2010

Delibera n. 9/2010 REPUBBLICA ITALIANA CORTE DEI CONTI SEZIONE DEL CONTROLLO PER IL TRENTINO ALTO -ADIGE /SÜDTIROL - SEDE di TRENTO composta dai magis...

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Delibera n. 9/2010 REPUBBLICA ITALIANA CORTE DEI CONTI SEZIONE DEL CONTROLLO PER IL TRENTINO ALTO -ADIGE /SÜDTIROL - SEDE di TRENTO

composta dai magistrati: Dott. Corrado CERBARA

Presidente

Dott. Giovanni NARICI

Consigliere relatore

D0tt. Dario PROVVIDERA

Referendario

nell’adunanza del 19 aprile 2010

VISTO l’art. 100, comma 2, della Costituzione; VISTO il testo unico delle leggi sulla Corte dei conti, approvato con R.D. 12 luglio 1934, n. 1214 e successive modificazioni; VISTA la legge 14 gennaio 1994, n. 20, recante disposizioni in materia di giurisdizione e controllo della Corte dei conti; VISTO il regolamento per l’organizzazione delle funzioni di controllo della Corte dei conti approvato con deliberazione n. 14 /2000 delle Sezioni Riunite della Corte dei conti in data 16 giugno 2000, successivamente modificato con deliberazione delle Sezioni riunite n. 2 del 3 luglio 2003 e con deliberazione n. 229 del 19 giugno 2008 del Consiglio di Presidenza; VISTO il decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267, recante il testo unico delle leggi sugli enti locali e successive modificazioni; VISTO l’art.7 del decreto legislativo 30 marzo 2001, n.165, come modificato dall’art. 46 del D.L. n. 112/2008, convertito nella l. n. 133/2008; VISTO il D.Lgs. 16 marzo 1992 n.266, recante le norme di attuazione statutaria concernenti il rapporto tra atti legislativi statali e leggi regionali e provinciali; VISTA la Legge Provinciale n. 23 del 19 luglio 1990, recante la disciplina dell’attività contrattuale e dell’amministrazione dei beni della Provincia autonoma di Trento, come modificata dalla Legge Provinciale n.9 del 24 ottobre 2006, nonché l’art. 41 del D.P.Reg. 10.2.2005 n.2/L, recante T.U. delle leggi regionali sull’ordinamento del personale dei comuni della regione autonoma Trentino Alto Adige;

VISTI i commi 56 e 57, nonché i commi 76 e 77, dell’art. 3, della legge 24 dicembre 2007, n. 244 (legge finanziaria per il 2008), che hanno introdotto ulteriori norme in materia di affidamento da parte di pubbliche amministrazioni di incarichi a soggetti esterni e, in particolare, disposto la trasmissione delle disposizioni regolamentari per estratto alla Sezione Regionale di controllo della Corte dei Conti, competente per territorio, entro trenta giorni dalla loro adozione, così come modificati dall’articolo 46 del D.L. 25 giugno 2008 n. 112, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n.133; VISTO anche il comma 163 dell’art. 3 Legge cit.; VISTA la Deliberazione n. 6/AUT/ 2008 della Sezione delle Autonomie della Corte dei Conti del 14 marzo 2008; VISTE le delibere della Sezione di Controllo di Trento n.4 del 29 aprile 2009 e n. 2 del 25 febbraio 2010; VISTA la nota prot. n. 207-B1/7 del 21 gennaio 2009 con la quale il Comprensorio Ladino di Fassa ha inviato a questa Sezione di Controllo di Trento copia della deliberazione dell’Assemblea comprensoriale n. 17 del 30 dicembre 2008 inerente l’adozione di un regolamento per l’affidamento degli incarichi esterni ai sensi dell’articolo 3, comma 57 della legge 24 dicembre 2007, n. 244; VISTA l’ordinanza n. 5 del 9 aprile 2010, con la quale il Presidente della Sezione di controllo di Trento ha convocato il Collegio per l’odierna adunanza; UDITO il relatore Consigliere Giovanni Narici;

