerose regioni 12 - d1 recente tale rìforma ha registrato un significativo risultato con l'emanazione delle circolan della Presidenza dd Consiglio del 20 apnle 2001 e del 2 maggio 2001, recanti rispettivamente le nuove "Regole e raccomandazioni per la formulazione tecnica dei tesci legislativi" e la "Guida alla redazione dei testi normativi". L'esperienza condotta dal Gruppo d1 lavoro "DTD atll normativi" dimostra che tùteriori progressi nella regolamcntazìone del drefti11g - sia nell'individuazione degli interventi possibili, sia nella loro definizione - potranno derivare proprio dall'accostamento di tale meto~ dologia a quella della strutturazione e marcatura XML. Un'integrazione di questo genere è - ad esempio - assicurata all'interno dei sistemi EnAct (Tasmania) e Llh'IS (Canada), su cui si riferisce nella parte conclusiva di questo articolo.

"A valle" la trasformazione del modello d1 società verso il tipo bottomanche per effetto della diffusione di massa delle nuoYc tecnologie telematiche, porta ad una crescente importam:a del diritto d1 accesso alla legge per tutti I cittadini, per giunta non solo nel Paese d1 vigenza, ma anche negli altri collegati (sarà quc~to uno deì tanti effet11 dell'Euro)n_

up decentrato,

L'Xi."\IL può produrre risultati importanti in entrambi questi campi, quello del droftinge quello dell'accessibilità. Ma, in realtà, cs~o può inflmre anche su altn aspetti parimenti rilevanti: supporto al consolidamento e alla codificazione, disponibilità della legge nel testo vigente, ra210nalità e migliore comunicab1htà del proccdunento legislativo, relazioni con altn 12 La ncca espenenza regionale ha poi avuto una sede d1 raccordo nell"'Os~e1vator10 legt~lam·o mteuegionale" e ha conseguito un risultato dt 11hcvo nell'approvazione da parte della Conferenza dei Pres1dm11 delle :\.sscmblee regionali, nel gennaio 1992, del manuale "Regole e suggerimenti per la redaz1011e de1 testi 11ormauv1", 11cd "Manuale Resc1gno" La c1taZ1onedel manuale elaborato dal gruppo di lavoro gmdato dal Prof G U Resc1g110,1ppa1c doYerosa m questo contesto non solo perché aklllll dei partec1panu a quella espem:nza SI s0110 ntroYaU nel gruppo di la\Toro "DTD atu normat1v1", ma anche pe1ché propr10 sulh1 base del '';\fanuale" era stato avviato in seno all'Istituto per la Documcntaz1011e G1und1ca d1 hrcnze Ll pruno la\·oro di anahs1 per la npIZzaz10ne 111 X.\IL degh atti norma un

11 Sull'accesso uruco alle banche da11legislative emopcc è anche imperniato 11pro• getto ECLEGIS, su CUl S1 nfensce estesamente nell'ultima sez10ne d1 questo articolo.

Pr°'-ge/to }\'IlZ - Fme 2 /

128

l11trod11:;_1011e ag!tstandards

delPr°'-get!o

ordmamenti, usabtlttà delle norme ecc. Si può qui almeno accennare alla tematica parallela (ma alla fine com"ergentc) della tipizzazione XML dell't!er parlamentare delle proposte d1 legge che consente eh estendere la saldatura operata dall'unicità del linguaggio anche all'intero percorso di forma:,,ione dell'atto lcg1slativo 1..j. L'ob1ett1vo del Geli non è consistito nella progettanone

cli una nuova solu:,:1oneai qrnblem1 della creazione o della e;_r;suoned1 banche dati normati\·e, né tanto meno nel pnmo stadio di un processo creazione dt una nuo,·a banca dati norn1ati\·a.

finalizzato ,1lla

Entando un tale approccio orga111c1st1coe c1wn
di

cla~~i

eh

documenti

noi-m:1_tn·1

in

XI\IL,

qu:1_nto

nell'ident1fica;:::10ne uni\·oca dei singoli atti attra,-crso URN" - s1 offre corni..'.sc1-v1;,:10 e ~trurnento operati\-o di supporto, n~petto ai processi in atto d1 affermazione di una adeguata politica naz10nale dell'111forrnaz1one normatJYa, della quale si citano alcum fra i più recenti e significatiYÌ pas-

14 Pc1 un.i L ,pc11en7a g1.ì 111 stato aY,l!lZ,lto dr ,1ttLuz10nc, ,1 um la .il ,1to che la liou,e of R.1pre,e11tatn-cs dcd1c,1 ,1ll',ugomcnto hrrp , ,ml hou,c vm- (sul punto s1 11to111a anche più ,l\-antl, nclL1 p,1rtc finale di questo ,ll 11colo) _-\ Li,-cllo cmopco sr segnaL1 l'irnzLllJ\",l piomos,a (bl P,irlamcnto europeo "Pa1l:\U" ,l LOrnmon Yoc1buL1ff f01 p,11lumcnl.ll\ L1nguagc" l'cr ultc11011 app1ofonù1mcnt1 <..on,ult.ire tl ,lto mrcrnet ht rp \\WW cmop.1il cu inr .' docm.111 re,r, /·1 FD\[(2111l(lì,J(I I ~l "-.Jf()('\/ 1him Pc1 l'I rnlta l'cspcucn,:,t rn un,o al Scn.1to è de,Lntt,1 da ;,.l ho1om Jp1111!1d1 17/f,,, ,mm 111/ 111~h e /'c/!aÙ1:;.,1011u dd/'111/01111a/1u1 pm-/e11m11/arc.;;,,pcnm:;a del Sma!o. ~ot1n,1110

  • ,·, \"cd,, 111que,to ,tc,so numc10 Luticolo cli P L Sprnosa, rl,re~11a::m11e dei I101t11IIIu/onm

    c11 dac11111m!1 ,g11md1<1, .1

    pag 233

    A. ,\tanhctfl et al. / 1vlanatura"v.\1Ldeglzattz 11onnat1vi zta!tam

    129

    saggi: il programma "e--go11m1me111', varato nel giugno 2000 dal Consiglio dei ministri (nel quale già trovava posto il progetto Norme in Rete), l'art. 107 della legge 23 dicembre 2000, n, 38816,la revisione in atto della disciplina d1 accesso agli archivi normativi della Corte Suprema di Cassaziot7 ne . Il metodo adottato dal Gruppo di lavoro è consistito in due processi paralleli: la creazione di una rete di partecipazione e di contatti che si è

    progressivamente allargata. Nei primi cinque mesi del 2000 si sono tenute riunioni a cadenza mensile, in cui si è modellata una metodologia comune, che hanno visto la partecipazione di rappresentanti di oltre 30 istituzioni (11inisten, organi costituzionali, regioni, autontà indipendenti); Il progressivo affinamento di un DTD di carattere generale, valido per tutti gli atti normativi italiani e ut1lizzabile - nelle varie::fasi da tutti i produtton cli documenti elettronici contenenti te,;ti normat1v1, uno sta11dtml capace di imporsi prima di tutto per l'efficienza e l'univ1:rsal1tà delle soluzioru adottate. Per scelta con~apevole, il lavoro i: rimasto nettamente separato da ogni forma eh applicazione informatica ed ha assunto carattere rigorosamente "teorico", in parte anche separato dall'evoluzione del progetto NIR - che nel frattem11_0 qroc-edeya nella costruzione del qortalc e nella creazione di modalità di accesso alla normativa clispombìh 10 formato HTML.

    ir, "È 1stin.uto presso la Presidenza del Co11s1ghodei 1111mstr1un fondo de,t1nato al finanz1amcnto dJ lll!Z1at:1,·cYolre a p1omuovere l'1nformat1zzaz1one e la cla~s1ficazionc: della normat1Ya ngente al fine d1 fac1l1ta1nela ricerca e la consultazione gratwta da parte de1 c1ttaru111,nonché di fo1111re s1rument1 per l'att1v1tà d1 no1dtno no1manvo. ~-\ favore del fondo è ,rntor12zata la spe~:1 dt hre 25 m1h,ud1 per 11quirn1uenn10 2001-2005 nella 1rusurn c.hhrc 5 m1hard1 per c1a~cuno degh aruu dal 2001 al 2005 [. ]".

    17 \·eJ1, m proposito: E. Giamumolllo, L·1111à e pl,milttà delle bambe d1 da!t g1undw, ~20t.) 1, 'oovc"r'.-'l.ùrorc: ~osnene:",,.b -necc:ss,n-rn, -quufo1, --una Trmrva 1 1egge -bte consH.kll le banche d1 d,1t1 gmr1dic1 del Cu1tro come patumoruo non già d1 questo o di ljucll'org,1110 dello Stato, e neppure dell'amrmru~t1az1011enel suo complesso, ma patnm01110 comune d1 tutti 1 c1tt.i.d1111che qualificlu e orgamzn 1! scrvi7to d1 mfo1m.1t1ca gm-

    '"1Jfu2.l[~r,

    r1d1c,1

    come

    serTl710

    pubbhco"

    130

    Progello ~"\7R- FaJe2 / !11trod!l::::JOl!e aglzsmndards delProgetto

    11 risultato non ha ancora 11 hn:llo di art1colaz1one nchiesro pet 11 completo dominio di una realtà quale quella degli atti normam-1 italiani, la crn complessità non può e~~c.:rcsottm·alutata - e dei cui stessi confim, - presc;nta cost1tu1scc . corn ,,e noto, nessuno e' cerco I~ . La proposta cl1c qm ~1 però un terreno comune di espenenza sul quale comTrgono soggetti dìYcrsi che operano, ciascuno con le proprie competenze e rcspon!:>abihtà, nella produzione e nella pubbl1cazione delle norme, il primo nucleo di una hngua franca m cm possono cspr1mers1, tanto Il Dipartimento per gli affan giuridici e leg1slat1y1della Pres1dcn:n del Consiglio quanto gl.t uffici cli rlraftù~g dei due rami elci Parlamenta e delle Reg10m, gli l'ffin del i\f1rnstcro della giustizia preposti alla pubblicazione degli atti normatJYJ, ma anche I responsabth dei ~iti 1/'ebdegli organi cost1tu:-:ionali, dei i\1imsteri, delle r\utorità indipendenti, delle Regrom, infine gli stessi ed1ton pr1vat1 e le aziende che - per conto d1 istituziom pubbhche - conducono gli interventi di convers10ne delle banche dati normative o di ristrutturazione dei s1t1web. La prima elaboraz1onc del DTD s1 è conclusa nella pruna,-cra del 2001, per10do in cui è irnziata un'atti-vttà cli tcslm,gattra,-er~o la creazione e.,·11orod1 documenti nurmafr,:1 Xf>lL conformi al DTD. Già alcune mod1fìchc ,1110ì/t111daul in fu1m,11,ium: :,unu ~tace inrrodottc dopo queste pnme cmbrronalt pro,-e.

    1':ell'ottobrc 2001 è m1ziata, 1m-cce una m1m·,1 fase eh lestmg ben più ~1g111ficam-a,condotta 111collaboraz1one con il CED della Corte dei Cas:,,1:z1onecht.: ha avviato s1n dal :,ettembre 1998 la 111igraz10nedel ~istt:ma ltalgmrc-Fmd n!rso architetture aperte e che sta oggi ini;.,tando la con,·en,1onc 111XJ\IL dei suol archi\·1 normatl\'1 a scgmto della gara bandita nel marzo 200Cf;.

    La collabora71onc appena mi%Jata con 11CED della Cl~sa:;-1one rapprc:icnta per 11Gdl un passaggio clec1s1vo e cosmmrà un contributo rile\"antc all'arr1cchimento e alla prcc1sa71onc del DTD fin qui elaborato. A sua \-olta un DTD X7\IL che rntcgn gli elementi dr marcatura neccssan a l~

    S1p1cas,l, molttc, du: gli .Htl nomuu,

    1

    fino ,lll 01<1 com1dc1,ltl ,0110 ,olo quelh d1

    funte ~t,11.lle ,u1 fo1 Ll!l ,nlupp1 degli ,uclm 1 gmud,u della Cmtc (.h C1~~.u1011c Cotte Sup1 cm,1 dt C1,s,11.1onc, Cent10 Elctnomc..o d1 Do<.umcnt.tnunc, 'ì.hrd,:lll1m111,1h1,•, Rom.1, m.1gg10200(1 1' 1

    ,0110

    Infoim,1210111

    11,1,,untL

    lll

    A. Man-hettiet al. / Marcatura)(J_\,f.Ldeglzatti JJOr!Jlativiztaliam

    131

    convertire adeguatamente un co-rpus eh oltre 100.000 documenti normativi prodotti in un arco temporale di oltre un secolo rappresenterà una risorsa d1 cui l'intero "sistema" della semplificazione e della razionalizzazione normativa potrà avvalersi2'1• Un primo risultato non potrà che essere la produzione di documenti normauv1 ufficiali in formato elettronico, strutturati nello stesso formato (XML) e secondo lo stesw DTD in cui sono strutturate le più grandi raccolte retrospettive. Il raggiungimento di questo obietuvo avrebbe ricadute importanti, sia economiche sia di qualità della ricerca sulle fonti normative. Per ti momento s1 sottolinea questo elemento di novità nel panorama italiano rappresentato dalla convergenza fra la nprogettazione del primo sistema di informatica giuridica del Paese e il processo cÌl elaborazione di uno standarddi validità nazionale, in un linguaggio ormai avviato ad avere diffusione universale. 2. NOZIONI

    PRELIMINARI SUL LINGUAGGIO

    XML

    L'Xi\IL (Extensible Marknp Langua,,ge) è il più recente e promettente tra i linguaggi di 111ark11p, una tecnologia per strutturare e ordinare documenti di testo. Esso trae le sue origini da SGML, Standard Genera!izedMarkttp LaNgnage(standardISO 8879 del 1986) e da HTML. Sebbene sia uno .standard non proprietario

    (è proposto

    dal W3C, il

    comitato

    internazionale

    che sviluppa i linguaggi ed i protocolh tecnici del World Wide Web), è promosso e supportato dai principali produttori di software.La caratteristica principale d1 XML è la possibilità, come già in SGML, di specificare non già l'aspetto tipografico e visivo di un documento, bensì le strutture tipiche della categoria d1 cui il documento fa parte. Tramite Xl\,[L, cioè, è possibile descri,·ere classi arbitrarie di documenti, elencandone gli elementi costitutivi e i vincoli strutturati. Caratteristiche costituti ve di un linguaggio d1 n1ark11psono gli elementi, gli attributi e le entità.

    20

    Ncll'11nponente sistema dd CED della Cassazione cost:muto d,1oltre 40 archivi

    111

    linea, le pr1nc1pah raccolte d1 t~ stl nonnattv1 sono cosutuue d;igh ;irduvi: Lex~, Lep1e,

    Lcxr, contenent1 ti.irtala legislazione statale {dal 190-1-ad oggt) e 1egionale

    Progetto ,·\JR - l--~1.re 2/

    132

    [11/rocùt:;,toHC aglzstandards

    delJ>r~gdlo

    E!e111wh

    X11L, come altn lmguagg1 d1 1JJnrk11p clenvati a vano titolo da SGi\IL, attribuisce caratteristiche strutturai! o descrittive a1 van elementi d1 un documento circondandoli con "tag", etichette testuali individuate da parentesi angolari, come segue: Qw rn 11te~to eh una nota

    Nell'e~emp10 1n que~tìone s1 dirà. che l'elemento "nota" è composto da un tag eh apertura (""), da un contenuto ("Qui Ya d testo dt una nota") e da un tag d1 chiusura (""). Gli clementi possono anche contenere altri elementi (si dice che si anmdano l'uno dentro l'altro) oppure possono anche l'.Ssere vuoti, O\'YCro prfft d1 contenuto (nel qual caso hanno una ~inca~~,particolare).

    Per esempio in· Qm

    Ya tltei.to

    ù1 u11.1nota<;nota~

    l'clunento "enf,is1" è contenuto (annidato) nell'elemento "nota". Scn\Tndo invece il tag da solo. -;1 mdtCa che l'elemento ·'ncw" è nmto, O\'Ycro è compo~to dal ~olo tag d'apertura, con una barra (slmhJ posto alla fine. /-1ttnimh

    Sono dati agg1unt1v1 al contenuto, che permettono dJ.arr1cch1re l'elemento di informazioni ulteriori, utili per scopi come la navigazione ipertestuale, la formattazione tipografica, la ricerca testuale. Sono posti ncccs1,ar1amcnte dentro al tag di apertura, cd hanno una sintassi del tipo nome= "valore". Ad esempio, il seguente elemento con attributo :S1todel \'i'3C

    E11t1kì

    Poiché ! linguaggi di markup permettono d1 definire elementi testuali npct1b11ispecificandone nel testo soltanto il nome, il visualizzatore d1 do-

    -1.1Wanhefli

    e! al. / 1Wanatmu

    X}JL degliat/1 no17l/atwi tlalia111

    133

    cumcntl provvede automlt1cament.e a sostituirli con i caratteri corrispondenti. Le entità vengono perlopiù usate per specificare caratteri "pericolosi", ovvero quei caratteri che per motivi storie, e d1 incompat1bihtà \Tngono codificati d1vcrsam1.:nte su co111puter di marche e sistemi operatÌ\'l diversi. Ad esempio le lettere accentate, d1 notevole importanza nella lingua italiana, vengono codificate m maniera diversa a seconda dei sistemi operativi. Nei lmguagg1 di markup derivati da SGML un'entità viene mtrodotta dal carattere "&" e conclusa dal carattere ";". Ad esempio, in HTML, l'entità "à" produrrà sempre una a con l'accento grave ("à") indipendentemente dal sistema su cui 11documento verrà visualizzato.

    Cos'è1111DTD -Cn DTD (Docummt Ty_beDejinition) è una parte facoltativa di un documento XML. Esso permette di specificare vincoli di correttezza strutturale, poiché indica tutti (e solo) gli elementi che sono leciti all'interno di una classe di documenti XML e alcune regole obbligate d1 composizione tra questi elementi. Una successiva operazione di validazione pt.:rmette poi di confrontare un documento XlvIL con le regole del suo Dm, al fine di identificare e segnalare eventuali difformità. I DTD sono strumenti utili per l'ornogcneiznzione strutturale di documenti dello stesso tipo: a1traversiJ di essi, infatti, è possibile ve·rificare se documtnti di un dato tipo hanno o meno strutture analoghe. È da notare tuttavia che i DTD permettono di fornire regole di correttezza solo per la struttura degli dementi, non per i loro contenuti. Ad c1>emp10, è possibdc imporre che il documento "lettera" contenga neccs~ari,unente un elemento "rrùttente", un elemento "destinatano" e un elemento ''data", ma non che il contenuto dell'elemento "data" sia cffetttvamente una vera data. Per ovviare a questo limite uno standardaggiuntivo a XJ\1L, chiamato XìvIL-Schema, permetterà d1 1,pecificare Yincoh sia strutturah che di contcnuto 21 • Tuttavia lo s!tmdardXML-Schema è ancora di troppo recente elaborazione e puch1 ~trumentl softwarelo supportano. Sebbene sia limitato, il DID rimane quindi lo strumento attualmente p1i:1sicuro per espnmere vincoli di correttezza su documenti XlVIL.

    21 Su

    :X:\II_,-Schema si ntoma più avann, nella sezione ./. Attività future.

    134

    Progeilo~"\'JR- l:aJc2 / !11trod11zwm t(~!t standards del Progetto

    Unicode lln documento XJ\1L è un documento testuale, mTero è composto csclus1\'amentc di caratteri e per la prec1'>1onedi caratteri codificati secondo lo sta11dardUnicodc, Questo consente ad un documento XML d1 essere visualizzato con un normale editor di testo e c1umdi in prospettiva un documento XML non è dcstmato ad i1wecch1are con lo sviluppo vertigmoso dei sistemi e delle applicazioni. Aspetto molto rilevante nell'ottica di formare ard1i,·i che devono costituire un patrtmomo da conservare nel tempo. L'mcode è un set d1 catatten (dH1racter stl) o\'vcro è una associazione che mappa in modo urn,·oco ciascun carattere con un numero. Ad csen1pio nel set d1 caratteri Unicodc la kttcra 'Z' viene rappresentata con 11numero decimale 90 e la lettera "[3" con 946. Naturalmente esistono moltephc1 set d1 caratten prccs1stenn a Crncodc, e ognuno d1 quesn abb1na l numeri ai caratteri m modo J1ffc::rentc.Cmcode però è l'umco che copre tutti i linguaggi naturali viventi e anche alcuni d1 quelli estinti, ma la cosa prmctpalc è che è stato adottato dai maggiori leader di mercata 12. Inoltre Crncode è alla base cli molti .rtandmrlmoderni mfatti oltre a Xi\IL, eccetc,'iene adottato dajan, ECMAScnpt, LDAP, CORBA 3.0, \"'VJ\IL 1a, e costituisce l'implementazione ufficiale dello standm,l 111ternaz1onak ISO/IEC 10646. Infine, affinché un co11Jp11ter possa manipolare un documento testuale, oltre al set d1 carntten utilizzato deve conoscere anche 11 sistema di ovvero come il ~ingoio numero viene memorizzato "codifica" (encodi11i) Ad esempio il numero 90 che rappresenta la lettera 'z' può essere codificato 1t1 sn1rrnt1 modi: come un singolo qyte con segno o senza segno, op111 cui sl dovrà stabilire l'ordine dei l!yte(Rtgendian pure con due o più b_y!e o bttle mdum), in complemento a due ... Cmcode può essere "codificato" m diversi modi come L'TF-8, l:CS2 o CTF-16. E tutti Ljuesti sono gestibili in XML.

    22 T1,1 quc~u 11cmd1amo _\ppk., I-IP, lB:\I, ;,licrosoft, 01acle, S.\P, Sun, S, bitsc, Ums~s

    A. 1.\1r1rd1e/11 e/ al. / ,\.ianalura XAlL dag/Jatti Nm-matmt!aham

    3. I DTDs

    135

    DEGLI ATTI NORMATIVI ELABORATI DAL GOL 23

    Preliminarmente occorre sottolineare come gli attl normativi nel loro complesso Qcggi, decreti, regolamenti, ecc.) siano candidati 1deah per essere descnttJ. come documenti X1'1L. Infatti, anche precedentemente alla elaborazione di codici di regole di draftmg,è sempre riscontrabile una prassì di normazione più o meno d<.:ttagliata- con proprie regole implicite di ortografia, lessico, sintassi, stile e struttura - che ha prodotto, in rrusura variabile, una uniformità strutturale degli attl normativi pregressi. Gli atti normativi, infatti: hanno una struttura eYidentc, sistematica e inevitabile: la divisione dell'articolato in libri, parti, 11toli, capi, sezioni, articoli e commi oppure una struttura di altro tipo; prevedono elementi obbligati e facoltativi: per esempio mentre la numerazione degli articoH può essere considerata obbligatoria, ln pa~~ato i commi non venivano sempre numerati; impongono vincoli di contenimento: è assurdo (in termini XML è non valido) produrre un documento normativo m cui i commi contengano articoli, o in cui la rubrica d1 un articolo sia divisa in commi. Un documento che proponga contenimenti d1 questo tipo deve essere senz'altro rifiutato, perché non aderente a regole b.lsilari dì organizzazione dei documenti normativi. Per la particolare idoneità d1 que!:>tiult1m1all'XJV[L,11Gruppo d1 lavoro "DTD atti normativi" ha deciso di costruire dei DTD, espressione delle regole di struttura dei documenti normativi, prendendo in consideraz10ne sia i documenti generati secondo le regole del drefting,sia quelli redatti secondo la prassi, meno dettagliata e formalizzata, seguita in passato.

    DTD stn'cte DTD loose L'aspetto più rilevante del DTD d1 Norme in Rete è il supporto, separato ma coerente, di documenti che seguono le dirett1ve del draftmge d1 documenti che non Io fanno, vuoi perché più antichi, vuoi perché emanati da organi che non si sono dati tali direttive. Il draftingesprime vincoli 21

    I DTD sono pubblicati si;i ml sno d1 i\iorme m 1etc (,v,nv normemretc 1t) 51a~u1

    sito dell'_-\JP.-\ (www.a.tpa.it) .

    116

    aghsLandards delProgetta Prv,gdtoXJR - 1•are2 / ]11!rodr1:;JOIIC

    ngid1 per quel che riguarda l'ordine e la dcnomina7ione delle sottoparti di un art1colato, o la numerazione eh articoli e commi, Y111coliche 111 altri te.:.tl, come ~1 è già c.krto, non sono sempre ~oddisfatti. Per poter dcsCr!Ycrc entrambi 1 t1p1d1 documento, 1)gruppo ha c1eato due dn-crs1 DTD, detti s/nrt (ng1do) e /oose(fkss1bilc). Caratteristica 1111portantc è la loro reciproca comp,1tibilità 1 O\ n:ro 11 fatto che 11DTD slml non dcscm-c ~trutture dl\'Cr~e dal DTD loosi:,ma impone alcum ulteriori ,-incoli d1 accettabilità. Questo fa sì, ad esempio, che tutti i documenti che sono corretti é>CCondo 11DTD stml lo siano anche secondo il DTD /oose,e che tutti 1 documenti precedenti alle rcgok cli d14tll{(, ma che autonomamente hanno adottato 1 \·incoli formalizzati 1Il c1ucMo documento, sono compat1b1li con il DTD

    slnd. Le

    !J-r mtegoned, domJ//mh

    Fatte sah-e le differenze spec1fiche, i due DTD, strut e loosedcscm-ono identicamente 1 documenti normativi diY1dendoli in tre grandi categorie: gli art1colat1 senza preambolo (ad esempio la leg_~eordmana), gh art1colat1 con preambolo (ad esempio, il decreto-legge) ed I semi-articolati, ovvero turn c1ue1documenti o che non sono facilmente riconduc1b1b ad articolati trndi:nonal! o che, pur potendo present.are ~trutture gerarchiche molto cv1denn e s1milt all'articolato delle leggi, presentano un numero !:.uffic1cntc d1 d1fform1t.\ da rendere 11npropomb1le l'u~o d1 modelli di docL1mcnt1 più 11ormal1zzat1. La !:.pcrnnza del gruppo d1 la\·oro è che con i due art1colat1 s1 po!:,sano e!:,pnme1e tutti r documenti creati secondo le regole o la pras~I di norma:none, e con Il ~cm1-arncolato si possano esprimere tutti gli altri tip1 dì documento. indipendentemente dalla loro regolarità. Il DTD dcscrffC dunque dod1c1 tipi di documenti e li attribuisce ad una d1 queste tre catcgonc: legge ordmana, legge cost1cuz10nale e legge regionale nella categoria articolato ~enza preambolo, decreto-legge, decreto lcg1slat1wi, decreto rnmisterialc, decreto del Pre'i1dente della Repubblica e decreto del Presidente del Con~1glio dei Ì\l1n1stn nella catcgona documento artIColato con preambolo, atto di autorità 111d1pendcnte, decreto m1111stcnale non numerato, decreto del Presidente della Repubblica non numerato e decreto del Presidente del Consiglio dei Mm1stti non numerato nella struttura semi-articolato. Inoltre esistono quattro nomi ''generici" d1 documento che possono essere adattati a tutte le categone di documenti non esplicitamente elencati.

    A. Marc/1et/tet al. / Manalura XlvIL de~~!t atti nom1atiw italiani

    137

    Orgamzzaz/onedelDTD Il DTD di Norme in Rete è organizzato in sei documenti principali ed altri sette documenti accessori. I documenti accessori descrivono alcurn caratteri speciali o pericolosi (caratteri che, come le lettere accentate, possono essere rese diversamente su sistemi operativi diversi). I ~ei documenti principali, invece, descrivono le strutture del DTD organizzandole come segue: Dcfiruz10ni specifiche del DTD strie!nel )ile strict.dtd nel file loose.dtd Defimzmm specifiche del DTD /oose Definizioni generiche a tutti i DTD nclfi/e global.dtd Defini7ioni di strutture specificamente normative nel file nocme.dtd Definizioni text.dtd

    di strutture

    testuali, tabellari o modulari nel file

    Defi111z10111 d1 strutcure per la gestione delle meta-informazioni nel file meta.dtd Ovviamente iftle global.dtd, normc-.dtd, text.dtd e meta.dtd, oltre ai.file accessori, sono usati in maniera identica nel DTD stm"t e DTD loose,e le uniche differenze sono concentrate nei due file stnct.dtd e loose.dtd. Elr111e11ft11or11Jaftut

    La struttura normativa descritta in norme.dtd è composta da un'intestazione, un (eventuale) preambolo, un articolato, una conclusione, e zero o più annessi. In più sono previste le formule iniziali e finah del documento. Di ogni elemento sono fornite ovviamente le carattenst1che e le strutture interne più appropriate. Ad esempio, l'articolato :;1 compone di libro, parte, titolo, capo, sezione, paragrafo, articolo e come della prassi normativa. I commi conma secondo le regole del m-ajtin,g tengono o un corpo di testo o un elenco di clementi. Il DID prevede due tipi d1 elenchi, quelli composti d1 elementi lettera e quelli composti di elernenti numero, alternati\ amentc anmdabili l'uno dentro l'altro. Gli annes~1possono essere o gcrnrchie, o blocchi dJ testo, o tabelle, o adchrittura intcn documcntl. È dunque possibile secondo il DTD fornire un elenco degli annessi, e per ciascun annesso specificare una formula d1 giun-

    138

    Progello XIR- l·me 2 I lntmd11:::;one ag!tstandards delPro,gclto

    z10ne al documento ospitante (ad esempio, "Allegato 1") cd 111formaz1oni vane pre-annesso in forma libera. In c1uesto modulo Yengono anche dcscnm alcuru clcmcntl spcciah, utili7.7ab1liliberamente ovunque \'1 !>iadel testo (ad escmp10, nel corpo di un comma). Questi elementi speciali permettono d1 identificare parti che hanno un s1gmficato preciso per i documenti normativi, come riferimenti, date, luoghi, atti, enti e soggetti, Lo scopo d1 questi elementi è fornire un meccanismo per normalizzare glt estremi dei riferimenti, o i Yalori delle date, o I nomi di luoghi, atti, enti e soggetti, senza interferire con il testo della norma o restr111gercla libertà del legislatore nello scegliere le parole del testo. L'ipotesi è che applicazioni sofisticate (di nadgazionc, ricerca, ccc.) possano essere realizzate soltanto se esistono vrncoh affidabili nella smtassi utilizzata per 1 r1fer1menti, la descnzione di date, 1 luoghi ccc. e che questo sia po'>s1bde fornendo al marcatore di documenti una smtassi per dcscriYere con precisione 1 valori d1 t,tli riferimenti, date, luoghi, ccc. che il legislatore ha !:icrmo1ll as~oluta libertà.

    FJr:JJN!!lt !erltta!t,tabel!arte-111od11!art Nel jìle tcxt.dtd vengono dciinm elementi te~tuab, tabellari e modul,ui. coprono due fonziom di\·en,c. In pnmo luogo, permettono d1 descrÌ\Trc struttllrc particolari, O\'Yero tabelle e moduli, 1nser1tc sta come anne:,,:,,1 ai documenti normatJ\"I, sm all'mterno dei documenti !>tessi. In ~econdo luogo, comentono d1 descm:ere strutture con Yalore più tipografico cbe :c.emantico, come capoversi, grassetti, cors1Y1,ecc. La prtma funzione ba apphcab1!Jtà u111vcrsalc,p01ché tabelle e moduli vengono frequentemente inclusi nei testi normativi, mdipendentemente dalla loro natura. La seconda funzione, invece, è di notevole importanza per quei t1p1di testo (ad esempio, atti d1 autorità indipendente) o quelle parti d1 documento (ad csemp10, il preambolo) che non hanno una struttura ngorosa e formali7.zata, di cu1 può essere identificata una struttura -vaga e generica (ad esempio 1 capm~ers1) e di cui viene descritto soltanto l'aspetto tipografico. Infine può succedere che il legislatore, per nessuna 1dcnt1ficab1lcragione semantica, decida di usare stili tipografici particolari per part1 di testo non altrimenti indi\·iduate. In questi casi si propone l'uso d1 elementi ad hoc che nflettano la scelta tipografica adottata, ignorando qualunque interpretazione semantica. Per tali categone d1 elementi, 11Gdl ha deciso d1 usare nomi tratti da HT.ì\[L, al fine dt sfruttare conoE:,,:,,1

    A. lvlanhelflet al. / ZvlcmaturaXvlL degftatll nonnati111 itaftam

    139

    scenzc e softwaregià diffus1. Sono dunque defimn elementi come p, b, i, table, ecc., che chiunque conosca HThIL sa già in quale modo e per quale scopo utilizzare. Tuttavia va sottolineato che questi non wno elementi HTi\IL in senso propno: l'elenco degli clementi è molto più limitato, il numero degli attributi utilizzabili è molto meno ampio e l'ambito d'uso è molto più controllato che in HTIIL. Infine va notato che è possibile assegnare a qualunciue elemento del documento, sia testuale che normati,·o, uno stile tipografico nella sintassi dei CascadmgSrylc.\beef, lo standcmltipografico di maggior diffusione ne! World Jf,~ideWeb. j\,f ftawfan11azioni

    Nel file meta.dtd vengono descritte ]e tipologie previste di metainformaz10ru associabili a1 documenti cd alle parti di documento descritte con il DTD. In realtà le metmnformaz1oni permettono mfinite possibilità d1 -valore aggiunto, d1 cui ptr il momento solo alcune sono qui suggerite, allo scopo d1lasciare spazio per approfondimenti in una seconda fase. Va precisato che il DTD non suggerisce che le mctainformazioni debbano essere poste all'interno dd documento, né che debba esistere un unico blocco di metainformazioni per ogni documento. Esso fornisce una sintassi cd un'organizzazione delle metainformazioni e, mdipendenti.:mente, indica alcune posi7iom sta11dard nel documento dove inserirle, nd caso si decida cli porle internamente. Sono qmndi previsti due tipi di metainformazioni: quelle relative al doc:umenco nel suo complesso (elemento e quelle locali all'interno del documento "meta") (elemento "rnlincmeta"). Nell'elemento "meta" possono essere poste cinque tipologie dn.·erse di mctamformazioni: demitton: sono alcune metainformaz10ni foncbmentali per descrivere 11documento m questione. Tra queste ricordiamo la pubhlicaz10ne ufficiale, l'UR.'\J a C'Ul associare il documento, il o gli c,·entuah alias (altre forme testuali con cui 11documento è noto), le v1genze in caso di docurne-nto con una multivigenza, eventuali relazioni con altri documenti normatln e una lista d1 parole chiave per descnvere il documento;

    lavonprepara/on:in questa sedane è possibile includere, a testo Jibero, informazioni e documenti connessi con la fase preparatoria del testo;

    1-1-0

    Pro,_~e!!o 1\/R - Fase2 / !11tmdu:::w11e t(g/1 standards delPro~~ello

    propnetcmo: uno schema libero d1 metamformaz10ni un'applicazione

    relative ad

    proprietaria;

    redazionale: ìn questa sezione la redaz10ne che si occupa di pubblicare un documento ha la possibtlità di inserire mformaz1oni libere sulla pubb1Icaz10nc medesima, fra cui anche cornmenti o annota;::ioni d1 tipo gmnd1co;

    rltspostzwnrin c1ucsta sezione si po~~ono m:,enre d1~posiz10m caratterizzanti o ,mahtiche per de~cn\'cn: il contenuto normam·o cli un documento.

    O\, t;tmcntc, le d1~cu~s10111successive potranno proporre num·1 elementi nelle categone esistenti, o num·e categorie d1 metamformaz1on1. 11 DTD donebbe accomodare tali modifiche con poca fatica.

    11DTD è accompagnato da un documento te~tualc che form~ce sp1cgaz1on1 dettagliate ~ul ',UO contenuto Inoltre nello stesso documento vengono fornite alcune prescn7iom per aspetti del 1J1arkup10espnm1bih con la srntassi dei DTD. r\.d esempio, per quanto riguarda 1 ,·alon dell'attrtbuto ID, uuhzzato per forrnrc un indirizzo umYoco ad ogni elemento m
    Come dcscntto nei paragrafi precedenti 11lavoro s\"olto dal Gdl ha prodotto sta degli schemi che descri,·ono la struttura dr d1Yerse classi di attt normativi sia la definizione d1 un set mmimo di metadan che descrinmo proprietÀ generali dei smgoli atti normat!Yl come ad csc::mpio la data eh pubblica:1.1onc. 11 lavoro successin) che il Gdl si accmge ad affrontare consiste da una parte nell'allargare le t1polog1c di atti normattYt trattate e dall'altro nell'affinare Il lm·oro finora svolto. Si pren;de qrnnd1 d1 nla~ctarc num·e ,·crs1om del DTD che do\"rnnno garantire una buona compat1b11Itì all'indietro, oYn:10 garantire che 1 documenti 1mmes~i con 1 precedenti DTD po~~ano essere validati anche dalle nuo,·e a meno di limitate modifiche chr.: potranno comunque i;s~crc apportate m modo automatico con l'aus1ho di alcunl: procedure software che ~aranno nlasc1ate inswmc alle nuovi ,·crsioni. Si prevede inoltre cÌI tradurre rutti gli :,chern1

    A .. Jlauhettt e/ ul. / ivlr.1m1/11ra À'A1Ldegl,alh ,rorme11tvi rta!tam

    141

    realizzati con DTD X:\11 nel nuovo standa,-dXMLSchema 1'~. l principali vantaggi che XML Schema presenta rispetto ai DTD sono i seguenti: Gestmne più avamata dei tipi di dati:

    50 tipi di dati predefiniti rispetto ai 1Odei DTD possibilità di definire dei tipi d1dato Medesima sintas5.i dei documenti Xl\IL (un XML Schema è un documento Xll1L a tutti gli effetti); Orientato agli oggetti (un tipo può essere derivato da un altro). Oltre a questo, Schema consente in modo semplice di: specificare che gli clementi figli appaiano in qualsiasi ordinc 25 specificare che il contenuto di un elemento sia unico specificare che il contenuto di un elemento sia misto 26 definire molteplici clementi con lo stesso nome ma con contenuto differente definire clementi con contenuto nullo definire elementi sostituibili da altri elementi

    Queste caratteristiche comunque non aYranno un gros~o impatto direttamente sulla validaz10ne de1 documenti normati,•i, i quali a partt· le date temporali ed alcuni campi numerici non hanno partJcolan 1..:s1genzc di controllo dei tipi di dati immessi. L'impatto maggiore sarà nella migliore organicità degli schemi stessi che essendo fra l'altro dei documc:ntl X...\1L:>., potranno essere utilizzati per generare 111 modo automatico della documentazione come il manuale di riferimento degli clementi e dei relativi attdbuti. Accanto a queste atti'dtà se ne ipotizzano delle altre funzionali all'affinamento degli schemi e che sono: immissione di un numero signi21 X:\ILSchema è una raccomandaz1onc \i;:'3C del 2 m11gg10 2001 http/ /\V\V\\" w3c 01g/X:\IL/Schcma ~,,Questo Ymcolo che eia p1esente m SG:\Il..,eu1 st.ito el111111utoco11I D'ID Xi\lL 1/, Un contenuto misto co11s1srcd1 ekme11t1 sparsi cam;tlmcnte nel te~to, cosa defi111b1lc nei DTD Xi\1L 111,1 con .tlcunc hm1taz1om esp1ess1Yc

    ~-J DTD X.\il, utilizzano ,ma smrnssldcuvau dalla ~111tass1 de1 D"lD SGilLL

    142

    Progetto SJR - Fau 2 / lntrodu:::,1011e c~glz standards delProge!!o

    ficativo d1 attl normativi in XML, sviluppo d1 protot1p1 per la gestione di tali documenti, realizzazione di documentaz1one e trasferimento dei risultati.

    A /!11 •itàprotot1pti!e Quc!>t,1 attintà nemra nella gestione eh informazione semistrutturati~: essa mfattt pre\·edc lo sviluppo di prototipi per:

    1mmiss1one di testi pregressi

    claboraz10ni dei documenti2~ ricerche e statt!>tichc con l'aus1lio di DB X;\fL fruizione dt atti normati,·i tramite hrow,Fr e stampa'"

    Tale attività valorizza un aspetto strategico della !>celta di X~IL. I documenn X;\JL, infatti, si prestano molto bene ad un trattamento automatico. Si ricorda che una delle carattemtiche 11 cli XMJ, (al contrario cli HTML) è quella di essere un formato "comprensibile" oltre che agli uomini anche alle macchme. Qumdi questa att1v1tà ha d duplice scopo d1 mostrare sia l'ut1liao dì c1ue!>tapotenzialità legata a Xi\H, ed anche di fornire un «feedback" per ulteriori affinamenti degli schemi e dei mctadatl. Allll'!!d

    1h kst11zg

    Questa .1tt1,·1tà cons1!>te ncll'1mm1s!>10nc di un set di testi notmati,·1 qu,1hficato a rappresentare una buona casistica di poss1bil1 atti normat1n che !,Ot10 !>tanprodotti in tempi d1Yers1. Tale attiY1tà già in cor.;o cost.1tu1scc un utnmo banco di pro,·a per gli schemi finora approntati. Essa

    2~ Gh ,ltn no11n.1tn-1 11ent1ano nell,1 catcgou.1 dell,1 1nfo1m,t,1onc scm1,trntn11.lt,t, ,1uesto ,!'>petto s1 d1srrnguo110 ,L1ll'1nforn1.1z10ne molto st1uttu1,1t,1 come ,id cscmp10 dat! che\ 1,1gg1ano nel ,etto1c del commeruo dctt1on1co

    l!l

    1

    2~ Le più ~1gmfic.H1,e espe11e11 ✓c m quc~to ,cnso ,111dr,111no oucnt.11c sulh pwdu✓.:10ne .m1omanca del te~to \":tgcnt( lu S111c01d,1chç X:-.(L s1 occup,1 dcl\,1 stt\.lttuta d1sm1e1e~~;111dm1 compleramente dcgL ,1spett1 d1 fo11n.maz1one g1nfica Cn documento X\IL, sebbene leggibile, non s1 p1e:,t.1 ad una lettura daett,t nu ncce,,m1 di ultcuou mfoun,1 ✓10m grafiche 1,1ccoltc nel t.ob1Jdct11fogh d1 ~tile c~nlcshcer)

    H

    X.\IL

    1ll

    10 punn "http/ /,nvw w3 01g1X:\1L/1999/X.\IL-111-I0-po1nt, html"

    A. Manhelllet al. / M,m:aturaX,\,JL deg!tcttlt

    no1111ahvt 1talram

    143

    inoltre fa da motore per le attività cÌl sviluppo di prototipi (immissione e visualizzazione) e di documentazione. In questa attività vengono infatti coinvolti soggetti che finora non avevano partecipato ai lavori del Gdl e quindi costituiscono anche un test per la documentazione finora prodotta.

    DocmJJentazjone Si ipotizza di approntare differenti tipologie di documentazione uso di differenti tipologie di utenti:

    .ld

    Testi mttodutciv1 ]\fanuale d'uso Manuale di nfornnento Documentazione dotti

    tecnica della orgamzzaz1one degli schemi pro-

    Tra~fe,ùmntodet mt1/tah Promozione costante cli scambi di informazioni con i soggetti coinvolti nella produzione di documenti normativi elettronici in XML con la sintassi prevista dallo standardNorme in Rete. L'ipotesi più immediata è quella d1 predisporre uno spazio 1vebm cui I ru~ultati delle varie attivitit: <;chem1 in formato DTD XML e Xt"\1L Schema, documentazione, esempi d'atti normativi, prototipi d'immiss10ne, visualizzazione e ricerca. presentai:c

    5. ALCUNE ESPERIENZE STRANIERE DI BANCHE DATI LEGISLATIVE IN SGML E XML Questa sezione è dedicata ad una descrizione d1 alcune banche dati giuridiche europee e mondiali contenenti - in formato SGML o Xt\1L la legislazione nazionale del Paese in questione, con esclusione di ogni altro arcb1Yio, fra cu1 quelli contenenti giurisprudenza o dottrina. Non saranno esaminate tutte le banche dati legislative in SGML o }G\!L es1stcnt1 al mondo, ma solo alcune esperiem:e maggiormente rnppresentative d1 problemi e soluz1oni, quali si presentavano a metà del

    2001.

    1--1---1-

    Pro_ge!la ,"\JR - Vi1.1e l / hilrod11:;;_101111 a._~h standards delProgetto

    ln numerosi Paesi la marcatura della lcg1slaz1one m SGi\JL risale ai primi anni '90, mentre l'approYazione dì Ljuesto s!C111dard da parte dell'ISO è del 1986. A riguardo è stato affermato che "SGNIL is wìdely uscd 1n the kgal publtshmg field because of ìts su1tabil1tr for legislat1on and cornpkx lega1comm<:nory"l:. In finlandia, ad c,,cmpio, l'uso dello standard nella leg1slaz1one ha an1to iniz10 nel 1994 con 1! progetto Raske del Parlamento, d1Yentato pienamente operativo nel 1997. Anche la più unportantc banca dati legislativa del pae'ìe, Finlc:-..,è strutturata integralmente in SG:\IL e presenta la caratter1st1ca aggiuntiva d1 essere completamente btlmgue, 111finlandi:sc e svcde,,e, le due lmguc ufficiali dclh nazione

    Nel 2000 il ;\fm1:,tcro della giustizia finlandese ha iniziato un progetto per realizzare 1n SGML una banca dati di legislazione m testo y1gcnte, la cui ultimazione i; prev1st,1 alla fine del 2003. Cn sistema pilota ha già dimo'>tratu che "tt 1s possible to cstablisb and update in SG:\IL a database of consolidatcd leg1~lat10nat rea~onable costs"ìì. Per contro la Tasma111a, piccolo Stato federato dell'Australia con sìswma g1urid1co di Common La,v, c1umd1 dJYcrso
    http://ww\v.thclm\·tas.gov.au. Va precisato che la Ta~marna, ogni anno, appro'-·a circa 100 Acts e CJrca 200 Stat11to1J' lvt!es, che vengono tutti in~ent1 nel sistema. ~ì~tcma si ch1:1ma EnAct cd abbraccia al tempo stes~o li drajtÙ(~, la gestione, il consolidamento e la pubblicazmne della leg1slaz1one.S1 noti che esso è stato completato nello ~tc~so anno, il 1997, in cui la fo111land1a ha reso opetath·a in SGML la già citata banca dati Ra~kc. Un progetto analogo è m corso in un altro Stato federato del!' Au~tralia, 1] New Questo

    South \X'aks. Si c~porranno

    ora 1 progetti basati sul nuovo standardX.ML.

    ln Olanda nel maggio del 2001 1! :\!mistero degli interni ha affidato :1ll'cditorc pnvato Sdu ultge,·cr~ il progetto XML BasicLcg1slationFt!e 12T . \wold-:'lfooLC, l Clemcm, :'lf Tadd, Com1eded!11the Lm1•· T(Wl/a111a11 u~1.,latw11 "]omnal of Info1mat1011, L,w ,md Technolo~", ~tJ00, n 1, 111 !11.1.p \\ \\ ,, I 1\\ \\',ll \\ I( k 111, uk 11111111-1 .nnokl lumi 11,11z~h1//hl,

    ' 1

    'l _-\rnold- \Ioo1c. I Cli;mem, :-1 Lu.ld, .rt

    _,l. l'v!ard1e!flet a! / l'vfonatura XWL dtg!tut/1nonnalwi t!olumt

    145

    (Basis\XlettenBestand o, in sigla, B\X1B).Tutta la legislazioneolandese sarà raccolta in un DBMS unico in formato XlvIL. La durata de] progetto è prevista in circa 5 anni. Si renga conto che già oggi la ma?;gtor parte della legislazione olandese è strutturata in formata SGì\IL. Per contro 1n Svezia l' .1dozione dell'XìvIL da parte della banca dati Rixltx, gestita dal Parlamento ed avente contenuto anche legislativo, non è previsto, mentre verranno invece marcau in XML gli atti parlamentari (progetto Vris).

    1n Francia i due grandi portali gmrid1c1pubblici,Lég1francee Jurifrance, 11primo destmato all'utenza generica e gratmto, il secondo rivolto all'utenza professionale e pagante, passeranno cntrambt all'XJ\1L. L'appalto è stato bandito all'inizio dd 2001 Non ci sono ancora 1 DTD, ma la discussione sul t1po di tags e hnks è praticamente conclusa. In Canada esiste il progetto LlMS (Leg-1slat1on Information 1fanagement System) che mira a gcstfre in XJ\,IL 11dmftinJ!.,la stampa, Il database cd il sito della leg1slaz10ne federale canadese consolidata. Il progl!tto ~i trova nella fase iniziale di ptogcttaz10ne e testinge la sua conclusione e prensta alla fine del 2004. Progetti similari sono m corso da parte dei go\Trni regionali del Québec e dell'Ontario. Ncgh Stati Uniti si sta lavorando per produrre gli atti parlamentan in XJ.\,ILed a tal fine sono stati già elaborati 1 relativi DTD per Bills e Reo:;olution<:, hber:1mentc consultab1li da chiunque su un appo~itu ~ito Internet (http://xml.house.gov). Infine, va citato il progetto Eulegi:, dell'Unione europea, giunto finora allo stadio d1 prototipo. Qutsto progetto ha lo scopo di consentire a qualsia:..i utente europeo un accesso unico ,i!le diverse banche dati giuri• diche esistenti 1n Europa. Attualmente partecipano al prototipo banche dati finlandesi, francesi, portoghesi, svedesi, inglesi e comunitarie, delle quali solo un p1ccolo numero è in SGML, mentre tutte le altre sono in formati tradizionali. L'accesso unico si basa su un sistema d1 metadati, strutturato rn XJ\IL, comune alle vane banche dati interessate.

    Una trattaz10ne apposita merita la gestione della vigenza in EnAct, il già citato ~istema legislativo rn SGML della Tasmania. La scelta dt poter disporre della 'Versione consulidata m ogni possibile data del passato viene motivata con due argomenti pr1nc1pali, gmr1sprudcnza e utenza: "A case goes before a court often many ycars after the relcvant events took place, but the court generallrmust apply tbe law at the time the clisputed

    Pro§!foNIR - l7iue2 / I,1trod1t:;jOl1e agltstandards delProge!lo

    146

    e\-ents took piace, not the currcnt law ( ... ) \'vhat the users want is the ab1lity to spec1fy a "time point" and tben search and btO\VSe the collect10n as it was at that time pomt, vicwjng thc law that apphed at that tlme"ì 4 • Questo approccio alla vigenza viene colà denommato pomt~mt,me accessto legtslatton.

    In EnAct il documento legislativo, essendo d1 regola molto lungo, ,·iene spezzato 111 frammenti successivi denommati componcnts (corn~pondenu alla Secuon, il nostro Articolo, o allo Schedule, il nostro Allegato), ognuno dei qual.i nporta in calce una tabellina che mdica l'intervallo temporale di nlid1tà (date eh ml7ÌO e di fine Yigenza). Quando la Jcgge viene modificata, il sistema costruisce automaticamente le nuove versioni dei frammenti che sono intere~satJ dalle modifiche e conserva le \·ecch1e come nfcnmcnrn storico. I consolidamenti sono generati unendo insieme 1 frammenti vigenti ad una stessa data. Inoltre in EnAct sono ~tate create le nozioni di se.r.rwnal ve1,,0JJcd histoni.ti!nmoJJ della leg1~la7.10ne. La semo11al1·e1-s1011d1 una legge è la versione del documento quale approvata dal Parlamento, quella di una StahtfOIJ Rtrleè la \-crsione pubb!i~ cata nella Gazntta ufficiale. Le /Jistoncalverswnssono mvecc le versioni dei documenti legislativi "ricostruite a frammenti" per fornire i consolidamcnt1 a qualsim,i data del pas~ato. Nel sito d1 EnA.ct ~i afferma: "lt 1s the auromauc consolidat1on feature which will prov1de perhaps thc most s1grnficant bcnefits for Tasmarna. EnAct is the first system m the world to provìde this kìnd of fonctionality". Altre fonti confermano che la Tasmania possiede finora l'unico sistema di consolidamento completamente automatico. Tutto ciò viene reso possibile dal fatto che "a monte" lo ~tesso draftmg leg16lat1voè largamente automatinato, poiché costituisce parte integrante del sistema complcsstYo EnAct: "The ~ystem allows the drafters to create amendments by markrng and emphasizmg thcm dircctly on a consolidated \ ers1on of the target Act. Thcn a special mo
    11

    T .\rnold-;'II001c,J

    Clemens, \l T,tdd, ut.

    "-1.Marchelltet al. / MarcaturaXML deg!tatti normat1v1 ttalrani

    147

    "On the lìve system, the workflow mcludes comprehensive quahty checkrng for both the wordmg of amendments and the applicatJon of thcir mcaning. The code that applies amendmcnts can produce a marked version showmg the changcs as strike-through and under-lmc (hke change-tracking in Microsoft Word). Tl:us vcrsion can be uscd to focus the attention of thc proof-readers. "It must be cmphasizcd that all utilmes that apply amendments to produce a ncw version repott any difficulties when applying thc amendments. This means that normally, if the automatic process goes wrong in any \vay, it does so in fairly easily noliccd ways, not like human processes whcrc lt 1s much more likely that small things are misscd";; Anche il progetto XML LlMS del Ministero della giusti7.ia can,1dese, una Yolta che sarà ultimato, renderà possibile per la legislazione federale un "point-in-tJme access to historical versions". Infine, m tutti 1 paesi citati nella presente rassegna la verswne cartacea della legge prevale ancora su quella elettronica, in caso di discordanza fra i due test1. Fa eccezione la Tasmania. Questa pos1iiede un regime di autenticità dei documenti del tutto nuovo e chvcrso, che non esiste 111 nessun'altra parte del mondo. 11 Legislat10n Publication Act del 1996 dispone infatti che la legtslaz1one pubblicata dalla banca dati m SGML facente parte del sistema EnAct ha valore ufficiale diretto. Gli scopi della legge sono così descnttl nel preambolo della stessa: "to establish a datab,1se as thc source of thc authonsed vers1on of leg1slation m force, to provide for the production and distnbution of authori1icd copi es of legislation on the database, to give evidcntial") status to those copies (... )". Qualunque utente può c:h1edere, nvolgendos1 obbhgatonamente allo sportello elettronico della Printing Authonty of Tasmania, il testo di una determinata legge quale vigente ad una qualsiasi data (pomt-111-tùm vtew). La legge viene quindi individuata e convertita per l'utente da SGML ad RTF. In fondo al documento figurano due tabelle: la prima elenca le leggi che hanno modificato quella richiesta dall'utente, la seconda elenca

    15 Inf01manom contenute 11cl s1to del JOjhvarcSI;\1 (Stmct11redlufarmatzon ,\f.t111ager;, sviluppato dalla società :\spect Compuung per E1zAct. S1 consultt 1'1nd1r1Zzo· http:/ /ww'».i~pect com au/,-\~pt;ct/P1odnc1~/p10ducts s1m.html Tah 1nformazion1 sono state po1 mtegrate con quellt formte per e~mail da Tunothy _-\R__,OLD-~IOORE.

    1+8

    P1ogello XIR - FttJe2 / l11trod11:;_1one ag/1standards e/e/Pra,_~d!o

    n1tte le disposizioni che sono state modificate e come sono ~tate modificate. Inoltre tutti gli Acts e Statuto!)' Rii/esricompresi nella banca dati includono un certificato del Chuf Par/1a11m1fa1) Commi nel c1uale ncnc md1cato che: a) il proyycdimento nel certificato;

    è la ,·ers1onc autoriz~arn alla data specificata

    b) c~so è comprcns1Yo

    d1 tutte le eventuali modifiche apportate pnma della data indicata nel ccrt1ficato e che sono in \·1gorc alla data medesima. L'utente del sistema nce,·e c1umdi anche c1uesto certificato di autcnnc1tà imieme al proYYcd1mento che ha nch1cstu. Da ultimo, è mteressanw notare come questa legge disponga una ~cnc di !>anz10rn, nella forma d1 multe, per chi sia m nno modo responsabile di falsi.

    Identificazione dei docwnenti giuridici tramite URNs ( Uniform Resource Names) PIERLUIGISPINOS.\' SOìl.L\I\RJO: 1. - I nomzt.'11,jor1JJi dei dowmentigmrzdta - 2. LA uhema di aJse__ g1w~w11e dei 110mlumfomu m dowme11!t giurùlzu- 3. Prindpt del feroizzodi nroÙcJOJJe per i do,mnenJ;gmndtà - -t.Attività di Jpenmentazjone - 5. Btb!iografia

    Rl \SSllNTO: 1/pro.gel/o11c~onaleNon11ezn Rete Jlpo11el'obbiettivodzjm1ktare ti repmmenloe la naviga::;fone /ra z dtH11111enli gmndw w 11nambientedtslnblllto; per la io.,lnr:;iolle di 1-111zpe,teJto globale- pm-ZJ!enla e mdipendenle dallelowzwm clt refe• è ,!alo dq/imto11110standard per l~dmtifi,aZfONe dt q11eJ!1matena!t tran1ite nome umforme (URl\'j. I 'e11gu110 deHnt!t. ,1) lo nhema di asst~na;Jorre dei nomi, baJa/o ,11!/a rappn:sen/a::;_1011efò,m,1/1:;:,::;_a!tl ,/~g/!elemoilt larattenJtui di 1111 alto; b) t pmhl/JI del ,m;i~io di mol11::;,1on da ,wme a lomZ!onedz rete;,) 1pro!ollpi deiJu!Jm Jen,1~1: mMhV\.alorr: det njcnmwli per la costm::;_,011e a1I/oma/tca de/!11 UR1"\·e 111olutoreda UR.,\1a URL 1

    1. I NOMI UNIFORMI DE1 DOCUMENTI GIURIDICI Nell'ambito del progetto NlR è nata l'idea di identificare 1 documenti giuridici tramite un nome uniforme; i nomi uniformi - Unijom; Resource NaJJJes(URNs) - sono stati concep1t1 dalla comunità Internet per fornire identificatori univoci e persistenti, mdipendentl dalla locaztone fisira, di ri~oP,c in 1ete. Nei documenti giuridici sono molto frequenti ed estremamente importanti i nferimenti ad altri provvedimenti; pertanto la possibilità di poter consultare immediatamente il documento referenziato costituisce un ausilio d1 grande rilievo, e a volte indispensabile, per la piena comprensione del testo. I colkgamenti 1pcrtestua.li del Web rispondono senz'altro a c.1uesta esigenza, ma appa10no non adatti ad un impiego su larga scala nel diritto: il nfcrimento alla risorsa referenziata si.basa infatti sulb sua locazione fisica, ei,pressa 1n modalità uniforme tramite lJRL (L.mjor111 &ro11rceLoca/01}, che presenta problematiche, ormai largamente cono~cmte:

    P L Spmosa (IDG-C>iR) h~. coo1d111ato 1l Grnppo d1 la,·oro del Progt·tto KIR dcnom111ato "Ident1ficaz10ne delle nsorsc tramite L'R-"-s (Umjorm ReJotmel°V,11Jm)"Il suo mdtnno e-1J1at! è [email protected] cnr.lt.

    15l)

    Pro~~ello SIR -1 'a,e2 / In1md11:::_ro11e ait ~ tandards delProgetto la difficoltà d1 conrn,ccrc la locazione della risorsa citata;

    la perdita d1 \'ahdita nel tempo delle locazioni menu;

    (CRL) ne1 nfen-

    !'1mpos:-ibilità di refcren;,;1arerì:-iorsc non ancora pubblicate;

    che rendono qu111d1la rete dei collegamenti fra documenti estremamente limitata rispetto alle potenzialità e sempre più inaffidabile nel tempo. Per ovviare a tali inconvenienti si è pensato c1umc.hdt ut1linarc un sistema d1 riferimenti basato sull'assegnazione a ciascuna risorsa gmndica dì un nome urnforme e su metodi d1 ri.'>oluzwne (RDS: Rnolnr D1swi·eo Serl'tce)capaci di reperire l'oggetto corrispondente. Gli strumenti 1dent1frcat1 sono conformi a quelli definiti all'interno dell'IETF (IntemetEngmee17110~Task Fone)dallo specifico gruppo di lavoro (UR.t\: 1-F'orktl(g Group)e descritti in Yari documenti - da standard ufficiali (RFC: Req!fe.rtFor Co!llme11ts),1 rlrqji- ai lluali è, e dovrà e~~erc, garantito l'alhncamento anche 1n futuro. 1

    L'assegnazione d1 un nome umformc ad ogni documento giuridico ha lo ~copo dì as~ociarc un 1dcnt1ficativo uni,·oco, 1n un formato standardizntto, che dipende soltanto dalle carnttern,t1chc dc:l documento stesso cd è quindi md1pendcnte dalla disponibilità m rete, dalla loca:,;ione fisica e dalk modalità di acces~o. Tale identificativo è utilizzato come strumento per rappresentate i nfcrimcntt - e più in generale og111tipo di relazione fra gli atu. Il suo impiego facilita, in un ambiente di rete con risorse d1stnbu1tc fra d1veni editori telematici, la costruzione d1 un ipertesto globale fra i documenti g-iundici e d1basi di conoscenza contenenti le relaziorn intercorrenti fra gl.tstc~s1

    L'associazione dd nome uniforme al documento una mcramformaz1onc, che può essere:

    avviene mediante

    im.erita all'interno del documento stesso: è la wluzionc da applicare a regime con l'adozione del formato XJ\IL, ma è attuabile anche in HTML (attraverso 11tag l\IETA); esterna ma strettamente correlata al documento, attraverso diYcrse modalità:stesso nome del file ed estensione prefissata, specrfico

    attributo nella banca dati, ecc. In ogni caso gli strumenti soft1rareimplementati devono c~~erc in grado di consentire l'implemcntaz10ne e l'aggiornamento automatico eh ca-

    P.L Sp11101a / ldentiffac:;wne dezc/r,1,H111enttg111ndicz tm1111te URl\T.,

    151

    taloghi (distribu1t1 o centralizzati) funzionali alla risoluzione e di permei:tere quindi l'accesso al documento attraverso il suo nome uniforme. In tali cataloghi, che contengono per ciascun documento nome uniforme e relativa locazione, possono essere presenti anche altre informazioni (es. estremi, tltolo, materia, relazioni, vigenza ecc.) che senza dubbio arricchiscono la risposta del sistema.

    Il nome uniforme sarà utilizzato su larga scala nei riferimenti come valore dell'attributo HREF del collegamento ipertestuale con il documento referenziato. Tale legame può i·ealizzarsi attraverso due modalità: inserendo manualmente, nel testo del documento referente, il link con il nome uniforme: operazione onerosa soprattutto per i documenti già pubblicati m rete; costmendo automatLcamcntc (m maniera perma11ente o provvisoria) il liuk con il non1.c uniforme, mediante analizzatori {,p,1t:ìe1J dei nfcrimenti all'interno dd testo: operazione più economica ma sog_2;ettaad una certa percentuale d1 errore, dovuta a1 i-ifenmenti non sempre prcc1~i e completi. Tale soluz10nc, che richiede una verifica dell'operatore o dell'utente, potrebbe essere comunque accettabile per i documenti già pubblicati. In ogni caso e qualunque sia la modalità adottata, i documcntì di nuc,va produzione 111 formato 2G\1L nell'amb1to di NIR devono, conformemente alla DTD relaciYa, ,sprimcrc i rifcrimcnt:J. mediante il nome 1,.m1\,:11TI

    «=..~1 --lreft.! ui?1'..~tQ.1 ~r\..fm~ ~flt{JJ1ta.

    Il sistema di riferimento basato sui nomi uniformi deve prevedere: uno schema di assegnazione dei nomi capace di rappresentare m maniera uni,·oca qualunque provvedimento, emesso da una quals1as1autorità in un q.1alunque tempo (pm,sato, presente e futuro); un meccanismo per la risoluzione - m prospettiva distribuita - da nome uniforme a locazione in rete delle risorse corrispondenti. L'applicazione dei nomi uniformi nel campo giuridico, già proposta nello St11rl10 difattibdttà dell'lDG, è stata poi definita più dettagliatamente all'interno del Gruppo d1 lavoro specifico; 11multato finale è racchmso nel documento Assc,g11az10m dei no111im11jon111 "' dom111e11ll giJmdici 12],che defim:-ce lo :-tandard messo a punto, standard m procinto d1 csscn: recepito come nonna tecnica dnll'AIPA e trnsmesso alle Pubbliche Amministraziorn mediante una apposita circolare.

    - ') 1:,_

    Ptvgello :\JR - Fa.re 2 / ln!rod11:::;011e aglzstandards delPro,geflo

    2. Lo

    SCHEMA DI ASSEGNAZIONE DOCUMENTI GIURIDICI

    DEI

    NOMI

    UNIFORMI

    AI

    Il nome uniforme deve essere univoco, deYe c10è identificare uno e un solo documento e viene costruito 111 modo da essere, per quanto possibile: autoesplicatÌ\ 0 per gli operatori e compatibile con la prassi per i riferimenti; 0

    111 uso

    r1cavab!le attraverso regole semplici e chiare; ndotto all'essenziale, per ~cmphficarc i collegamenti con gli altn documenti; costruibile automaticamente :,to; rappresentativo mento;

    da analizzatori dei riferimenti nel te-

    degli aspetti sia formali che sostanziali del docu-

    conforme, alla data della ~ua emi:,sione, dell'autorità e alla tipologia del documento.

    all'organ1zzaz1one

    Conformemente al RFC 2141 L'R.\- S)'n!a.,:f3l,che defimsce la smta:,generale eh un nome umfonnc, per I documenti g1und1c1 è stato definito uno spazio dei nomi di 1dcnt1ficat1Yo"111r" (tale spazio 111dl\·1dua11 sono vahd1 e s1gnificat1n) e pertanto le l..1RNrelacontesto 111 cui 1 1101111 tive hanno la forma: '>l

    . = '\un ntr ''

    li nome specifico deve contenere le informazioni atte ad identificare univocamente il documento, che, in ambito g1undico, sono essenzialmente quattro: l'autorità emittente (o d1 nfenmento), 11tipo d1 pro,-vedimcnto, gli estremi cd eventualmente l'annesso. Per la normatJ\'a è inoltre necessario distinguere le e\·entuah versiom ~ucccssi\·c del documento, a seguito di modifiche intetYenute nel tempo; in questo caso rimangono costanti g!J identificatJYi dell'atto, ai c1uali Ya aggiunta l'informaLionc rclati\'a alla Ycrsionc considerata. Pertanto la struttura più generale del nome specifico risulta: <:\:SS-nir>

    =

    ["(f&" ]

    P L Sp111ost1 / ldm!tficaz.1011e deidocume11fl g11mdwlra1mle L'Ri\ J 1

    153

    Viene defimta una struttura delI'identificatJvo dd documento composta dai quattro elementi fondamentali suddetti, chiaramente dtstinti fra loro e secondo un ordine che individua dommi e competenze sempre più ristretti: ··= "·" "." {"·" ]

    Gli elementi principali del nome uniforme sono generalmente articolati in più componenti element.'ì.ri, per ciascuno dei quali sono state fissa te le regole di rapprescnta:i:lone (criteri, modalità, sintassi e ordine). Ad un documento possono essere assegnati più nomi uniformi (r1kas), per favorirne 11collegamento - riferunento e reperimento - con altri documenti. Questa possibilità può essere utilizzata per quei documenti che, pur nella loro unicità, risultano referenziati nella prassi sotto angoli visuali d1Yersi, come ad esempio la forma di promulgazione e il contenuto specifico (es. Testo Umco promulg~1to attrnverso DPR). Sono invece rappresentati attra\'erso opportune relazioni nella base di conoscenza (es. catalogo) i legami esistenti fra documenti diversi, come ad esempio fra decreto legge e legge di conversione, e viceversa. Entrando più nel dettaglio, è stata Innanzitutto definita la sintassi del nome uniforme, affrontando le problematiche rclati,•e a: caratteri ammes:-i, escl,;si e riservati; caratteri ma1uscoli, minuscoli, nazionali e o;cgmdiacritici;

    :-pa:z1,connettivi e punteggiatura; trattamento delle sigle e delle abbrcviaz1om; formato delle date e dei numeri;

    e qumdi sono state analizzate le c:uattcrist1che di ciascun elemento principale del nome.

    2.1. Elmm1to Per rappresentare i provvedunenti emanati da una pluralità di soggetti (es. decreti mtermmisteriali, accordi, ccc.), ncll'elemenco sono riportati tutti i soggetti coinvolti, nella forma:

    Pll)ge/lo NlR - l-'ìm2 / I ntrodw;;:,10ne aglzstandards delProgetto

    154

    <,1uront.'i>.

    = '!"+" ]

    (e~ "1ru111ste10g1usuz1a +nurusteto

    finanze")

    L'autorità emittente (quella che adotta l'atto) o dì riferimento (quella che è regolamentata dall'atto) è costituita essenzialmente da una carica istituzionale (es. Presidente dd Consiglio) o da un'htituzionc (es. Ministero); all'interno di quest'uluma l'indicazione dell'organo avviene secondo l'ordine gerarchico dal generale al particolare, seguendo 1 \'ari livelli della ~trutturn (Gmnta, Dipartimento, ecc.) e terminando con la funzione relativa (Presidente, Direttore, ecc.):

    ""{<1sutuz10ne> · ["," <01gano>] l"," j) (es "in1111Hcrofou1vc,d1pa1t1n.ento cnt1.1te,dJ11gcntc")

    I

    In analogia a quanto m>v1cne nella pra%I, l'indicazione delrautontà emittente è limitata al mimmo indh.pensabilc in funzione della tipolog1a del proYvedimento (es "11::gronelnz10 legge" e non "1cgione l.1;,10,co1b1glio.lcggc 11)

    m linea di principio le funzioni d1 tipo politico, rappresentat1Yo o dcttiYo -.ono c:oprcssarnente md1c~te, mentre per le strutture interne non sono riportate le responsabilità corrispondenti. (es "1egione lnz10,asse5so1c.amb1ente" e "m11ustero salute,diri::zmnc.gcne1ale")

    2.2. Ele111mto Quando il combinato autorità-pr0Yved1mento 1dcnufica chiaramente il documento m oggetto, 11tipo di proYYcd1mento non \'lene qualificato attra\·erso attnbuti che si nfenscono all'autontà emittente (decreto dìn:ttoriale, ord11unza m111istcriale,ccc.) (e~ "1cgtone hv10 legge" e 11011"1cg10ne hzm.legge 1cgiorn1lc")

    Poiché (: abbastanza d1ffoso nella prassi il riferimento a pr0Yvcd1mcnt.1 attraverso alcune loro caratteristiche come la materia trattata (es. regolamento di contab1htà), il nome del promotore (es. legge ~Ierli), ccc. piuttosto che gli estremi formali (data e numero), pet focihtarne

    P.L Spmo.raI lden1{fimz..10JJe deiclommcn!t gpmdtcttravutc U&'\"s

    l'individuazione il tipo d1 provvedimento specificazioni:

    155

    può essere seguito da ulterion

    ::= • [";" ] (es. "regolamento;contab:t.hta" o "legge,bassamn1")

    Per consentire la validità del riferimento agli atti che, pur nella loro unicità, sono citati nella prassi in modo diverso, attraverso l'atto che li ha introdotti nell'ordinamento (DPR, decreto legislativo, ecc.) o la loro qualifica normativa (regolamento, testo unico, ecc.), al nome uniforme che rappresenta formalmente il provvedimento viene associato un aliasche tiene conto della sua qualifica, e che conserva 1nalterat1 autontà ed estremi.

    (es. "stato dcc1eto.legislat1Yo:1992-07-24;358"e "stato testo un1co;appalt1 pubbk1199207-2..J.,358").

    2.1.3. E/amnio Gli estremi del prov,.rcdimento sono costitmti di norma dalla data di cm1ss10ne e dal numero d1 identificazione (inserimento 1n Raccolta, registro, protocollo, ecc.), che possono essere entrambi a valore multiplo: ..=";" <11umc1L> (es. ''2000-12-06,126").

    Nel caso d1 date multiple, si riportano tutte le date presenti: :·= '[''," 1 (es. 11pron-ed1mento del Garant~ per la protezione dei dati pcrsonah del 30 dicembre 1999-13 gcnnam 2000, n. 1/P/2000 ha come nome uruforme: "garante.pro te21one .datt personali provvedunen to·l 999-12-30,2000-01-13;1-p-2000")

    I provvedimenti non numerati nc1 veicoli di pubblicazione hanno un riferimento non univoco, in quanto possono esistere più provvedimenti dello stesso tipo, emessi nello stesso giorno dalla stessa autorità. Per ottenere l'univocità del nome uniforme, 11campo deve comuntJUC contenere un elemento diverso, che può essere un qualunque identificativo utilizzato internamente all'ente (es, protocollo) o un apposito distJntiYo, ad uso del sistema dei nomi:

    Pro,gctto .\..']R - h1.1e2 /

    156



    1"1rod1t::;jOJted!!,/istandar
    del P,'{~e/to

    ;:::"nn-" 1 ·

    (e~ "1111m~1cwfin,m7c ùcc1cto I 999 12-'.!0,nn-3")

    Nel caso d1 pro\Te] (e~ "2000-06-12,c~l0-9-7,c-11-9-,c-12-9- 11)

    <11ume1i'>

    2.1 ,/., Elemento Gli ,rnncssi di nria natura (allegati, tabelle, ccc.), ~ebbene facciano parte rntegrantc del pron·cdimcnto, possono essere referenziaci (e~. subire modificaztoni) in maruera indipendente dall'atto a cu1 sono allegati. )..lel caso l'annc~w venga definito come documento distinto, a questo ,-iene ,1~segnato un distinto nome uruformc, formato dal nome uniforme del documento al quale è alkgato e da una dcsmcnza identificativa dell'annesso stes~o, al quale possono c~serc aggiunte ultcnort spcc1fica:>:10111(es. titolo): <,111ncs,o.> ·

    = <1d-,1nnc~~o> '["." 11]

    (L~ "~rntu.kg~<--l')SJ-1:!

    31,970 .11lcg1to n,,o•t Hve non\·.,")

    ::. I. 5. F.lt111eJ1/() < I 'i,1/'S!Ol/t>

    Di un atto che abbia ~ubito modifiche pos;,ono esistere più versioni del testo :1gg1ornato, c1a~cuna caratteriznta dall'mten·allo tcmpor;de 111 CLIÌtale testo è da con:,idcrnrs1 di nfenmcnto. Ogm Yers1one Ylcne identimod1fificata attrnvcr,;o la data di em1;,s1one dell'ultimo pronnlimcnto cat1\·o considerato; 1 documcntl redaz1onal1 che, 111rnan1era d1nam1ca, contengono 111 un Lmlco oggetto tutta la stona delle dJ,-crse vigenzc nel tempo, sono im·cce identificati con la stringa "mult1ngentc":

    =

    L'arco d1 riferimento successiva.

    I "multn-1genrc"

    cli una versione tcrrruna con l'ini7.lo di quella

    La data di Yigen:,a della n,rs1onc e le C\"entuali date diYetsc, relative a .',l!1gok part1z10ni, c;aranno 1m-cce mdtcatc nelle meta111forma:11oni di corredo ,11l'atto stesso.