CONSIDERATO IN FATTO Con nota prot. n. 207-B1/7 del 21 gennaio 2009 il Comprensorio Ladino di Fassa ha inviato a questa Sezione di Controllo di Trento copia della deliberazione dell’Assemblea comprensoriale n. 17 del 30 dicembre 2008 inerente l’adozione di un regolamento per l’affidamento degli incarichi esterni ai sensi dell’articolo 3, comma 57 della legge 24 dicembre 2007, n. 244; Di tale deliberazione occorre il riesame alla luce dei criteri generali stabiliti dalla Sezione nelle delibere n. 4 del 29 aprile 2009 e n. 2 del 25 febbraio 2010. Poiché dall’esame del suddetto regolamento emergono difformità rispetto ai criteri enunciati in materia dalla Sezione nelle delibere citate, il magistrato relatore ritiene che sussistano i presupposti per deferire la questione alla delibazione della Sezione.

CONSIDERATO IN DIRITTO La legge 24 dicembre 2007 n. 244 (legge finanziaria per il 2008) e s.s.m. detta all’articolo 3 nuove disposizioni in tema di affidamento di incarichi di studio o di ricerca o di consulenza a soggetti estranei all’amministrazione, integrando (e, in parte, modificando) la disciplina di cui all’art.7 del D.Lgs. n.165/2001. Secondo il dato testuale dell’art. 3 comma 57 della legge n. 244/2007 l’efficacia delle disposizioni regolamentari non è subordinata al loro esame da parte della Corte dei conti. Deve escludersi quindi l’effetto tipico del controllo preventivo di legittimità, che è integrativo dell’efficacia dell’atto. Nella logica di sistema l’obbligatoria trasmissione in termini temporali ravvicinati ad un organo di controllo esterno come la Corte dei conti va finalizzata all’esercizio di competenze desumibili dalle norme che regolano l’attività della istituzione. Si deve allora ricordare che funzione tipica delle Sezioni regionali della Corte dei conti rispetto agli enti locali è l’esercizio di un controllo di natura “collaborativa”. In relazione alla natura dell’atto il controllo della Corte dei conti è ascrivibile alla categoria del riesame di

legalità

e regolarità, dovendosi

assumere a

parametro delle disposizioni

regolamentari lo statuto dell’ente, i criteri deliberati dal Consiglio e i limiti normativi di settore. Il comma 163 dell’art 3 Legge n. 244/2007 cit. contiene la clausola di applicabilità delle relative disposizioni nei limiti della compatibilità con le norme statutarie delle autonomie speciali. Per altro, occorre ricordare l’obbligo di adeguare la normativa regionale e provinciale alle disposizioni nazionali di principio ai sensi dell’art.2 co.1 del D.Lgs. 16 marzo 1992 n.266, in mancanza del quale, e in difetto dell’impugnazione davanti alla Corte Costituzionale prevista dal successivo comma 2, continuano ad applicarsi le disposizioni legislative regionali e provinciali preesistenti. Nell’ordinamento regionale l’affidamento di incarichi esterni di collaborazione, studio, ricerca e consulenza risulta disciplinato solo in modo generico dall’art. l’art. 41 del D.P.Reg. 10.2.2005 n.2/L, recante il T.U. delle leggi regionali sull’ordinamento del personale dei comuni della regione autonoma Trentino Alto Adige, il quale prevede che “ Per obiettivi determinati e con convenzioni a termine il regolamento può prevedere collaborazioni esterne ad alto contenuto professionale…”. Nell’ambito dell’ordinamento provinciale, nella L.P. 19 luglio 1990 n. 23, che disciplina l’attività contrattuale e l’amministrazione dei beni della Provincia autonoma di Trento, è stato introdotto ex L.P. 24 ottobre 2006 n.9 il Capo I-bis che disciplina per l’ente provinciale l’affidamento degli incarichi di studio, ricerca, consulenza e collaborazione, fissandone i relativi princìpi. Tale disciplina si applica anche agli enti locali in forza del disposto dell’art. 3 comma 4 della L.P 12 settembre 2008 n.16: “Gli enti soggetti al patto di stabilità provinciale possono conferire