    157

    P.L Spmo,a / Jde11lf/Ìca::;Jone deido,,m1anllgmnd1e1 tramiteIJRi'iJ

    (es. tl nome "stato 1cgto decreto 19-H-01-30;[email protected]" tdentJfica il testo aggiornato del "Regio decreto del 30/111941, n 12" con le modifiche mtrodone dal "Decreto leg1slat:1vo del 19/2/1998, n 51", senza alcuna 111d1cazione della sua effettiva entrata 111

    ,·igo1e)

    2.1.6. lVjen1m11ti o .rpecijicbc pariJZf011ideldocu//lento Per una puntuale 111dividuaz1onedella part1%1011e interessata, è possibile 111d1carenei nfer1mcnt1 la rclauva sudd1v1s1oneinterna, accodando al nome umformc, in maniera analoga alle l'RL e con la medesuna s111tass1, l'ind1cazionc del punto specifico (ancora) all'interno dell'atto: ··= ["±t"]

    L'jnd1cazìone della part.1z1onedeve essere conforme alla modalità
    11 )

    La sintassi completa dei nomi uniformi appartenenti allo spazio "ni1" è riportata nell'AllegatoA, mmrre alcuni esempi sigrùficat1vi di nomi uniformi d1 documenti giuridici sono: legge!24 non:mbre 1999, n -1-68 unr111r-u:1tokgge l 999-11-2-1-,-4-68 dec1cto legge 1 ti\ tobre 1999, n. 3-U m11.1111·st.1to

    decreto lt·gge 1999-10-01,341

    legge rcg:tt,nalc 'l'oscat1,1 del 6/4/2000, 11 50 u111·1111·reg1one toscana legge 2000-0-1----06,50 clec1eto del \Ii111stero delle Finanze del 20 12 99 urn:1111·1run1sicro.finanzc .dec1cto 1999-12-20,rur-3 1cgolame11to 111termm1~termlc.\mbicnte e Sanuà, 9 settembre 1998 urn 111r.m.m11irero.amb1cnte • n111uste10 sanna regolamento 1998-09-09;mr- l

    cucolme del Garante per la protei1one dei datt pe1so11ahdel 21 g1ugim2001, mn n1r·gar.mtcprotcno11e.d;1u.pcrbon,1h.c1rcolare 2001-06-21,31

    11

    31

    Progetto NJR - Fase2 I !11!rod11::::..to11e aglzstandards delPrqgetto

    158

    dehbc1a:nonc del Direttore del D1pa1t11nento Entrate, 11umte10 F1nanLe, 21.2.96, n. 15 um:nu.rrurustero finanze,chpartllnento entrate·dehbera·1996-02-21 ;15 sentenza della Corte Cosntuzrnnale n. 7 del 23 gcnna.10 1995 urn:mr corte cost1tuz10nale.scntenza 1995-01-23, 7 sentenza dell,1 Corte d1 Cassazione, sezione lavoto, n 45 del S-3-1988 urn 111n:ortc cassaz10ne,sez1one.lavo10.sentcnza.1988-03-05;45 orcl11unza del Tribunale d1 Bologna, sezione I penale, n 121 del 5 .ipnle 199 7 u111n1t tulrnnale 1Jologna,sc71one 1 penale orchnanza·1997-04-05;121

    3. PRINCIPi DEL SERVIZIO DI RISOLUZIONE GIURIDICI

    PER I DOCUMENTI

    Il sistema d1 risoluzione ha il compito di associare ad un nome uniforme le ri'>pettJve locaz1oni d1 rete; s1 basa, 111 un'architettura distnbu1ta, ,;u due componenti fondamentali: una catena d1 informazio111 nel DNS (DoJJJain-Ya111e S_Jste111) e un msiemc d1 sefflZÌ d1 risolu:nonc da URN a llRL, ciascuno competente !>Uun dominio ~pec1fico dello spazio dei 1101

    1111.

    Attrn_ven,o i record Nr\.PTR del DNS (descritti nd Rf-'C: 2168 [4]), 11 r!m1t 111di,·1duale caratteristiche (protocollo, porta, sito) del scr\'izio in grado cli associare alla l'RN m oggetto le l..'RL relative, e d1 permettere qumdi l'accesso al documento.

    li serv1z10 di r1s0Ju71one si compone di una base d1 conoscen7a (cost1tu1ta da un catalogo o da un insieme d1 regole di trasformazione) e d1 un soji11 are di consultazione della base stessa. 1

    3. I. I I mtnlo,_~o per la nsoluzto11e L'implemema;,,ione d1 un catalogo, costruito su una base di daa relaz1onak, offre una maggiore fles!>ìb1litàper la risoluzione di nomi uniformi mcomplct1 o 1mprec1s1, C\Tnto probabile nel campo giuridico e ancor più frcc.1L1cntt:se il nome urnforme del documento refercn:-:iato ,·iene costruito automaticamente (attra\·er:,o un opportuno analizzatore o pane1} dm r1foriment1. Ciascuna aurontà

    emittente

    sarà responsabile

    dell'1mplcmentaz1one

    del catalogo relativo, o più limitatamente della parte che riguarda I proprt documenti, assegnando a ciascuna risorsa 1! corrispondente nome uni-

    P.L Spwost1/ Identfica!:.:_,1one dei.lommen/1 g1mid1C1 tramiteURl'JJ forme univoco, attribuendo e~;entualmente una numerazione interna convenzionale. Oltre alle locazioni d1 rete (URL), il catalogo potrebbe contenere una serie d1 altri dati di Q!:mde interesse pLerl'utente, .q4ali varie metainformaz1oni (titolo, estremi di pubblicazione, materia trattata, data di vigenza, ecc.) nonchi!: le relazioni attive e passive intercorrenti con altri documenti (modifiche, deleghe, abrogazioni, conversioni, ecc.). I nomi alternativi (aliai'J-,ono strettamente legati fra loro nel catalogo, hanno m comune le altre informazioni (titolo, URL, relazioni, ecc.) e nel processo d1 risoluzione sono trattati esattamente nello stesso modo. Anche le varie versioni dello stesso provvedimento sono collegate strettamente fra loro, condividono una serie d.t informazioni (es. titolo) ma possono averne alcune proprie (es. inizio e fine vigenza).

    3.2. Il processodz molHziou In generale Il proces!>o di rh,oluz1one dovrebbe operare attr,wcrso le seguenti fast: nonnalizzazìone del nome uniforme da risolvere, consistente nella trasformazione alla forma canonica di alcuni componenti. Questa fase, particolarmente utile nel caso di costruzione automatica del nome, s1 occupa, ad esempio, di scwgliere le sigle e Je abbreviazioni, di uniformare le nomenclature deJle 1st1tuzioni, di standardizza1·e 1 tipi di provvedimento, ecc.; mterrogaz10ne del catalogo col nome umforme normalizzato ed estrnzione delle URL associate, oltre alle eventuali metainforma:.doni presenti.

    In lmea di massima il risolutore dovrebbe cercare nel catalogo il nome uniforme con corrispondenza completa a quello fornito. Tenendo prc:sente la possibilità d1 nomi imprecìs1 e/o incompleti proYenient1 d.ù riferimenti, ìl risolutore dovrebbe, m caso negativo, cercare nel catalogo tutti i nomi che "contengono" quello fornito, 111 altre parole tutte le URN cli cui il nome fornito costituh,cc, elemc.nto per elemento, una sottostnnga.

    4.

    ATTIVITÀ DI SPERIMENTAZIONE

    In parallelo all'attività d1 defintzlOne dell'architettura generale del si~tema e degli standard relativi, è stata svolta la sperimentazione nei seguenti campi:

    Pro,(el/a SIR - Fase2 / l111rod11;;;_zone agltstandards del P,({~fllo

    160

    4 I. Protollpod, softwme rii nso/11 z10!1e Sviluppato m Peridal CINECA, è accessibile nel Lihom/0110XIR (arca del nscn·ata a1 partecipann) mediante una for/J/ m cu1 va indicata la "CR.!."'\J delle11om1l< m
    li programma

    4.2. Prolottpodi ana!tzzatore (parserJ dei njnitmnlt Sviluppato dall'IDG (http:// test.,dg.ft.cnrtl/11111/ 11m./Jt1111), è m grado dt costruire il norne uniforme a~~oc1ato al pro,·ved1mento presente m un riferimento. Può es~ere utilizzato sottoponendo ad analisi un te::.to (conlcncnlc uno o più ufcurncnu). d1g1tato dall'utente; catturato direttamente da un documento ,·isualizzato sullo schermo, con l.1 funzione cop1a/incolla (al !1mitc l'intero documento), indicato attraverso la sua locaz10ne d1 rete (l'RL). Il parrer pro,-vcdc alla generazione d1 un lmk ipertestuale (contenente 11nome urnformc del pron·edimento citato) in cornspondenza d1 cim,cun trovato nel testo sottoposto ad analisi, con la poss1bihtà nfcnmcnto L1umdi di recuperare le tJ!,Cm,ea questo assonate (unliznndo 11::.uddctto prototipo d1 nsolu1.,10nc). L'analizzatore funziona al momento su un dominio nstretto (lcgg1, decreti legge, decreti lcg1slat1v1,DPR e Costituzione), ma può essere ampliato abbastanza facilmente in quanto ut1hna un file cli regole esterne al programma (m Peri).

    4.3. Prototipodi architetturadishib111ta delsistellladi mol11zw11e Progettato e in corso di spertmcntaz10nc seguenti clementi:

    dall'TDG, si compone

    dei

    P.L Spinosa/ Jdentzficazjone dezdocmnentzgùwzdici tramite UR.1'\\

    161

    un insieme di mformaz1om registrate nel DNS e organizzate ad albero gerarchico, a partire da una radice che ha l'autorid sull'intero spazio dei nomi considerati ("nir"). Si tratta dei record NAPTR, strutturati in modo da 1nd1care o il servizio in grndo cli effettuare la risoluz,one o un altro sen:erDNS delegato per un sotto-111sieme ptù circoscritto di nomi; un programma dzent che, in presenza di un riferimento ad una nsor~a tramite l'RN, è capace d1 nchiedere ed interpretare 1 .-ari record NAPTR, seguendo la catena delle deleghe fino all'111d1viduaz1oncdd servizio di risoluzione relativo al nome in oggetto. A questo servizio viene pertanto indirizzata la richiesta di restituzione delle URL associate, che sono quindi passate al bron;ser.Tale programma, attualmente operante sul server lf::1/eb, costituisce un'integrazione necessaria delle funzionalità dei brmvser; che al momento non riconoscono lo schema delle URN ("urn:"); un insieme distribuito di cataloghi delle risorse, ciascuno dei quali è capace, all'interno del dom111io di competenza, di associare ad ogni ~RN le URL relative tramite 11softnare di risoluzione. Sono ~tati anche indiYiduati i meccanismi di diffusione delle informaziorn per l'aggiornamento automatico dei vari cataloghi :sulla base dei matenah pubbhcdtJ dai siti. 1

    Que~to prototipo apre gnndi prospettive sull'utiltno delle URN su vasta scala: la distribuzione dei cataloghi e dei nsoluton permetterà in futuro a ciascun Ente la ge•;tionc dirètta dell'accesso a1 propri documenti tramite nome uniforme. Entro la fine dell'anno 1 prototipi di parser e di risoluzione, opportunamente adattati, d1Yenteranno servizi, access1b1b dal portale d1 Norme in Rete, a clisposizione dell'utenza e delle Amministrazioni. In particolare il parser potrà essere utilizzate anche dagli editori telematici per tra~formare un documento piatto 111 uno ipertestuale; il scrYizio di risoluzione permetterà invece di SVlluppare applicaz1on1 distnbuitc che rendono operativi 1 collegamenti fra i documenti 111termini di nomi umformi (es. restituzione da banche dati).

    ProgelloXflZ - 17
    162

    5. BIBLIOGRAFIA

    [l]

    AA.VV., St11dl()dijr1t11hilità per la rcaltzzaz_1011e dd prq2,ettoAaesso alle IIom1e IJl rcte, m: Informatica

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    (T 'Rl): Gmml

    ~';'n!a.Y,RFC 2396, August 1998.

    111

    [_"R\T,RFC 2169,

    P.L SpmoJa / Ide11tifica~o11e dn dou111m1/1 ,g,umdiutravule UR."\'.1

    163

    Allegato Sintassi

    dei

    nomi uniformi

    ----------------------• ,. ·: =

    *· -----

    11

    urn ·"
    --------------

    ' * Struttura

    -----

    spazio

    •nir·

    -----

    ''
    ----- --- - ---

    di. un nome spectftco

    d1

    11

    n1r"

    . ,~ - [ "@" ]

    ~----r--------------------* Struttura dell'elemento *----

    11

    {URN)

    dello

    (URNJ

    -

    I. ------ ------

    ni1:

    - --

    I*--------------------------

    ,.. St:rui.t:ura

    11

    =NSS>

    11 • •

    di un nome unifome

    : : !:. "n1r" : = "urn.nir:

    spazio

    7

    *----~ -----------------* Struttura generale di un none uniforme • NID = spazio dei nomi • NSS = nome spec1f1co

    dello

    A

    ---------------

    '



    : ;;:

    11 :



    11

    11 ·"



    r .., "

    J

    *--• Struttura • I

    dell'ele7ento



    ,.= ·

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    <1.st_ituz1one:;..



    ] • ["," ]

    ----------1 [·;•

    ]]



    , _.;;. J ~,IJormll.le:,....

    ::=

    l*

    I ------------------------------------------------------------------------I ,,= !•

    ,

    • Struttura

    r

    .=

    l*

    dell'eleruento

    *--------------



    ------------~ ·------ ----~--------------------------------------

    , := •[";" l ::= l" , = l*

    -------* Struttura -·

    -------•

    -------

    dell'eleruento

    -----------------•estremi>

    ----------------



    ,-

    ---------



    ","

    --

    ___________

    .-

    .. =

    ..,...,

    __________________

    -----.., _____



    .,

    ---



    .. - * ("," -] • { •, • : , ~ ( ,~ l' ()

    1

    ------------------------------

    "n11 -"

    J)

    I



    I

    l*

    s~;:~~:~~~~~~~:~~~~n~~~.~~,~~~~~:~~

    : , = • [ ";" : = l*

    ::~::-~~~::

    -:~~:~~-~~~ _:~~~-~~:~~-:~ ~~~ l

    ]

    ____ I

    16+

    Progetto NTR - 1-'tm2 / Inhvd11:;w,re aglistandards delProgelto

    ""'------ ~

    Slrultura



    dell'elemento

    : .= ~data-provvedimenco ~

    sc~u~tura

    un rifc~lmento

    di



    modifica> • •!::!!

    : = !"li• ]

    : = <1d-part1z1one> <1d-pdrt1z1one> : = l' (
    • s:-uLtura

    • · =- ~





    .-

    "- "')

    1' -

    2~c~fYa>

    r-

    2
    * CaraL~cri




    ,,

    4



    *---------

    le>

    della aata --

    ·-------------

    .:::data>

    nome uni~onne

    mediante

    [!'a>

    anur~ss1

    --



    I I = I I n "a" '"b" I "e•• I ""1011 "e" '~mr, .. J • l" "k'" ,1 r ~• s "V "t" "q''

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    .

    '

    ....

    '6"

    "7"

    119"

    Gli standa1·ds definiti nel progetto NIR (DTD

    e

    URNs)

    I DTD dei documenti di Norme in Rete f.-\.BIO Vff..\.LI, F.-\BRIZIO MEGALE""

    Sc)"' "' \ R I( ): /, IntrodHZJ'One - 2. Defin1z1one dz na111espace per Norme ù, Rete - 3. I file lllrloose.dtd e 11mt11d.dtd-4. Il ftleglobalt.dtd- 5. Il file teJto.dtd- 6. Il file 11orme.dtd - 7. Sllllf.lJSI dezva/on dt air:mualtnbu!t nleva11/t - 8. Il file 111e!a.dtd - 9 Cnten di,Jo delDTD - 10. Suite duJ•osi:;.wm ml DTD dt Norme i11Rete

    1. INTRODUZIONE I Dm

    di Norme in Rete definiscono alcuni up.i di documento a carattere normativo. Per ogni tipo di documento (legge ordinaria, legge costituzionale, decreto--legge,ec:c.) sono specificati un DTD descntttvo, particolarmente flessibile, che si adegua alle strutture dei documenti normativi creati fino ad oggi, ed uno prescrittivo, più rigido, che verifica l'adesione dei vari documenti alle regole di "buona scrittura" dei documenti normativi. Le differenze tra 1 due DTD (da qui in poi chiamati loo.re e Jlrtcl) sono poche e parametrizzate: gli elementi sono gli stessi e hanno sostanzialmente le stesse regole di validità, ma ìl DTD strie!impone la verifica di alcune regole supplementari che nel DTD foosesono assenti. Da questo si deduce fra l'altro che tutti i documenti vahdi secondo il DTD sirte! sono anche validi secondo il DTD loose. In pratica, si utilizzerà il primo DTD in condizioni di normazione, o legaidrafting,ossia per la cr1:az1om: di nuove norme, mentre si ricorrerà al secondo per la descri,:ione della situazione esistente, e ovunque le regole esposte nel DTD stnct siano considerate troppo restrittive. A parte queste differenze, tuttaYla, non esistono variazioni tra i due DTD e la descrizione seguente ignorerà ove non necessario l'esistenza di due classi diverse d1 documenti. Il DTD di Norme 1n Rete si compone d1 sette moduli d1 DTD in senso stretto, più altri sette di caratteri speciali: 1. nirstrlct.dtd: defiruzioni specifiche per documenti NIR con sintassi strie!(p. 197);

    2. nirloose.dtd: defirnzioni specifiche per documenti NIR con sintassi loose(p. 200);

    • F \'1tah (U111YerS1tà eh Bologna e L-\T--CNR); F. :\Iegale (Camera dei D1:putat1)

    Release del 16 /11,g/Jo 2001

    168 ., _, globali.dtd: modLlh

    clementi ed attributi genenc1 e cond1vis1 da tutti

    1

    (p. 203);

    4. normc.dtd: dementi !-ipcc1fic1per parti normat!Ye ~trutturate (p. 206);

    5. testo.dtd: clementi :.pcc1fic1 per parti tcstuah e non strutturate (p. 210)J 6. meta.dtd: clcmcnt1 specifici per la de~cri~1one d1 mcrn-inforrna:;:1on1 (p 214); 7. proprietario.dtd: elementi specifici all'apphcaz1one, esterni allo standardN 1R. 1

    2.

    3. 4.

    :,,

    ISOlat1.pen: "ISO 8879-1986/ /ENTITIES A
    (p 226);

    "ISO 8879:1986//ENTITlES /X).IL'' (p. 228);

    6. ISOpub.pen:

    7. ISOtech.pcn: "ISO 8879:1986//ENTITIES cal//EN//X~fL" (p. 230).

    Publishmg//EN/ Generai

    Techni-

    Questi DTD descr1Yono i seguenti tipi di docL1mento: legge ordinaria, legge cost1tuz1onale, decreto-legge, decreto legislatJYo, decreto mmic;tenale numerato, regio decreto, dpr numerato, dpcm numerato, legge reg10nalc, atto di authority, clpr non numerato, decreto mtnH,tcnale non numerato, dpcm non numerato, articolato, !>cm1-art1Colato ed un tipo eh documento senza una struttura preddìrnta, chiamato genericamente documentoNIR. Ov\'mmente Yi sono molte sim1lantà nelle strutture d1 questi documenti, tant'è ,·ero che, sebbene con nomi di,·er!.i, esistono d1 fatto solo due classi di docmncnti normati-n:

    1. 11documento articobto completo

    F. Vita!t, F klqgale/ I DTD dei docmnenhdi J.\rormem Rete

    169

    2. il documento semi-articolato In tutti i casi la dichiarazione d1 tipo è simile, richiamando sempre e :,alo uno dei due moduli rnrloose.dtdo nirstnc/ dtd, a seconda del bpo cli venfichc che si vogliono effettuare. Ad esempio, per marcare una legge ordinaria s1 dovrà preparare 11documento come segue: <>xml vers1on='l O' :>> < 1DOCT\l)E :s'IR SYSTE\f "mrloose dtd">



    mentre un dpr non numerato si preparerà come segue: <>xml ve1sio11='1.0' >>

    ecc

    2. DEFINIZIONI DI NAMESPACE PER NORME IN RETE Questo documento suppone l'esistenza d1 due NamcSpace XML risen·at1 agli elementi dei documenti di Norme m Rete. La trasformazione di questo documento in definizione normativa dei tipi di documenti usa1j per il progetto NIR ufficializzerebbe e congelerebbe le labcl che identificano questi NarneSpace, le qua!t sono per il momento: nel caso dei documenti normativi, http://w',V\V.normeinrete.it/nir/1.0, nel caso delle meta-informa:-:ioni, http://,,,,_v,v.normeinrcte.it/ nir/ d1sposiziorn/ 1.0.

    3. I FILENIRLOOSE.DTD

    E NIRSTRICT.DTD

    1 due documenti "nir/ooJe.dtd" e "nirstrtrl.dtd" sono estremamente simili e sono d1vis1in ~czion1 ben d1stingu1bil1.Dapprima vengono definite delle entità che costituiscono le differenze tra il DTD loose e quello sttic/, quindi vengono organizzate k inclusioni degli altri documenti (sia i DTD che le entità carattere) ed infine vengono elencate le classi di documenti defirnbili da questo gruppo di DTD.

    3.1. Entità specifiche deldocutm:nlo strict (oloose) Le differenze tra DTD Sl concentrano, al momento, nell'articolato. D1 fatti in questa seiione vengono definiti (in marnera diversa tra i due mo-

    170

    Pr~getlo .\'JR - Fau 2 / G/1standards dejùu!tnelPw,~etlo(DTD e CR.\·,)

    duh) i content model di articolato, hbro, parte, titolo, capo, sezione, paragrafo, articolo e comma.

    3.2. RlJOI?11ella germrhM

    ),:jelDTD stnct 11content model di questi elementi segue la Circolare 20 aprile 2001, n. l.1.26/10888/9.92 "Regole e raccomandanom per la formulazione tecnica dei testi Icg1slat1n" (d'ora in poi denommata ''C1rcolarc"). Come stab1hto nella Circolare, infatti, gli clementi strutturali sono, nell'ordme, hbro, parte, titolo, capo e articolo. Inoltre 11capo può ulteriormente essere dh·iso m sez1om. Le scz1om rompono dunque la :,1mmctr1acki contenimt:nti, pcrché possono :,olo companre dentro a c.1p1. Questo viene reso nd DTD. li contcnt model del DTD stnct impone che Ll11 documento 1111zrnntecon clcrncnt1 di un dato li,·cllo gerarchico debba poi continuare con clemcntJ dello stesso ln·dlo. \'1cc,·er:,a, sebbene anche nel DTD loose questi elementi vengano pre:,entati nello stesso melme, m c.1uahias1punto può essere mserito qualunque elemento della gerarchia, permettendo ad un documento norrnatiYo, ad e:,empio, di iruzrnrc con alcuni articoli e proseguire d1Y1so1n parti o titoli. Il DTD loose permette 111oltrel'imetimento d1 elementi contenitore non pre,-ed1bilt, LltJllzzando l'elemento generico "contemtore". 3 3. Ble1111:11to pnmgrajò

    :--.:iclDTD slnct, non essendo preY1sto dalla Circolare, Il livello gerarchico 'paragrafo' non esiste. TuttaYia, alcune norme, tra cm 1 codici ci\·ile e penale, 11codice d1 procedura civile e varie leggi (es. n. 8ì del 1953 sulla Corte costitu;,ionalc o n. 633 del 1941 ~ul dmtto d'autore) presentano 11 ln·ello d1 paragrafo, compreso tra quello d1 ~ezione e quello di arncolo. li DTD loore, dunque, preYede anche c.1uesroelemento e lo mscri~ce nella po:.iz10ne corretta della gerarchia. 3.4. rruolllllmltÌ

    d, 11/llllr:l"O e mbnm

    Kel DTD loosr:~ia d numero che la rnbr1ca cli ogm elemento sono facoltat1v1, mentre nel DTD stmt il numero di\"cnta obbhgatono, anche se la rubnca resta facoltati,·a.

    E l, 'llalz,F. ,Hegale/ 1 DTD du do.-umenltdt Nonne m Rete

    C'1

    3.5. Ele111e11to TJJeta Ad ogni livello della geiarchia è possibile (ma non obbligatorio) inserire un elemento 'mlinemet.1' don; registrare mcta-informaziom sulla parte così individuata, ivi compresi interventi redaz10nali, note ed altre informaz1om nJevantl. Sebbene non vi siano d1fferenze tra DTD strzcte loose,questa nota è stata mserita qui per ovvie ragioni di opportunità.

    3.6. Entità esterne:caratterie DTD ac1-ess01i

    In questa sezione (idcntic.1 nei due moduli) vengono definiti e mclusi gli altri moduli che costituiscono il DTD completo: ISOlat1 .pen, ISOlat2.pen, ISOgrk3.pen, ISOdia.pen, ISOnum.pen, ISOpub.pen, tech.pen, globali.dtd, normc.dtd, testo.dtd, tablc.dtcl e meta.dtd.

    ISO-

    3. 7. Dejim':{-_ione deg!tele111e,i!t tzpo-dor11ntcnto pombt!,

    In questa sezione, idcmica nei due moduli, vengono definiti gli elementi t1po-documento (ovvero le cla&sidi documenti) dcfimbili con questi DTD, e la rclauva lista cli J.ttnbutt. Le effettive descrizioni dei content model e degli attributi (attta\'erso apposite enntà) sono 1n norrne.dtd ed in global.dtd. I DTD di Norme in Rete definiscono dunque i seguenti tlpt di documenti: legge ordinaria, legge cost1tuz1onale, decreto-legge, decreto legislativo, decreto m.l111Stcnalenumerato, regio decreto, dpr numerato, dpcm numerato, legg..c.-cgionale, atto d1 ::iuthority, dpr non numerato, decreto ministeriale non numerato, dpcm non numerato, arncolato, ~emi-articolato ed un tipo di documento senza una struttura predefinita, chiamato genericamente documcntoNIR. L'elemento radice è l'elemento NlR, che deve essere usato per ogni tipo di documento. Al ~uo interno è possibile scegliere uno de1 possibili tipi di documento. Ogru elemento eh tipo-documento ha assegmto uno dei due content model possibili per i documenti NIR: docarticolato e semi-articolato (rn cui tutti gli ek:menti dell'art1colato sono facolcativi ma possibili, e oltre agli ekmenti dell'articolato s1 possono tro\'are elementi testuali arb1tran, come blocchi Tutti di testo non ~trntturnt1 gerarchicamente o gerarchie non sta11darrf). glt clementi cond1v1clono 1 bloccht tl1 attributi definiti 'globaltreq' e 'n~mcspace'. Come meglio de:,cntto nella scZJonc dedicata al modulo globali.dtd, doYe lluesti blocchi di :1ttribut1 sono effettivamente posti, 11blocco 'globahrcq' contiene glt attnbuti comuni alla maggior parte degli ckmenn del DTD (come stile, lmgu:1e vigem:a) più un ID obbligatorio ed univo-

    1....,,., j_

    Pro._~ello }\JK- Fme :! / Gh stand,u·ds d~/ìmh ml Prn_getlo (DTDe L'RS,)

    co utile per la corretta 1dennficaz1onc dell'elemento. Il blocco 'namespace', inYi.;ce, contiene le defini,:toni di namcspace X.\IL necessane per la corretta attribuz1onc degl1 elementi e degli attributi presenti nc1 documenti NIR. La rnagg;mr parte dei t1p1 di clementi radice descnYono m·Y1amcntc 1 documenti con 11nome corrispondente. Tutta,·rn., sono anche definiti tre t1p1 d1 documento dal nome gcncnco: 'Doc.ArticoJaro', 'Scmi.A.rticolato' e 'DocurncntoNIR'. Questi serYono per descnvcre m maniera appropriata documenti che non ncntrano in una delle categorie descritte, e che possono o meno aYcrc strutture nconduc1b1ll a que1le dei documenti normatffl. È m·,·1amcnt<.:possibile (e anz1 dm·croso) estendere la lbta delle classi d1 documenti dcscnttl da questo DTD cd rncluckre quei documenti che sono e saranno di notc-·olc importanza nella nmtra lcg1sla;,1one. Tutta,·ia esisteianno rnentabilmentc clm,s1 di documenti la cm pre<;en7a nel nm,tro ordmamcnto è del tutto episodica e per le quali non Yale la pena c~tcndere esphcltamente ti DTD. Gli clementi gener1c1 succitati permetteranno di dcsenYere e strutturare correttamente anche tali documenti. L'attnbuto nome, come meglio spiegato nella sezione dedicata al modulo globah.dtd, permette di c1ualifiure 111 modo appropriato c.1uesteclassi senza creare un num·o elemento ad hoc. L'elemento radice ì:, l'dc1ncnto

    ~lR.

    E;,;,o contiene

    ogrn npo d1 docnmcntn

    :\ì!R.,

    é'

    çitt1·n-

    \-cr~o l'attributo 'tipo' permette d1 spcc1fic,1re il tipo d1 1ntc1-.;ento rcda;:.ionak a cui è stato sottoposto .. --\ questo proposito, ,;i Yeda la sezione ..J-.2Vigenza. I Yalon pos!>1b1l1sono 'ongtnalc', se 1] documento è c~attamcnte ncll,1 forma m cui è stato pubblicato dalJa fonte ufficiale ciel tipo d1 documento, vigente, se contiene tutte le mochfichc c.blla ,-er~10ne ongrnale ad uno ~pcc1fico momento nel tempo, o mult1-,·1gente, se contiene, d1fferenz1atc per t1po e data, le modifiche relati\T a due o p1ù documenti do modifica ~ul documento. In nessun caso <.,1potrà usate 11\·alorc 'ong111ale' per documenti che sono stati nmancgg1an nel contenuto nella fai,c d1 redaz10nc del documento stei,so

    4. IL FJLEGLOBALl.DTD 11modulo globali.dtd contiene la clefirnzione d1 entità usate rn tutti 1 documenti. Tre sono glt scopi principali di questo modulo: definire attributi e blocchi di attributi comuni a molti clementi, definire contcnt model condi\·1si da molti elementi, e defirnre elcmenr1 gencnci che po~~ano,

    E Vztak,F. A1egale / I DTD de,documenti dt Nonne111Rete

    173

    dopo opportuna denomina:mme, essere usati per tutti gli scopi strutturali che al momento non sono prevedibili

    4.1. Ent,tà: attributtco1mmi agliclm1tntidelDTD In quc!.ta sezione si definiscono attributi smgoli e gruppi di attributi. NAMESPACE - In questo gruppo s1 definiscono i tre namcspacc usati dagli elementi del DTD Norme m Rete (meta-informaziom a parte): il NameSpace proprio di Norme rn Rete (a proposito del quale st veda sotto), il NameSpace di XLink (per gli attributi con caratteristiche ipcrtc:stualì dei documenti NIR) I! il NameSpacc d1 HTML 4 per gli attributi di stile, lingua e classe utilizzaci per gli suli CSS. Questi attributi debbono essere presenti negli elementi radice che li ut:1liz:,mno.Inoltre s1 fornisce in questa maniera un prefa.so definitivo agli elementi dei vari NameSpace, aumentando notevolmen1e la chiarezza e soprattutto permettendo ad clementi di NameSpacc diversi di essere valutati e validati attraverso l'uso di DTD. Nel modulo meta.dtd è definito un ulteriore NameSpace relativo agli elementi di analisi delle disposizioni dei documenti normativi. LINK - Al fine di rendere immediatamente 11DTD Norme in Rete compatibile con 11futuro sumdardXLink, la definizione degli attributi con caratteristiche 1pertestuali avv1ene usando la forma più semplici.: degli XLink, ossia attraverso l'uso di un NameSpace apposito, un attributo xlink:type con valore fissato a s1mple, e la destinazione del link con l'attributo xlink:hrd. NO~IE - Coi-ne chiarito più a•.-anti, nella sezione dedicata agli elementi gener1c1 del modulo testo.dtd, l'attributo "nome" nenc usato per dare un nume c;1gnificativoa parti dei documenti che, m mancanza d1 clementi specifici, vengono descritti con un elemento generico. CSS - In questo gruppo si definiscono tre attribut:J.,due dei quali dirc:ttamcnte ereditati da HTML. Per questa ragione si è assegnato loro un NameSpace prop1'Ìo, appunto quello di HTML 4.0. 11primo e più semplice è l'attributo xml:lang, previsto nella specifica XML e che qui diventa predefinito, che pc:rmette eh ~pec1ficare la lingua 10 cw viene espresso un elemento del documento. I ·rnlon possibili sono 1 codici di due lettere di [RFC17661 (''Tags for thc ldent1ficat1on of Languages", H . .r\lvestrnnd, March 1995, http://www.ietEorg/rfc/rfc1766.t'-t). Per coerenza, si suppone che il valore dell'attnbuto css:lang venga ereditato da tutti gli elementi contenuti nell'elemento che lo definisce. Gli attributi h:style e h:class sen~ono per associare stili CSS ad clementi del documento NIR. Lo standardC:SS ("Cascading Style Sheets, level 2", B. Bos,

    174

    P1oc~e1to SIR - Ft1.rc l / Glz ~tandards defimttJJelPro._gello (DTD e r •R.'-f)

    H. W. L1e, C. L1lley, and I. Jacobs, 12 ~fay 1998, http:l/\vW\v,v3.org/ TR/1998/REC-CSS2-199805l2) permette di definire scmanucbe

    d1 presentazione di buon li\·cllo e facilmente utthzzabili sia m .'>tampa che su ,·ideo. In generale si suppone che gli elementi dei documenti NIR abbiano una semantica d1 presentazione stm,dcml,che permetta dt porre in c,·iden;,a, ad esempm, titoh e numen d1 parti e suioni, ecc. Tutta,·1a, può capitare che a volte alcune parti del testo richiedano una semantica di ad hoc (ad esempio, Il legVilatore può a\'er messo alcune presentazione parole m gras&etro). Quando dunque alcune parti dei documenti debbono a,·cre una pre!,entaz10ne parttcolare, e tutta,·ia mancano elementi spec1fic1che rendano 11s1g111ficatosoggiacente a questa prescntaz10ne particolare, sarà opportuno a!>!>oc1area cali parti uno .'>tlleCSS ,,pec1fico. Lo <,t1lepuò C'ì'ìcrc po!>to tntcrrn1.mcme o esternamente. Nel primo ca:;.o, nella !>lntas!:-1 CSS, esso -...-erràposto come -..-alorc dell'attributo h:!ln·le. ~el ::-.ccondo c;t!>0 l'attributo 1d ,-crrà mato per 1dent1ficarc 11 smgolo clernenro a cui a::,sociarc lo stile in questione, mentre l'attributo h:class ,-crrà adoperato per esprimere l'appartenenn dell'elemento ad una cla~se cui lo stile C:SS\·1ent: associat0. lDREQ e IDFAC - ~folti clemenci del DTD

    dt Norme in Rete ammettono un attrìbuto che identifichi in marncra u111voca l'elemento. In tutti i c1s1 d1 elemcnn fondarn~ntali per l.1 :,,trutturn, l'id è obbligatorio. ln altrt ca::,1,è data poss1b1lttà al redattore di specificare o meno un identificatl\"o. GLOBALIREQ e GLOBALIPAC - Queste sono le cnntà che ,·engono cffcttiYamentc ut1hzzati nella defìmzionc degli attnbuti degli clementi del DTD d1 Norme 111 Rete. Eo,s1comprendono gli attnbut1 di vigenza, gli attnbuu di stile e l'attributo d1 1dentificaz10ne (nspcttiYamente obb!tgatorio e facoltaU\"O). 4.2. 1.,(1 t{genz{ldn rlow111e11l1

    Gli attnbut1 ddl'cnut:ì ngenn

    d1 controllare e ~pectficare e dell'csclus1onc selettt\·a di p,ut1 dd dopermettono

    la gesnonc del comohdamento cumento normati,·o per rng1orn redazionali Secondo l'attributo 'npo' ddl'clcmento radtcc, 111fatt1,i documenti NlR p0.,\0110 es::,cre o 'ong1nali' (11loro contenuto mpccch1,1 con la maggior fedeltà poss1b1lc il dornmcnto pubbhc,lto nella forma originale dalla fontc ufficiale del tipo di documenti) oppure soggetti a lan>ro redazmnale per aggiornarne o filtrarne 11contenuto. Solo nel primo caso è possibile u~are il \·alore 'originale' per l'attributo 'tipo' clell\:lemcnto NlR. Tra 1 documenti con 1nte1\~cnto redazionale, pu!>!Hamo
    F. T '1/a/z,F. Mega/e/ I DTD dezdommen!J di 1Vom1eù1Rete

    175

    vigenti'. Un documento 'vigente' è un documento normativo in cw la redazione, in base a tecniche e analisi esterne alla competenza cli questo gruppo di lavoro, ha realizzato un documento consolidato ad una dau specificata, ma non ha indicato nel documento quali cambiamenti sono stati effettuati dal testo originale a quello presentato. Il documento permette dunque di stabilire il contenuto ad un'unica data di vigenza, che viene indicata nell'uro del documento stesso. Un documento 'multi-vigente', invece, presenta indicazioni di quali modifiche siano state effettuate cd m quale data. La specifica avviene m due fasi: nella prima fase, all'interno del blocco delle meta-informazioni si indicano le date rilevanti per ogni cambiamento di contenuto del documento, nttraverso l'elemento 'vigenza'; ad ogni vigenza è associato un identificativo univoco ed una data d1 inizio rilevanza. Nella seconda fase, s1associano le varie parti di testo modificato alle vigenze così specificate. Per ogni elemento che è stato modificato, si indicheranno allora, dove appropriato, la data d1 inizio vigenza, di fine vigenza, di ìrnz10 sospensione, di fine sospen~ sionc. La mancanza d1 inizio wspensione o di fine vigenza tndicano che il resto è Y1gente alla data ultima di vigenza del documento (ad esempio, ad oggi). La mancanza di inizio vigenza 1nd1ca che il testo proviene direttamente dalla prima vigenza indicata (vale a dire, dal testo originale. della norma). Attraverso l'aitributo 'status' ,·errà giustificata l'assenza d1 una parte del testo per ragioni redazionali (ad esempio, di filtro o d1 irrileYanza per il lettore). Se la redazione decide dunque di non riportai e nel documento una parte del testo, gli elementi rdativi dovranno dunque essere cornunque usati, ma attraverso l'attributo facoltativo 'status' (con il valore 'abrogato' o 'omissis' a seconda della situazione). In tutti i ca:>i,gli attributi status, inizio, fine, iniziosospensione e finesospens1one possono essere assoe1ati a qualunque parte del documento, dai singoli commi ad intere partizioni. Nel caso si debbano indicare valon di vigenza cli singole parole o d1 brevi frasi all'interno d1 una partizione, si suggerisce di circondare il testo da un elemento 'span' con gli attributi di vigenza appropriati. 4.3. Entztd: contenimodelco,mmìt1ivan tipi dt elen1e11ti Glt elementi del DTD d1 NIR appartengono a cinque livelli d1 strutturazione diwrsa, corrispondenti ad altrettanti diversi npi di contcnt model: ELEMENTI VUOTI. Sono elementi privi di contenuto testuale. Rappresentano "posiziorn" all'interno del documento, oggetti non ulte-

    Pi'l?~etto .\•JR - Fwc 2 / G!t standard~ dqjìwftml Pr~~e/to(DTD e L"&"\-_,j

    176

    riormcntc sudd.1visib1li. In smtassi Xi"\JL sono corrispondenti al solo tag ELE\JENTI JNLINE. Detti anche d1 apeitura. Ad c~emp10, '
    ' HThIL, sono dementi che stanno PhraseT ,c\·cl nella nomenclatura all'mtcrno dei blocchi (1.c. paragrafi) e 1dcntificano parti cli testo a\"cnti una giustificazione semantica, strutturale o tipografi.ca del testo. ;\d c~cmpm '<1>' per 11con,n-o oppure '' per un riferuncnto ad un testo normativo. ELEMENTI DI BLOCCO. Detti anche ParaLeYel nella nomenclatura HTML, sono dcmem1 che :,t:parano 1] testo rn blocchi a :.cquenza verticale, come 1 paragrafi. Ad esemp10 '

    ' ELEMENTI COl"-ITE>JITORE. Sono clernrntl che definiscono al loro rnterno elementi speciali, o che modificano il senso ed il comportamento d1 elementi defimti anche altroYe. Ad esempio '

    ' o ''. ELE.:-..IENTl SPEClALI. Sono elementi ut1lizzab1!t ~ola all'interno di determinati contesti (alcuni clementi contenitore) che li giusuficano e li permettono. Ad esempio "' è definito solo all'interno d1 '
    ', e '' è definito solo all'interno d1 ''. Pmché ~1 vuole ottenere di specificare m maniera semplICe il content model degli clementi del DTD, sono stati create alcune cnotà, che permettono d1 raccogliere insieme gh clemcnu vuoti, gli clementi rnline, glt elementi hlocco e gli elementi contenitore definiti nei ·nm moduli da cui i: compo~to 11DTD: clementi generici e testuali (in testo.dtd), ed clementi specifici delle norme (in normc.dtd). Queste entità ,engono pm raccolte mentità globali usate per 1 comem model effettffi degli clernentl: •

    el~mhne comprende #PCD~-\TA (cioè testo) più glt clementi mhnc e gh clementi vuoti, O\Tcro tuttl gli clementi che:: possono

    appanrc all'rntcrno d1 un blocco; •

    111hnerappresenta una selcz10ne ripcabilc di elementi eLmline, ovvero il content model standard per gli elementi inlmc e blocchi; Si ~ono separate le due dcfiniz1om perché, stante le limitazioni nell'w,o di PCDATA nei contcnt model, elementi che ddìmsca~ no ultcnon clementi al loro interno (come forme mod) pos~ono comunque essere defimti tranquillamente.



    blocchi rappresenta OV'ifero



    una selezione ripetibile d1 elementi blocco,

    rl content model standarddi dementi conterntore.

    strutture rappresenta ralmente nlcYant1.

    una selezione npt:tibilc di elementi struttu-

    F. I ?ttalt.F. Mega/e/ i Dm d,·zdoc11n1enh c!t}\,Tonne tJJ Rete



    177

    PhraseLevel e ParaLevel sono la nomenclatura standatd HTML per, rispettivamente, ml.me e blocchi, e sono definite perché usate in nella tabella.

    4.4. Soia del redattore L'elemento ndr è stato inserito per permettere alla reda~1one di inserire un nferimento ad una nota (il cui testo è posto nelle meta-ìnforma;,ioni). L'attributo 'num' specifica l'attnbuto id della nota, mentre l'attnbuto 'value' specifica 11valore da YÌsualizzare del nferimento. 4.5 Elemenh genena

    Gli dementi gencnci sono introdotu per descri\·erc parti di te::stoche, pur non essendo considerate nel DTD, hanno comunque una nlcvanza particolare. L'attributo nome permttte di assegnare un nome significauvo a questi elementi senza modificare il DTD. Si può addinttura intendere che qualunque elemento dotato di un nome specifico possa essere considerato equivalente al corrispondente elemento generico con un apposito valore per l'attributo 'nome'. Così, ad esempio, le dizioru e debbono essere considerate equivalenti. Analogamente è equivalente cli e è equivalente di <13 nome='titolo'>, ecc. L'uso di elementi ,generici è particolarmente utile nel caso si yoglia attnbuirc ad una parte del documento un attributo specifico anche se essa non cornsponde a neswna 8Udchvisionc ufficiale della gerarchia. Ad ç;,cmpio, se 11legislatore ha posto Ln grassetto alcune parole all'interno del corpo d1 un comma, sarà possibile circondare queste parole con l'elemento (o in modo equivalente con l'elemento o ancora più semplicemente con l'elcm-:nto ). Nel caso di un tc.c,toconsolidato, due parole abrogate a partire dal giorno 5/10/98 possono essere circondate da un elemento . Gh dementi genenc1 sono allora: n1oto, mlinea, blocco, e contenitore. Inoltre è definita una gerarchia aperta di elementi a nove livelli, che permette di specificare strutture gerarchiche arbitrarie o appartenenti a normative non standardo con eccez10m rispetto alh strutturazione della Circolare. Tutti gli elementi della gerarchia hanno un numero ed un titolo facoltativo, e richiedono un id obbligatorio. Similmente si può trattare degli clementi Do-

    Progetto l\IR - 1-'àJe2 / G!t standards d~{tmltnelPro,ge!/o (DTDe [ TR,_ \·1)

    178

    cArt1colato, Semtartlcolato e DocumentoNIR, descriYere interi documenti dei rispettivi tipi.

    elementi genertCJ usau per

    5. IL FILETESTO.DTD

    Nel modulo testo.dtd trovano posto le definizioni degli clementi con semantica non legata alla normazione, ma comunque utili nella strutturnzionc dei documenti di Norme in Rete. In esso s1 ridefiniscono, con opportune n1naz1orn, clementi tratti d,i HTi\fL

    5. f. FJe111e11h ro,rcontmt mod~IE.\IPTI'" •

    br : ritorno a capo obblig,ito, senza dn·1sione in blocchi



    hr: linea onz;;,ontale, !>cparatore d1 sez10ni



    input: elemento eh inserimento oltre)

    datt all'interno di un form (vedi

    5.2. Elnmnh dr!po 111/me •

    b : elementi visualizzati



    1 : clementi ...-1suah.:zat1m corst\'O



    u : dementi '-'tsuahzzatt sottolineati



    sub : elementi visualizzati come pedice



    sup : clementi visualizzati come apice



    span : elemento generico HTML di tipo inline



    a : link ipertestuale

    tn

    grassetto

    genenco, senza connotaz1on1 legate alle nor-

    me

    5.3. Elm1enlid1ttpoblorroe/or111



    p: paragrafo J"lcmdan/



    dtv: elen1cnto generico HThIL d1 tipu blocco



    form

    : elemento

    dall'utente

    che

    introduce

    un

    modulo

    completabile

    F. Vtta!t. F. Me.._gale / l DTD d:zdowmentldzNonne III Rete

    179

    5.4. Specifica dztabelle Per la specifica di tabelle con un lmguaggio di markup esistono due modelli di particolare diffusmne, la cui conoscenza è sufficientemente diffusa da garantire l'esistenza di appositi strumenti di creazione e visualizzazione per le tabelle così descritte: •

    Il modello di tabelle CALS (identificativo pubblico "--/ /USATable Model 951010//EN'') usato all'interno dell'iniziativa CALS del i\tfin.istero della Difesa USA,

    DOD / /DTD •

    Il modello di tabelle HTl\fL4, descntto in un'apposita sez10ne del D1D di HT.ML versione 4.0 (identificativo pubblico " //'\f.J3C//DTD HTML 4.0 Strie!//EN"), come proposto dal 1orld U7ideIFebComittee. I.J:

    Entrambi sono modelli SGi\lL di tabelle, di cui non esiste, al momento. ,una versione XlvfL ufficiale. Tuttavia dJ entrambi esistono vei-s10ni X,\JL ufficiose sufficientemente dettagliate e rispettose da poterne permettere un uso affidabile. Per ragioni dì semplicità, diffusione e facilità di uso, sì è scelto 11modello HTML4. Il modulo qu1 fornito è una ver~tone semplificata ma fedele del modulo tabelle del DTD di HTML espresso in SGtvIL

    6. IL FILENORME.DTD Nel modulo norme.dtd vengono raccolti tutti gli elementi con si.:mantica connessa agli attl normativi. Questo modulo, che è il cuore del DTD di Norme m Rete, permette di descrivere testi d1 natura normativa identificandone appropriatamente gli elementi costituenti. Due sono state k scelte programmati.che di fondo: l'adesione alla Circolare "Regole e raccomanda:,doni per la formulaz10ne tecnica dei testi legislativi" e la sussidiarietà dei vincoli del DTD alle scelte del legislatore. Quest'ultimo aspetto in particolare significa adeguare i permessi del DTD a ciò che è stato effettivamente inserito nei documenti reali, senza imporre vincoli per quanto ragionevoli - su documenti che ormai non possono pìù essere modificati. Ad esempio, ciò significa non imporre una numerazione automatica delle parti gerarchiche, bensì accettare qualunque valore (anche eventualmente sbagliato) sia staro ufficialmente pubblicato. Ovviamente sarebbe stato possibile, nel DTD prescrittivo, fornire una regola di numern%10ne automanca, ma questo avrebbe reso i documenti scritti

    180

    Progello SIR - h1Je2 / Gli stancbrds d~JÌm/1ml Prr;_~elto (DTDe UZ:\-1)

    secondo questo DTD incoerenti con (Juclli scnttl secondo Il DTD dc~cntt1,·o, ptù fles'iib1lc, e ciò anebbc creato una distinzione 10acccttab1le cd mgiw,t1ficata tra i documenti marcati ~ccondo I due DTD li modulo norme dtd introduce due categorie d1 ckmenti ben d1stim1 cd analogamente importanti: gli clementi della struttura dell'atto normatrvo, e gh ckment1 1nhne con semantica rilevante a1 firn della normazione. La prima categoria comprende quegli elementi che costituiscono l'ossatura di un documento normativo, come l'intestazione, la conclus1onc, e tutti gli dementi dcll'arttcolato. Nella seconda, im·ece, comprendiamo gli elementi volti ad identificare quelle paru dd tc~to normativo che hanno un si!-,rnificato ritenuto semanticamente rilcYante mdipcndentementc dalla loro pos1z1011eall'interno del documento normat1Yo (ad esempio in rubnche, corpi dei commi, annessi, ecc.). Tra questi comprendiamo, ad esempio, 1 riferimenti, le spec1fìcazion1 di atti, soggcttì, enti, date e luoghi.

    6. 1. E11t1tà: al!rtlm/1

    cu1111mi

    Sono qrn poste tre defimz1oni di attributi usati in van clementi del modulo. Essi sono 'norm', per esprimere un ,~a]ore normalinato d1 data e/ o ora, 'luogo' per fornire un eYentu,1lc 1dent1ficat1,·o a luoghi geografici di p.1rt1culare nk,·,111z,1,e 'codice' per forn11-cun codice 1denttficnt1Yo ad organinaziom o ruoh citati nel testo. In tutn e tre I ca~1 i ,·alon (de~cntt1 dctt,1gliatamcntc nel seguito) sc1yono per formre un valore sta11dardizzato ut1Ji7zab1lcin manH::ra sicura m rìcerche, collezioni e confrontL

    6.2. Stml/11re /011dc1111t11!a/i deidoml!lenli11orfllaft1'! In questa sezione ,Tengono descritti I due tipi d1 documenti con struttura di atto norrnati,·o previsti dal DTD di Norme m Rete: l'articolato e il ~cm1-art1colato. Il tipo articolato ,;;iapplica a quei documenti che hanno la struttura d1 documento normati,'o esatta, con rntestaz10ne, formula di approvazione, art1colato, formula finale, conclus1one, e,·entuali annessi. Con 11npo sem1-arttcolato si intendono de~cnn:rc quei documenti che, come 1 precedenti, hanno una sm,rastruttura d1 documento normauvo (con intc~taz1one, forse una formula di appronzionc, forse un preambolo, ecc.), ma che o sono pr1v1d1 una se:.done dJ articolato propnamente detta, oppure hanno una sczìone di articolato sufficientemente diYersa da quelle dc~critte ncgh altn tipi, così da dover c~sere descritta m maniera specifica e ~enza \·mcoll preimposti. In questo caso, tutti gh elementi di

    F Vita!t, F Mega/e/ I DTD de!documentidt ]\lonnem Rete

    tipo normativo sono possibili ma facoltativi, per comprendere numero possibile di varietà.

    181

    11maggior

    6.3. Elementz dell'intestaz.i0i1e Seguendo la Circolate, ogrn documento normativo possiede un'intestazione composta dJ. un tipo di documento, una data, un numero d'ordine, ed un titolo.

    6.4. For111ula inizialeefinale In conformità al pnncip10 d1 sussidiarietà espresso in precedenza, le formule di rito iniziali e fin.ili, sebbene obbligate e ripetute tra tutti i documenti d1 uno ~tesso tipo, ~ono comunque previste ed appositamente marcate. Esse sono divise m blocchi (ad esempio elementi "p" o "div").

    6.5. Ele111e11ti del!'mticolato Come già descritto 111 precedenza, l'articolato si compone di libro, parte, titolo, capo, sezione, paragrafo ed articolo secondo i content model specificati dei DTD stnct e /oose.Ogni elemento della gerarchia ha o può avere ulteriormente una rubrica testuale ed un numero d'ordine; moltre esso ha i soliti attributi cd 111 particolare un identificatore obbligato.

    6.6, Ele111e11ti sotto l'ar!tcolo Un artJColo è composto di commL, che contengono o un corpo di testo o un elenco di elementi lettera. Il DTD pre-vede due tipi di elenchi, c1uelh composti di elementi lettera (el) e quelli composti di elementi numero (en). Questi tipi sono anrndabili, irnziando, dentro al comma, con elementi lettera, e proseguendo con elementi numero. Ogni elenco è introdotto da un elemento alinea obbligatorio e seguito da un elemento coda facoltativo. Gli clementi di un elenco sono dotati degli attnbuti soliti, ma l'identificatore è facoltativo.

    6. 7. Decoraz!om Articoli e commi presentano un'ulteriore caratteristica, chiamata genericamente decorazione. È noto infatti che, soprattutto nei testi u111ci,esiste l'abitudine di specificare nei pressi della rubrica l'origine normativa

    182

    Pra__ ~e!/o:\JR - htsc 2 / Gh st:1ndards d~/Ìmltml Progcllo(DTD e UZ.\'J)

    dcll'art1colo stesso. La recente disciplina dei tesi unici misti, poi, prevede b spcc1tìca71one del Ya]ore legislati\-o, regolamentatJ,-o, o mi!:>to, ddl'artJco]o o del comma. All'interno della dccora7ione (facoltativa) vanno poste informazioni aggiuntIYe rispetto alla rubnca dell'articolo o al corpo del comma, cd 11rango (lcgislam-o o regolament~tti\·o) dell'art1colo o del comma medesimo.

    6.R. f:./mm1tidellacond11S1011e Vna conclus1onc è composta da un elemento dataeluogo e dalle sotto~cuz10n1. L'elemento daracluogo comprende quella parte della condu~10ne m Clii s1 specificano la data e 1I luogo 111 Cli! \ iene firmato il documento. Glt attnbun norrn e luogo permettono d1 forrnrc valori normahz7,ltl d1 quc!:>temformaz1om. Il blocco di sottuscr1z10m è compmtu da zero o più sottoscnn:nu e da un elemento nsto. Per sotto~cr1zio111e nsto, piuttosto che fornire la tipologia dei pm.sìb1h !:>ottrn,cr1,·cnti,mentabilmentc ~terminata, s1 è preferito permettere blocchi di testo arb1tran, con il sottinteso che tutti 1 nomi e tutti I ruoli vengano adeguatamente mser1ti all'interno d1 apposm elementi 'soggetto'.

    6.9. Dle111mti deglia1111essi

    r

    n pcttoal documento o~pìtc, può comunque e~~ere prccedutD so (i] modo 111 cui il documento ospite introduce l'anne~w, ad e!!empm "Allegato A"), 11titolo proprio dell'anne~~o, ed 11pre-annesso. Tutti questi clementi possono contenere al loro rnterno blocchi d1 testo e sono facoltatiYI. La scelta d1 usare un riferimento eswrno o d1 includere l'annes~o nel corpo del documento pnnc1pale de\-e restare as!:>olutamente

    F. V11ali,F. Meg,1/e / I DTD du dow111en!t dzNonnem &te

    183

    equivalente per i fini della marcatura NIR, ed essere unicamente gmstificate da ragioni dì comod1d. Fanno eccezione a questa regola 9ucgli annessi che per loro natura non possono essere codificati in XlvIL, come immagini, schemi tecnici, ecc., che debbono necessariamente essere pos1i all'esterno del documento, e quegli annessi che, avendo valore di documento autonomo, debbono possedere un proprio URN e ricevere riferimenti espliciti in maniera autonoma dal documente annettente. Altrimenti, la scelta deve essere guidata da criteri d1 comodìtà al redattore e ragionevolezza. In lmea generale, può essere suggerito cli sicuramente includere nel documento quegli annessi che per dimern,ioni o rilevanza non meritano lo statm, d1 documento autonomo (brevi testi, semplici tabelle, ecc.), e porre esternamente i1wcce gli anne~~I più lunghi e strutturati. 6.9. ElnmNh in/me e speaat:

    Il DTD cli Norme in Rete defirn~ce alcuni elementi inlmc come dotati. d1 un preciso sigmficato la cui marcatura è utile per applicazioni sofisticate di ricerca o rielaborazione dei documenti stessi. Questi dementi possono apparire ovunque nel testo di un documento normativo, e anche md1pendcntcmente dalla pre!>cnza di un articolato o di altre sovra<,trutture imposte. Gli elementi inlinc d1 questo t1po sono: •

    rif: un rifenmenro c!>plicito ad un altro testo. L'attnbuto rifexlmk:href permette di forrnrc l'ident1tìc,1t1vo del documento nto. S1usi a questo proposito l'URN più specifico.



    mnf: un rifenmento esplicito multiplo (ad esempio: "come precisato dagli artt. 5, 7 e 26 della legge XY"). ln questo caso gli elementi rif precisati al suo interno sono da mtenders1 appartenenti al riferimento mult1plo. Nel caso in questione:

    come ptcc1~ato dagh ,utt 5, 7<1111> e 26< 1 nf> de]L1legge XY.



    mod, Yirgolette : un nfertmemo mod1ficat1vo complesso. Esso conterrà testo qualur,c1ue, uno o più rifer1ment1, zero o più riferimenti a testo esistente o da sostituire (dette anche novelle). L'elemento "yJrgolctte'' serve per identificare parti di testo, solitamente tra drgolettc, che identificano le parti d1 tC!itOesistente o le novelle da sost1tuin-i.L'attrihnto "tipo" permette d1 determina-

    18..J

    ProgettoJ"\7R - l'ase 2 / Gh sta11Jards def,m!tnel Progetlo(DTD e UR?ù)

    re se le virgolette contengono tsemp10,

    una struttura o alcune parole. Ad

    al <11fxl111khref="wn ">comma 4
    , le parole da "<,'1rgolette 1d="mlel">cntro 30 gg" fino ,i '·mm1cro 419'' wno sostmute dalle scguentl "bbh bi 1h blah" .-\ll';u Hcolo 4H del decreto legislatl\'o n 22, li comma 9
    è ~DStltwto Ja. seguente 9 .-\ decmrne cla...




    def: la definizione di un termine usato ·rec1uentemente nel documento. Questo permette la creazione d1 link automat1c1 alla defi111zione cli un termine particolarmente nlevante all'interno di un documento normatin). ldentificare qm ste parti di documento è facoltatrvo.



    c1tto, soggetto, ente: clerrn:ntt eia usare r=cr c~plicitare atti, ~oggetti ed enti utat1 nel documento. L'attubuto codice permette di speuficare l!1 ma111eL1non amb1gu;_ l'cmo, il soggetto o l'ente identificato facendo nfcnmcnto ac UIH bt.1 ufficiale di ,;alori leciti. Idcnt1ficare c.1uesteparu cli documento è facoltanni.



    data, luogo: elementi Lb,1tÌ pt'r e~plic1tare quelle parti del resto normatn-o che fanno nfcnmento ad un 1 data o ad un luogo preciso. L'attnbuto norm se1Tc per esprimere un valore normalizzato (e c.1uindi ut1hzzab1le in maniera ~icura per ncerche e confronti) della data o del luogo !Il quest10nc. Inoltre l'elemento data va usato per date presenti m senso ptoFrio nel documento, e non laddove la data sta elemento specific::-,n,·e un riferimento ad altro documento. Identificare queste partì cl1,--1.ocumentoè facoltativo.

    E T'zla!t.F Mega/e/ I DTD de!drJmmentidi Normezn Rete

    185

    7. SINTASSI DEI VALORI DI ALCUNI ATTRIBUTI RILEVANTI In questa sezione si forniscono le::sintassi imposte ai Yalori di alcuni attnbut1 rilevanti per il DTD di Norme Jn Rete. Sebbene la specifica d1 queste smtass1 non sta posta all'mtcmo del DTD, essa ha comunque valore prescrittivo per queste classe di documenti. Tale DTD impone valori agli attnbut1 xlink:href, id, norm e codice. 7, f .. ,:/mk:bref

    Con l'attributo xlink:href si specificano le destinazioni di riferimenti ed altri elementi di natura ipertestuale. Il valore di un attributo xlink:href deve essere necessariamente un URl. Se la destinazione è un documento di natura normativa, si richiede l'uso d1 un URN, secondo la sintassi definita dal gruppo dt lavoro degli URK d1Norme 111 Rete. La mdica:;-ione d1 locazioni interne ad un documento di natura normativa passa attraverso l'uso della sintassi "hash" degli URJ, aggiungendo all'URN del documento il carattere "#" e una specificazione della locazione interna. Questa spcc1ficaz1onc può essere o un XPointer che individua la locazione prescelta, oppure, preferibilmente, l'identificativo se esistente dell'cle1nento desiderato. Questo identificativo è posto come valore dell'attnbuto 'id', specificato d1 seguito.

    7.2. ,d Nell'attributo 1d s1 form1,ce un valore che identifica univocamente l'elemento all'interno del documento normativo. Questo permette l'immediata 1dent1ficaz1one dell'elemento per link ipertestuali, rifenmenti di mcta-informaz1oru, ecc. Ln id è composto da uno o più blocchi di lunghezza \'anabile, ciascuno ad mdi,.-iduare con dettaglio crescente il percorso identificativo ddl'elcmcnto, separati dal carattere '-'. Ogni blocco è composto da una sigla di trL' lettere minuscole (il tipo di elemento), un numero (il numero d'ordine: dell'elemento), ed eventualmente la specificazione aggiuntiva (come bts, ter, ecc). La sigla è scelta ove pos1,1b1lcdal seguente elenco:

    nome elemento

    tipo di componente libro

    libro

    sigla

    lib

    186

    Progetto0.7/R- Pase2 / Glz standards dejì111tz nel Progetto(DTD e f._'R..\',)

    parte

    parte

    prt

    titolo

    titolo

    tit

    capo

    capo

    cap

    sezione

    sezione

    sez

    paragrafo

    paragrafo

    prg

    artlcolo

    articolo

    art

    cornn1a

    c01nma

    com

    lettera

    cl

    let

    nu1nero

    cn

    num

    annesso

    annes~o

    ann

    preambolo

    preambolo

    pre

    riferimenti

    rif, mod, a

    rif

    elementl vuoti

    br, hr, input

    inl

    clement.1 inline

    b,i,u,sub, ...

    in]

    clcm(.'.nti blocco

    p, div, form, ...

    blc

    elementi generici

    le prime tre lctvuoto, inlinea, gerarchia, tere dell'attributo 11, ..., 19 'nome' se non uguali ad altra sigla

    Il numero è ove possibile il numero d'ordine esplicito dell'elemento, e altnmentl 11numero d'ordmc as:,oluto dell'elemento all'interno degli clementi con la stessa sigla (ad esempio, il terzo elemento inlrne del documento: "111!3").Il numero \·a po:sto in cifre. La specificazione agg;iuntl\'a va posta solo quando il numero d'ordine dell'elemento gerarchico presenta clementi aggiuntivi (bis, ter, ecc.). Ad esempio:

    elemento articolo 12

    valore dell'attributo

    'id' art12

    F. Vt!ali. F. 1.\1.egale / I DTD deido;u111enti di Normein Rete

    terza sezione del capo IV del II libro numero 5 della lettera c dell'articolo 142 ter terzo paragrafo del primo annesso

    187

    lib2-cap4-sez3 artl 42ter-lct3-nwn5 ann1-blc3

    Nel caso in cui la numerazione aggiuntiva sia posta prima del numero 1, si prevede una numerazione preceduta dallo zero: 01, 02, ecc. In questo caso la parte numerica sarà. analogamente composta da tanti zeri quantie sono quelli posti nd documento. Ad esempio: articolo 02 art02 Nel caso di situazioni non de!:,critte dalla presente discussione, sarà poss1b1le creare un idcntiricativo arbitrario, purché abbia le seguenti caratteristiche: che sia unico ~ùl'interno del documento; che sia composto di uno o più blocchi gerarchici separnt:i da '-'; che segua ove pos!:.ibile lo schema lll9999agg: tre lettere, un numero in cifre, una stringa eventuale aggiuntiva.

    7.3. noni/ L'attributo norm for111scc un valore normalizzato agli elementi di tipo data (data, dataeluugo, dataDoc). Poiché vi può essere grande variabilità nel modo di esprimere una data in un documento normativo, il valore normalizzato fornisce una sintassi stabile e prevedibile utilizzabile nelle ricerche ed in ogni applicazione in cui la conosccm:a c:,atta della data .'!lia importante. Il valore normalizzato dovrà essere una stringa di 8 caratteri (AA.AAl\.t:MGG),in cui, da sinistra a destra, 4 caratteri indicano l'anno, 2 il mese e 2 11giorno. Se nel testo viene anche precisata un'ora o un momento preciso, questi dovranno essere specificati con una strm!-_,>n aggiuntiva di lunghezza variabile (hHHMM[SS (FFF]] dove la parentesi quadra indica facoltatività), in cui da sinistra a destra sono poste una lettera "h" minuscola, due cifre per l'ora, due cifre per i minuti, due cifre facoltative per i secondi e tre cifre ulteriormente facoltative per la e,·entuale frazione di secondo. Ad esemp10: alla mcz:1anottc del 12 ottobre 1999

    7,4,

    mdrcr

    T,'attributo codice forn1'>ce un valore norrnallzzato ad atti, soggetti ed enti c1tat1 nei documenti normativi. P01chi: Yl può essere grande ,-anab1htà nel modo m cui essi ..,ono chmmat1, L1ttr1buto codice formsce un mcccarnsmo stabile e prenxl1b1lc da us,ue 111ncerchc ed altre apphca7tOrn. I Yalon assegnabili all'attributo codice ,·anno specificati m appmrte tabelle, che a~~ocmo in maniera stabile e pre,·ed1bi1c un codice arbitrano ad ogm atto, soggetto od ente ntenuto Interessante. L'estensione di ()L!este tabelle, per quanto atto imporrante e 1neluttab1le, è. OYYlamcme al d1 fuori della competenza d1 e_1ucstogruppo d1 Lworo.

    8. IL FILEMETA.DTD Nel file mcta.dtd \"cngono de~critte le t1polog1e previste d1 mctainfotmaz10ni as..,oc1abih ai documenti cd alle parti di documento descritte con il DTD d1 ~mmc 111Rete. ln realtà le metamformaz10ni spalancano mfimtc poss1b1lttà di ..-alore aggiunto, di cui per il momento solo alcune sono suggerite 111questo documento, e ~1prcn:de dt lasciare ampio sp.1zto ad ultermn approfond1ment1. Va notato che il DTD non suggerisce che le metnmformaz10111 debbano essere po~tc all'mtcrno del documento, né che dc:hba cs1stere un unico blocco d1 mcmrnfurrm1.z1um pc-r ugni dm.umento. Esso fornisce llIU ~1ntassi ed un'organiua7Ìonc delle meta-mfurma;,:1oni e, tmhpendentemcmc, 1t1d1ca le pm1z1on1 standard nel documento don; 1nscr1n: tali meta-111formaz1onì, nel cm,u si fosse deciso d1 porle tnternamcntc. Il DTD d1 Norme 111Rete mdl\·idua due t1p1 cli metainformaz1om: le meta-informazioni


    Descntton: ~ono alcune me.tainforma7lom fondamentali per descrivere il documento tn 9uestione. Trn c1ucste ricordiamo la pubblicazione ufficiale dd documento, l'urn a cui as!>ociare 11documento, il o gli e\Tntuah alia~ (altre forme testuali con cui il documento è noto), k \·1genze m caso di documento con una multiv1genza, e, entuali rcla7Ìon1 con altrì documenti normativi, e una lista d1 parole chìm·c per descriYerc 11documento.

    F. Vitali, F. ;Wegale / I DTD dezdo,-un1enfl dzNormei11Rete

    189



    lavon preparaton: in ciuesta sezione è possibile mcludcre, a testo libero, 1nformaz1oni e documcntl connessi con la fase preparatoria del testo



    proprietario: uno schema libero di meta-1nformaz1oni relauve ad un'applicazione proprietaria.



    redazionale: in quesca sezione la redazione che si occupa d1 pubblICarc un documento ha la possibilità di inseme informazioni libere sulla pubblicazione medct..ima



    dispos1z10ni: in questa sez10ne si possono inserire disposizioni caratterizzanti o analitiche per descrivere ti contenuto normativo di un documento. Pèt una gmstificaz1one dell'utilità, ed una breve analisi delle caratteristiche sintattiche delle disposizioni, si veda h sezione 10.

    9. USARE IL DTD NOR.i.W:EIN RETE

    9.1. Diten di uso del DTD Norn1etn Rete Il DTD Norme in Rete 2:organizzato affinché Ma facile descrivere ed organizzare in maniera completa alcum tipi di testi normativi, elencau all'ini7to di questo documento. Si è inoltre cercato di rendere possibile la formalizzazione di un numero molto più ampio d1 documenti, di struttura ~i1nik: ai rc-,ti nor111ativi pn::vist1, o che possano essere trovati co1ne allegati a testi normativi previsti. Per questo motivo, il DTD prc,·ede un numero molto ampio di strL1tcurccd elementi, molti dei quali non necessariamente comuru nei testi normativi. Scopo di questa sezione è formre una prima guida d'uso al Dm, descrivendo alcuni casi comuni e la loro conversione in XJ\1L con q1.1estoOTD, e fornendo un elenco di requisiti minimi di compat1b1lità per i docume:nti così convertiti. Come per molti tipi d1documenti XML, sono di particolare importanza due criten d'uso: •

    lvlinùnalitàe specifidt.ìdei 111arkttp: È opportuno inserire solo i tag strettamente neces~an, cd in ogni caso è opportuno sc<.:gliere sempre quelli più specifici al molo ed alla posizione del testo che deve essere descritto. Il DTD offre in molti casi varie soluzioni diverse per descrivere lo stesso tipo di testo. In generale, tuttavia, esiste una soluzione più specifica delle altre, che per questo motivo è più appropriata e prefenbile.

    Progetto l\JR - F,m 2 / G!t standards dqjìm!t!leiProgctlo(DTD e UR \'J)

    190



    I,,d,pendenzaed imlevanza dellapresentazwm. La trasformazione in Xl\IL di testi a stampa comporta sempre la tentazione di trasferire sul documento elettroruco le scelte tipografiche fatte nel documento a stampa, come grassetti, corsJYi, capm·ers1, etc. In effetti il DTD NIR offre la poss1bilità d1 descmuc in maniera abba~tanza 1:,ofisticatale caratteristiche prc~cnta7ional1 dei documenti. TurtaYta è opportuno ncordarsi che in generale le carattcm,tichc prescntaz1onali di un frammento di documento norrnat1\'0 dipendono direttamente dalla sua carattenzzazione semantica, e che \"Crranno specificate m fase d1 presentazione attra\Trso fogli d1 stile. Per l1uesto motivo, le caratteristiche pre~entazional1 ddle parti d1 un documento !\:IR vanno precisate solo quando sono eccez1on1 rispetto alla normalità, ovYero quando appaiono sui documenti a stampa in maniera asistematica e non gmstificata dalla caratterina7ione semantica delle parti !,tesse.

    Ad esempio, nella maggior parte det testi normann il corpo dt un comma è composto d1 un solo capoYerso. ln questi casi, dunque, la carattenz,rnzionc semantica (essere un comma) sussume e contiene la carattenzza:donc tipografica (essere un capoverso) rendendo inutile ed eccessrrn l'uso di tag presentazionali (ad esempio, il tag 'p' o il tag 'dr,;') intorno al corpo di un comma. Analogamente, le rubnche degh articoli sono t1p1camcnte visualizzate in grassetto o in corsivo m q11a11to mlnirhedi arlico!t.Anche quila caratterizzazione tipografica è già contenuta nella carntteri:>::;:a:;:ione semantica, e non de\T essere riportata nel documento. Sarà invece opportuno tag tipografici nelle (rare) !,ltuaziont in cm la caratterizzazione tipografica eccede o è; indipendente da quella sern,1ntica, ad esemp10 quando 11corpo dr un comma è d1Y1w in capoversi, oppure quanJIR introduce alcuni clementi cosiddetti "generici", come "\·uoto", "mlinea", "blocco", "gerarchia", "contenitore", e "documcntoNIR". Essi fornii,cono, nelle mten7loni del work.tng group, quelle carattensttche d1 flcss1b1lità che permettono al DTD di poter essere mato anche per documenti normatin non esplicitamente elencati e dalle carattenstiche strutturali più o meno difformi da quelle prcYistc esplicitamente. Gli elementi gcnenc1 sono infatti elementi destinati ad essere usati per situaziorn la cui semantica è ben precisa ma non esplicitamente prevista dal DTD. Un altro criterio d'uso importante, allora, è il seguente:

    F. V1tah. F. A1egale/ I DTD

    dc'l doC/.IJJJC/llt di Norme m

    Rete

    191



    Differenzatra tag p1;:sentazionah"e tag generici.I tag presentazionab (come "div" ' "p" , "b" , "1"' ecc .) hanno lo scopo di fornire un'indicazione tipografica non giustificata strutturalmente o semanticamente. Viceversa i tag generici hanno lo scopo di fornite un'indicazione strutturale o semantica non altrimenti presente nd DTD. Come già detto, sono candidati naturali per 1 tag presentazionali casi come capoversi multipli all'interno del corpo di un comma, o parole eviden;,;iate (in grassetto o in corsivo) all'interno d1 un testo solitamente non ev1denz1ato. Viceversa, sono candidatt naturali per i tag generici strutture gerarchiche esplicitamente denommate e diverse da quelle previste Qibro, parte, titolo, capo, seziont, paragrafo, articolo, comma) oppure tipi d1 documenti non esplicitamente previsti dal DTD (come Legge, Decreto Legge, Dpr, ccc.). In quesr'ultimo caso, l'attnbuto ''nome" permette d1 specificare il nome carattertzLante semanticamente la parte di documento. 9.2. Str11tt11re_jòndamentali e opzionah dei docmmntz

    Il DTD Norme m Rete forrnsce un elenco particolarmente ricco di caratteristiche identificabili sul documento normativo: caratteristiche strutturali, caratteristiche semantiche, caratteristiche tipografiche, metainformazioni, ecc. La organizzazione dt una norma secondo 1 dettami più specifici e dettagliati

    del DTD,

    dunque,

    nchiede

    molto

    tempo

    cd una

    notevole competenza tecnica non solo informatica, ma anche e soprattutto giuridica. Per questo motivo si è reputato opportuno indicare un livello minimale di conformità nei documenti X11L, ed un livello ottimale. Affinché un documento possa essere considerato corretto secondo 1 criteri d1 Norme in Rete, dunque, esso deve quantomeno soddisfare Il livello minimale di conformità. Sono dunque caratteristiche da identificare necessanamente per un documento mintmamente conforme le seguenti: turte le sue parti



    L'intestazione



    L'articolato nella sua specificità massima, inclusi i commi, gli alinea, le lettere ed 1 numeri dove appropriato



    La distmzione quantomeno in paragrafi delle formule irnziali e finali

    1n

    192

    /Jroc~etto ;\'JR - Fa1e l / Clz standards d~fimhnel Prngello(DT/J e CRY,J



    La corretta elcncaz1one e il giusto collegamento agli annessi



    le meta-mformazion1



    l'1dencifica7Ìone d1 tutti 1 nfcnmenti ad altri documenti normativi



    la specifica degli ID per tutti gli elementi in cui esso è richiesto e per tutti gli clementi genenc1 a,·enti un ruolo strutturale.

    della se7ione "descr1ttor1"

    Caratteristiche che costitrnscono invece un lhrello di conform1tà ottlmale sono le seguenti:



    la specifica degli 1D per tutti gli elementi in cui essi ~ano previsti, anche se facoltativi



    l'identificazione d1 tutte le parti semanticamente rile\'ant1 descritte dai tag "def', "atto", "soggetto", "ente", "data", "luogo", "'"'mod''



    Le meta-informazioni

    della se71one "lavoripreparaton"

    Le mctainformazioni complicano ulteriormente 11 panorama della conformità: in generale le metainforma;,;iorn, a parte c1uelle descritth·e, rappresentano un contributo redazionale o dunque non ufficiale d1 carattcri7zaz10ne e de~enz1one del documento. Per questo motivo, e~~e non

    •::olo non

    sono

    obbligatorie,

    d1p~ndoendo

    dnlb volontà

    e capacità

    della redazione, ma in hnea d1 prmcipio non possono nemmeno essere considerate univoche, né ufficiali_ Il DTD di Norme in Rete, dunque, suggensce che le informazioni delle se71om "redazionale", "propr01etario" e "disposizioni" ,,engano fornite 111d1pendentememe, e poss1bilmente in una nsorsa esterna al documento stesso, con ciò permettendo la coesistenza di blocchi d1 mcta-mformaziom siffatte di tipo e provernenza dh-er~c.