incarichi di studio, di ricerca e di consulenza nonché attivare forme di collaborazione coordinata e continuativa, sulla base dei principi desumibili dalle disposizioni del capo I bis della legge provinciale 19 luglio 1990 n. 23 (Disciplina dell'attività contrattuale e dell'amministrazione dei beni della Provincia autonoma di Trento), ed eventualmente entro i limiti stabiliti dalla Giunta provinciale, d'intesa con il Consiglio delle autonomie locali. Gli enti medesimi disciplinano gli aspetti organizzativi e le modalità per l'affidamento degli incarichi predetti”. La Sezione delle Autonomie della Corte dei conti, con delibera 6/AUT/2008 del 14 marzo 2008, ha dettato le linee di indirizzo e criteri interpretativi dell’articolo 3, commi 54-57, della legge 24 dicembre 2007, n. 244 in materia di regolamenti degli enti locali per l’affidamento di incarichi di collaborazione, studio, ricerca e consulenza, chiarendo che la trasmissione del regolamento deve ritenersi strumentale all’esame da parte della Sezione in un’ottica di controllo collaborativo analogo a quello esercitato ai sensi dell’articolo 1, comma 168, della legge 266/2005.

Nella medesima delibera si evidenzia che il dato di maggiore rilievo della

disciplina dettata dalla legge finanziaria 2008 è, da una parte, l’obbligo di normazione regolamentare dei limiti, criteri e modalità di affidamento degli incarichi di cui sopra nonché del tetto di spesa annua, dall’altro la subordinazione del conferimento dell’incarico e delle consulenze ad un documento programmatico approvato dal Consiglio. Il primo contenuto precettivo del comma 56 dell’art. 3 della legge finanziaria per il 2008 è l’obbligo, posto in capo all’ente locale, di dettare norme regolamentari compiute in materia (debbono essere, infatti, fissati limiti, modalità e criteri per l’affidamento dell’incarico o della consulenza). La Sezione di Controllo di Trento nella delibera n. 4/2009 ha delineato i princìpi generali enucleati dalla giurisprudenza contabile nella materia in oggetto. Tali princìpi costituiscono concretizzazione dei canoni dell’imparzialità e del buon andamento della P.A. di cui all’art. 97 della Costituzione, nonché attuazione del concetto di esercizio “trasparente” della funzione amministrativa. In particolare, al punto 4) della delibera sopra richiamata la Sezione fa osservare che per l’assegnazione degli incarichi esterni va prevista una procedura comparativa per la valutazione dei curricula con criteri predeterminati, certi e trasparenti, in applicazione dei principi di buon andamento ed imparzialità dell’amministrazione sanciti dall’articolo 97 della Costituzione. Pertanto, l’assegnazione diretta deve rappresentare una eccezione, da motivarsi di volta in volta nella singola determinazione di incarico con riferimento all’ ipotesi in concreto realizzatasi, e può considerarsi legittima solo ove ricorra il requisito della “particolare urgenza” connessa

alla

realizzazione

dell’attività

discendente

dall’incarico,

oppure

quando

l’amministrazione dimostri di avere necessità di prestazioni professionali tali da non consentire forme di comparazione con riguardo alla natura dell’incarico, all’oggetto della prestazione ovvero alle abilità/conoscenze/qualificazioni dell’incaricato. Il riferimento a leggi speciali regolanti settori diversi dell’azione amministrativa - quali, ad esempio, i servizi in economia o i lavori pubblici – non appare idoneo a consentire l’esclusione