    10. SULLE DISPOSIZIONI NEL DTD DI NOIUt:'lE IN RETE Nello Studio di fattibdrtà del progetto "Acces~o alle norme m rete" (pubblicato nel n. I /2000 della rivista "Informatica e diritto") si pone m luce una distmzione fondamentale tra struttura formale (un articolato orgarnuato m libri, parti, titoli, capi, sezioni, articoli, commi, con precise regole di contentmcnto e forma) e struttura funzionale (una sene di ''disposi;,10111", ovn::ro atti linguistici indipendenti che costituiscono il contenuto profondo e descnyono le funzioni regolattYc del testo). Se è facile e per lo più non ambiguo identificare la struttura formale del do-

    F. Vitalr, F. Mega/e/ I DTD de, docmmntzdt Normem Rete

    193

    cumento normativo, più difficile è analizzare l'aspetto funzionale o semantico delle sue varie parti. Difatti, mentre per l'analisi formale del documento ricorriamo a pochi, semplici ed e\"ldenci concetti come la gerarchia, la sequenza, la rubrica?..ione ecc., per l'analisi del precetto normativo dobbiamo inevitabilmente affrontare un lungo ed incerto percorso sul significato normativo del documento. L'esperienza dimostra che rari sono i dubbi nel marcare conettamente libri, parti, titoli, capi, sezwrn, articoli e commi, o le loro rubriche. Non solo: queste parti possono essere identificate a prescindere dal contenuto del documento, il più delle volte attraverso una mera analisi tipografica, che non richiede una comprensione approfondita del significato normativo. Più incerto può essere invece stabilire se un comma prescriva, ad esempio, un obbligo, un diritto o un dovere. Per far ciò, è ovviamente sempre necessario leggere e analizzare il testo, formulando se del caso interpretazioru sofisticate del medesimo. Inoltre, accade talvolta che si produca una sovrapporubilità dm confini imprecisi fra la struttura formale e queila funzionale del documento normativo. L'effetto più evidente di questa incompatibilità cli fondo tra le due strutturazioni è che drventa rischioso e complesso farle coesistere sullo stesso testo. Ù inevitabile quindi che una delle due debba sovrastare l'altra, rimanendo associata "stabilmente" al testo del documento. La non ambiguità della f.truttura formale c1 fa scegliere quest'ultima rispetto alla struttura funzionale, portando al DTD già visto, che è impostato sull'articolato e le partizioni gerarchiche estertnri Il problema di as~ociare la struttura funzionale al testo va a questo punto affrontato con cautela. Vari sono i problemi, alcuni semplicemente smtatt1ci, altri più sottilmente organizzativi ed interpretatiYi. In primo luogo, è necessario trovare una soluzione che sia corretta secondo la sintassi XivIL. Come già detto, due gerarchie indipendenti e sovrapposte sullo stesso documento sono del tutto inaccettabili dalla smtassi di questo linguaggio, oltre a rendere il markup estremamente complesso da interpretare. In secondo luogo la difficoltà e l'ambiguità intrinseche nella da!:>sificazione delle disposizioni di un testo normativo suggeriscono cli scindere la realizzazione della strutturazione formale da que1la della strutturazione funzionale: la prima è un'operazione meramente di compilazione, seppur accurata, realizzabile da addetti con un mmimo di competenza tecnica, mentre la seconda nchiedc personale di formaz10ne giuridica avanzata. Una prima ipotesi di lavoro affrontata dal gruppo "Norme in Rete" è

    19-1-

    Progetto1\'lR- Fa,e2 / G!t standards defimtznelPro_~etto (DTD e UR."\.Ts)

    stata quella di creare un attributo 'disp' associabile ad ogni partizione elementare del documento, in modo da avere forme del tipo: "i E' fatto obbligo



    Purtroppo, ancbc se la buona tecnica legislativa suggerisce di orgaruznre m maniera coerente le due strutture, funz10nale e formale, in modo da avere un'c(.[UlYalenza tra dispm1ziom normative e part1z1om elementan del testo (s1 tram d1 artlcoh, commi o lettere), le eccez10111sono frcc1uenu, e !>pesso non dovute soltanto ad una tccmca leg1~lat1vaunpcrfctta, ben!>Ìanche a non superabili ragioni d1 merito. S1 aggiunga che molte d1spos1z10m hanno una !,truttura comple!>!>a,difficilmente riducibile ad una mera etichetta. Ciò significa che 11valore dell'attnbuto 'd.isp' potrebbe cogliere solo par:,ialmente tale complessità della dispos1z1one, e molto nmarrebbc ancora da interpretare da parte del lettore. Ancora: insenre un attributo specificante la disposizione impone che 11testo venga analizzato funzionalmente nel mede~1mo momento in cui \·iene considerato formalmente,

    sehhcnc

    queste

    ch.1e opcrn71oni

    rich1cdar10,

    come s1 è ,·isto,

    professìonal1tà di,;crsc. Infine, poiché difficilmente s1 potrà aycre uniYoc1tà cli analisi, l'rnscnmento eh queste informazioni direttamente nel testo comporten:bbe l'esistenza dt un'analH,! funz1on:1le ·'uffìc1ale". Alla luce d1 tutti tJUe!>Umot1n, per descrivere le d16posmoni di un testo normati\·o è <;tata preferita una !>olu71onednTrsa, basata sulle meta-mforma71on1. ln,-cce eh attnbut1 appross1mat1nmente as-.ociati alle parti7.1oni formali del documento, SJ è dcc1~0 d1 inserire uno o più elenchi di clementi anaht1c1 m un elemento 'mctamforma%JUni' ,1ppos1to, facendoli nfcnrc alle parti Questa 6oluz10ne permette dt scindere del testo che eS!,l descrinmo completamente l'aspetto formale dall'aspctto funzionale. Dato che ogrn parte del te~to è mdinzzabtlc, le si possono a~sociare chspos1z1oni ~enn nessun ymcolo A queste d1sposiz1oni è possibile dare una struttura interna, Il che pennettc d1 c~prunere proprietà ben più complesse d1 un'etichetta. Inoltre, possono cs~erci molteplici YOCl per la stessa part1z1onc d1 testo, permettendo la conyn-cnza di 1nterprctaz1om contrastanti dello stesso frammento. Ancora, è possibile inserire queste 1nterpretaz10m 111 un ~econdo tempo nspetto all'analisi formale del tcsto, p01cbé quest'ultuno non, iene modificato dall'analrs1 fun;,1onale. Da ultimo, una

    F. f/z/alz, F. Mega/e/ I DTD

    dil

    dowmentldt No!7ne111Rete

    195

    disposizione particolarmente complessa che copra parti diverse e non contigue del documento può essere descritta con tutta facilità. È opportuno aggiungere che, sotto il profilo dell'organizzazione del lavoro, la suddivisione in due diverse fasi permette di soddisfare un'esigenza di tempestrvità, in quanto rende possibile l'immissione immediata dei documenti nei loro profili formali, in attesa di inserire queJli, più impegnativi, di tipo funzionale Poiché a questo punto la disposizione è posta al d1 fuori del testo del documento, drventa importante individuare esattamente il o i capoversi a cui questo tipo di informazione fa riferimento. La identificabilità dei singoli elementi del testo, ed eventualmente un uso accorto di un XPointer, permettono di generare un'espressione che indichi inequivocabilmente le parti in questione. È dunciue necessano che all'interno dell'elemento analitico vengano speoficate una o più locazio111 nel testo. Ciò viene ottenuto attraverso l'uso dell'elemento 'loc', che conterrà come attributo l'id di un elemento del testo. Ad esempio, usando una sintassi semplice e intuitiva, esprimeremo come segue il fatto che nei capoversi 5 e 9 del preambolo sono nportati due nchiami al parere dell'Autorità per le telecomunicaziorn: <]oc xbnk href=";::tp1e0000a-blc0005a" />

    Questo semplice accorgimento ci permette di identificare anche locazioni multiple e non contigue nel testo, e di usarle per la medesima meta-informazione. Si possono ipotizzare due categorie distinte e indipendenti d1 clementi funzionali espnmib1li in un documento normativo. Da una parte le d1spos1zioni propriamente dette, tipizzate nel lavon di Carlo Biagioh, che analizzano tl contenuto normativo di un documento. Dall'altra, elementi analitici per lo ptù appartenenti al preambolo di quei tipi d1 documenti che lo contemplano, e che descrivono formulaicameme una serie di informazioni d1 contesta del documento (chiamati per 11 momento "elementi caratterizzanti"). Biagioli fornisce una nomenclatura delle disposizioni, dividendole in di::.posiziont della parte introduttiva (finalità del testo, ambito di applicazione, istituzione d1 enti, definizioni di termini), disposizioni diretti ve generiche (competenza, potere, diritto, dovere), disposizioni direnive specifiche (obbligo, divieto, permesso,

    196

    Progetto :\'IR - Fase2 / Gli standard~ dgìmh nelProgetto (DTDe L'RS,)

    procedura), disposizioni rimediali (sanzione, riparazione), disposiz1om finali (finanziarie, transitorie) e disposizioni modificative (eccezione, abrogazione, sostituzione, integrazione, vigenza, proroga, rev1vìscenza, sospensione, rctroatt1v1tà, ultrattiv1tà, estensione, deroga). Fra gh dementi caratterizzanti prescell:l., che non esauriscono ovviamente tutti quelli teoricamente possibili, troviamo invece i criteri d1 necessità ed urgenza, la delega, i pareri, le proposte, i considerata, i visto, le norme di attllazione d1 direttiva europea e le specificazioni di copertura finanzìana. Ciascuno d1 questi elementi possiede una struttura interna che descrive nei dettagli il tipo d1 elemento descritto.

    r /ztah.F. .\1CJ!,ule I I DTD deiaommeJJJi di Nonne m Rete

    F.

    197

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    Release 18/07/2001 Fabio Vi Lal1 - Un1Bç e CNR-IA1' con il contributo di Andrea Marchetti (Cl'IR-IAT) - f'abrizio

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    198

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    Propr1etar10Meta '.." Spropr1etar10

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    Aggiunte

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    F. Vztalz, P. Mega/e/ I DTD de,'dornmentidzNom,e III Rete < 1 ELEMENTAttoDiAuthority

    199

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    (meta, (meta, (meta,

    %docarticolato; lsemiarticolato;) %semiarticolato;)

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    < 1 ELEMENTDecretoM1n1ster1aleNN < 1 ELEMENTDprNN < 1 ELEMENTDpcrnNN < 1 ELEMENTDocArt1colato

    Legge

    Leggecost1tuz1onale DecretoLegge DecretoLegislativo DecretoMinisteriale RegioDecreto Opr Dpcrn

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    Pro~~etto .\JR - hm 2 I Gh standards dè/Ìmfl11el Progello (DTD e ['R.Y1)

    200

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    "lstrut:t:ure;'

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    Def1niz1.one

    degli

    elementi

    radice

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    possibili

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    SYSTEM "nirloose.dtd">

    -->

    ===~~~~====~~=~====~==~=:==~==~===:===~=~=~====~~~~===~==~=======~=== -->

    < 1 ELEMENTNIR

    (%tipodacument~:)

    >

    < 1 ATTLIST NIR

    tipo

    (originalelvigentelmult.1.vigente)

    >

    <'ELEMENT Legge < 1 ELEMENTLeggecostituzionale < 1 ELEMENTDecretoLegge <'ELEMENT Decret0Leg1slativo <'ELEMENT DecretoM1n1ster1ale <'ELEMEN'l'RegioDecreto <'ELEMENTDpr

    {metd, (metd, {meta, (meta, {meta, (meta, 1metc1,

    ldocart:1.colato; %docarocolato; %docart1.colato;) ldocarticolato;l ldocart1colato,J %docart1colato;) %docarticolato,)

    I l

    > > >

    > >

    > >

    202

    ~

    1

    P~gettoSIR - Em :! / G/1standards dejìm/Jml Progello(DTDe l 'H.... \'J) (neta,

    Dpcm

    ELEYISNT

    %docart1colatc,

    l I

    >


    lmeta,

    %d~cart1colato1

    <'ELEME~T <'ELEMLNT < 1 ELEl-lEKT <'E:LEMENT

    imeta,

    %se~ia~~1colato,

    (meta,

    %sem1art1colato;)

    (meta, (meta,

    %sem1articolato,) %sen1articolato;)

    < 1 E~EMENT ~ocArt1co!ato < 1 ELEMENT ~ocurnentoNIR <'ELE~ENT Sen1Art1colato

    (meta, ,meta, (meta,

    %docart1colato,l %sem1art1colato;) %se~1art1colato;f

    < r />TT:..IS'.:: Legge

    %globalireq; lglobalireq; %global1req; %global1req; iglobalireq; %glonal1req; %globalireq; %globalireq;

    %narnespace;

    >

    <'ATTLIST LeggeCostituzionale <•A~TLIST DecretoLegge <'ATTLIST Decre~OLeg1slat1vo < 1 ATTLIST DecretOMlnisteriale <'ATTL:ST Reg~oDecre~o Dpr <'ATTLIST <'ATTLIST Dpcm

    ~namespace; %nanespace; %namespace; lnamespace; %namespace; lnamespace; %namespace;

    > >

    < 1 ATTLIST < 1 ATTLIST < 1 ATT:..IS~ < 1 ATTLIST <'ATTLIST

    LeggeReg10nale Att0D1Author1ty DecretoM1n1ster1aleNN

    %narnespace,

    DpCll'NN

    %global1req; 'liglobal1req; %globa~1req; 'liglobal~req, lglobalireq;

    <'ATTLIST <'ATTLIST <'ATTLIST

    DocArticolato DocurnentoNIR sen1Art1colalo

    %global1,ceq; %global1req; 'iiglobalireq;

    '!.namespace; lnamespace; %namespace;

    Att0D1Author1ty DecretoM1n1ster1aleNN DprNN DpcmKN

    DprN)I

    >

    l > > > > >

    > >

    >

    > >

    > >

    %namespace;

    > > > >

    %namespace;

    >

    %namespace;

    ~narnespace;

    %nome; > %nome; > %nome, >

    ,. __ =====~========~=========~:=========~-------==~=~====~~~=====~~======= --~ < 1 -<'--

    Eine

    D~D

    ----~------------------------~~~==---------------------~-------------

    --> -->

    F. Vzta!t, F. Mega/e/ I DTD dl'ldowmentidi }\Tonnezn Rete

    203

    GLOBALI.DTD < r --

    ->

    <

    I - -

    <

    I --

    DTD dei

    <' --

    globali.dtd. Dipende da:


    <

    I --

    -> ->

    (NIR)

    elemen:1 ed attributi 'nirstn et . d:d oppure

    comuni 'nirloose

    ->

    o generici dtd ·

    -> -> ->

    -> Mega le

    I Camera

    dei

    dep,1taLi)

    Per

    un'introduzione

    aL DTD, si

    veda

    1.l documento

    ->

    'note.html'

    -------~~=~~~====~~-~==~-~=-----------------------~~------------------>

    <'--

    ->

    -----------~-----------------------------------------------------------

    <'--

    ->

    <•--

    Entita':

    att.ributi

    comuni

    agli

    elementi

    del

    DTD

    ->

    <•--

    ·-> ->

    <•--

    <•--

    -> . - >

    <•--

    <

    -> ->

    ~

    1 --

    <•

    NormeinReLe

    ->


    < •-

    d-

    Release 18/07/2001 Fabio Vitali - Un1B0 e çNR-IAT con il contributo di Andrea Marchetti ( CNR IJ,T) ~ Fab,·izio

    <'-<

    documenti

    ->

    I - -

    ->

    <•--

    =======~~==~~=------~==-~======~==~~========--------------------=~~=== ->

    < 1 ENTITY % namespace"

    %NSpropriet.ario; xmlns:xlink xmlns:h

    CDATA CDATA

    #FIXED ~FIXED

    'rttp·//www.w3.org/1999/xlink' 'http://www.w3.org/HTML/1998/html4'

    ">

    <'ENTITY

    % link" xlink:type xlink:href :xmlns:xlink

    #FIXED #IMPLIED 'http: #FIXED

    CDATA CD1,TA CDJ\TA

    'simple' //www.w3

    .orq/1999/xlink'

    ">
    < < <

    I -

    -

    I -

    -

    I -

    -


    <'ENTITY

    ->

    ----.----~-------·---~------------------------------

    ->

    Pe,· J a s1ntassa dell'attributo si VE'da la se,.ione "SINTASSI"

    xlink:href del file

    -

    % nome" nome

    % vigenza" 1n1z1.o

    cm,TA

    HMPLIED

    status

    IDREF IDREF IDREF IDREF (omissis

    h·style

    CDATA

    1n1z1.osospens1Jn1?

    finesospensiow, fine

    I

    abrogato)

    ">

    <'ENTITY

    -> --> ->

    ==------~~======~~-------------==~~~~~~~~~~~-------->

    ">

    <'ENTITY

    note.html

    % css #IMPLIED

    #IMPLIED #IMPLIED #IMPLIED HMPLIED HMPLIED

    204

    Progetlo NIR - Fase2 / G!t standards d~/ÌmftnelProgetto(DTDe l'R..YJ) CDATA CDATA

    n:class xml:lang

    UMPLlEtl lt

    ">

    <'ENTI'IY

    I idreg id

    lD

    #REQUIRCD

    ID

    IIIMPLIED

    "> <

    1

    ENTITY % 1dfac id



    ">

    ===========~===~=================~~==-------------->

    <'-<

    <: I

    I global1reg

    Per

    - -


    <'ENTITY

    - > - > --> -->

    I - -

    si

    -

    la s1ntass1 dell"attributo veda la sezione "SINTASSI"

    id del

    file

    note.html

    • %css; 'iadreq, %vigenza;

    ">

    <'ENTITY

    % global1fac"

    %css; %i.dfac;

    %vigenza; ">


    ===----====----====--=====--======~=--------=====~--------=====-------> Entita'.

    < '--

    <

    I -

    1

    model

    comuni

    ai

    var~

    tipi

    --> -->

    d1 elernenLi

    -->

    -

    ---=====----==========~~~=====---=~~~~=~==========----====~~~=~------->

    <'<

    content

    E..'l':'ITY % liste

    "h:ul

    <'E~"TITY

    % genvuoti % geninl1ne % genblocch1

    <'EKTITY

    i genstruc~

    <'ENTITY <'ENTITY

    <•ENTITY <•ENTITY

    % nrrn1nline %

    nr.nstruct

    < 1 ENTITY % allvuoti

    < 1 E~TITY % all~nline

    <'ENTITY <'ENTITY

    %

    <:,E~Tl':'ì.'

    '% eli:r..!.lne

    allblocchi % allslruct

    < EKT1':'Y % inl_nc < 1 ENTI':'Y % blocchi Sll utt.JrC' ENTI':''{ 1

    "'I

    h:dl">

    • vuot.o I ndr "inlinea n > ·blocco·> contenitore

    -11

    >

    gerarchia

    n,1

    > h:img" h:u I h:b

    " h:di.v

    h:p

    h .=o!:":Tl

    "rif I mr1f soggetto

    I

    < 1 ENTITY % txtvuot1

    < 1 ENTITY % txt1nline <'ENTITY i txtblocchi

    I

    h:ol

    11

    h:br .n: span

    h,hr

    "intestazione fonm ..lafinale

    I

    h,sup

    h:table

    mod I def ' atto luogo , ente I data"> I formula1n1z1ale

    "'llgenvuoti; "%geninl1ne; "lgenblocchi; "%ger.strucr.,

    I

    corrcl

    it>.tvuoti; %txt1nline;

    usione

    1

    "> ">

    ~nrm:i.nl 1ne;

    %txtnlocchi,

    ">

    %n:-MStrUC t

    ) •· l+" )~"

    > > >

    h:a



    preambolo anness 1 ">

    %al_vuoL.1,

    "(%el1nline, "(lallblocc~i. "(t
    I

    h:sub %liste,

    ">

    r

    rl )"

    >

    ">

    E Vita!t, F. Mega/e/ I DTD dei documentidi Nonne m Rete "%1nl1ne; ''(%elinline;

    <' ENTI'.PY % PhraseLevel <•ENTITY % ParaLevel

    205

    ">

    I

    %allblocch1;)*"

    >

    -->

    <1--


    Nota

    del

    redattore • ---~-->

    =================================~=========================~~MM--

    <'ELEMENT ndr <'ATTLIST ndr

    EMPTY

    >

    %.Link; IDREF

    num value

    CDATA

    #REQUIRED #IMPLIED

    >

    <•-- ==============================~==~=~==-~~~~~-=~=:~=========:-~~-=--== - > <•-
    - ->

    Elementi

    -

    I - -

    <'--

    generlCl

    (privi

    di

    connotazione

    - -> =================================~===========================-=---·---->

    <'ELEMENT <'ELEMENT < 1 ELEMENT < 1 ELEMENT

    vuoto inlinea blocco contenitore

    EMPTY %1nline; %inline; %blocchi;

    < 1 ATTLIST < 1 ATTLIST < 1 ATTLIST < 1 ATTLIST

    vuoto inl1nea blocco contenitore

    'òglotalifac; %global1fac; %global1fac; %glotalifac;

    > >

    >

    > %nome; %nome; %none; %noP1e;

    < 1 ELEMENT gerarchia

    (11

    < 1 ELEMENT 11

    {num?,

    tit?,

    <'ELEMENT 12

    (num?,

    tit?,

    < 1 ELEMENT 13

    (num?1

    <'ELEMENT 14

    (nwn?,

    tl t?, tlt?

    <-

    1

    I:iI.rI:a:·n:aN'I" 15

    <'ELEMENT 16 < 1 ELEMENT 17 <'ELEMENT 18 <'ELEMENT 19

    t.J.t;.;',

    (1'bloc:çh;i.

    t1.t?,

    {nurn?, (num?,

    t1t?, t1.t?,

    (num?,

    tit?'

    (%blocchi; (%blocchi; (%blocchi; !%blocchi;

    I

    %1.nl.1.ne,

    < 1 ATTLIST

    t1t

    %glooalifac;

    < 1 ATTLIST

    gerarchia

    < 1 ATTLIST < 1 ATTLIST < 1 ATTLIST < 1 ATTLIST

    11

    12

    13 14 .,.-..tl\.A'Tl 3"f.T ...1 .f_, < 1 ATTLIST 16 < 1 ATTLIST 17 < 1 ATTLIST 18 .....-.l,l')~TT.1..L~'SJ.., 2.;;,

    <'-<1--

    r

    (%blocchi; (%blocchi; (%blocchi; (%blocchJ.,

    (num?,

    i;nyrn;'

    < 1 ELEMENT t1t

    <1--

    - ->

    semantica)

    > >

    > >

    I 12113 I 14 15 16 17 15 16 17 jl2•13ll4 1 I 14 15 16 17 114 15 16 17 15 16 17 16 17

    u

    r

    18 18 18 18 18

    19)+ 19)+) 19) +) 19) +) 19) +)

    >

    > >

    > >

    18 19) , ) 17 18 19) +) > 18 19) +) > 19) +) > } +) > ~

    > .>

    %global1req; %globaluceq; %globallreq; %global1req; %globalireq;

    %nome; %nome; %nome; %nome; %nome;

    >

    ~QJW.ad.1ree8,

    !w:r;i,n,.n;i~~,

    ........

    %globalireq; %globalireq; %globalireq;

    >

    > > >

    %nome; > %:nome; > %nome; >

    ia-'i?i8"2br..6.1.~'i"ey_, ,a,'aflt)fi\è,

    .....__

    ===========================-=====---=--~----~-----~-----------~-~----·> fine

    del

    file

    global1.dtd

    -~M-----------~~r~~~==~~~========~======~~~=-=~=~===~==~~~=~------•---

    -->

    -->

    Prr~~e!!o :'\JR - Fase2 / G/1standards d~fìmttnel Pn{get10 (D'I De L"R.:\'1)

    206

    NORME.DTD <1-<1 __

    DTD dei

    documenti

    di

    NormeinRete

    --> --> - -> -->

    (NIR)


    norme.dta: elementi ed attributi con contenuto da· 'n~rstrict.dta' oppure Dipende 'nirloose

    <1--

    <, __

    <, __

    Release 18/07/200i - un~Bo e CNR-IAT Fabio V1tal1 con il contriouto di Fabrizio Andrea Marc~etti (CNR-IAT)

    <' ·-·

    <, __ < I- <, __

    nonnativo dtd'

    . > --> -->

    -> -->

    Megale

    (Camera

    dei

    deputati)

    >

    -->

    Per

    <1--

    un'introduzione

    al

    DTD, si

    veda

    11 documento

    note.html'

    -->


    ============================--------~~~~-------~~--~---~------------- -->

    <1--

    ======~~~~=======~====~=~~=~----------------------------------------=


    -->

    -

    -

    -

    -->

    I -

    -

    -->

    <'
    -->

    < 1 ENTITY % data < 1 EN'::ITY % dove

    <'ENTITY

    CDATA CDATA CDATA

    "norrn

    "codice

    % codice

    "codice

    <

    -->

    I -

    -->

    -

    <'-<' <

    #REQUIRED" > #REQUIRED" > l!REQUIRED" >

    =-=---------------~---~-~------~--~-~--~--------~~


    Per la sintassi degli attributi si veda la sezione "SINTASSI"

    '


    codice noce.html

    -->

    -->

    ============================-=------~--~------~------~--~-------------->

    Strutture

    <1-I

    norme del file

    --> ->

    I - -

    ..... - -

    <

    -~>

    -

    :o~damentali

    dei

    documenti

    normativi

    -

    <1--

    < 1 ENTITY

    <'ENTITY

    % àocarticolato

    % sem1articolato

    11

    11

    1ntestazione, formulainiz1ale, articolato, formula:;,.nale, conclusione, annessi?

    --> --> --> -->

    ">

    1ntestaz1.one?. formulainiziale?,

    ( %gens truct, formulafinale?, conclusione?, annessi? < <

    I -

    -

    I -

    -

    <1--

    Elene~Li

    dell'i~testaz~one

    ) ',

    ">

    --> - > -->

    <1--

    ===================================================================~~ -->

    F. Vitak F ivlegaleI I DTD de,d!Jcumenti di Nonne lii Rete <'ELEMENT intestazione emanante)•> <'ELEMENT tipoDoc <'ELEMENT numDoc <'ELEMENT titoloDoc <'ELEMENT emanante <'ELEMENT dataDoc <'ATTLIST dataDoc

    I

    !#PCD~TA1 tipoDoc %inlit:e;

    >

    linlu:e: tsinlire; %inlire; %1nl1re; %data;>

    >

    dataDoc

    207

    / numDoc

    I

    titoloDoc

    I

    > > >

    <•--~=~===-================~====~==~=~============~==~========-===~==e--~••> <•-<'--

    Formula

    iniziale

    - -> --> - ->

    e iinale

    <1--

    [%elinline; l%allblocch1; 'liPa.raLevel;> %ParaLevel; >

    <'ELEMENT fo:r:mula1niz1ale

    <'ELEMENTformulafinale <

    1

    ELEMENTpreambolo

    (%el1nline; EMPTY>

    <'ELEMENT decorazione < 1 ELEMENT rango < • ATTLIST rango

    IL

    I

    !preambolo)*>

    rango)*> #REQUIRED

    R I LRl

    >

    <'--


    -

    <•-<•--

    ~~~===-==============~~~=~==~=~==~~===========;~=:====~~======~~=----> . ->

    Elementi

    dell'articolato

    -> -> ==~===-=~=======~-~====·==~==========--~===~-----====~=~=~==~~=------->

    <'ELEMENT articolato

    %CMcornpleto;

    ELEMENTlibro <'ELEMENT parte <'ELEMENT titolo

    %CM11bro; %CMparte; %-CMtitolo;

    <

    1

    capo

    <'ELEMSNT

    %CMcopo,

    >

    > > > >

    <'ELEMENT se.i:1one <'ELEMEN'I' paragrafo <'ELEMENT articolo

    %CMsez1one; > %-C'Mparagrafo, > > %CMart1calo;

    < 1 ATTLIST <'ATTLIST < 1 ATTLIST < 1 ATTLIST < 1 ATTLIST < 1 ATTLIST
    %globall.req; l-global1req; %globalireq; %globaL1req; '!.globalireq; '!.globalireq; %9lobal1req;

    libra parte titola capo sezione paragrafo articolo


    <•-<'--


    1hnline; '!.1nl1ne,

    >

    > > >

    > > >

    > >

    =======~===-~==~===~=====~==~======~==~-----===--==~=~~===~~~~~-------> -->

    Elementi

    < 1 ELEMENTcomma < 1 ATTLIST comma

    sotto

    l'articolo

    --> -->

    %CMcoillIT'a;> 'liglobal"-req;

    >

    208

    Pro._~etlo _'\1JR- FaJe2 / G/1btandards &fimttNelProJelto (DTD e L'R:\.,)

    < 1 ELEMENT el < 1 ELEME;NTen

    (nurn, (nurn,

    (Corpo (corpo

    (alinea, (alinea,

    < 1 ATTLIST el <'ATTLIS':' en

    lgloball.fac, 'èglobalifac;>

    >

    <'ELEMENT corpo <'ELEMENT alinea <'ELEMENT coda

    IParaLevel; linline; > l1nl1ne; >

    >

    en+, en+,

    coda?) coda?l

    JI > lJ >

    ===~=====~============~==========~----===~~--=~========~~===~=--~===~ -~>

    <•--

    --> <'-
    Elementi

    della

    conclusione

    --> --.>

    .,.

    =========---===~==---============~--------~-----===~==----==~~------~ -->

    <'--

    < 1 ELEMENTconclusione <'ELEHENT dataeluogo < 1 ATTLIST dataeluogo

    (dataeluogo?, sottoscr1zion1,1 i1nl1ne1 > ldata; 'lidove, >

    <'ELEMENT sottoscrizioni <'ELEMENT sottoscrivente < 1 ELEMENT visto

    (sottoscrivente•, 'liParaLevel; IParaLevel;

    >

    >

    visto) > >

    ==~====-=-=====-------=:========---------------===~------~~~---------->

    <'-

    <'--

    ->

    <'-· <'-

    Elementi

    degli

    -->

    annessi

    -->

    ======----~===~-------======~~==---------------====------~==---------->

    <1--

    <'ELEMENT <'ELEMENT < 1 F~EMENT rifesternoJI <'ATTLIST

    annessi elencoAnnessi

    lelencoAnnessi lblocch1; >

    annas~o

    (1nl.1ncmcta">,

    > annesso

    annesso+)

    >

    (\ti.poc;loc::umcnt.o,

    test.a~a?,

    1'globahreq,

    <'ELEMENT rifesterno <'ATTLIST rifesterno

    0 ,

    >

    EMPTY > Uink; >

    <'ELEMENT testata <'ELEMENT denAnnesso < 1 ELEMENT titAnnesso < 1 ELEMENT preAnnesso

    (denAnnesso?, IIParaLevel, IIParaLevel, IParaLevel;

    titAnnesso?, > >

    preAnnesso?)

    >

    >

    <•-- ===---====--~===----==~===========~~=-~~====~===~==~~======---======= --> <'

    -

    <•--

    Elementi

    1nline

    e speciali

    con

    semantica

    --> --> -->

    rilevante

    <,--

    <'ELEMENT mrif < 1 ELEME:
    <'ELEMENT rood < 1 ATTLIST rood <'ELEMENT virgolette enJ • > < 1 ATTLIST

    virgolette

    %inl1ne; %link;

    (%elinline, %globahreq; (%elinline, sezione tipo %glabalireq;

    > lglobal1fac;

    I

    >

    virgolette)•>

    >

    I libro paragrafo lparola1struttura) >

    parte articolo

    I

    t~tolo capa I comma , el "parola"

    F. Vital!. F. Mega/e/ I DTD aerdommentidi J'\Tonne t!I Rete <'EGEMENT def < 1 ELEMENT atto < 1 ATTGIST atto <'EGEMENT soggetto < 1 ATTGIST soggetto < 1 EGEMENT ente <'ATTLIST ente

    %inline; %inline; %codice; %.inline; %codice; %inline;

    > >

    %codice;

    >

    <'EGEMENT data <'ATTLIST data

    %1.nline; > %data; >

    <'ELEMENT luogo <'ATTLIST luogo

    > %1nl1ne; %dove; >

    <•--

    < 1 --

    <•--

    209

    > > > >

    ===~================-~~--~~--------=====~======================-------> fine

    del

    file

    norme.dt:d

    -->

    ---------------------==~=~======~=~=---------------------------~=~~~-->

    Progetto i\TIR- Fa.re2 / G/Jstandards dejì11itl nelProgetto (DTDe UR:\'-J)

    210

    TESTO.DTD

    =======================-===-----~--~------------------------------~--

    <1--

    <'

    -

    DTD aei

    docwnent1

    -

    testo.dtd Dipende

    da.

    di

    NonnelnRete

    {NIRJ

    --> -->

    <' <' -


    -

    I - I - -

    elementi ed attr1but1 testuali 'n1rstr1ct.dtd' 'norloose.dtd' oppure

    15/02/2001 Release - Un1Eo & IAT/CNR Fabio V1tal1 con .l contributo di !>]archetti {CNR-IAT) Andrea - Fabrizio

    -->

    -->

    - > --> --> -->

    --> Megale

    (Camera

    de1

    deputati)-->

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    Per

    un'introduzione

    Elementi

    con

    al

    content

    DTJ,

    si

    model

    veda

    11 docwnento

    EMPTY

    < 1 ELEMENT h br < 1 ATTLIST h br

    EMPTY > %globalifac,

    >

    <'ELEMENT <'ATTLIST

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    EMPTY > %globalifac;

    >

    <'ELEMENT <•ATTLIST

    h:irng h:omg

    EMPTY

    'note

    html'

    >

    %global1fac; src alt w1dth height

    CDATA CDATA CDATA CDATA

    #REQUIRED #IMPLIED #INPLIED #INPLIED

    >

    < 1 ELEMENT h:input < 1 ATTLIST h·1nput

    EMPTY %globali type

    >

    fac; #REQUIRED #INPLIED

    CDATA CDATA

    s1.ze >

    <, __

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    Elementi

    di

    tipo

    inline

    --> -->

    <1--

    -->

    <'ELENENT <'ELENENT <'ELENENT <'ELENENT <'ELENENT <'ELENENT

    h·b h: 1 h:,; h:sub h:sup h.span <'ELEMENT h:a < •ATTLIS'!' h:b < 1 ATTLIS~ h: 1 < 1 ATT:..IST h:u < 'ATT:.IS'.;: h:sub

    %1.nl1.ne;

    >

    %1.nl1.ne;

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    %1nl1ne; %inl1ne;

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    %1.nli.ne;

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    %global1.fac; %global1fac; %global1fac; %global1fac,

    >

    > > >

    >

    F Vitali: F. Mega/e/ I DTD deidommenh <'ATTLIST <'ATTLIST <'ATTLIST <1 __

    h:sup h:span h:a

    %gloèal1.fac; %global1.fac; %globalifac,

    <•--

    di

    tipo

    blccco

    1 --

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    e fo=1

    %1.r.l1.nei %1-r~l1.ne;

    >

    >

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    I

    > >

    I

    lallblocchi;

    (pcstlgetlput.) 'post' CDATA #IMPLIED COPTA 'x-url-encoded'

    )* >

    h:input

    >

    ---=------::~~====---=~~==~==~=~=================~------------~~~==-: - ·> -->

    LISTE

    <' -
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    >

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    <

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    <'ELEMENT h:p <'ELEMENT h:div <'ATTLIST h:p <'ATTLIST h:div < 1 ELEMENT h:form < 1 ATTLIST h:form

    <1--

    >

    ==~~=~============~====~==============~~==~===~===~~~=~~-~~-~--===~=== --> Elementi

    <•--

    211

    d1 Norme zn Rete

    -->

    Derivato l?UBLIC "·//W3C//DTD XHTML 1.0 Str1.ct//EN" SYSTEM "http://www.w3.0rg/TR/xhtmll/DTD/xhtmll-strict.dtd"

    -·>

    --> -->

    <•--===~~===:=::e:=~==============~==··===================================--> Unordered <'ELEMENT h•ul <'ATTLIST h:ul <'--

    11st (h:11)+ lglobalifac;

    -->

    > >

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    liSC item
    IParaLevel; lglobalifac;

    >

    >

    <:•-definition < 1 ELEMENT h·dl < 1 ATTLIST h·dl

    l1sts - dt (h:dtlh:dd)+ %globallfac;

    < 1 ELEMENT h:dt < 1 ATTLIST h.dt

    %1nl1ne; %globallfac;

    < 1 ELEMENT h:dd < 1 ATTLIST h:dd

    %ParaLevel; %globallfac;

    <•--

    >

    >

    for

    < 1 --

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    its

    definiti.on

    --;,

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    > >

    ==~----===========~~~=============-=-------------~~=~~~~=========-----> TABELLE

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    term,

    -··> -->

    Derivato

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    "-//SoftQuad//DTD

    HTML 4 O Table

    vl.O

    199904131/EN"

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    <•--

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    ===~~=~=====~========~=~~==:=~~~=~-==~~===~==~~~===============:------>

    <•-
    Attributi

    ==~----~~===~~~==================~---------------~=======~=~~--------->

    Pro,_~e!lo ,\ JR - Ft1Je2 / Glt standarJs clq/ù11l1 11dPro,_ge!!o (DTD e Ul, '\.-,)

    212

    <'ENTITY

    % coreatt~s

    =o

    "id class style t1tle

    <'ENTITY

    CDATA CDATA CDATA

    #IMPLIED #IMPLIED #IMPLIED #IMPLIED"

    CDATA lltr rtl)

    #IMPLIED HMPLIED"

    >

    % 118n "lang

    dir

    < 1 ENTITY

    % attrs

    < 'ENTITY

    % TFra:ne

    < 'ENTITY

    % TRules

    "I none

    <•ENTITY

    % TAl1gn

    "(leftlcenterir1ght)">

    <'ENTITY

    % Scope

    <'ENTITY "al1gn char charoff

    % cellhahgn (leftlcenter,r1ghtl1ust1fylchar) CDATA wIMPLIED CDATA #IMPLIED

    "%coreattrs; " I voic1 I above

    I

    %1l8n;

    below

    I groups

    >

    I hsides

    , rows

    lhs : cols

    "(rowlcollrowgrouplcolgroup)

    I rhs

    I

    'vs 1des all)

    I box I border

    J ">

    ">

    ">

    #IMPLIED

    >

    <'ENTITY "val1gn

    % cellval1gn (toplmiddlelbottomlbaseline)

    ,rMPLIED"

    > < 1 ENTITY

    "I top I bottami

    lef

    t

    I rightl

    ">

    =====~=---~--~========----~--------===~=-----------------------------

    <1-<1

    % CAl 1gn

    Elementi

    -

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    -->

    >

    =====~~==============~=====~~======--------------~~==============~~== -->

    <'ELEMENT

    h caption.,, lh:col*lh:colgroup*), h: thead?, h:tfoot?, (h:tbody+lh.tr+l

    h:table

    <'ATTLIST h:table %attrs; surnmary w1dth border frame rules cellspac1ng cellpadd1ng datapages1ze

    CDATA CDATA CDATA %TFrame; %TRules; CDATA CDATA CDATA

    )>

    HMPLIED #IMPLIED #IMPLIED #IMPLIED #IMPLIED #U1PLIED #IMPLIED 4IMPLIED

    >

    < 1 ELEMENT h·capt1on

    <'ATTLIST

    h:capt1on

    %Phrase~evel; %attrs;

    <'ELEMENT <'ATTLIST

    h·thead h:thead

    (h trl+ %attrs;

    >

    >

    %cellval1gn,

    >

    213

    F. T7 itak F. Mega/e/ I DTD d(·idocumenhdi Normem Rete <'ELEMENT h tfoot <'ATTLIST h.tfoot

    (h:t rl+ %attrs;

    %ceilha1J.gn;


    (h:t r)+ %attrs;

    'kellhalign;

    <'ELEMENT h:colgroup <'ATTLIST h:colgroup %attrs; span CDATA w1.dth CDATA %cellhal1.gn; %cellval1.gn; >

    (h:col)*

    <' ELEMENT h: col < 1 ATTLIST h: col %attrs; span CDATA CDATA w1.dth %cellhahgn; %cellval1.gn;

    EMP~'Y

    >

    %cellval1.gn;

    >

    %cellval1.gn;

    >

    %cellval1.gn;

    >

    >

    >

    "] " #IMPLIED

    >

    "l"

    UMPLIED

    >

    < ' ELEMENT h: tr
    (h·thlh:td)+ %attrs;

    <'ELEMENT h:th < 'ATTLIST h: th %attrs; abbr axis headers scope rowspan colspan %cellhal1.gn; %cellval1.gn;

    %ParaLevel;

    CDATA CDATA IDREFS %Scope; CDATA CDATA

    >

    %cellhal1.gn; >

    #IMPLIED #IMPLIED #IMPLIED #IMPLIED "1" "l"

    >

    <'ELEMENT h:td <'ATTLIST h:td %attrs; abbr axis headers scope rowspan colspan %cellhahgn; %cellvalign;

    %ParaLevel;

    CDATA CDATA IDREFS %Scope; CDATA CDATA

    >

    #IMPLIED #IMPLIED #IMPLIED #IMPLIED "l" "l"

    >

    -··>

    fine

    del

    file

    testo.dtd

    --> -->

    Proge!lo '\JR - 1-'è1.1e 2 I Gli ~tandardsdejìmtt11el Pro.gel/o (DTDe l:.:R.'\",j

    21--1-

    META.D'1'D <1--

    <

    1 --

    <;I

    ..:;:1 __

    <'-< I -<' -< I "' ~

    <'-< <

    ==~~~~r;~~r=~~rnr;;n;n;n•n••••••••==~~=~~~========================~~~ --~ DTD aei

    docuri.enti

    di

    NormeI~ReLe

    - > --> -->

    (K:R)

    __

    r - -

    documenti di Nia oppure n1rloose dta'

    dtd· ~ela1nformaz1on1 Dipende da 'nirs~rict.dtd'

    meta

    Release Fabio con il

    18/07/2001 Vitali UmBo

    Andrea

    contributo

    sui

    --> - > -->

    e

    CNR-IAT

    -->

    -->

    di

    Marchetti

    (CNR-IAT)

    Fabrizio

    Megale

    (Camera dei

    deputati)

    I - -


    ~ -

    Per un introduzione

    al

    DTD, si veda

    il

    documento

    'note.html'

    --> -->

    --> -->

    <'

    <~-< r __

    ->

    Definizione

    <•--

    delle

    categorie

    principali

    --> --> -->

    di meta1n:ormazion1

    <•-<'ELEMENT meta

    (descrittori., lavoripreparatori?, redaz.1.onale?, proprietario*,

    disposizioni?!> {redazionale?,

    < 1 ELEMENT 1.nl1nemeta

    proprietario*, d1spos1zion1?I>

    %blocchi;

    < 1 ELEM~NT lavor~preparatori

    (nota I av~ertenza %blocchi; > '!iidreq, > %blocchi; > %idreq, > %blocchi; > 'l.,1dreq, >

    < 1 ELEMENT redazio~a!e < 1 ELE..l(EJ\"-T not.a < 1 1\.TTLISr nota <,ELE..~EJ\.wrr avvertenza

    <,ATTLIST

    avvertenza

    ELEMENTaltro < 1 1\TTLIST altro <

    >

    1

    I

    altro

    I

    %Rpropr1etar10;)~

    >

    < I EL,EMENTproprietario < 1 ATTLIST proprietario %NSproprietario, soggetto

    CDATA

    %SproprJ.ecario,

    > <'-< I ..
    <'-
    - -


    .. -

    ~;;---~~=--=~~===~================~~~=~~===~~~-----~-=~============== --> Descrittori Parte di. queste meta-~nformazioni sono automaticamente trasEorMabili. in elementi del oubl1n Core Element Set, (http://purl org/òc/òocuments/rec-dces-19990702.htmJ

    --> - -> -->

    v 1.1

    -->

    -

    >

    -->

    <'--- ==================================~----------~======~~=~============= --> (pubbli.cazione,

    < 1 ELEMENTdescrittori.

    relazion_?,ke,tWords•) <'ELEMENT pubblicazione

    >

    E~PTY >

    urn+,

    alias•,

    vigenza+,

    F. J/11alt, F. Mega/eI I DTD de, d(}wmenheh!\'ormein Rete <'ATTLIST pubbl1caz1one tipo CDArA CDArA nuro > %data; <'ELEMENT urn linline; <'ELEMENT alias 'h.nline; <'ELEMENT vigenza <'ATTLIST vigenza

    21!5

    "GU"

    #IMPLIED >

    >

    EMPTY >

    %1dreq; CDATA IIMPLIED in1z10 CDATA #IMPLIED fine fcnte IDREF ~IMPLIED> <'ELEMENT relazioni [or1ginal1>,t.tt1.va•,pass1va•,g1urisprudenza•) EMPTY> <'ELEMENT originale %link;> <'ATTLIST or1g1nale EMPTY> < 1 ELEMENT attiva %link,> <'ATTLIST attiva < 1 ELEMENTpassiva EMPTY> %link;> < 1 ATTLIST passiva EMPTY> <'ELEM&'ff giurisprudenza l.ink;> <'ATTLIST giurisprudenza

    I keywcrd+ l >

    <'ELEMENT keywords <'ATTLIST keywords

    vocabolario <'ELEMENT keyword <'ATTLIST ~eyword

    CDATA #REQUIRED >

    EMPTY> CDATA #REQUIRED>

    val
    >

    ==~=====~=~-=~====~===============~~~~~~~~------~=========-~~=~------ >

    <:•--

    <, --

    D1spos1z1.on1

    < 1 -<•--

    Nota

    -· > - >

    - >

    <'-<.' - -

    sul la sintassi

    ciel le d1spOE.izion1

    -· > -

    >

    - >

    <1--

    Tutti tipi di dispos,z1one hanno la stessa struttura di fondo, cont.1.ene tanti elementi "loç" quante un tag dal nome evocativo sono le entita' local12zab1l1. del documento attinenti alla meta:,.nformazione spec:i:tica, piu' alcuni eventuali altri elementi usati per descrivere ulterio~i ~aratteristiche della

    <'--

    meta-informazione

    -~> -->

    < <

    I -I --

    < • --

    <•--

    stEssa.

    < 1 ELEMENTcisposizioni [caratterizzanti?, analitiche?)
    % pos1zion1 ELEMENTdsp:testo < 1 ELEMENT dsp:pos < 1 ATTLIST dsp·pos <

    -->

    -->

    --

    >

    -->

    > i

    t/nir/disposiiaoni

    / 1. r, '>

    "(dsp:testolclsp:pos)+"> I #fCCATAI> EMETY> %link;>

    1

    <•-======================~=~=~=:====~~-==~====~~===================~=~----> <, __ <, __ <, __ <1--

    Definizione

    delle

    disposizioni

    caratterizzanti

    =============~=======~~=~=~=:=====~~=~======~=:================~=~----~

    <'ELEMENT caratterizzanti

    ldsp·necess1taeurgenza dsp:pa1Ére

    dsp,propostd

    I

    216

    ProgettoNIR - Fase 2 / Gli stanclards defm 1z nel Progetto(DTD e UR1\',1) dsp · cons uiera dsp.attua21oneUE

    <'EL~1ENT <'ELEMENT <'ELEMENT <'ELEMENT

    <'ELEMENT

    > ( %pos1.z 1-on1.; l > (%pos1z,on1; I >

    <•-<•-I -

    (iposizLOni;)

    >

    (%pos1zLc1n1;, (%pos1ztclni;, (%posiz,oni;,

    ds~. ds~. ds~=

    EMPTY %link; nome

    dsp fonte dsp.fonte

    >

    CDATA

    HMPLIED

    >

    delle

    -->

    anctll.tlche

    disposizioni

    - ->

    -

    ~----~--------------------~---------------------------=====---------=

    -:•ELEl1ENT analitiche dsp:fLnanz1.arJa

    (dsp:final1ta

    dsp

    permtesso

    dsp: integrazione d~-P- r,~v1.v1.sce!1za

    dsp:

    Lstitutiva

    I

    dsp:dovere dsp,obbligo dsp,procedura dsp,sanzione dsp: abrogaz dsp. interpretazione dsp:v1genza òsp:sospensione

    10'1(~

    1

    ds;:i. Jotere

    dsp:delega

    dsJJ:d.iritt_o ds;i;d1v1.eto

    dsp:pretesa

    ds_:i; -1.paraz1one ds~~ ;ostLtuzione

    I

    ds_;) Jroroga

    dsp.transi:o~ieca dsp ~ltratt1v1ta ds-::,· ~s :.ensione

    )+>

    < 1 ELEl1EN~ dsp <'ELE11ENT ùsp <'EL~1ENT dsp 1 ELEl1ENT < 1 ELEl1ENT <' ELEl1ENT < 1 ELEMENT

    i.mb1 to

    I

    dsp:retroatt1_v1ta dsp:deroga

    dsp·ec:cezione

    dsp:

    -->

    I

    dsp:defin1tori<1 dsp:organ1zzat1va dsp,competenza

    <

    > >

    -->

    Definizione

    <•--

    I

    ~

    onte+) onte+) onte+)

    =--~---========------===~=====-----==~=======----============~~=====~ -->

    <1--

    ,(

    >

    (%posiz1on1;)

    dsp:necessitaeurgenza dsp:cons1derata dsp visto dsp copertura

    <'ELEMENT dsp.attuaz1oneUE < 1 ELEMENT dsp parere <'ELEMENT dsp:proposta

    < 1 ATT,IST

    dsp:visto dsp·copertura)+

    ta

    f1nal1ta am.cito finanziaria

    dsp definitoria dsp·1stitutiva dsp acquisitiva dsp,organ1zzat1va

    (%pos~z_or .. , J > {%pos1.zioi1J , , òsp: soqgPt (%posiz1on,, I>

    to, dsp.

    [%pos1zion_;,dsp:de:1n1endum)> (%posiz1on,;, dsp:so,,g,,ttD) [%posiz1on1;, dsp· s09g,,ttol (%pos12ionL; ,dsp.SOJg?tto)

    1 ELEJ1ENT dsp:cornpetenza (%postz1on.1;,dsp.soggetto;dsp:oggetto?,dsp.controp;1..r:e*)> -: 'ELEl1ENT dsp; potere (%postzioni;,clsp soggetto,dsp:oggetto?~dsp < 1 ELEl1ENT dsp: delega (%pos1z1on1;,dsp:soggetto,dsp:oggetto?,dsp.controp1r:e*)>

    <

    dovere ( %pos 121on_c;, clsp soggetto, dsp: oggetto?, < 1 ELE11ENT dsp:d1r1tto soggetto,dsp:oggetco?,dsp (%pos,zion_c;,dsp

    controp.3.r_e*)>

    <' ELE11ENT dsp:

    dsp

    controp.i.r controp,r_e*)>

    _e*)>

    > >

    >

    terr1.

    tor10J

    >

    F. I/itali, E Mega/e/ I DTD deidommc11ti d1Norme111Rete < ELEMENT dsp: di,aeto (%posiz1on1;,dsp:soggetto,dsp:a~1one,dsp:controparte*J> < 1 ELEMENT dsp:obbligo (%pos1z1on1;, dsp: ,mggetto, dsp .a:~J.one, dsp, controparte• J> < 1 ELEM~NT dsp:pretesa (%pos1z1on1,,dsp·soggetto,dsp azio~e,dsp,controparte*J> < 1 ELEMENT dsp permesso (ipos1z1on1;,dsp,soggetto,dsp a~ione,dsp,controparte•)> <'EL8MENT dsp,procedura (%posiz1oni;,dsp:soggetto,dsp:az1onel> 1

    < 1 ELEMENT dsp:sanz1one l%pos1z1on1;,dsp:soggetto,dsp·az1one,dsp:oggettoJ> < 1 ELEMENT dsp·r1paraz1one (%pos1z1on1;,dsp:soggetto,dsp:az1one,dsp:oggettoJ> <'ELEMENT < 1 ELEMENT < 1 ELEMENT < 1 ELEMENT

    dsp,abrogazione dsp:sostituzione dsp:1ntegraz1one dsp:1nterpretaz1one

    (%posiz1oni;,dsp,norma)> [%posizioni;,dsp.nonna)> (ipos1z1on1;,dsp:norma)> (tpos1z1on1;,dsp:nonna)>

    < 1 ELEMENT dsp:v1genza < 1 ELEMENT dsp:proroga < 1 ELEMENT dsp:rev1v1scenza
    (tpos121on1;,dsp:norma,dsp:tempo)> (~pos1z1oni;,dsp:norma,dsp:tempo)> ltpos1z1oni:,dsp:norma,dsp:tempoJ> [lpos1z1on1;,dsp.norrna,dsp:tempol> (%pos1zion1:,dsp:nonna,dsp.tempoJ>

    < 1 ELEMENT d$p.retroatt1v1ta

    < 1 ELEMENT dsp:Ultrattivita

    (%posizion1;,dsp:norma,dsp:tempo)> (%pasiz1on1:,dsp:nonna,dsp.tempo)>

    < 1 ELEMENT dsp:deroga < 1 ELEMENTdsp:estensione <'ELEMENT dsp:eccezione

    (~,pos1z 1on1;, dsp: norma)> (lpos1zioni;,dsp,normaJ> (%pos1zion1;,dsp:normaJ>

    < 1 ELEMENT dsp:terr1tor10 < 1 ELEMENT dsp:soggetto < 1 ELEMENT dsp,oggetto

    < 1 ELEMENT dsp:azione < 1 ELEMENT dsp:controparte

    ~•~LEM~NT asp:definienduro < 1 ELEMENT dsp:tempo

    <'ELEMENT dsp:norma <'ATTLIST dsp:no=

    \JIPCDJ\.TA) [llPCDATA) (#PCDATA) ( #PCDATA) (llPCDATAI ( #PCDATAI (#PCDATA) E,MPTY > %link; "'

    > > >

    > > > >

    2P

    218

    Progetto,"\"JR - FaJe2 / G!t :.tandards dq/ì111l1 nel P1ogello (DTD d [ "RX,)

    ISOlatl.PEN <

    1

    (Cl Internat1onal Organ1zat1on !or Standa;cd1zat:.on 1986 Perm1ss1on to copy 1n any form 1s granted for use w1th co~form1ng SGML systems anc appl1cat1o~s as definea 1n ISO 8879, prov-ded th1s not1ce 1s 1nc-uded _n all cop1es

    --> <

    1 --

    Character ent1ty set. Typ1cal invocat:.on· <'ENTITY I HTMLlatl ?UBLIC "ISO 8879-1986//ENTITIES Adàed Lat~n 1//E"il//XY.L"> IUSOlatl;

    -->

    <'--

    Th1s vers1on of the ent2ty set can be used w1th any SGML docun-.ent wh1eh uses Iso 8859-1 or ISO 10646 as 1ts document character set Th1s includes XML documents and ISO HTML documents.

    -->

    <' ENTI'rY !,grave <'ENTITY Aacute <'ENTITY Ac.1rc < I ENTITY Atilde < 1 ENTITY Auml <'ENTITY Aring <' EN1'1TY AEllg <'ENTITY Ccedil < 1 ENTITY Egrave < 1 ENTITY Eacute < 1 ENTITY Ecirc < • E.I\ITITY r:uml < 1 ENTITY Igr.ive < 1 ENTI'l'Y Iacute <'ENTITY Ic:.rc ... 1

    !:.NT::C'l"V Ium1

    < 1 ENl'ITY <'!::NTITY < 1 ENTITY < 1 ENl'ITY < 1 ENTITY < 1 ENTITY < 1 ENl'ITY < 1 ENTI':'Y < 1 ENTITY < 1 ENTIT\' < 1 EN'l'ITY < 1 ENTn"t < 1 ENTITY <•ENTITY <'ENTITY < 1 ENTITY <'ENTITY < 1 ENTITY <'ENTITY <•ENTITY < 1 ENTITY < 1 ENTITY < 1 ENTITY < 1 ENTITY < 1 ENTITY <'ENTITY < 1 ENTITY < 1 ENTITY <' ENTITY

    ETH Nc1lde Ograve oacute Oc1rc Otilde Ownl Oslash Ugrave Uacute Uc1rc Uuml Yacute THORN szl1.g agrave aacute ac1rc at1lde aurnl aring aell.Q' cced1.l egrave eacute ec1rc eilllll l.grave :,.acute

    "&f!192,lt "&~193;" "&4194;" "&F195," "&~196;" "&fl197;" "&~198;" "&fl199;"

    capita! capital capital capita! >< 1 ·>< I -- capital ><'-capital >< 1 -- capita! >< 1 -- cap1tal "&li200;" >< 1 -- cap1tal ,,É" >< 1 -cap1tal ,,&~202," .>CI~capita! "&f20J; • >< 1 -- cap1tal "&~204;" ,..,, __ cap1tal 11&ff"205; 11 .>< 1 -- cap~~al "&1'209," ><'-cap1tal "&~210;" ,..,, -- cap1tal "Ó >< 1 __ cap1cal "Ô" >< 1 -- cap1tal "Õ" >< 1-- cap1tal 11&tf214; Il >< I -capita! "&:f!:216," >< 1 cap1tal " &'1217; " :>< I - - cap1tal "o,;l/218 i" >< I -- cap1tal 11&:lt219; 11 ">< 1 - ... cap1tal "S.#220," ><' -- cap1tal "Ý" >< 1 -- cap1tal ""&:1222; Il ><:I - cap1tal " S.ff2 2 3, " >< I - • small "à" >< 1 -- smalla, "á" >< 1 smalla, "&#:l26;" >< 1 -smalla, "ࣟ" >< 1 -- smalla. "&11228, • >< r -- smalla, " å" >< 1 -- smalla, "æ" >< 1 -- small "इ" >< 1 -- small " &!t2] 2 i " >< I - - small "&:11233;" >< 1 -- small "&!1234, • ><'-small "ë" >< 1 -- small "&11236," ><' -- small "&"1"237;" ><, .. - small .><1-,.

    >< I ->< 1 --

    11

    A, A, A, A,

    grave accenc --> acute accent --> c-rcumflex accent -> L1lde --> A, dieres:i.s or umlaut mark --> A, r:i.ng •> AE diphthong (l1gaturel -> e, ced1lla --> E, grave accent --> E, acute accent --> E, c1rcumflex accent --> E, 01eres1s or umlaut mark --> I, grave accenc --> r, acute accent --> I, c:.rcu~flex accent --> I. d_eres1s o~ umlaut Aark --> Eth, Icelandic --> N, tilde--> o, grave accenc •-> o, acute accent --> o. c_rcLL.~flex accent --> o, tilae -·> O, d1eres1s or Ull'laut mark --> o, slash -> U, grave accent -> V, acute accent --> U, c1rcumflex accent --> U, d1eres1s or u.~laut mark --> Y, acute accent •-> THORN, Icelandic --> sharp s, German (s~ ligaturel --> grave accent --> acute accent --> c1rci.:mflex acce~t --> tl.lde --> d1eres1s or umlaut marK --> ring--> ae d1phthong (ll.gature) --> e, cedilla --> e, grave accent --~ e, acute accent -·> e. c1rcunfleh accent - > e, d1eres1s or unlaut mark --> --> 1. grave accent 1, acute accent -->

    E V,tah. F. hlegaie/ 1 DTD de, dommc111t d1Noi-mem Rete <•ENTITY 1.c1.rc < 1 ENTITY J.UJTll < 1 ENTITY eth < 1 ENT!TY nti.lde < 1 ENTITY ograve < 1 ENTITY oacute < 1 ENTITY OCl.rc < 1 ENTITY Ot1lde
    "&!1238;" "ï" "&!1240; • "ñ" "&!1242;" 'ó" "ô" "õ"

    < 1 ENT!TY oslash < 1 ENTITY ugrave <•E:NTITY uacute < 1 ENTITY ucirc < I EN'I'ITY UUJTll < • ENTITY yacute
    "&1248;' "ù' "ú" "û" "ü" "&ff25J;" "þ ,, "&11255;'

    "&!1246;

    --> circumflex accent dieresis or umlaut mark --> --> eth, Icelandic --> n, tilde o, grave accent --> a, <1cute accent --> --> o, circumflex accent o, tilde --> or umlaut mark --> srna11 a, dieresis

    str,all

    l.,

    small ><. - .. small >-<1small ><•-small ,,._<1.... small ><1-small

    l.,

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    ><•-> --> u, grave accent --> u, ;a.cute accent u, circumflex accent u, dieresis or umlaut y, acute accent --> --> Icelandic thorn, y, dieresis or umlaut:

    -->

    mari< --> rnark -->

    Pro._gello ...\'! R - Fe1.ie :! / G!t :;tanùnrd~ dcjì11111 ml Pro.getto (DTn e L'RS,)

    Z20

    IS01at2.PEN ~'

    -> <' -

    (Cl Int.ernat1.onal Organization far Standard1.zation 1986 Penn1.ss1.on to copy 1.n any form is grant.ed for use w1th as deflned ln conform1.ng SGML systems and applicatlons ISO 8879, provided this notice is 1.ncluded 1.n all cop1es

    Cnaracter ent1ty set Typlcal invc-catJ.on: < 1 ENTI~Y t ISOlat2 PUBLIC "ISO 8879·1986//ENT:iTIES Added Latln 21/ENI/XML" "ISOlat2.pen"> %ISOlat2;

    -->

    <'--

    ThJ.s vers1on of the e~t,ty set can be used w1~h any SGMLdocument which uses ISO 10646 as 1.ts òocUlllent character set Tr.J.s 1.ncludes X!'L docum.ents and ISO HTMLdocuments. This entity set uses hexadecimal nUJl\er1.c cnaracter references. Creator,

    R1ck Jell1.ffe,

    Vers1on:

    1997-07-07

    --> < 1 ENTITY

    abreve < 1 ENTITY Abreve < 1 ENTITY amacr <'ENTITY Arnacr < 1 ENTlTY aogon <'ENTITY Aogon <'ENTIT'i cacute < 1 ENTITY Cacute <'ENTITY ccaron <'ENTITY Cc:aron ....-, ENTITY

    cci

    re

    <'ENTITY Cc1rc < 1 EN'l'ITY cdot <'ENTITY Cdot < 1 ENTITY dcaron <'ENTITY Dcaron < 1 ENTITY dstrok < 1 ENl'ITY Dstrok < 1 ENTITY ecaron <' EN,;:'ITYEcaron < 1 ENTITY edoc < 1 ENTITY Edoc <'ENTITY emacr < 1 ENTITY Emacr <'ENTITY eogon < 1 ENTITY Eogon <•ENTITY gacute <'ENTITY gbreve <'ENTITY Gbreve < I ENTITY Gced1.l < 1 ENTITY gc1rc < 1 ENTITY Gc:1.rc < 1 ENTITY gdot <'ENTITY Gdot < 1 ENTITY hcirc < 1 ENTITY Hc1rc <'EKTITY hstrok < 1 EKTITY !istrok < 1 ENTITY :dot < 1 .:;:NTITYI:nacr

    "&#xl03:"

    Alletle

    Systerns

    ><•--=smalla,

    ><'--=cap~tal "&llxl02:" • ><'--=cap:1.tal "&#xlOO;"

    breve--> A, breve--> a,

    macron-->

    A, rnacron--> "&,xlOS:• a, ogonek--> >< 1 --=small A, ogonek--> "&!lxl04;" ><'-•=cap1tal e, acute accent--> "&#xl07, • ><' -~small •&~xl06;" e, acute accent>< 1 --=cap1tal e, caron--> "&#xlOD;" >< 1 -~srnall >< 1 -=cap1tal C, caron--> "&llxloc,• "~*x109

    "

    ~<•--=~mall

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    ~1rcumflex

    >

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    ><'--~capitale, c1rcurnflex accent--> >< 1 --=small e, dot above--·> "&#xlOA;" ><'--=capitale, dot above--> "&#xlOF;" >< 1 -·•=small d, caron -> "&llxlOE, • >< 1 --~cap1tal o, caron--> "&flxlll;" d, stroke--> ><'--=small "&ixllO;" D, stroke--> ><•--=capital

    "&J!xl08;" "&!lxlO!!;"

    "&#xllB:"

    "&~:-.llA;" "&#xll7;" "&llxl16; "ē

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    ><

    1

    --=small

    • ><'--=s~all ><'--=capital

    • ><'--=srnall ><•--=capital • >< 1 --=small • ><•--=srnall ><'--=capital "&#xl22;" ><•--=capJ.tal "&l!xllD," ><'--=small ><'--=capital "&l',.llC." "&llx121; • ><•--=small ><'--=capital "&#>-120;" "&llxl25;" >< 1 --=s~all "li:lrxl24;" ><'--=cap1tal "&#;>.127;" ><'--=small "&1'x126; • ><'--=capital "&#xl30;" ><•--=capital "&i!x12A;" ><'- =capital "&#xll8;" "li:#xlF5, •&~xllF; "&#xllE."

    e,

    caron-->

    ><'--=cap1tal E, caron--> ><' -=small e, dot above -> ., >< 1 --=cap1.tal E, dot above- > e,

    macron--> macron~->

    E,

    e, ogonek-•> E, ogonek--> g, acute accent--> g, breve-> G, breve--> G, ced1lla> g, c1.rcumflex accent--> G, circumfle~ accent--> g, dot above--> G, dot above--> h, circwnfle~ accent--> H, CJ.rcumflsx accent--> h, stroke--> H, stroke--> I, aot aoove--> I, macron-->

    Vitali. F. Mega/e/ I DTD da dou1111enli dz]\'or/Jle211Re/e <'EliTITY imacr <•EN'I'ITY 1Jl1g <'ENTITY IJl1g <'ENTITY 1nodot <'ENTITY iogon < 1 ENTITY Iogon <'ENTITY iulde <•ENTITY It1lde <'ENTITY JCl?'C < 1 ENTITY Jcl?'C < 1 ENTITY k.ced1.l < I ENTITY Kcedil <'ENTITY kgreen < 1 ENTITY lacute < 1 ENTITY Lacute < 1 ENTITY lcaron < 1 ENTITY Lcaron <'ENTITY lcedil < 1 ENTITY Lcedil < 1 EN'I'ITY lml.dOI: < 1 ENTITY Lmidot < 1 ENTITY lstrok < 1 ENTITY Lstrok < 1 ENTITY nacute < 1 ENTITY Nacute < 1 ENTITY eng < 1 ENTITY ENG <•ENTITY napos < 1 ENTITY ncaron
    <'ENTITY <•ENTITY <' ENTITY < 1 ENTITY <'ENTITY < 1 ENTITY < 1 ENTITY < 1 ENTITY < 1 ENTITY < 1 ENTITY <•ENTITY < 1 ENTITY < 1 ENTITY
    "&#xl43; '' "&h:1411;" "&#xl4A.;• "!i<#xl49; •

    -wsmall i, macron~-> ><•--~small 1J l1gature--> IJ ligature--> >< 1 --=capital 1 w1thout dot--> >< 1 --=small 1, ogonek--> >< 1 --=small >< 1 --=cap1tal I, ogonek--> i, tilde--> ><'--=s~all >< 1 --=cap1tal I, tilde--> J, c1rcumflex accent--> >< 1 --=Slllilll J, c1rcumflex accent--> >< 1 --=capital k, cedilla--> >< 1 --=srnall > k, Greenlandic--> ><'--=small 1, acute accent--> > 1, caron--> >< 1 --=srnall L, caron--> > > > ><•--=Cdpital L, m1ddle dot--> > > >< 1 --=sC1Bll n, acute accent--> N, acute accent--> ><'--=capital > ENG, Lapp--> >< 1 --=capil:al >

    "&#xl4!!;"

    ><•--=small

    "&Jlxl2B;" "&flxlJJ;•

    ><~

    "&#xl32;•

    "጑" "!';" "&llxl2E;"

    "&llx129; • "&#xl28;" "ĵ" "&llx134;"

    "&llx131;" "&flxll6; • • &flxl38;



    "&llxl3A1" "Ĺ"

    "&llxl]E;" "&lx130;" "&#xl3C;" "l3;"

    "&#xl41J;" "&lxl39;" "&#xl42;"

    "&flxl4.L;" "&#xl4•1;"

    ><'--=capital 'li<'--=small "&llxl4!i;' >< 1 --=capil:al "&llxl5l;• >< 1 --=small 11 &#xlS0; 11 ><•--=capitalo, "Ō': > N, caron-->

    n, ced1lla--> N, cedilla--> o, double acute accent--> double acute accenc--> O, macron--> o, macron--> oe ligature--> OE ligature--> r. acute accenc--> R, acute accent--> r,

    caron-->

    R, caron--> r, s, s, s,

    s, t, t,

    t, u, u, u,

    cedilla--> R, ced1lla--> acute accent--> s, acute accent--> caron--> s, caron--> cedilla--> s, cedilla--> c1rcumflex accent--> s, circumflex accent> caron--> T, caron--> cedilla--> T, ced1lla--> strok.e--> T, stroke--> breve--> u, breve--> double acute accent--> u, double acute accent--> macron-->

    222

    Pn!~erro _\'JR - Fà1e2 / Glt i.tandards defìml,11dProgetto(DTD e CR..'-,.,)

    <' LNlT':'Y u:nac..r < I E..'IT:TY uogon <'E['..TITY Uogon < 1 ENTITY ur1ng < ENTITY Uring <'ENTITY ulilae <'EKTITY Utilde <'ENTITY wcirc < 1 ENTITY Wcirc <•&'ITITY ycirc <' EI\'TITY Ycirc < ENTITY YUtnl <'ENTITY zac:ut.e <'ENTITY Zacute <'ENTITY zcaro:1 <•CNTITY Zcaron <'ENTITY zdot <•ENTITY Zdot 1

    1

    "&fx!6A," "&fl:,,.173;" "&~;,.,172," "&#xl6F," "&~xl6E;" "&lfxl69, " "&#x!68," "&#xl75," "&~xl74;" "&tlxl 77;" "&#xl 76, • "&txl78,'' "&#xl7A;" "&#xl 79," "&#xlFD; • "&~x17E;" "&llxl7C;" 11

    >~

    1

    --~cap1tal

    -:::srnall ><' --=cap1tal ><1--:small >< 1 ~-:cap1tal :><

    1

    lJ,

    u,

    rracro~-->

    ogonek--:>

    U, ogonek--> ring--> u. ring--> ><'--=small u, tilde--> ><' -=cap1tal u, tilde--> 1 >< --:s~all w, c1rcu.rri~lex >< 1 --=capital W, circ=flex >< 1 --=srnall y, circurnf~ex ><'--=capital Y, dieres1s

    --=small >< 1 --=capital >< 1 --~capital

    ><

    1

    ><

    1

    --=srnall

    &#xl ?B; •· ><' --~capital

    u.

    accent

    •>

    accent--> accent -> acce~t-->

    or 11tnlaut mark-->

    z,

    acute accent--> z, acute accent--> z, ca~on--> z, caron-->

    z, dot above--> z. dot above-->

    F. Vitali. F. Mega/e/ I DT]) detdocu,nenftdi Nom1et11 Rete ISOgrk3.PEN < 1 --

    (C) International Orga~1zat1on far Standard1zat1on 1986 for use with Perm:ission to copy in any form is granted SGML systems and appli=ations as defined in confonning ISO B879, provided this notice 1s :i.ncluded in all copies,

    --> <

    1 --

    Charact:er entit:y set. '['ypi.cal :i.nv1,cat1.on: PUB~IC <•ENTITY i ISOgrk3 "ISO 8879.1986//ENTlTIES Greek Symbols//BN//X-~L'> %IS0grk3;

    -->

    <'--

    Th:i.s vers1.on of the en;_ity set can be used with any SGML docu:'llent wh:i.ch uses ISO 10646 ts docu,.nent character set. This includes Xl1L docunents and ISO HTML documents. This entity set uses hex&decimal numer1c character references.

    a·, ,

    Jell1ffe

    Creator.

    Rick

    Version:

    1997-07-07

    Tweaked for full by Wendell Piez, --> < 1 ENTITY alpha

    < 1 ENTITY < 1 ENTITY < , ENTITY < 1 ENTITY <'ENTJTY < 1 ENTITY <'ENTITY < 1 ENTITY < 1 ENTITY <'ENTITY
    beta gamma Gamma gammad delta Delta eps1. epsiv eps1s zeta eta thetas Theta thetav 1.ata kappa kappav lambda Lambda mu nu Xl

    Xi pi piv P1 rho rhov sigma Sigma s1gmav tau upsi Ups1 phis Phl.

    XML contormance Mulberr} Technologies,

    "&flx3B1;"> "β"> .,γ

    r ":;

    "9J;•o "Ϝ"> 'δ"> "Δ "> "ε "> "ℇ"> "&#xll:18;"> "ζ "> ";'l;'> "θ"> "Θ"> "=l;"> 11&:ffx3B9; 11 > "κ"> "ϰ,"> "λ"> "Λ"> "μ"> "ν:"> "ξ "> "Ξ"> "π"> "ϖ"> ":O; "> "<l,"> "?l;"> "σ"> "&nx3A3;"> "&~x3C2, "> "τ"> "υ"> "Υ"> "φ"> "&~x3A6;">

    < 1 --=small

    1999-03-29

    alpha, Greek--> <. --=small garoma, Greek--> < 1 --=capital Gamma, Greek--> < 1 --/digd11111\a•-> < 1 --=srnall delta, Greek--> < 1 --=capital Delta, Greek--> epsilon, Greek - -> < 1 --=smad <'--/strc11ghteps1lon ?--> zeta, Greek--> <'--=small <'--=small eta, Greek--> < 1 --stra,ght theta--> <•--~cap,tal Theta, G~eek--> < 1 --=$mall iota, Greek--> <'--=small kappa, Greek--> < 1 --/varkappa--> < 1 --=Small lambda, Greek--> Lambda, Greek--> < 1 --=c:ap1tal nu, Greek--> < 1 --=c:apit:al p1, Greek--> <•--=small <•--tvarp1--> rho, Greek--> < 1 -~=small < 1 --/varrho--> <'--=cap1tal SJ.Qinii, Greek--> <, --/varsigma--> tau, Greek--> <'--=small upsilon, Greek--> < 1 --=small < 1 --=capJtal Upsilon, Greek--> <'--/stra1ghtph1 - straight phi--> < 1 --=capital Phi, Greek--> 1

    223

    224

    Progello~"\'JR- FaJe2 I Gli standnrds dr/imi!nd Pm,getto(DTD e l 'H...\"9 <'ENTlTY < 1 ENTITY <'ENTITY < 1 ENTITY <'ENTITY <'ENTITY

    p:u.v c;hl PSl Ps:. omega Omega

    "&llx3D5; "> "&#:x:3C7,n> "&Mx3C8;"> 11Ψ j rr > "&llx3C9, "> "&,x3A9; ">

    < 1 --/varph1 <'--=snall < 1 --=small <'--=capltal <'--=sma.11 < 1 --:cap1tal

    - curly

    or open ph1 Greek- > psi, Greek--> PSl, Gree"--> omega, Gree'<- -> omega, Greek > chi,

    >

    F. Vzta!t, P. Mega/e/ I DTD ckz doc11mentz di Nol7JJezn Rete ISOdia.PEN <'--

    --> < 1 --

    (C) International Organ12at1on far Standardization 1986 far use w1th Penn1ss1on to copy in any fonn 1s granted conforrning SGML systerns and appl1cat1ons as def1ned in ISO 8879, provided th1s notice is 1ncluded in all copies. Character

    entity

    set.