della procedura comparativa: si ricorda che la materia è del tutto estranea a quella degli appalti di lavori, di beni o servizi, e pertanto non può farsi ricorso neppure per analogia a detti criteri. Per meglio esplicitare quanto sopra, la Sezione ha ribadito nella deliberazione n. 2 /2010 (vedasi punto 2) del dispositivo) che il ricorso a procedure concorsuali deve essere generalizzato e che da esse può prescindersi solo in circostanze del tutto particolari, ovvero: procedura concorsuale andata deserta, unicità della prestazione sotto il profilo soggettivo, assoluta urgenza determinata dalla imprevedibile necessità della consulenza in relazione ad un termine prefissato o ad un evento eccezionale. Il regolamento inviato dal Comprensorio Ladino di Fassa non si pone in linea con i sopra riportati principi, quanto all’inclusione (ex art. 12 comma 1, lett. a) del regolamento medesimo e, per relationem, ex art. 11 comma 1) nei casi di affidamento diretto degli incarichi di collaborazioni autonome anche dell’ ipotesi in cui l’incarico affidato preveda un compenso non superiore all’importo stabilito dall’art. 21 co. 4 della L.P. n. 23/1990 e s.m., con conseguente pretermissione della necessaria procedura comparativa. Per analoga motivazione, inoltre, il medesimo regolamento non si pone in linea con i suddetti principi per quanto riguarda l’inclusione nei casi di affidamento diretto ex art. 12 cit. anche dell’ipotesi di cui allla lettera c) del comma 1. Il discrimine tra gli incarichi di collaborazione autonoma sottoposti ai criteri enunciati in applicazione dell’art. 3 L. n. 244/2007 e quelli che non lo sono è, infatti, da rinvenirsi non nell’occasionalità degli stessi incarichi ma nel loro contenuto altamente professionale. Manca, infine, l’espressa previsione, richiesta dal punto 9) della delibera 4/2009 sopra richiamata, che le società “in house”, (che gestiscono servizi pubblici locali a totale partecipazione pubblica e/o da parte di società a totale partecipazione pubblica o di controllo, ai sensi dell’articolo 18, commi 1 e 2, del D.L. 25 giugno 2008 n. 112, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n. 133) debbono osservare i principi e gli obblighi fissati in materia per gli enti cui appartengono, nonché

i criteri per il controllo dell’Ente locale

sull’osservanza delle regole da parte delle Società partecipate: tale necessità, infatti, ricorre sia nel caso in cui l’ente abbia costituito tali società sia nel caso contrario, trattandosi di regolamentazione a carattere generale e preventivo. Fissati i parametri di riferimento della verifica demandata a questa Sezione di controllo, se ne devono stabilire gli effetti. Lo strumento più idoneo per raggiungere i risultati propri di una tipologia di controllo di natura collaborativa può essere individuato nell’applicazione dei principi e dell’iter procedurale dettati dall’art. 1 comma 168 della legge n. 266/2005, norma che prevede specifiche pronunce da indirizzare all’ente controllato, rimettendo ad esso l’adozione delle necessarie misure correttive nonché la vigilanza sulla effettiva adozione delle misure stesse.

P.Q.M. La Corte dei conti, Sezione regionale di controllo per il Trentino Alto-Adige con sede in Trento: 1) accerta la non conformità ai parametri come sopra richiamati da questa Sezione dell’esaminato regolamento relativamente ai casi di affidamento diretto per gli incarichi previsti dall’art. 12, co.1 lett. a) e c) prescindendo dalla necessaria procedura comparativa; 2) accerta, altresì, la non conformità dell’esaminato regolamento relativamente alla mancata espressa previsione dell’ obbligo delle società in house di osservare in materia i princìpi, gli obblighi e le modalità fissati per l’ente cui appartengono; 3) invita l’Amministrazione interessata a modificare e/o integrare il predetto regolamento nelle parti indicate; 4)

dispone

che

la

presente

deliberazione

sia

trasmessa

all’Organo

assembleare

del

Comprensorio Ladino di Fassa, al fine di procedere alle necessaria integrazioni e modifiche del regolamento; 5) dispone che l’Amministrazione interessata trasmetta, entro il termine di legge di 30 giorni dalla delibera di modifica, il nuovo estratto regolamentare aggiornato.

Così deliberato in Trento il 19 aprile 2010

IL PRESIDENTE F.to Corrado Cerbara

IL MAGISTRATO relatore F.to Giovanni Narici

DEPOSITATO IN SEGRETERIA il 20 aprile 2010 per IL DIRIGENTE F.to Marco Ulacco