    Typical

    <'ENTITY % ISDdia PUBLIC "ISO 8879,1986//ENTITIES %ISOd1a;

    1.nvocat1.an:

    D1acr1tical

    Marks//EN//XML">

    -->

    < 1 --

    This version of the ent1ty set can be used with any SGML docurnent which uses ISO 10646 as 1ts docurnent character set. This includes XML documents and ISO HTML docurnents. This entity set uses hexadec1rnal nurneric character references. Creator,

    Rick

    Jelliffe,

    Version,

    1997-07-07

    Allette

    Systems

    -->

    <'ENTITY

    acute

    "´"

    < 1 ENTITY

    breve

    "˘n hˇ

    <'ENTITY <'ENTITY <'ENTITY <•ENTITY <'ENTITY <'ENTITY <'ENTITY <•ENTITY <'ENTITY <'ENTITY <'ENTITY <•ENTITY

    caron

    ced1l c1rc dblac die dot grave macr

    ogon ring tilde urnl

    accent--> ><'--=acute ~< 1 --~breve--> 11

    >

    "¸" ><'--=ced1lla--> ,.,..., >< 1 --=circurnfle:x accent--> ''˝ • >< 1 --=double acute h¨" "˙

    ,,.,,

    ><

    1

    --=dieresis-->

    ,, >-

    ><,--=grave

    accent--> "¯i" >< 1 --=macron--> ''˛, 1 ><'--~ogonek--> "˚ ,, >< 1 --=ring--> "˜" >< 1 --=tilde-->

    "¨"

    ><' -~=umlaut

    mark-->

    accent-->

    225

    226

    Pro~d/u .\1 R - f,M::

    / C!t ~tandarcb d1'/Ìlllll 11eiProgd/o (U/ f)" I 'R_\ ,)

    J:SOnum-PEN <

    ,e~

    I~ternatio~al Organ1zat10~ far Stan~ara1zation 1986 Parrn-ss;J..on to copy 1.n any form 1s gran~ed :or use 'il'llth conform1ng SGML systerns and appl1cat.1.ons as ae~1ned El ISO 8879, provided th1s nor.ice 1s 1ncluded 1n all cop1es.

    1

    -->

    < 1 --

    Character ent1ty set Typ1cal invocatian: <•E~~ITY % rsonum PUB~:c "ISO 8879: 1986/ /ENTITIES NlL"118rlC and

    Special

    Graph1c/

    /EN/ /XML">

    irsonu-n; -->

    <

    Tnls version of the ent~Ly set can be used w1th any SGML docurnent wn1ch uses ISO 10646 as 1ts document character set Th1s 1ncludes XML documents and ISO ETML docu.-nents ':'his ent1.ty set uses he:-:-adecimal n1.,1.:..-ner1c character referenc:es.

    1

    Creator:

    R1ck

    Jell1fEe,

    Vers1on:

    1997-07-07

    Alletta

    Systems

    --> < 1 ENTITY half < 1 ENT:TY

    < 1 ENTITY

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    228

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    (Cl International Organ1zat1on for Standardization :986 Permission to copy in any form is granted for use with conforrning as def1ned in SGML systems and applications ISO 8879, provided this notice is 1ncluded in all cop1es

    ->

    <'--

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    entity

    set.

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    invocation:

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    Publlsning/

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    set

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    can

    be

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    w1th

    any

    wh1ch uses ISO 10646 as 1ts document character set Th1s includes XML docurnents and ISO HTML documents Th1s entity set uses hexadec1mal numeric character Creator:

    Rick

    Version;

    1997-07-07

    --> <'ENTITY <'ENTITY <'ENTITY <'ENTITY

    emsp ensp emspl3 emspl4 < 1 ENTITY numsp < 1 ENTITY puncsp <'ENTITY thinsp <'ENTITY hairsp <'ENTITY mdash <'ENTITY ndash <'ENTITY da~h -< 1 ENTITY blank < 1 ENTITY hel11p <'ENTITY nldr <'ENTITY fracl3 <'ENTITY frac23 <•ENTITY fraclS <'ENTITY frac2 5 < 1 ENTITY frac35 < 1 ENTITY frac45 <'ENTITY fracl6 <'ENTITY frac56
    Jelliffe,

    "Hx2003;" "&!lx2002;" " " " ," " " "⃘" " " " OOA;" "—," "–" "&~x2010;" "␣' "…"

    Allette

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    1

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    references.

    Systems

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    SGML documeut

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    Pr~~etto :\JR - r'c1Si: :! / Glz standard::-definii,nelProgelto(DTD e l 'R --..._-_,)

    230

    ISOtech.PEN <'

    -

    Perm1ss1on conform1ng ISO 8879,

    (Cl !nterr.ational

    Organ12at1on for Standard12ation 1986 copy in a1y form 1-s granted for use w1th SGML systems and ap9l1cat1ons as defined 1n 9rov1ded ~his notice is i~c!uded 1~ all copies.

    Character

    enti:y

    to

    -->

    <'--

    set

    Typ1cal

    % ISOtech PUBLIC "ISO 8879 .1986//EJ\'TITIES

    _nvocation

    <'ENTITY

    "ISOtech

    Genera

    1 Techn~ca

    1 // EN/ /X:1L"

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    Th1s version of the entity set can be used with any SGML docunopt character set. wh~ch uses ISO 10646 as its docuroent Th1s 1ncludes XM::.doc=ents and ISO HTML documents This entity set uses hexadec1mctl numeric character references.

    Rick Jelliffe.

    Creator·

    Alletta

    Systems

    Version: 1997-07-07 --> <,ENTITY >< --/aleph =aleph, Hebrew--> aleph "&~x2135, ><'--/wedge <•E;NTITY and lland B: =log~cal and--> '"&J!>-.2227;" >< 1 --=right < 1 ENTITY ang90 190 degree) angle -> "∟," < 1 Et,;"TITY angsph >< 1 --/sphericalangle =angle-spherical--> "&llx2222;" < 1 ENTITY ap """ 4 9; "' >< 1 --/approx R: =approximate--> < 1 ENTITY becaus R =because> "∵ ·· >< 1 --/because "&~x22A5; ., >< 1 --/bot <'i!.NTITY bOttO'Il B: =perpendicular> "∩" >< 1 /cap B: =1ctersect1on--> < 1 ENTITY cap "≅" >< 1 --/cor-g < 1 ENTITY cong R =congruent w1th--> 1

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    231

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    Norma tecnica: NIR-URN 1.1 (novembre 2001/

    Assegnazione dei nomi uniformi ai documenti giuridici PIERLUIGI SPINOS.~ 1 S01'!1\1 \RIO: 1. IntrodU!-;JOne - 2. Smpo del nomeunifo1"111e - 3. ÀIJotia~one del nome1m!formcal dommento- 4. Utilizxo del nomemr[fonnenei t?fenmenlt- S. Carallen.rtzchegen,ra/i del us1ema-6. StnlassiHttlizzatanel documento - 7. Spazjo dez11omt- 8. S intaw gmera/edd nomespl!Cljùo - 9. Costn,Z!one dei no,neJ)edjù'O10. Elemento <,mtontà> - 11. Elemenlo - 12. Ele111ento - 13. Elef11enlo - 14. Ele!ilento - 15. Ri:femnenti a .1JJeerfhhe parnzjom del doC11mmlo - 16. Pro.ed11ra per !u reg1stra:;1one dei 11om1 17. Pm,aptdelse1v1;;;,.to clzmoluzto11e 1

    RI.\SSUN ro: J nomi11n!fo11111 - Un1form Resource Namcs (URNs) - sono .rtatrwnieprtiperformroulentffùatorirtmvo,;epem.rleiilt,mdij)Bndentt daUalo,,1zjone lii rete,d1 rtJ'01"J'e m Interm-t.,Questod<1t11menlo J/abtlzsce dz zdent!fù-«re ogmdo,"11meJJtog11111duo tramite 1111 nome1m!fòr111e; tale 11011'/C .wrà 111thzif1to tome struwento (ep1ìt in generaleq11alu11q11e tipo di relazione)fra glz per rappresmtarrt rr_/enmen/1 alfi, al.finedz rendered1Jponwt!c un tpertesloglobale.rulk nome, operantem 11na111biet1tediJtnbU1to. ]11partkolareil do,unu11to de.mivele regole per l'au~gnaZ!one dei nomi 11niformi e de/111ea Z ,Titert pnnctpakdei Je/7/tzt di moh,zzone,capa,i d1(!JJOtiare ad tm nomeu11(fo11ne la re/almalocazionezn rete.

    1. INTRODUZIONE

    Nei documenti giuridici sono molto frequenti ed estremamente importanti i riferimenti ad altri provvedimenti; pertanto la possibilità d1 poter consultare immediatamente il documento referenziato costituisce un ausilio di grande rilievo, e a volte indispensabile, per la piena comprensione del testo.

    * QueHo documento defumce lo standard di 1denuficaz1011ede1 documenti giur1d10 me~so ,1 punto per il progetto ••·:--,Jc,rme 111 H.c-te"ed è stato 1eccp1to come norm,1 tccmca _-\IP.\ (cfr C11col.ue del 6 novembre 2001, Il _-\IP.-\/CR/35 pubbhcata 11!fra,p 265 ,;), dopo essere stato sottoposto ad un proce~so d1 d1scuss1onc e d1 raccolta d1 commenu, nma11ecomunque aperto ad ulteriori contnbutl per t.l suo nughoramento.

    1P.L. Spmosa(IDG-C::-;R).Il suo mdmzzo e-meni è [email protected] lt.

    23--1-

    Progetto ,"\JR- Fase2 / ,'\on11atwuca:SIR-UR.,· I I (JJ01•e1;1bre 200I)

    I collegamcnt1 ipertestuali del IF'ehrispondono senz'altro a que!ita esigenza, ma appaiono non adatti ad un 1mp1cgo su larga scala nel dmtto: 11 rifcnmcnto alla risorsa rcfcrcn,data s1 basa 1nfatt1 sulla sua locazwne fisica, c!!prcssa m modahtà unifmme tramite l:RL (LTmjor111 ResourceLomto1j, cht.: pri;scnt,1 probkmattche, ormai largamente conosciute:

    la difficoltà d1 conoscere la locazione della nsor~a citata; la perdua d1 Yahdità nel tempo delle locaz10ni (URL) nei rifonmcntt; 1'1mposs1bilità. di refr:rcm::1are nsorse non ancora pubblicate;

    che rendono qumd1 la rete dei collcgamtntl fra documenti tstrcmamcnte hm1tata rispetto alle potcnziahtà e sempre più maffidabilc nel tempo

    Per O\-Yiare a tali 111convement1 ~1utth;,;,a un ~1stema d1 nfenmenti basato !iull'assef,>na;,mne a ciascuna risorsa g1urid1ca d1 un nome urnforme (URN: L'Hijò1111 ReJOll!Te~-Yan,e), o idencificatore uniwJco, e su metodi di nsoh.1z1onc (RDS: ResolrerDiscol'eD' ,fonce) capaci d1 reperire l'og_~ctto cormpondentc. Gh strumenti 1dent1ficati sono conformi a quelli defimti all'111terno dcll'lETF (btle111etJ.:.,{f!,Weni11g TOJk Fon-e)dallo ~pecifico gruppo di laYoro (liR,_Y IForkn~gGroup) e descritti m Yarl documenti - da standard ufficiali (RPC: Req11e,tFor Co111JJJmts) a drrqt- a1 quali è, e dovrà essere, garantito l'allmeamcnto anche 111 futurn. Lo !!tandarcl in oggetto è !!tata me~:.o a punto m ,seno al Gruppo di LaYoro "ldent1fica,:1onc delle 1isorsc tramite CRNs'' nell'ambito del progetto "Norme 1n Rete", coordinato dal :i\1imstcro della Gmstiz1a e finanziato dall'.-\lP.A. 2. SCOPO DEL NOME UNIFORME L'assegnazione di un nome uniforme ha lo !icopo dt associare ad ogrn documento gtundico un idcnt1ficat1Yo univoco, m un formato 'itandardinato, che dipende solt,mto dalle caratteristiche del documento ste~!:i-o cd è qum
    P.L SpmosaI Assegna:::_fone deznomzttnf/om1im do,11mentzg1uridJ,J

    235

    Il suo impiego facilita, in un ambiente di rete con risorse distribuite fra diversi editori telematici, la costruzione di un ipertesto globale fra 1 documenti giuridici e di basi di conoscenza contenenti le relazioni intercorrenti fra gli stessi.

    3. ASSOCIAZIONE DEL NOME UNIFORME AL DOCUMENTO L'associa:done del nome uniforme al documento una metainfonnazione, che può essere:

    avviene mt.:diantc

    inserita all'interno del documento stesso: è la soluzione da applicare a regime con l'adozione clel formato XML, ma è attuabile anche in HTML (attrnYerso il tag !\IETA); esterna al documento ma strettamente correlata a qllcsto, attraverso di\·erse modalità: stesso nome del file ed estensione prefissata, particolare link 1pc1testuale, specifico attributo nella banca dati, ecc. Tali modalità sono fortemente raccomandate m quanto consc.:ntono l'implementazione e l'aggiornamento automatico di cataloghi (d1stribu1t1 o centralizzati) funz1onah .illa risolu:donc, che contengono cioè per ci.1scun documento il nome uniforme e la relati\'a locazione.

    In prospettiva si deve infatti tendere al superamento dell'ag_P;iomamento manuale di cataloghi, a causa sia dell'impegno necessario al loro mantenimento che dell'intrinseca perdita di validità nd tempo. In tah cataloghi possono e~serc presenti anche altre inform,tzioni, quali: de!>crittori (estremi, titolo, materia, pubblicazione, ecc.), reJazioni, Yigenza e altre, che senza dubbio ankchiscono la risposta del sistema. In ogm caso, qualunc:.1ucsia la soluz10ne adottata dall'editore telemauimplementati deYono essere in grado di consenco, gli strnmenti .rojiw,m• tite l'accesso al documento attraverso il suo nome uniforme.

    4. UTILIZZO

    DEL NOME UNIFOlù~E NEI RIFERIMENTI

    Il nome uniforme sarà Lltlhizato su larga scala nei riferimenti come valor~ dell'attributo HREF del collegamento ipertestuale con il documento referenziato.

    Tale legame può realizzan,iattraverso
    236

    Progetta_\_"JR - Fase2 / I\'a!ìnatcwua: i\TIR-UR,\_'1.1 (11011embre 2001)

    inserendo manualmente, nel testo ciel documento referente, il link con ti nome uniforme: operazione onerosa soprattutto per i documenti g1à pubblicati 111 rete; costruendo automaticamente (in maniera permanente o provv1s0na) ti lmk con il nome umforme, attraverso analizzatori (par.m)cle1 nfenmcnti all'interno del testo: ope::raz1one più econonuca ma soggetta ad una certa percentuale di imprecisione e incompletezza. I nfcnmenti non sono infatti sempre formalmente corretti e complct1, e devono e_1uindiessere arncchin dall'operatore o 1nterpretat1 dall'utente. Tale soluzione potrebbe essere comunque accettabile per i documenti già pubblicati. In ogm caso e qualunque sia la modalità adottata, i documenti d1 nuova produzione 111 formato XlvIL devono, conformemente alla DTD, esprimere i riferimenti mediante 11nome uniforme del documento referenziato. 5. CARATTERISTICHE GENERALI DEL SISTEMA

    Il sistema d1 riferimento basato sui 1101111 umform1 de,·c prevedere: uno schema d1 assegnazione dei nom1 capace d1 rappresentare 111 marnera urn\ oca qualunque prnYYedimento, emesso da una quals1as1autorità 10 un qualune_1uetempo (passato, presente e futuro); un meccanismo per la nsolu7ionc - 111 prospettiva distnbu1ta - da nome umforme a locaz10ne 10 rete delle nsnrse corrispondenti. Il presente documento affronta m dettaglio soltanto il pnino dei requisiti indicati e c10è la defin1z1onc dello schema cli assegnaz10ne dei nomi uniformi. Contiene 111oltrealcu111cenrn sull'architettura ciel scn'1z10 di risoluz10ne e ciel sofil!'arerelati,·o, cYentualmente oggetto 111seguito cli una norma tecnica specifica. 6. SINTASSI UTILIZZATA NEL DOCUMENTO

    Nel presente documento è stata utilizzata la sintassi tipica di moln Farm), cd RFC d1 Internet, basata sul meta linguaggio BNF (Back11s-iVa11r 111 particolare quella del documento RfC 2141 'TRN Srntax" f1]. Le principali carattensnche

    sono:

    gli elementi sono racchiusi fra parentesi angolan ("<"e'·>");

    P.L SpmosaI Amgna:;Jonedeinomiimifom1iaz do,umentzg11md1ci

    2:,7

    un elemento è separato dalla sua specificazione con la stringa

    " .. ..--" ,.

    gli elementi in alternativa sono separaci dalla barra verticale (" I");

    le stringhe d1 caratteri sono racchiuse fra virgolette (");

    le partl opzionali sono racchiuse fra le parentesi quadre ("["e"]"), un gruppo di elementi è racchiuso fra le parentesi tonde ("C' e

    ")''); un'espressione davanti ad un elemento, o ad un gruppo di elementi, indica un fattore di ripetizione, con i seguenti formati:

    ...n> volte;

    · · o p1ùYolte; zero o più volte.

    7. SPAZIO DEI NOMI Il documento RFC 2141 "URN Syntax" [1] definisce la sintassi generale di un nome uniforme, che deve avere la forma:

    ~---~---~dove dente.

    "·"

    _J

    è l'identificativo dello spazio dei nomi (ne1meJpace) e nome specifico nppnrtcncnte allo spnzio prece-

    è: un qualunque

    Lo spazio dei nomi individua il contesto in cui questi sono valldi e sign1ficam-i. Per i documenti giuridici si definisce lo spazio dei nomi u111form1 d1 1dentificat1vo"rnr": ::==111111"

    e pertanto le URN relative hanno la forma: : = "urn:rur:"

    Per una completa corrispondenza con i domini registratl per il portale del progetto "Norme in Rete" sono altresì riservati, ma al momento non utilizzati, i 11a111espacr: "11ormcm1ete", "normainrete" e "nonninrere"

    Progello:\JR - FaJe2 / Nonna /e,111ca. SJR-L'R.,- 1.1 (novembre 2001)

    238

    8. SINTASSI GENERALE DEL NOME SPECIFICO

    8.1. Caratten m11111esst e escl/./fl

    Sono defimtt m accordo al RFC 2141 "VRN Syntax" [11;111 particolare fip;urano come non ammessi, oltre ad una sene di car,1tteri speciali, tutti c1uell1na:11onab (~upcrion al clcctmalc 127), che deYono essere quindi tradotti nella cornsponcknte sequenza c.hescapc (" 0/4/' ) Per ragioni d1 ,,ana naturn, 1llustrntc in seguito, nel nomc-spec1 fico del 1w111espare "rnr" è ammesso soltanto quc~tn sottoms1e111e

    dt caratteri: = 1 · <,u111nc~so-111r>

    <:\"SS-mr> <,in1mcs~o-m1>

    = I





    <,1lrru>

    = n 0 ..

    J

    n 1,t

    I <.dt10> I

    =

    11:;1,n 1n I I

    1

    "-t-11 I 115..

    ,,=" I "Sn I u_,, r

    n\n

    )

    -

    -

    .. _rt

    t--

    I

    P,

    11

    I

    I "G"I ..- .. I "S.. I ..9..

    .._ ..

    "Ca.," I

    Gli altri caratteri sono o cl1m111auo conyertm.

    I ""

    J

    11,11

    f

    llrll

    ! "+,,

    I ,,,..

    P.L Spmosa/ .1JJegna;;:_wne det NO?lltllfl!fomn at do,lfmmtzgmndld

    239

    8.2. Caratteri,isen·ati Sono i caratteri che hanno un particolare sigmficato nella formazione in generale delle URI (Umfarn, &sout-ceIdentffter)[2Jo in particolare del nome-specifico nello spazio "mr", e pertanto devono essere 11npiegat1 sempre e soltanto per Io scopo assegnato. Appartengono alla prima categoria i caratteri:

    che conservano il signiticato tipico delle L'RL. Di questi è utilizzato nei nomi soltanto il carattere: "#" per segnalare l'md1c:1z1oncdi una part1z10ne interna all'atto, in modo da 111c.l1v1duare in maniera puntuale la parte referenziata Sono invece risern\ti nel nome-specifico dello spazio "nir" i caratteri: ":" separatore degli elementi principali del nome;

    "@" separatore della versione; ";" per segnalare l'introduzione di un livello gerarchicamente inferiore - o comunque d1 una specificità - dell'elemento precedente;

    "+" separatore delle ripetiz1om d1 interi elementi principali (c.:s. autorità multiple); "," separatore delle::1-ipctiz1onìdi singole componenti degli elementi principali, allo ste~so lrvello cli spec1fic1tà(es. numeri mulupli). 8.3. Caratteri 111aiuscolz e 1nin11scolr

    II nome-specifico della URN, al pari della URL, è sensibJle alla grafia maiuscola o minuscola. ] ,a risoluzione dei nomi appartenenti allo ~paz10"nir" deve essere indipendente dalla grafia, ma, per sfruttare appieno anche le possib11Itàot: ferte da memorie temporanee (cadmi.()di risorse, il nome-speCJfico è costru1to sempre in caratteri mmuscoli. (es "~l.uuste10" viene upoltato come "mm1stero")

    P1ogello 1\'IR - FaJe2 / 1\'omu1le,mw:1\"JR-l'R.\'I. I (110/Jembre :.!.001)

    2-1-0

    8.4. Caratteii 11azwna!ie segmdu,nitici Sebbene 1 caratteri naz1onalt e i segni dìacritic1 possano essere rappresentati attraverso una sequenn di cscape ("%" ), per ragioni di semplicità di gestione e di comumcaz1one vengono esclusi dallo spazio "nir" e pertanto devono essere riportati al carattcn base. (

    es

    P1

    samta• U ,,ene uportata come U samt,\Il)

    8.5. S'ostituzionedt spaZ!,con11ettiv1 epunteggza!111i1 :'..\lellacostruzione del nome-~pcc1fico sono elimmati dalla dicitura cornc,pondentc tutti 1 connettivi linguistici (articoli, prepos1zìom semplici e articolate, congiunzioni, ecc.), la punteggiatura e i caratteri speciali come apostrofo, trattmo, virgolette, ecc. Le parole significative rimanenti sono legate fra loro dal punto (".") in sostituzione dello spazio {e~ ".\luusteto del Te~oro, del Bil,muo e della Pwg1ammaz1011e ccononuc,," \ iene 11portaro come "1111111,tero tcso10 bihnc10 p1ogram1na..:10ne econonuca")

    8.6. Espmmone delleabhre1•1az10m Nel nome-spcc1fico sono riportate le d1c1turc per esteso e pertanto :.i devono espandere le abbreviazioni di qualunque npo presenti ncll'111dicaz1onedelle istituzioni (es. j\,fin.), delle strutture (es D1p.) o dei provved1ment1 (es. del). (es. ":,..un" viene r1poirato <.ome "num~tc10")

    8 1. Sdo.ghimntodellesigle Per evitare possibili omonimie determinate dall'uso di sigle nell'mdicaz1onc delle istituziorn, delle strutture o dei provved1mcnt1, nel nome-specifico queste vanno semite nelle corrispondenti diciture estese. (es

    C::-.:F.T ." viene ripoit.1to come "cons1gho n,\Zlonalc.cconom1,1 lay010")

    11

    P.L SptnosaI AHeg11&1;:;yorre deznamttm{frmm at (/Qu1me11llgtlirtdm

    241

    8.8. For/Jialodelledate Per rendere il nome uniforme più facilmente ordinabile cronologicamente e più leggibile dagli operatori, le date sono riportate sempre m forma numerica e nel formato: · = 11 " <1nese> "-" <:mno> = 4 := 2 = 2 (es. "2 settembre 99" ,"Ienenportata come "1999-09-02")

    8.9. Numen ordinali Nella costruzione del nome-specifico gli eventuali numeri ordinali presenti negli elementi (es. nella descrizione dell'organo) sono sempre riportati in numeri arabi, mdipendentemente dalla grafia che assumono: numero romano, aggettivo, numero arabo con apice, ecc. (IV, terzo, 1°, 2", ecc.). (es "Sezmne IY" uene nportato come "sczJOnc.4")

    9. COSTRUZIONE DEL NOME SPECIFICO

    9.1. Principidi hasedelnomeu11ifor111e 11nome uniforme de,·e essere univoco, deve cioè identificare uno e un solo documento e viene costruito in modo da essere, per quanto pl)ssrbile: autoesplicativo per gli operatori; ricavabile attraverso regole semphci e chiare; compatibile con la prassi in uso per i riferimenti; ridotto all'essenziale, per semplificare i collegamenti con gli altri documenti; costruibile automaticamente da analizzatori dei rifel'iment1 nel testo; rappresentativo degli aspetti sia formali che sostanz1ah del documento;

    2+2

    Pm,getlo 1\1!R - hm 2 I Somm temmt:;_\,1/R-L'R.Y I 1 (novm1bre :!001) conforme, alla data della sua emissione, dell'autorità e alla tipologia del documento;

    all'organizzazione

    111 ;tccordo con la dcfimzione della struttura (DTD) relativa alla cla<;sedi documenti di appartenenza;

    allineato costantemente

    ,1glialtri standard del progetto.

    9.2. Stmthrn1 dr/ IIOIJ/t' spmjìco Il nomc-spec1fico dcYe contenere le mforma71on1 atte ad 1dent1ficare univocamente 11documento, che, m ambito giuridico, sono essenzialmente l'autorità emittente, il tipo di prO\Tcduncnto, gli estremi ed cYentualmcnte l'annesso. Per la normativa è tnoltre necessario distinguere le eyentuah vcrs10m 51.lcces:..t\'edel documento, a seguito di modifiche mtcrvenute nel tempo. In questo caso rimangono costanti gb idennficatlYl dell'atto, ai quali va aggiunta l'informazione relativa alla versione considerata.

    Pertanto la struttura più generale del nome ~pecifico nsulta:

    = ["@" <\-e1s10ne>I

    9. 3. Stmtt11radell'rdentffiwtil'O del dr,rwmnto V1ene ckfirnta una struttura ddl'1dentificatiYo elci documento compofondamentali .:,uddett1, chiata1nente distinti fra 1010 e secondo un ordine che individua dommi e compcten7c sempre più nstrem· ~ta dai lJUattro clementi



    = <,mroutà>

    ""

    11."

    ["" <,innesso>]

    Gh elementi principali del nome uniforme sono generalmente articolati ll1 più componenti elementari, per ciascuno dei quali vengono fissate le regole di rapprcsentaz10ne (criteri, modalità, smtass1 e ordmc)

    9.4. :-..'on11 t1!tematm (<'ll..ta.:i) Ad un documento possono essere assegnati più 1101111 umformi, per fa\·onme 11 collegamento - nfcrimento e reperimento - con altri documenti. Questa possibilità può essere utilizzata per quel documenti che, pur nella loro u111c1tà,risultano referenziati nella prassi sotto ani!;oli YI-

    suali diversi, come ad esempio la forma di promulgazione e il contenuto specifico (es. Testo l:n.ico promulgato attraverso DPR). Sono invece rappresentati attraverso opportune relazioni nella base d1 conoscenza (es. catalogo) 1 legami esistenti fra documenti diversi, come ad esempio fra decreto legge e leg_e;edi conversione, e viceversa. 10. ELEMENTO



    10.1.Cnte,iper l'i11dicaziot1e de/l'autoritcì L'elemento del nome uniforme indica a seconda dei casi: l'effettiva autorità erniLtenre del provvedimento, cioè quella che ha realmente adottato o emanato l'atto; l'istituzione presso la quale l'atto viene registrato, conosctuto e referenziato, anche se emesso o comunque prodotto da altri soggetti: è il caso, ad es., dei disegru (o proposte o progetti) di legge cbe vengono identificati dal ramo del Parlamento al quale sono presentati piuttosto che attraverso 1 fil'matari (parlamentari, governo, ecc.); l'istituzione regolamentata (e referenziata nei riferimenti) dal provvedimento, anche se emesso da altro soggetto: è 11caso, ad es .• dello statuto

    di un ente

    li nome

    unifo1·me

    così form::ito

    sa.t·:'t

    un ahar del provYedimento di adozione o emanazione.

    10.2. Phrrahtàdi soggetti Alcuni provvedimenti hanno più autontà emittenti, in quanto emanati da una pluralità di soggetti (es. decreti interministeriah, accordi, ccc.). In questo caso nell'elemento <.autorità> sono nportati, opportunamente separati, tutti i soggetti comn>lti, secondo la forma: = '["+" ] (e, "m1111s1cro gmstw1ahnu11~te10finanze")

    10.3. 1\f.odalità di mdtco-z!o,1e delsoggetto

    ugniLàurotltll--e-nutrente- \qhe.ua-'cn1:-aà-ornì:rnn'6; -'6-6r-rnenmemo (quella che è regolamentata dall'atto) consiste essenzialmente m una cari-

    r,. ___

    Progetto NJR · Faie2 / ;,,7or,na ler:nwi: XIR-UR..Y I. I (11ove111bre 2001)

    ca istttuz1onale (es. Presidente del Consiglio) o in un'1stituzmne (es. l\Ii.111stero). Qualora si renda necessaria, per una esatta ind1Y1duazionedel prmrvedimento, l'mdicazionc dell'organo all'interno dell'istituzione, questa Yicne effettuata secondo l'ordine gerarchico dal generale al particolare, partendo dall'istituzione, seguendo i vari livelli della struttura (Giunta, Dipartimento, ecc.) e terminando con la carica rdaùva (Presidente, Direttore, ccc.). Pertanto la struttura del soggetto emittente risulta: <,oggetto>

    = (<1,;t1tm:1011e> ["," ] [";" J) (e, "mm1stcrn fin,m1.e;d1p,1rnmento enturc;dmgcnte")

    I

    10.4. Cdten per l'tnd1razio11e del/'01;gn110 .A seconda della tipologia del provvedimento, l'organo all'mtemo dell'autorità emittente è W1Ìvocamcnte determinato (e!>.Consiglio per le leggi regionali) e di norma non viene indicato nei rifer1mcnt1. In analogia a quanto avviene nella prassi, l'indicazione dcll'autontà emittente è lirrntata al mimmo indispensabile m funzione della tipologia del provyedimento. (es. "regione lnzio legge" e 11011 "1eg10neJa710,com,iglio.legge")

    10.5. Criteriper l'indicazjone dellaf11nzwne In linea generale il componente : viene 1nd1cato,talora al posto dello stesso organo, quando si tratta di mcarico di tipo "politico", rappresentativo o elettivo: (es "regione Jano,,1sscsso1e ambiente" e non "1egtone lano,as,cssoruro ambiente", "wil\·c1s1t.1.p1s.1,rettore.ùce1cto" e non "un1,·et-.1ta p1sn,rettoutto dec1cto''),

    non viene indicato c1uando cornspondc alla responsabilità d1 una struttura (tipicamente ncoperta da un funzionario o da un dirigente); in tal caso s1melica solo la struttura e non il dirigente (es "m1111sterog:tustIZ1a;d1rcnone.gene1ale"e 11011 "m1111sterogmst1zrn.,d1rez1011c gcncmle;d11etto1e generale'')

    La funzione dovrà invece essere indicata quando:

    P.L Spmow / Assegnazionedeznomztm?fòrmiai documenltgmndtti

    245

    non coincide con la direzione o responsabilità della struttura (es. sottosegretario, vice-direttore, ecc.); il tipo dì provvedimento può essere sia monocratico che co1leg1ale:in tal caso l'indicazione della carica consente di eliminare l'ambiguità.

    11. ELEMENTO 11.1. Crtteriper l'indicazionedelproviiedùnento L'indicazione obbligatoria dell'autorità emittente nei nomi uniformi rende superflua, neHa stragrande maggioranza dei casi, la qualificazione aggiuntiva del provvedimento (decreto direttoriale, ordinanza mirusteriale, ecc.) effettuata, anche se non sistematicamente, nella prassi. Quando il combinato autontà-provvedimcnto identifica chiaramente il documento in oggetto, il t1po di provvedimento non viene qualificato attraverso attributi che si riferiscono all'autorità ermttente. (es "regione laz10 legge" e non "rc:gtone.lilZloJegge.regionale")

    11.2. Specificazwne aggiunhva al 11podiprovvedzmento Per l'identificazione dell'atto, nell'elemento è d1 norma sufficiente l'indicazione della sua tipologia. Tuttavia è abbastanza diffuso nella prassi il riferimento a provvedimenti attraverso alcune spt> cificazioru, come l'oggetto, la matcna, ecc. (es. regolamento di contabilità) oppure con soprannomi di uso corrente che si collegano al promotore, all'argomento, ecc. (es. legge Merli, legge fallimentare), senza 1'1ndicazione degli estremi formali (data e numero). In questi casi il tipo di provvedimento può essere seguito da uJteriori specificazioni, in modo da facilitarne l'individuazione anche m assenza degli estremi: '[";" ] (es. "regolamcnto;contab1ltta" o "legge,bassamm")

    11.3. Provvetli111enti condijèn:nttnfamventi nonJJativi

    Esistono alcuni atti che, pur nella loro unicità, sono espressi nella prassi con differenti rifcrimentt normativi. 1n particolare attraverso l'atto

    ''.t-fo

    che h ha introdotti nell'ordinamento (DPR, decreto legislativo, c:cc.) o att1::1Yersola loro qualifica normativa (regolamento, testo umco, ccc.). Per consentire in tuttl 1 casi la ,·alidità del nfenmento, al nome unìforme che rappresenta fmmalmcntc 1] pro,Tcd1mcnto Ylenc associato un altas che tiene conto della ~ua qualifica, e che conserYa malteran gh estremi. (e, 11$t.ltOc.lecteto legislatffo· 1992-U--2-1-,358" e "stato testo umco,,1ppalt1pubbhc11992-07-2-1-,318")

    I I .4-.I11d1raztone dell'alftoritàJJl'glt alias

    l prmTed1menti con differenti nfcnrnenti normati,·i ~ono generalmente mtrodott1 nell'ordmamento con un prmTechmcnto di ado7tone o cmanaz1onc, nel quale sono mcorporat1 o al c_1ualesono allegati. S1 rende tJumdi ncces~ar1a I.i crn,t1tu;,1one d1 un t1lim fra i due a~pcttl dello stcs~o documento. In particolare 1-,ipossono distinguere 1 prmTedimenti: adottat1/emanat1 da autorttà cliYcr~e da quelle regolamentate (es. statuto d1 un Ente); in l)Uesto caso la correlazione è stabilita fra 2 nnrn1

    umfo1·1n1

    che hanno

    l'elemento



    cnmplctmncntc

    d1\'erso (l, "soc1ct,11t,1h,1n,1 autou LÙllou ,tatuto"

    e

    ''1n11u,telo hem art!Y!t,l cultt11.1hl-m1n1:.tc10 te:.010 b1Lmc10 p1ogt,lllllll,lZ101lC.CC0l101111Ca dcc1cto'').

    emessi, in base alla autonomia o delega ricen1ta, dalln stessa ié.tJtuzionc (es. per il funzionamento dello stesso Ente); in questo ca~o hanno la prima parte dell'autorità m comune (es "comune tucnzc

    statuto" e " comune fi1c111c,con,1gl!(Jdd1bera"),

    cmcsc;i dallo stesso Ente per regolamentare un particolare settore d1 propria competenza; m quc~to l'elemento è comci-

    dente (e, "numstcro g1u,tu1,1 1cg0Luncnto,u~o ~ttumentl 111format1u telem<1t1u p10ce,,o" e "m1111~terogm~uz1a tl.ccrcto")

    P.L SpwOJ,1 / _,J ,.fi!J'/lr.l~tone di'! 1wm1 un!f"omntlt do.11111e11u .,umdz.-1

    247

    12. ELEMENTO

    12.1. Jnrlicaz1011e degliestrel/lt Gli e~tremi del provvedimento sono costituiti di norma dalla data d1 cm1ss10ne e dal nwnero di 1den1Jfica:zione (inserimento 111 raccolta, reg(stro, protocollo, ecc.). Per quanto riguarda la data, si dcYc osscn•are che alcuni provvedimenti presentano date rrmlnple; mentre per quanto concerne il numero, questo può non esistere affatto (es. pmvvediment1 non numerati) o addirittura essere multiplo (es. provvedimenti unificau). Per queste iagioni entrambi gli elementi sono previsti a valori multipli. Nella prassi gli estremi non sono riportati in modo uniforme ~ sonu adottate sequenze opposte d1 citazione (data-numero e viceversa). In accordo con la ~truttura globale del nome uniforme dal generale al particolare, viene definiti, come modalit.ì di ind1caz1one la sequenza daunumcro, nella forma: .="," <11u111e11> (es "2000-12-06,126")

    12.2. Date 1111t!tiplc Alcuni provvedunentl, sebbl!nc umci, sono 1dcnt1ficat1 da piu d1 una data; in questo caso nel campo 1,iriportano tutte le date presenti, secondo la struttura:

    =

    '["," ]

    (es. 11p10,Ted1me11to del Garante per la plote21011e dei dau personah del 30 dll.embr~ 1999-13 genn,uo 2(!00, n 1 /P/2000 ha come nome tmiforme: "gar.mte p1otez10nc.da11 pe1sonah prm"·cd1mento·l 999-12-30,2000-01-13;

    1-p-.2000")

    12.3. P1"0/'vedù11entt 1101111111m,1ti 1

    I prov,·ed1menti non numerati nei veicoli di pubblicazione hanno un riferimento non univoco, m quanto possono esistere più provvedimenti dello stesso tipo, emessi ndlo stesso giomo dalla stes1,a autorità.

    248

    Pt-ogetto NJR - Fase2 / l\' otmatemzm:NIR-CR, "\' I. I (11ovt!n1bre 200 I)

    Poiché un nome urnforme de'-'e identificare univocamente ciascuno d1 questi, 11campo dcYc comunque contenere un elemento d1scnminante, che può essere un qualunc1ue identificativo utilizzato internamente all'ente (es. protocollo), anche se non pubblìcato. Nell'ipotesi che l'autontà non abbia alcun ident1ficati\'O interno, deve essere creato un apposito d1stmtivo, ad uso del sistema dei nomi; per renderlo chiaramente distinguibile, tale numero è preceduto dalla stringa "nir-": ·.:::::"n1r-" l ' (es "nurustero finanze·dccreto·1999-12-20,nu- ".")

    L'assegnazione di tale distint1Yo è a cura dell'autorità emittente del documento; nel caso d1 autontà multiple, l'attribu210ne del numero conven;,:10nale spetta ad una sola di queste e, salvo diversi accordi fra i soggetti, alla istituzione con il ruolo di maggior rilievo (es. proponente). Poiché è vietato l'inserimento nel catalogo di nomi uniformi duplicati, il numero convenzionale può, in mancanza, essere assegnato d'uffic10 (es. un numero progressi\-o all'mterno del g10rno) dal curatore del catalogo stesso, e comunicato all'autontà emittente.

    12.4. ~·•ù,meri 111ulttpli Alcum provvedimenti, in generale giurisprudenziali, sono 1dent1ficati, sebbene unici, da una sene di numeri (e1,,per riumfic,l?Ìonc cli cause giucfaiane). In questo caso s1 riportano nel campo vi, :iccondo la struttura:

    tutti gh 1denrificat1-

    .=

    <1d-documcnro> '["," <1d-documento>J (es "2000-06-12,c-10-97,c-11-97,c-12-9-")

    I caratteri non ammessi (es."/") o riservati (es. ":") non possono essere presenti all'interno dell', e pertanto \·anno convertiti in "-".

    P.L Spznosa/ AssegnaZ!one dez,•omiuniformiaz dowmentz gmndzci

    249

    13. ELEMENTO

    13.1. Identificazione del!'an,1esso La presenza di annessi di varia natura (allegati, tabelle, ecc.) è molto frequente nei documenti giuridici. Sebbene facciano parte integrante del provvedimento, tuttavia possono essere referenziati (es. subire modificazioni) in maniera indipendente dall'alto a cui sono allegati. La scelta di considerare o no un annesso come un documento distinto spetta all'autorità emittente, in funzione della natura del provvedimento e dell'importanza e dell'autonomia dell'annesso rispetto al documento ba~e, e in accordo con la defouzione della struttura (DTD) relativa. Nel caso l'annesso venga definito come documento distinto, a questo viene assegnato un distinto nome uniforme, formato dal nome uniforme del documento al quale è allegato e da una desinenza identificativa dell'annesso stesso. Al solito, per favorirne il reperimento in mancanza dell'identificat1vo, possono essere aggiunte ulteriori specificazioni (es. titolo):

    ~r•,"

    ·= "] (es. "regionc.umbna;giunt.t·dehbera·l 998-02-12;14.allegato a,co11firu.p;11co'') I c,1rattcn non ammessi (es "/") C>nseITilll (es ";") non possono essere prese1111all'interno dell'<1d-annesso>, e pertanto Yanno converun m "".

    14. ELEMENTO 14.1. Ident[ficazionedella versione

    Di un atto che abbia subito modifiche esistono più versioni del testo aggiornato, ciascuna caratterizzata dall'intervallo temporale in cui tale testo è da considerarsi d1 rifuimento. Ogni versione d1 un atto aggiornato viene identificata attraverso una

    data, quella di emissione dell'ultimo provvedimento modlfìcativo considerato o quella di pubbhc:tz10ne del comunicato di rettifica o errata corrige. I documenti redazionali che, in maruera dinamica, contengono in un unico oggetto tutta la storia delle diverse vigenze nel tempo, sono invece identificati con la stringa "multivigente":

    Progetto~'-'JR- /:-'-·me 2 / ,"\'omwtemua:;,aR-L'RS I. 1 (11ov~mbre :!00I)

    2:iO

    <, n ,10ne> = I "mult1ugente"

    L'arco dt nfer1mento d1 una i:cr,;;ione tcrmma con 1'101710 di quella succc~S!Y,1.

    Si ossern che la cnta 1'1111z10 della ,·igenn del testo aggiornato, ma ha 11,-antaggio di essere gestibile con 1 soli dati fonnal1. (es Il nome "stato 1cg10 dccrcto·19-l-1-01-30,12((~1998-U2-19" 1dent1fic.1d te~to aggiornato del "Rcgw dec1cto del 30; 1/ 1941, n 12" <..onle mod1fichc muodortc d,1] "Dcoeta lcgislatt\·o del 19/2/1998, n 51 ", senza alcun., 1nd1caz10nc dc!Li bi1;1 cffetnrn cntuta 111 ,·1gore)

    14.2. Ctdizzo della i
    a quella 1nd1cata.

    15. RIFERIMENTI A SPECIFICHE PARTIZIONI DEL DOCUMENTO

    I 5. 1. lnrhmzio11erldldpc1r/1;{!0llf Oltre al nome umforme del documento referenziato, è poss161lc 111d1care net nfcrimentt, per una puntuale indiv1dua7ionc della part1Z1one tntcres~ata, la relativa suddi\·1!!10ncinterna.

    Questo avYicnc accodando al nome uniforme, in maniera analoga allt' URL e con la medesima smtassi, l'ind1ca:none del punto specifico (ancora) puntato all'interno dell'atto:

    = r','#" l,

    P.L Sp1110.Ja / As.Jeg11aZfOtu1 dei 11om1 m1ijòrm1 ai domme,rh .ef11rid1r1

    1ç ?

    251

    u ....Nf0zin11.t~de!Ja.t>{jt».iT'lit,'lil' .. , .. i.:vm, L'indicazione della partizione di un atto nei riferimenti con 11nome uniforme deve essere conforme alla modalità di identificazione (es. attraverso un'enchetta univoca) definita nello standard che regola la struttura dei documenti giur1d1ciin XJ\.'IL,messo a punto dal Gruppo d1 Lavoro "DTD normativa" del progl!tto ''Nonne in Rete": · = <1d-pa1t1z10nc>

    Tale standard dovrà essere utilizzato come specificazione delle relazioni fra 1 documenti, anche in tutte le altre applicazioni (es. catalogo). (es "art. 12, comma 3 h1s" deve essere nportato come "#a1t12-com3b1s")

    16. PROCEDURA PER LA REGISTRAZIONE DEI NOMI 16.1. Il Co"11tatocentralep,•r l'assegnazione dei no;m Deve essere indiv1duato. _o apAositamente istituito. _un Comitato centrale avente autorità sull'assegnaz10ne degli elementi prìman dei nomi uniformi, associaci rispettivamente all'autorità emittente e al tipo di provvedimento, secondo le Ime<:·gmda ind1cate nel presente documento.

    Il Comitato ha 11compito di uniformare le modalità di indicazione degli elementi (es. per le Regioni "legge" e non "leb,ge.regionale"), di effettuare le eventuali normalizzazioni (es. ''delibera" per "deliberazione") e infine di risolvere eventuali omonun1e, nonché di tenere un registro delle autorità e dei opi di provvedimento approvaci. Il registro viene reso accessibile in rete in modo da diffondere la conoscenza dei nomi uniformi e favorirne l'uso corretto negli altri documenti. In prospettiva può essere creata una catena d1 deleghe verso Comitati competenti su domini sempre più circoscritti (es. Enti locali). 1i ,•insetimentonel registro 16.2. Assegnaz,onedeino11. Il Comitato centrale assegna un primo nucleo di nomi uniformi tÌ1 autontà emittenti, di loro organi e p.rovvcdimentt, e effettua l'inserimento nel registro in linea.

    :25:2

    Pmcze!!o }'._°JR - t'(!JC 2

    I I\Tormalewtcil: ;\'IlZ-UR '-.' I

    I (!10vemhre2001)

    Le autontà emittenti non presenti nel registro (o non presenti al grado di dettaglio necessario) richiedono l'assegnazione de] nome relativo all'1stitm:ione e/ o a1 suot organi e funzioni (nonché d1 eventuali tipi di provvedimento non ancora registrati) al Comitato centrale (o a quello competente).

    li Comitato, dopo le opportune verifiche e gli eventuali aggiustamenti, cornumca Il nome appro\·ato e provvede all'mscrimento nel registro.

    16.3. Orga111zzazw11e dz ha.redel registro Senza entrare nei dettagli tec111c1,il registro de\-c prevedere due sezio~ pnnc1pali, relatl\'e rispettivamente all'autorità emittente e al tipo dt prov\·ed1mento. ll1

    Per ciascuna sezione le 111formaz1oni relative sono essen:.:::ialmente quelle della parte d1 nome uniforme registrato, del corrispondente perioe di fine). Infatti le nomenclature delle istitudo di validità (data cli i111:.:::10 z10ni possono variare nel tempo (es. Ministeri) e l'indicazione del periodo consente pertanto agli operatori d1 costruire nferiment1 precisi. 17. PRINCIPI DEL SERVIZIO DI RISOLUZIONE

    17. 1. Arc!Jttdhtra generaledel sistema

    Il serv1z10 d1 nsoluzione ha il compito d1 associare ad un nome urnforme le rispettive locazioni di rete. TI

    ,.;,.·1:r,,1~a..1m,-Lu1ùprcs-s1vu-s1Òa:,a,-'m -uù attmrerì:ura''mstnoulta~ su due componenti fondamentali: una catena d1 informazioni nel DNS (Dot11ai11 ,\~m11e.ljstem) e un insieme d1 sen-1z1 di risoluzione da URL'J a CRL, ciascuno competente su un dommio specifico dello spa710 de1 nomi. A.ttra\·erso i record NAPTR del DNS (descnm nel RCF 2168 l3]), il client mdiv1dua le carattenst1che (protocollo, porta, sito) del servizio in grado d1 associare alla VRN in oggetto le CRL relative, e d1 permettere qumdi l'accesso al documento. Il serv1z10 di risoluzione s1 compone d1 due elementi: una base dì conoscenza (costituita da un catalogo o un insieme d1 regole di trasforma:.:::10ne)e un softu;aredi consultazione della base stessa.

    P.L Spmo.ra/ AsJegnaZ!OIICd,z

    nomz 11mforrm ai documenttgiundid

    253

    17.2. Il catalogo per la nsoluzione L'hnplementazione di un catalogo, costruito su una base di dati relaz10nale, offre una maggiore flessibilità per la risoluzione di nomi uniformi incompleti o imprecisi, evento probabile nel campo giuridico e ancor p1ù frequente se il nome uniforme del documento referenziato viene costruito automaticamente (attraverso un opportuno analizzatore o parse1J dai riferimenti. Ciascuna autorità emlltente sarà responsabile dell'implementazione del catalogo relativo, o più limitatamente della parte che riguarda i propri documenti, assegnando a c:iascuna risorsa il nome uniforme. In particolare provvederà alla co1nplei:a identificazione di ogni provvedimento, attribuendogli eventualmente una numemzione interna convenzmnalc. Oltre alle locazioni di rete (URI.), ti catalogo potrebbe contenere una serie d1 altri dati di grande interesse per l'utente, quali varie metamformaz10rn (titolo, estremi di p11bblicazione, materia trattata, data di vigenza, ecc.) nonché le relazioni attive e passive intercorrenti con altri documenti (modifiche, deleghe, abrogaz1oru, conversioni, ecc.).

    Nel catalogo i nomi alternativi (alias)sono strettamente legati fra 1010, hanno in comune le altre informaz1om (titolo, URL, relazioni, ecc.) e nel processo di risoluzione sono trattati esattamente nello stesso modu. Anche le varie versioni dello stesso provvedimento sono collegate strettamente fra loro e condividono una serie di mformazioni (es. titolo) ma possono avere un insieme cli informazioru proprie (es. inizio e fine vigenza). 17.J. Frm delproceuodi ris(JIUZf011e

    In generale il processo di nsoluzione dovrebbe operare attrave1·so le seguenti fasi:

    1. normalizzaz10ne del nome uniforme da risolvere, consistente nella trasformazione alla forma canonica di alcum componenti. Que1ita fase, part1colarmeme utile nel caso di costruzione automaùca del nome, si occupa, ad esempio, d1 sciogliere le sigle e le abbreVJ.az1oni, di uniformare le nomenclature delle 1st1tuz10ni, di standardizzare 1 tipi di provvedimento, ecc.;

    25-1-

    2.

    P1o._wttrJ \JR - h,,.: :! t

    1ntcrrog,1:;,10nc

    ,\(Jiì)!d

    /,;e 11/ul:

    ,'\}

    R-l R \ / /

    (//(//(';//li/e'_'()()

    del catalogo col nume urnto1mc nornul

    l/1/ .Ho

    I)

    cd

    e..,tra;,:1onc delle 111forrna;,10ma l]UC\to correlate, che, oltre alle l-RL, potrebbero c~..,cre 11titolo, L1ma1c1u, le rclaL10111,ccc.

    17 4. Co111po1ta1J1mto delmolutore

    In hnca eh mas!>una 11risolutore donc:bbc cc:rcarc nel catalogo il nome: umformc con cornspondenza completa a quello formto. Tenendo presente la poss1b1htà c.h11011111mprcc1s1 e/o 1ncomplct1 proYelllentt d,11nfc1imcnt1, 11r1solutorc.: clo\Tcbbc, 1n Cl~O ncgat1\-o. cercare nel catalogo tuttl 1 1101111che "contengono" quello fornito, m altre parole tutte k l 'RN di cui il nome f01mto co\t1trnso:, dememo per elemento, una ~otto~tringa 17 , ,. !mi!t (1//(I1ulr1~·1011e o 11/nJm,111mto

    Sul comportamento st:rndard del nsolutorc possono e!>::.ereco:,tn11t1 .,0(!1111u, di au~tl10 ,1!reperimento o alla rcda;,1onc eh nuoYi documcnn_ Tal, ~trUlll(.'.!1tlpotrebbero, 1lì lmc,1 d1 nus:,mu, cercare d1 fornire comunc.1ue (c\·1c.kn✓.:1ando le ~cmplifica,-1om operate) l'accc..,~o a nsorsc es1stent1, secondo regole d.1 comportamento dctcrmmatc m funzmne dcll'opcraz1onc da s\·olgere. A titolo d'c<;cmp10, Il f0(!11ar,,d1 aus1ho potrebbe, in caso d1 ricerca con e~1to negativo, eliminare dal nome formto parti di magg10r clcttagho (es_ ~pec1fica;,ione del prov\·cd1mento, art1cohz1one dell'organo, ccc) e npctere la nccrca dc1 1101111"contenenti", fino ad ottenere un esito posmyo o a raggiungere il lim1tc d1 s1grnficatff1tà legato al dominio in oggetto 1

    Saù poi compito
    18_RINGRAZIAl\lENTI Si nngraz1ano 1 componenti del Gruppo eh Lavoro "ldentifica71one ddlc rI'>or~c tramite l'R~s" del prngctto N 1R e tutti coloro che lunno forrnto commenti e <;uggcnmcntL

    19. RIFERIMENTI

    [11R __.\{oats. K.

    R. Sollms, ['R.,· .\)·11/(lx, RPC 21.\.1,j\fa)

    1997.

    P [_ _lp1110.,a

    /

    _,J,1es,1111:;;011e de, 11,?m1 1m1(017ilt

    ti! doa1111m/1

    §ltmiw

    255

    [2] T. Bcrncrs-Lee, R. F1cldmg, L. j\fa~intcr, [ '11fom1Reso/freeIt!entifiers (CRI): Gcnertc cl>11tc1x, RFC 2 396, ,-\ugust 1998.

    [3] J\1. l\Icalling, R. Daniel, The Sammg A11t/Jon(J'Pomter (~\JAPTR) D,"\.TS' Rcso11rce Record,RFC 2915, Scptember 2000.

    l4] R. Danicl, A Tnr•1a/Co/1/eitl!o,1 far 11smgHTTP

    !Il

    UR..S, RFC 2169,

    Junc 1997.

    [5] P] ,. Spmosa, ldmt~/icazzo11e riel/ertsom lnu111teL'R.Ns (Urnform Rcsourcc 2' ames) e gestione&1 1!fenmc11/z 1101-;11alm, ICap. 5 Sturlw eh ft1ttibzhtà per la l'Mhz:;:az/omdelprogctt,1 Accessoal/e 110/(//(' /Il re!el,ln: Injòr'/1/aficd e Dititto, 2000, 1, pp. 107-131.

    256

    FaJe2 / Xom1atwma: ì\'JR-UR1"\'1.1 (11m•m1bre 2001)

    ProgelloSIR-

    Allegato Riepilogo

    dei nomi "nir"

    de11a sintassi dello spazio

    uniformi

    *----------------------------------------------------------------• Struttura generale d1 un nome un1f0:nne , NID = spazio dei nomi • NSS = nome spec1f1co

    ·------

    ::::::nurn

    *-------------• Struttura 'Il' -

    -

    -

    o,•""



    Il

    I

    ..c;;:NSS>

    -

    -----------------------------------------------~---· d1 un n0t11e uniforme (URNI dello spazio

    • - - - - - - - --



    - - - - - --

    -

    IURNI

    "n1r"

    ------------~a---------------------

    • ~ --

    - - - - -

    "n1r"



    ~-------------------------------------------------------------------

    ... Struttura

    di

    un nome

    ..._- .. • Struttura

    dell'elemento

    specl.fico

    di

    11

    n1r"

    *----------------------------------·--------------------~---------- · = [•@· l

    ..._



    ==

    n

    "



    .... ----------------------------------

    ·---·"

    * 6trutLu~a



    dell'elemento

    11

    11



    ["

    11

    ]

    ________________________ ..._ ..



    -------------------------------------------------------

    *!"+"

    ]

    = (





    l*



    =



    :-

    )

    [

    dell

    11

    ))

    I



    l*

    l*

    *-----------------------------------~----------------

    • Struttura

    11 ,

    l*

    ~

    <1st1tuz1one>

    ,.[•,••

    elemento



    ---------------

    *------------------------------~----------------------------------

    ::=*[";"

    = l* :



    • Struttura *--------

    ~

    l•

    dell'elemento



    -





    Il r







    *[

    11 ,

    11

    )

    ]

    A

    257

    P.L Sp1nrJJ'a / Assegna;;:1011e de, nomzl{ll!jòr,111 ai docume11ltg1undw

    .

    (

    :=

    · = l•(

    <1d-docwnento>

    I

    <1-d documento>]!

    'I","

    •)


    ..::nw.,,ero-n1r>- : : ==- "nl.r- ~, 1 *

    *--------------------~-------------------------------------------•--

    dell'elemento *-----P-------~----------~-------••---------••-----•••-----------•- . = = * ( ~.;" ) • Struttura

    : = l•



    *---------~-------------------~----------------------------~-------• Struttura dell'elemento *--------------------------------------- -------~------------------

    : : =
    :,=


    I

    fica>

    "Ilnlltivigente"



    *-------~-•w•-----••••------m--~~-----------~---------------~------• Struttura

    riferimento

    cii un

    mediante

    un,fotme

    nome

    ---------------~-~-------ft--

    T--•------------------~--------------- : = ["jl"

    -)

    *------------------------------

    ------- ----------------------------

    dell'elemento *--------------------------------------•-•w------•-•---------------• Struttura

    • = <1d-part:i.zJ.one::.--



    • ::~

    <1d-part:1.zione

    I "·''I

    l*(

    *-----------------------~----T--------- ---------------------------• Struttura della data ·---------------------------- ----------------------~~-~------------







    11 -•




    : ·= 4 : = 2 2

    :·= *----------------------------•------·------------------------------• Caratteri annessi *----------------------------------~-------------------~------------





    · :=

    ,

    ~

    : "" "a" "j"

    ·s
    I

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    ..::.riservato>

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    11:XII

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    .. .,_. 11

    I

    I •s· I ,,,

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    •9•

    258

    Pm'.',_dto "\JR - hf,,':.} /

    R.\ I I

    .\on1111 /c',111<11:.\IR-l

    /1.111'~1!1/m }00!)

    Allegato Esempi B.l. regi

    Costituzione, lsgg~, decreti, decreti del

    .. t::l'..i ~

    nomi

    ~

    I -1e~

    legge,

    t O 1::!.t,;, C..~,~~~ L • ~0n10 accr~:c

    -:

    ~~::~

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    ..1~-

    I

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    Regola.reni-o

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    art1.g12'nato

    regolame.1to

    ordinanze

    Pres-de~ 2,l del Cons, gl,o de~ M1n1str1 rD_e_c_r_e_t_c_d-,-e~:-P_r_e_s_1_a_e_n_c_e_è_e_l __ ----'_ p,: €S idem e consig l, e muast Consigl~o dei ~inistri ~---=---------"-=~=--~----~------"--

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    r i dcc, eto

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    260

    Decreto Decreto

    (di

    m..i.n.lstr-o

    senza

    M1n1.s?:r1

    Decreto

    -

    Min1stero J11.1-n1.stero aroh1ejte

    1n1~ister1ale run1ster1ale

    e Trasporti

    Finanze

    c.eçreta

    portafoglio)

    ;i..nte-r.mi:u s t er J.Al e

    Arnlnente

    decreto

    funzione.pubol1ca

    e Tesoro

    nnn1-st.e!'.'o

    I direttoriale)

    t.rasport.i

    arob1~nte~~ir1stero

    decreto

    m_n1stero •rn1n,.,_stero

    rag1oner1.a

    f1nanze,dipart1mento tesoro1d1part1mento sta~o 9enei:ale

    decreco ordinar,za

    min:i_sc.ero a:nbiente

    0!:""dlnanza ministeriale

    entrate

    Regione

    autonoma e Prov1.~ç1a reg1.)nale reg:..one toscana,preside~te decreto assessore reg1-one toscana,assessore t:rasport1· decreto Decreto del Presidente regione del Cons19l10 emll1.a romagna,cons1-gl1.o, req,.onale pr~sJ. dente òecreto Decreto di Direzione generale 1egione tcscdna.~onsLgl10~

    del

    Presidente

    di Consiglio

    regionale

    Oec:ceto Dec::-eto

    Ordinanza

    Giunta regionale

    del

    d1rez1.one

    President.e

    della

    gestione provincia

    Gi~~ ta

    generale

    anministrazione

    sviluppo

    decreto

    bolzano,presidente

    ord1namza

    p::-;av1nc1.,c1le

    ordinan.la

    assesscr-e

    p:-ov1nc1.a. bolzano,as~csso~e

    prov1nc1ale

    trasport1

    ordinanza

    Alt,.-1 Decreto Decreto B.4.

    :rettorale del Pres1dente

    E.n':.!-

    un ..vers.1ta d> T~ibLnale

    tr1b1 ..male

    ur.oino1rettor-e

    decreto decreto

    cassina,pr~s1de:.te

    Circolari

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    Presider.Le M1.n1str1

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    del

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    C1rcolare Cncolare

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    Circolare regionale Circolare

    del

    d1 assessore

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    prefett1z:..a d1r1genz1aile

    Circola.:::-e

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    del

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    l!1.n1st.r:i cons1gl10

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    circolare

    M.:..n1stero

    di D~,:-etto::e

    8.eg~onc Presiàer.re

    arnlnente Clrcolare 1nfrast~ut.tur:-e trasporti, diparturento te~re5-t;c:-e, unl ta gestione autotrasporto pe~$Or..e case c1rcolare m1n1stero

    ufflcio

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    Pr0v1.nc1.a

    G!U'1ta

    regione

    autOnOl'la umbria,presiderte

    p!'."ov1.nc:1.atre~to,assessore cir-Cnla.re

    prov1r:c1ale

    ,!lltr1

    c!.~colarc a:,l;,ie'lt.e

    Ent1.

    prefetto

    bologna

    circolare

    palerrno;ò1r~zione urnvec-sl.t.a circ;ola-::-e ,:nrr1n1strat1va un1vers1.ta brenze rettore

    c.1rcolare

    P.L SpuJOJa / AJSeg!laZfOlle de;1101111 mu/01111i ai

    B.S.

    Co..tratti

    collettivi

    di

    lu'1'0ro

    Fubbll.Co

    Contratto

    nazionale

    collettivo

    Accordo

    qUadro

    Accordo

    ,n~e9rat1vo

    d1 lavoro

    Settore Contratto

    colletuvo

    na.zional•~

    Contratto

    collettivo

    az 1endal1J

    B.6.

    261

    dfJt'tJmmhgnmdm

    1mp1ego soc1al1 contratto lavoro.compartc nazionale area d1ngenza parti socl.ali contratto nazionale lavororaccordo imp1e9o;serviz1 pubblico parti soc1al1.contratto lavoro;accordo na:nonale comparto scuola

    collett,vo. universita,

    parti

    collettivo quadrar ess:enz1al1

    collettivo integrativo;

    privato part1.soc1al1:contra.tto nazionale.lavoro;settore contratto parti sociali lavoro~telecom aziendale

    collettivo. agricoltura collett,vo. italLa

    l'areri

    Comitato

    l'arere

    di

    Parere Parere

    di sezione del CNEL

    l'arer1

    di Autor1t:à

    St!lto le9islazi<>11e. camera deputat1,corr.1tato parere 3 pare.re di Stato cons1gl10.stato:sez1one cons1gl10 nazionale economia lav-Qro ·

    camarale del

    ConsigLL:,

    parere

    ~.7. Delibera, segnalazioni,

    indipendenti

    deliberazioni,

    cOJnunicazioi,.i,

    garant.e.prot.ezione direttiva,

    istruzioni,

    dat.1 personali

    pronunce,

    pare,·e

    autorizza~ioni,

    note

    Parlamento d1 Comrn1ss1one b1camer-ale

    Risoluzione Del1beiazione della Camera

    dell'Ufficio de1 IJeputat1

    parlà!11ento,c011I111ss~one

    di fresidenza

    bicamerdie

    =agrafe.tr1butar1e risoluzione r;atnera deputat1,uff1cìo pres1d~nzai.: del1hera~ione

    Presi.denzcl del Direttiva del !?residente del Cons19l10 dei Ministri della Deliberazione di D1part1mento Presidenza del Cons1gl10

    cons1gl10 dei presidente ministro

    Munstr1

    consiglio affar1.soc1al1

    mln1strl.d1~ettiva delibera~ione

    H1n1s~ero-M1n1stro

    Delebera

    m1n1ster1ale

    Delibera 1nternun1steriale (Ambiente e Trasport1J Nota di Direttore Comu~1caz,one del lhnistro Comunicato direttoriale

    Jel1beraz10ne

    d1 Capo d,partimenco

    ml.nistero

    aPlbiente

    m1n1stero

    ambiente+m~nistero

    delibera trasporti:

    delibera rn~n1stero.g1ustiz1a;à1rez1one.generale. affar1.i::1vl11 l,bere.profess1on1 nota m1nistero g1ust1z1a:comunicaz1one ministero coromerc~o estero;dire~ione~ generale esportaz 1am. 1mporta2:1oni, d1v1s:i..one 6 ca-mun1cato nun1stiero trasport,.nav19a~1one, dipart:c,roento traspor tei terrestr1..

    de,liberaz:one

    -

    P/(r;etfo,"\'JR-1-,,,c2 I Ymwal,·,111w:.\'rn-1:R..\.f.! (110/'t'lllhre200/J

    262

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    St.a t.:J -·-----·- --~---------+-"-e_P_a_-_L_,~r~"~P-·"~cl 1.--a disP,gYJO legg~ ____ C-'inEr 1 deputati p~ogc-tto legge c3.'7.Er t :.::.e-p~lal_1___,.,,_c_,_,._a ___ e____ -::------i CC"'11'(1ss1or~2

    nic.a

    ncralc

    "\.erc:ale

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    <,• SCç:'l"1O legge

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    263 B.9.

    Sencanze.

    decisioni,

    ordinan~e

    Col L l Se.:itenza cella Corte Sen.ten2.2 de-la Corte sc2: .. 0•1e I clv2..le SeTit.enza cella Cc-:."te

    c:...v1.l0.

    se::.1or..1

    sup~e. 1rne e s•.oer:.ar1

    Cc..stituz1,nnale C!

    Cass,=tt.:-one,

    eh

    Cass~:i.z 1 one,

    7

    sez.:!.C:-o("I

    Decisiore se-:: i or.e

    corte

    cassazione,se7iOne

    coi.te

    ·-

    ç1v;1_l1.

    c:i.s.sazio.rie,

    senten.a

    lavo1.o

    unite

    pe•lal

    3

    se21-ar.e.pe1,ale

    l

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    o~d1nar.za. tr1aunale.supe~io~e

    acq-...1-epuboliche,

    sent.enza

    cc:..nt1,sez1on1

    corte

    jcorLe ca-r:at-;sez1onc

    ril.ra

    te- serltcr.za appello

    cent.ra1-e

    ssnter.s~ jccn~1gl10.stato.~rz1one

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    4 decis'l.::.tle

    Il.

    trff_c1 g.1.uca z 1a::-.::. Co1te U~"l Cont sez.1.c.:-11? g1ur?.s~ ...z1ona.le reg ...onale

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    Lazio

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    \ tr1l::unale. arvr.J.nist:.rat 1.vc rcgi.ona_e to3can~,sez1or1~: se~tenza arr:mn1stra ...._,_vo regionale lr1bu'lale 2 O:td:tn31n.3..:l !,1...:1lia~ .c-ata-i.1.a, sez:.one :reg1 c,nple. pL.glia; L~J..butar.a '-Orl"\IT:.bSlOD0

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    Il trib.Jna~

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    m1laro.sez1one

    penale

    ~c·ritenza

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    1t.i

    pe:.alc 1,]:n.... T1ale balogn.a,sez~one u1dir.an.2::~ pt"..,dlc I ptet:ura J:"dlenno,sezi.one penale• Sl'"ntenza -:h ?!'etur~1, del gl.UO.lC-e di pace d P1sa tg1ud ...ce r;.a.ce p1sa·ser:.en.z.a •;;-B:t'!tenzil di=-1 ";'('J-nu::i.ale aei m1nore:1r._ ~bur.a:e m1norem11 é1renze

    d1 Bal~gna,

    -,_

    SPr..tO"lZa

    s~r~tc-riza

    ---~TcITTte

    <-LririclJo

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    Son::c>nca Senter.:!:tl sc.~'.l.te·1za Ql

    u::i::.tc

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    r .....!rll ce ds,1 Conti, Corte a<':la ct=>ntL.-Jle c:•app<'llJ III del Co"1.;3.:.gl10 C:! St.ato,

    .Ser1ccr.:za delle.

    e::.ez. ...0:-i.0

    l

    ClVllC!

    se"l.ten.::a

    U:!ì.l.tC:

    Senle -..:::d della co,te di CdSSc12~ore1 se ...:c:te :!.avor-o Co,:-te O.! CaSS-i: z.1-ane Sen:..enza de~la .J,.., l Le percal 1 sc..:: 1or.1 O~a ...nanza. deila corte d1 Cas::a21.ore, :::: I penale sezione S..::per1ore Sec1:Fnz:i de1 Tr1bc..nala ,'\cq ...... -e -de;le Jec1e;1or.e aellc• coz.;:.e èl::"J. Conti,

    se 1.Jri1 Sent:r.-za

    ·-

    sencerza

    -e.orte costitu:,.ionale cassa71one,s~z1one corte .senterzu. coi Le cassa~1-one,sezian1

    r1reiize

    Crn:,miss,one tributarla r:or1.no, sez I O:::-d1ric.1nza ~1Jl G.1ud1ce pe'" J.e I!"cag.1.r1 rrel1-at1 ,a=--1 oresso !l T11bum1l~ éh La~1ra Dec.reto Jel punbloço nu:r:.stero a_ Ro,lldl (tribcr::alc Sentenza

    p::::OV1..''l,Cia:e

    de!~a

    ccn.;.niss

    prov1.nc1ale 1 .sentenza lat1n.a,g1uL.1.çe ~ndag1.-.1

    ....one

    Lr .1..but.ar1Ll

    :::.or 1ro, se21011e

    tribunale prell.rnrarl.:

    ord:i.nanza

    tribu-iale republ:>l 1ca, rom.a procura pu::,bl 1co m.a.n:!..stero de(.relo

    ----

    --

    26-1-

    B.10.

    Atti

    Progetto.:--.i7R - fase 2 /

    N0!7lla

    temzw:f\JR-URJ\ 1 f. I (novemhrr: 200!)

    camunitari

    Col"'iUn.1.tà

    europea

    Dlrett1va CE del Parlamento europeo e de comur~1.ta Consiglio COC'IU!llta Regolame:1to CE della Cormn:.ss~one Dec1s1one del la Cornm1ss1o"e CE comunita C:Offl'U:11 ta: sentenza aella Corte di giust. .. z1a del sentenza 19 novembre 1991 (cause riunite C-6/90 e C-9190)

    europea

    d1rett1va

    europea

    regolamer.t.o

    europea

    dec.!.sione

    eu~opea,corte

    g1~stiz:a

    1991-11-19,c-6-90.c-9-90

    CIRCOLARE del 6 novembre 2001, n. AIPA/CR/35 (G. U. Serie generale n. 262 del 10 novembre 2001)

    AsSEGNAZIONE

    DEI NOMI UNIFORMI AI DOCUMENTI GIURIDICI

    L'Autorità per l'informatica nella pubblica amministrazione ha avviato nel gennaio 1999 un progetto intersettoriale, denorrunato ''Norme in Rete", con l'obiettivo di favorire l'accesso alle norme da parte de, c1ttacliru.

    "Norme 1n Rete" si sviluppa costruendo incrementalmente un portale dotato di funzionalità di ricerca che operano su documenti normativi accessibili ne1 siti web delle istituzioni e amministrazioni pubbliche che aderiscono al progetto. Le modalità di integrazione non risultano mtrusive rispetto ai sistemi informatici delle istituzioni partecipanti. Attualmente aderiscono al proge1 to oltre 40 istituzioni. ~el IlO\'cmbre 1999 la Camera del deputati ha sollecitato il Governo a promuovere iniz1at1,·e per consentm: a1 cmad1ni la consultazione gratuita dei testi normativi attraverso internet, facendo esplicito rifenmcnto al progetto. L'aumento del numero di amministraz1om aderenti e di accessi al sistema hanno 1ndotto l'Autorità, nel giugno del 2000, a proporre la costituzione di un Comitato tecnico interistituzionale, con compm di indirino e di supenrisione. Allo stadio attuale offerte funzionalità di disponibile sui diversi vigazione ipertestuale ciascun sito.

    d1 sviluppo, sul portale http://www.normeinrete.1t/ sono ricerca uniformi della documentazione normativa siti web istituzionali, mentre le funzionalità dì nasono quelle rese disponibili autonomamente da

    La possibilità di percorrere la rete dei riferimenti è determinante per la comprensione del dettato normativo e quindi per l'effettiva fruibilità delle norme da parte dei cittadim, delle imprese e degli altri operatori. D'altra parte, le atti,·ità redazionali necessarie richiedono un impegno di risorse considerevole e contmuatlvo nel tempo.

    I meccanismi di naviga2ionc finora dispombih si basano sulla localizzazione fisica dei documenti. La definizione di convenzioni per 1dentifìc,uh m ba~c ad elementi rappresentativi del contenuto consente di introdurre automatismi nella crea61011c dei collcgamenu, favorendo così la

    2M

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    C11cr,1a1e -llP_l dd

    6 11fJ1•.11dJ1.I/CIV 35

    crca;,1onl'. eh un ipertesto delle nsor<,e mfornut1n:

    g1mid1cbe distribum:

    ~u1 sw web.

    S1 rmcnc perciò utile a\ narc Lll1p1occ..,!>od1 standard1;,;rnzmnc della rapprcscm,1z10nc mformatic,1 delle norme, definendo regole c~~cnzuli per la creazione di nomi uniformi dei pro,Tedimcnti normat1n e giur1dic1 1talian1. S1 rendono poss1b1li, m questo modo, tl r1conosc11nento d1 un nfenmcnro normatJYo all'inrcrno di un tc~to m linguaggio naturale e l'as~ocJ,1;,1one dd nfei-1mc11to ,11l'mdinz10 fisico, realiuando fon71onahtà d1 rnn-1ga,-1onc1pcrtc~tualc. Le regole mtrodottc ~ono <;tate daboratc d,tl un gruppo d1 laYorn 1st1tu1to,1ll'111tcr110 dd progetto '·~orme 111 Rete;"; e~,;;cadottano cnten ò1 attr1bu/1onc d1 nomi (denonmrntr l'RN, L"m/
    ac.!crcnt1al progetto. Sul ,;1to http·!lwww normernrete rt/ ~0110 di..,pon1b1h 'ltrumcnt1 ..,oft,Drc per cm,tn111c il nome umfnrme a part11c dagli <:~tremi 1d--:nt1fic.1t1\"1 d1 un pro,·,·cd1111ento; c~~l pos<;ono cs~crc ut1ltzzati on-linc per la gcnera7.Ìonc ddl'l.'R::,...;i,oppure scancatl sulla propria <,tazionC:'di fo.yoro per 1m,tnrc lTR:-.: generato all'111tcrnod1 documenti in formato HT\IL.

    ~dl'arnb1to delk attrdtà d1 "Norme m Rete" sono ~tau pure teabzzat1 prototipi ~oftwarc, attualmente in fase d1 sperimentazione, per 11ricono:.cimcnto dei riferimenti normativi all'interno di un tc!>to, la creazione del nome u111forme cc.!Il reperimento del relativo pro,Tedimcnto, se pubblicato d,t una delle 1sntuz10111 aderenti al progetto. Terminata la spenmenta;,1one, i se1Y1z1n:rranno rcst d1~po111b1h
    Il Prc!>identc: 7TLL-\KI